Guardando oltre la Fed: i temi di mercato da qui a fine 2024
 

A tre giorni dal primo taglio dei tassi ufficiali da parte della Banca Centrale USA, noi di Recce’d abbiamo ritenuto utile per i nostri lettori … riprendere e rivedere alcune cose che proprio qui nel Blog avevamo già messo in evidenza.

La prima, la più legata all’attualità, è la seguente: il taglio di 0,25% di mercoledì prossimo (così come quello dello 0,25% di giovedì scorso, sono totalmente irrilevanti per la performance dei vostri investimenti e dei vostri portafogli, che siano investiti in GPM, oppure i Fondi Comuni, oppure in Polizze assicurative, oppure in certificati ed altre stranezze che vi hanno fatto comperare.

Non cambiano nulla. La situazione resta la stessa, e le vostre prospettive (buone o cattive o pessime) sono le stesse.

Veniamo ad una seconda cosa, di maggiore importanza per voi.

Nel corso degli ultimi decenni, i mercati finanziari ci hanno offerto numerosi esempi di una fase come quella attuale: un fase nella quale i mercati, e più precisamente la massa degli investitori, proprio non vogliono vedere.

I fatti, stanno lì davanti agli occhi di tutti. I dati, tutti li conoscono.

Ma la massa, guadata dalla rete di spregiudicati “consulenti” o financial advisor o private banker o wealth manager, sceglie di non vedere, di non guardare in basso: e si auto-convince di non essere sul cornicione del palazzo a nove piani.

Le banche internazionali di investimento, in fasi come queste, hanno il ruolo di guide ed istruttori: spiegano come si fa, ad alimentare una illusione collettiva. TG e quotidiani fanno il coro.

Un esempio, concreto ed urgente, ci è offerto dalla riunione della Federal Reserve che inizia martedì. Come tutti voi ricorderete, pochi giorni fa, alla fine di agosto, si è tenuto a Jackson Hole il Convegno Annuale che riunisce tutti i banchieri centrali del Mondo.

La copertura dei TG, della stampa, delle banche internazionali di investimento, ed ovviamente anche dei “consulenti” o financial advisor o private banker o wealth manager, è stata unanime.

Un solo messaggio, ci hanno raccontato tutti questi signori, è uscito la Jackson Hole:

“l’inflazione è stata sconfitta, e quindi la Fed inizierà a tagliare i tassi”.

Le cose, ovviamente, NON sono andate in questo modo, a Jackson Hole: ma voi, investitori finali che leggete questo Post, come fate, a saperlo?

C’è un solo modo, ed è affidarsi a noi di Recce’d, che da sempre siamo i garanti di una informazione finanziaria non soltanto completa ma pure analitica. E l’analisi, è l’elemento essenziale, se siete interessati a capire dove state, in quale mondo vivete ed investite, e che cosa è nel vostro interesse di fare oggi, per i vostri risparmi ed i vostri investimenti sui mercati.

Torniamo quindi indietro di una ventina di giorni, e vediamo che cosa è stato discusso, davvero, a Jackson Hole nel 2024, grazie all’articolo che segue. Ripartendo da lì, arriverete a capire di che cosa si discuterà, in realtà, martedì e mercoledì prossimi.

E sarete (finalmente) in condizione di comprendere davvero ciò che sta accadendo, sia sui mercati finanziari sia ai vostri risparmi. Se li avete investiti bene, oppure male.

All'incontro annuale dei banchieri centrali a Jackson Hole, nel Wyoming, i partecipanti si godono il R&R: ricerca e relax. Quest'ultimo di solito prevede una piacevole escursione sul lago, ma l'anno scorso un temporale ha bagnato gli economisti riuniti. Quando sono tornati il ​​23 agosto, una previsione meteorologica straordinariamente accurata li ha aiutati a evitare un acquazzone e a godersi un po' di sole. Era appropriato.

Un anno fa l'inflazione era ancora troppo alta e gli investitori scommettevano che i tassi di interesse sarebbero rimasti "più alti per più tempo", l'equivalente economico di un'inondazione. Quest'anno l'inflazione sembra in effetti attenuata e i banchieri centrali, le cui previsioni ottimistiche si sono anche avverate, hanno iniziato a tagliare i tassi di interesse.

E così hanno fatto qualcosa di simile a un giro di campo dopo la vittoria di un trofeo.

Jerome Powell, presidente della Federal Reserve, ha usato il suo discorso per dire che il mercato del lavoro americano non era più surriscaldato e che la Fed probabilmente si sarebbe presto unita al club dei tagli ai tassi. "Non dovresti dirlo in pubblico", ha scherzato Andrew Bailey, governatore della Banca d'Inghilterra, quando Kristin Forbes del Massachusetts Institute of Technology ha suggerito che il calo dell'inflazione era stato un grande successo. Un documento, presentato da Carolin Pflueger dell'Università di Chicago, ha mostrato come, contrariamente alle affermazioni di alcuni commentatori, gli aumenti dei tassi della Fed erano stati cruciali per tenere sotto controllo le aspettative di inflazione. Prima che l'inflazione decollasse, nel 2020 e nel 2021, persino i previsori che andavano controcorrente e si aspettavano un aumento dei prezzi pensavano che la Fed non avrebbe reagito, un'aspettativa che avrebbe potuto radicare il problema dell'inflazione.

L'idea del giro di campo è piaciuta ai partecipanti. Dopotutto, è la prova che i banchieri centrali hanno aiutato il sole a spuntare tra le nuvole. Eppure il documento che ha suscitato più dibattito all'incontro ha raccontato una storia più circospetta. Hanno Lustig della Stanford University ha presentato prove che durante la pandemia di Covid-19 i titoli del Tesoro americani, che dovrebbero essere l'asset più sicuro al mondo, erano diventati rischiosi. L'opinione pubblica è stata irritata dall'aumento del 18% dei prezzi al consumo dal 2020 e dagli aumenti dei tassi di interesse che sono stati richiesti in seguito. Ma almeno i salari reali sono aumentati. Si consideri, al contrario, la difficile situazione dei detentori di obbligazioni. Tra gennaio 2020 e ottobre 2023, il mix di inflazione più elevata e tassi più elevati, che hanno depresso i prezzi delle obbligazioni, ha causato un calo del 26% del valore reale dei titoli del Tesoro in circolazione.

Questo, ha sostenuto il professor Lustig, era indicativo di un "regime di debito rischioso". All'inizio della pandemia, il mercato dei titoli del Tesoro è stato colpito da un'estrema volatilità. L'analisi della turbolenza di solito sottolinea l'ostruzione delle tubature nei mercati finanziari: i dealer che intermediano i mercati hanno esaurito lo spazio nei loro bilanci. Il professor Lustig, tuttavia, ha presentato prove del fatto che gli investitori stavano di fatto reagendo agli sviluppi fiscali, vendendo di più nei giorni in cui si diffondeva la notizia che il governo americano avrebbe gettato denaro nella crisi. Inoltre, gli investitori che hanno venduto titoli del Tesoro hanno fatto meglio di quelli che non l'hanno fatto, l'opposto di ciò che ci si potrebbe aspettare se i problemi idraulici li costringessero a svendere i titoli a prezzi da svendita.

Le cose sembrano andare meglio sui mercati obbligazionari oggi. I titoli del Tesoro trentennali rendono solo il 4,1% annuo, con pochi segnali di un premio di rischio. Ma anche se il "regime di debito rischioso" americano fosse temporaneo, potrebbe essere incluso insieme al panico che ha colpito i mercati dei titoli di Stato britannici quando il governo di breve durata di Liz Truss ha annunciato tagli fiscali non finanziati alla fine del 2022 e alla svendita nei mercati francesi quando gli investitori temevano che l'estrema destra avrebbe preso potere.

Tali eventi dovrebbero essere inquietanti per le banche centrali per diversi motivi.

Uno è che gettano una nuova luce sul quantitative easing (QE), l'acquisto di obbligazioni utilizzando denaro appena creato. È un manuale di banche centrali fermare il panico acquistando obbligazioni, in modo da sbloccare l'impianto idraulico. Acquistare debito pubblico perché gli investitori temono la prodigalità fiscale è un territorio molto più rischioso. E il QE ha una conseguenza fiscale: alcune delle perdite che i detentori di obbligazioni avrebbero potuto sopportare sono state trasferite alle banche centrali e quindi sono tornate ai contribuenti. Il signor Bailey sembrava scottato dall'esperienza: "Non sto dicendo che non lo faremmo mai, ma penso che sia offuscato", ha detto riguardo all'uso del QE in futuro, lamentandosi anche del fatto che nessun giornalista avesse scritto sulle conseguenze fiscali del QE quando era redditizio. (Le sue copie di The Economist devono essere andate perse per posta.)



Un motivo più profondo per cui i banchieri centrali potrebbero preoccuparsi di un regime di debito rischioso è che, sebbene non amino parlare di tasse e spesa, sono in grado di controllare l'inflazione solo se i politici tengono sotto controllo i debiti. È possibile che in mezzo a un'esplosione fiscale non ci sia alcun tasso di interesse che i banchieri centrali possano impostare per prevenire l'inflazione. Tassi di interesse elevati possono indurre deficit ancora più grandi poiché i governi prendono in prestito di più per pagare le fatture degli interessi sul debito. Il Brasile ha familiarità con questo problema e il governatore della banca centrale del paese ha avvertito sul palco che altri decisori dei tassi potrebbero essere costretti a prestare maggiore attenzione alla politica fiscale. Se l'America continua sulla sua traiettoria attuale, con un deficit del 7% del PIL anche quando non è in recessione, ciò sembra certo.

Previsioni di pioggia

Pertanto l'ottimismo odierno del mercato obbligazionario, come indicato dai prezzi, è un po' curioso. Come nota il professor Lustig, l'esperienza degli ultimi anni non è stata unica. I detentori di obbligazioni spesso prendono bagni di perdite dopo guerre e crisi, che di solito creano un'impennata dell'inflazione. Una deflazione di una portata comparabile è più rara, nemmeno la crisi successiva alla crisi finanziaria globale del 2007-09 l'ha prodotta. Il Covid non sarà l'ultimo virus a causare una pandemia; una geopolitica tesa potrebbe causare più guerre o peggiorare quelle esistenti. Oggigiorno i governi sembrano più propensi a rispondere con grandi stimoli per rilanciare l'economia rispetto a una generazione fa.

I banchieri centrali non possono fare molto per questi rischi e meritano un momento di festa. Tuttavia, i detentori di obbligazioni che vivono per il lungo periodo dovrebbero considerare la possibilità che la storia si ripeta e che vengano nuovamente colti da una tempesta. ■


Di tempesta si parla nell’articolo che avete appena letto, e di tempesta si è trattato, sui mercati finanziari internazionali, sia nei primi giorni di agosto sia nei primi giorni di settembre.

Tempeste di breve durata? Temporali estivi? Tutto è rientrato?

Recce’d non la vede così: ed ai propri Clienti ha fornito già le migliori coperture per il freddo inverno.

E non solo questo, ai nostri Clienti abbiamo già suggerito attraverso i portafogli modello di Recce’d tutte quelle operazioni che nei periodi di freddo invernale consentono ai portafogli di guadagnare, e di guadagnare molto.

Come abbiamo scritto in apertura, Recce’d ha inoltre informato i propri lettori, in merito ai temi decisivi per le performances nel 2024: tra questi temi decisivi, non c’è il taglio dei tassi Fed (e ancora meno il taglio dei tassi BCE).

Ve ne abbiamo già scritto, amici lettori, ed oggi non vogliamo tediarvi con le ripetizioni. Non è più tempo di ripetizioni, perché il nuovo anno scolastico è già partito.

Ed allora, che cosa facciamo in questo Post? Ci facciamo aiutare da un vecchio amico, che si chiama Kenneth Rogoff.

Se tra i lettori c’è chi non ricorda questa persona, è facilissimo trovare dettagliate notizie sul Web. Ma tutti voi dovreste ricordare che soltanto qualche anno fa Rogoff era una star persino per i quotidiani italiani e i TG italiani, e questo grazie ad un libro che si intitolava “Questa volta è diverso”. Il titolo era intenzionalmente ironico.

Oggi, quello stesso titolo può essere riproposto, e con buone ragioni: come abbiamo scritto sopra, la massa degli investitori oggi 14 settembre sceglie di “non vedere” neppure quelle cose che (lo avete appena letto sopra) sono proprio l'ì sotto gli occhi di tutti. ma che potrebbero “rompere l’incantesimo” di mercati finanziari dive “tutto per magia sale”.

Il pubblico sceglie di “non vedere” (adeguatamente imboccato, con una alimentazione forzosa come capita a certe oche) e trascura i fattori che saranno determinanti per le performances di qualsiasi portafoglio da qui alla fine del 2024 e anche del 2025.

Noi di Recce’d scegliamo, da sempre, di guardare la realtà negli occhi, di non rincorrere miraggi, di non farci trascinare dalla mandria imbizzarrita.

Il contributo fornito da Ken Rogoff in questo Post è proprio quello di riportare il lettore e l’investitore alla realtà, fornire le necessarie priorità tra gli elementi che ci è richiesto di valutare, e in questo modo aiutarci a fare le scelte vincenti per il nostro risparmio e la nostra gestione del portafoglio titoli.

Noi, che con voi lettori come detto ne abbiamo già parlato e scritto, ci limitiamo oggi a segnalarvi i temi di maggiore peso toccati da Rogoff, che sono:

  1. la nuova era in cui tutti siamo entrati

  2. la volatilità futura dei mercati finanziari

  3. il livello dei tassi reali di interesse (cioè al netto dell’inflazione

  4. il rapporto tra spesa in deficit dello Stato e politica della Banca Centrale

  5. il rapporto tra crescita del PIL e livello del debito

  6. il livello di cambio tra le maggiori valute

  7. il ruolo sociale della Intelligenza Artificiale

  8. l’impatto delle Elezioni e della geopolitica sui mercati finanziari.

Questi sono tutti i temi dei quali il nostro Cliente riceve, ogni mattina, da noi di Recce’d una completa informazione, ed una analisi accurata, grazie al nostro bollettino che si chiama The Morning Brief.

  • Voi, invece, voi lettori che cosa ne pensate?

  • Voi come avete preparato, il vostro portafoglio titoli, all’evoluzione di questa variabili?

  • La vostra strategia di investimento come si posiziona, con riguardo a questi temi?

  • Lo sapete che cosa potreste perdere, oppure guadagnare, a seconda dello scenario che si presenterà?

Se interessati a un confronto, dovete semplicemente andare alla pagina CONTATTI del nostro sito.

Prima di lasciarvi alla lettura, ci permettiamo di mettere alla vostra attenzione il passaggio chiave dell’intervista che segue. Quel passaggio in cui Rogoff afferma che:

Nessuno avrebbe mai dovuto pensare che fosse normale. Ciò significa che probabilmente stiamo tornando a un ambiente simile a quello che esisteva prima della crisi finanziaria globale.

Ecco, amici lettori: se volete il bene dei vostri risparmi, e se non intendete rinunciare per sempre al vostro benessere finanziario, non fatevi convincere che “oggi tutto è normale, tutto stabile, tutto sotto controllo”, come tutti voi avete già fatto nel 2020 e nel 2021.

Tutti voi, negli anni 2020 e 2021, vi siete fatti convincere dai TG, dalla stampa, dalle banche internazionali di investimento, ed ovviamente anche dei “consulenti” o financial advisor o private banker o wealth manager: si poteva (secondo questi personaggi) dormire tranquilli sui Titoli di Stato, perché “l’inflazione è senza ombra di dubbio transitoria”. I tassi di interesse sarebbero rimasti a zero. Così dicevano tutti quei signori.

Guardatevi con attenzione le due immagini qui sotto. E riflettete bene.

Nel vostro esclusivo interesse.


Guardando al proprio esclusivo interesse, dice invece Rogoff, nessuno avrebbe mai dovuto pensare che fosse normale.

Noi di Recce’d, proprio in quegli anni dei tassi a zero, segnalammo ai nostri lettori più volte che le cose, nella realtà, NON stavano come a voi veniva raccontato.

Lo stiamo facendo una seconda volta, proprio oggi, e proprio con questo nostro Post. Non aspettate che si ripetano i fatti del 5 agosto 2024, oppure della prima settimana di settembre: perché non c’è alcuna garanzia, dopo, di recuperare quelle perdite.

Contattateci, e vi spiegheremo come si guadagna, e molto, proprio essendo consapevoli che oggi, nel settembre 2024, sui mercati finanziari internazionali

nulla, è normale. Tutto è fragile.

Svegliatevi dal sogno.


L'impennata dell'inflazione si è in gran parte attenuata e le banche centrali stanno allentando i tassi di interesse. Stiamo per tornare a un ambiente più "normale" come quello precedente alla pandemia?

Beh, non c'era nulla di normale nel mondo pre-pandemia. L'inflazione era più bassa di quanto non fosse mai stata nell'era della moneta fiat e i tassi di interesse reali erano più bassi di quanto non fossero stati negli ultimi cinque secoli. Quel periodo non era normale.

Nessuno avrebbe mai dovuto pensare che fosse normale. Ciò significa che probabilmente stiamo tornando a un ambiente simile a quello che esisteva prima della crisi finanziaria globale.

Cosa significa in termini concreti?

Non posso dirlo con esattezza, ma ciò che conta davvero sono i tassi di interesse reali, in particolare i tassi di interesse reali a lungo termine. Il tasso di interesse corretto per l'inflazione a 10 anni tra il 2012 e il 2021 era in media pari a zero ed è stato negativo per un periodo di tempo significativo. Un livello più normale sarebbe l'1,5% o il 2% in base al trend attuale, ed è più o meno dove siamo ora. Questo è un grande cambiamento.

Perché ti aspetti tassi di interesse reali più alti?

Per lunghi periodi di tempo, i tassi di interesse reali sono stati molto volatili e quando c'è un grande shock come quello della crisi finanziaria globale, tende a smorzarsi nel giro di qualche anno. Non è successo perché è arrivata la pandemia, ma in passato abbiamo avuto molti periodi in cui i tassi di interesse reali sono stati alti e molti periodi in cui sono stati bassi. Questa volta, sono semplicemente crollati. Quindi, a posteriori, penso che tutta questa roba sulla stagnazione secolare e sul «più bassi per sempre» fosse una razionalizzazione ex post sbagliata.

Ma che dire delle tendenze strutturali che si dice abbiano un effetto frenante su crescita, inflazione e tassi di interesse? Ad esempio, l'invecchiamento della popolazione e la scarsa produttività?

Questi due fattori sono ben correlati negli ultimi decenni, ma non su lunghi periodi. In effetti, non sono affatto correlati con i tassi di interesse reali. Oggi, la mia opinione sui tassi di interesse reali è abbastanza diffusa in termini di visione del mercato. Ma gli accademici, che tendono a muoversi lentamente, pensano ancora in modo schiacciante che torneremo allo zero. Ciò è in parte dovuto al fatto che gli accademici tendono a essere di sinistra e vogliono spendere molti più soldi per il governo. Pertanto, è comodo pensare che si possa prendere in prestito senza pagare nulla. Ma per me, questo è un pio desiderio.

Negli Stati Uniti in particolare, tuttavia, non è solo la sinistra a sostenere una maggiore spesa pubblica, ma anche la destra sotto Donald Trump. Quali sono le conseguenze per la politica monetaria della Federal Reserve?

Credo che l'inflazione nel prossimo decennio sarà in media più alta rispetto al decennio precedente. Per ora, la Fed probabilmente ridurrà l'inflazione al 2%, o vicino al 2%. Ma stiamo parlando del prossimo decennio. Viviamo in un mondo in cui le banche centrali hanno indipendenza, ma non è assoluta. Tendenze come la de-globalizzazione, le pressioni geopolitiche e livelli di debito molto elevati in alcuni paesi come gli Stati Uniti abbasseranno il livello di indipendenza delle banche centrali.

Come mai?

Le banche centrali non controllano strettamente l'inflazione. Cercano di bilanciare il rischio tra inflazione e disoccupazione, e altre cose come il debito pubblico. In un mondo in cui abbiamo più pressioni derivanti dalla de-globalizzazione, dall'incertezza geopolitica, dal populismo e dagli alti livelli di debito, l'equilibrio dei rischi è cambiato per le banche centrali e per la Fed in particolare. Troveremo più situazioni in cui rischiano di far aumentare l'inflazione piuttosto che avere un'elevata disoccupazione. Non lo stanno facendo in questo momento, ma è ciò che ci riserva il futuro. Ecco perché in media vedremo più picchi di inflazione nel prossimo decennio rispetto a prima. È una storia di economia politica, non una storia tecnocratica. Non deve accadere, ma questa è la mia interpretazione delle pressioni politiche.

La fiducia nella politica monetaria è già stata danneggiata, soprattutto perché la Fed ha sottovalutato l'inflazione sulla scia della pandemia e poi ha dovuto cambiare ripetutamente e bruscamente rotta. Quanto è grave questo danno alla reputazione?

Parte di ciò è attribuibile al fatto che il periodo post-pandemia ha presentato sfide significative. Ma è anche un esempio in cui le pressioni politiche sono state molto forti per impedire alla Fed di aumentare i tassi di interesse. Sorprendentemente, il presidente Biden ha aspettato molto a lungo per rinominare Jerome Powell presidente della Fed, più a lungo che in qualsiasi altro caso moderno. Solo allora, con Powell comodamente nel suo nuovo mandato, la Fed ha finalmente aumentato i tassi di interesse nella primavera del 2022. Quindi, qualunque cosa abbia detto la Casa Bianca, non voleva assolutamente che i tassi di interesse salissero.

Tra qualche settimana, la Fed probabilmente taglierà i tassi di interesse per la prima volta in questo ciclo. Quali sono le implicazioni per i mercati?

Voglio essere molto chiaro: non è che avremo sempre un'inflazione elevata, l’inflazione aumenta, e diminuisce, e poi aumenta. Inoltre, la Fed ha commesso un errore così grave che, per usare un'analogia con l'hockey, si è in qualche modo messa in una posizione di penalità per un po' sui tassi di interesse. Ma non rimarrà in una posizione di penalità. Di conseguenza, gli investitori realistici dovrebbero capire che anche se le banche centrali riescono a frenare l'inflazione ora, è destinata a tornare prima di quanto la maggior parte delle previsioni attuali preveda. Non voglio essere isterico al riguardo, ma penso che avremo, diciamo, un altro episodio nei prossimi sette o otto anni come quello che abbiamo appena avuto.

Inoltre, il debito pubblico negli Stati Uniti e in altri paesi occidentali è aumentato in modo significativo negli ultimi anni. In questo contesto, si parla anche di un superciclo del debito.

Assolutamente. Vivevamo in un mondo in cui il debito sembrava essere un “pranzo gratis” quando i tassi di interesse reali erano pari a zero. Ora non lo è più, ed è un adattamento molto doloroso che nessun partito politico negli Stati Uniti è disposto a intraprendere. Donald Trump e Kamala Harris stanno cercando di superarsi a vicenda per chi può avere un debito maggiore.

Quali sono le conseguenze?

Il debito non è mai stato gratuito, ovviamente. Ma ora viviamo in un mondo in cui palesemente non è gratuito. Quando la Fed gonfia i prezzi e genera inflazione, ciò aiuta a ridurre il debito. Quindi questa sarà un'altra fonte di pressione sulla politica monetaria. Non so quale sia la fonte di pressione maggiore, ma quando il presidente della Fed Paul Volcker aumentò i tassi di interesse nel 1980, il debito federale degli Stati Uniti era circa il 30% del PIL, oggi è più del 120%. Era difficile ai tempi di Volcker e sappiamo che al mercato azionario non piacciono i tassi di interesse elevati.

Quale ruolo gioca l'elevato debito pubblico in termini di crescita economica? Insieme a Carmen Reinhart, avete avuto un'influenza significativa sul dibattito accademico in questo settore sulla scia della crisi finanziaria.

Ciò che abbiamo scoperto è che i paesi con un debito superiore al 90% del PIL hanno registrato tassi di crescita medi inferiori rispetto a quelli con un debito inferiore al 90% del PIL. Ma non è che se il tuo livello di colesterolo scende a 200, morirai il giorno dopo per un infarto. O se superi di 1 miglio all'ora il limite di velocità, avrai un incidente. Lo abbiamo sottolineato nei nostri articoli. Ciò di cui non abbiamo tenuto conto a sufficienza è stato l'effetto dell'elevato debito sull'inflazione. C'erano questi scrittori molto polemici all'Università del Massachusetts che hanno utilizzato false dichiarazioni e citazioni selettive per cercare di sostenere la tesi che il debito sia un pranzo gratis. Ma chiaramente non lo è, e ora c'è una vasta letteratura successiva.

Perché esattamente un elevato debito pubblico è un peso per la crescita?

Il motivo è che livelli di debito molto elevati possono ostacolare la crescita economica, sia escludendo gli investimenti privati ​​sia restringendo la portata dello stimolo fiscale durante profonde recessioni o crisi finanziarie. Ma per essere chiari: avere un deficit fa bene alla crescita, proprio come spendere molti soldi ti rende felice, ma avere un debito non ti rende felice. Il pubblico e in particolare i polemisti confondono queste due questioni. Hanno deciso che il denaro è sempre gratuito.

La versione più estrema di questa visione è la Modern Monetary Theory, secondo cui un paese con una propria moneta non deve preoccuparsi dei propri debiti. Oggi, tuttavia, quasi nessuno parla più di MMT.

In realtà, la Modern Monetary Theory non è molto lontana da ciò che è diventata l'economia mainstream. Ad esempio, Olivier Blanchard ha affermato nel suo discorso presidenziale all'American Economic Association nel 2019 che paesi come l'Italia e il Portogallo potrebbero avere deficit maggiori e non aumentare mai le tasse. Paul Krugman sembra più o meno la stessa cosa. Critica la Modern Monetary Theory, ma le sue raccomandazioni sono fondamentalmente di avere un debito molto più elevato.

Quindi il fattore decisivo è l'entità del debito?

Non so come dirlo in modo politicamente corretto. Ma a tutti piace mangiare, nessuno vuole essere sovrappeso. In sostanza, è bene avere deficit se si è in recessione, ma non è bene entrare in recessione con un debito elevato. Quindi se si è in recessione, si dovrebbero spendere soldi. Si desidera utilizzarli quando ne hai bisogno. Ma ciò non significa che sia innocuo avere un sacco di soldi in debito; e non è quasi innocuo, è invece molto significativo.

I timori di una recessione negli Stati Uniti sono attualmente in aumento. Quale impatto avrà l'elevato debito nazionale se la Fed non riesce a ottenere un atterraggio morbido?

La probabilità di recessione sta aumentando, ma non so se sia ancora alta. A mio avviso, la probabilità di una recessione nei prossimi anni negli Stati Uniti è scesa al 25%, non sta quindi al 70%. Altre parti del mondo hanno rallentato di più. Ovviamente, la Germania non ha avuto quasi nessuna crescita per un po' di tempo, e il Giappone è vulnerabile in qualche modo. In altre parole, gli Stati Uniti potrebbero avere una recessione. È sicuramente una possibilità, ed è diventata una possibilità più grande. Ma è comunque più piccola oggi della possibilità che non arrivi una recessione.

Tuttavia, tra le maggiori economie, solo il Giappone e l'Italia hanno un debito nazionale più elevato degli Stati Uniti. Cosa succederebbe se si verificasse una recessione?

In questo momento, la Federal Reserve ha molto margine per tagliare i tassi di interesse a breve termine. Anche se, quando lo faranno, non penso che i tassi di interesse a lungo termine scenderanno così tanto, perché le persone hanno appena visto cosa è successo nell'impennata inflazionistica post-pandemia. Nel 2020, il tasso nominale a 10 anni è sceso a un minimo storico inferiore all'1%. Ciò non accadrà di nuovo. Nel pieno della prossima recessione, il tasso a lungo termine potrebbe scendere al 3,25% o qualcosa del genere. Ciò significa che il governo federale, se mi credi riguardo ai tassi di interesse reali che tornano a qualcosa di più normale, ha molto meno margine di manovra economicamente per rispondere.

In che misura le prospettive per l'economia e i mercati finanziari dipendono da chi vincerà le elezioni presidenziali?

Vedremo. Di certo, Harris è molto espansiva nelle sue politiche. È una progressista della California; a loro piace fare deficit e spendere soldi. Trump, semplicemente non capisco. Quindi esiterei a dire quali sarebbero le sue politiche. Sembra che voglia tagliare le tasse. Ma ancora una volta, non fingerei di capire cosa intende. Chiaramente, non è radicato nell'ideologia, tranne quando si tratta del suo ego. Né sembra ascoltare i consiglieri, il che rende anche difficile prevedere le sue azioni.

Trump e in particolare il suo compagno di corsa J. D. Vance credono che una svalutazione del dollaro consentirà una rinascita del settore industriale americano. Cosa ne pensi?

I tassi di cambio sono estremamente difficili da prevedere, ma penso che il dollaro scenderà indipendentemente da chi sia il presidente. Questo perché non abbiamo visto il dollaro così alto da oltre vent'anni. Bisogna tornare al 2002 e prima ancora al 1985. Quindi sembra decisamente che siamo all'apice del ciclo. Non so quanto un dollaro più debole sarebbe positivo per gli Stati Uniti, ma sarebbe salutare per il sistema finanziario globale; stimola il commercio, stimola la finanza. Ma ancora una volta, non penso che il presidente abbia alcun controllo su questo. Quindi forse Trump sembrerà un genio nell'ottenere il dollaro più debole che desidera. Tuttavia, nel grande schema delle cose, quelle osservazioni del suo team sul dollaro sembrano solo rumore.

Quale impatto avrebbe una svalutazione del dollaro sul suo status di valuta di riserva globale? Potrebbe accelerare la tendenza verso la «de-dollarizzazione» in Cina e in altre economie emergenti?

Gli americani non lo prendono abbastanza sul serio. Il fatto che la de-dollarizzazione non avvenga da un giorno all'altro li rende molto compiaciuti dell'intera faccenda. Al momento, la de-dollarizzazione non sta avvenendo, ma ciò non significa che non possa avvenire. Penso che potrebbe avvenire; non una de-dollarizzazione completa, ma un abbassamento del predominio del dollaro. Ma come ho appena detto, il dollaro è alto in questo momento e questo non sta servendo a uno scopo particolarmente buono a livello globale. Quindi sarebbe salutare se scendesse del 10% o qualcosa del genere.

Passiamo a un altro argomento: come giocatore di scacchi di grande successo, ti occupi di intelligenza artificiale da molto tempo. Come vivi il progresso tecnologico compiuto da grandi modelli linguistici come ChatGPT?

Gli scacchi sono da tempo all'avanguardia dell'intelligenza artificiale e lo sono ancora oggi. I progressi sono stati sbalorditivi. Ciò che sorprende è che non si fermano mai. Quindi, in base a ciò che ho visto guardando gli scacchi, questi primi grandi programmi di elaborazione del linguaggio sono solo all'inizio. Non lo presento come motivo di ottimismo, ma penso che si svilupperà molto, molto velocemente.

In che modo l'intelligenza artificiale potrebbe influenzare fattori macroeconomici come produttività, crescita, inflazione e tassi di interesse?

Non lo sappiamo. A un certo livello, potrebbe essere come la globalizzazione 2.0, che esercita una pressione al ribasso sui prezzi e butta fuori dal lavoro le persone in Occidente. Questa è una specie di idea. C'è anche questa possibilità che l'intelligenza artificiale porti a molte più tensioni sociali; più scioperi e populismo e cose per cercare di resistergli. In passato, questo non ha funzionato con l'industrializzazione, ma questa è diversa. Questo è molto più grande dell'industrializzazione. Quindi posso vedere un periodo di discordia sociale potenzialmente prolungata. In questo caso, l'intelligenza artificiale è economicamente destabilizzante e probabilmente esercita una pressione al rialzo sull'inflazione. E, sfortunatamente, gli usi militari potrebbero arrivare per primi, il che è orribile da pensare.

Sei quindi favorevole a una rigorosa regolamentazione dell'intelligenza artificiale?

Io sì. Faccio un'analogia con le normative finanziarie. Dopo la crisi finanziaria, hanno introdotto quella che definirei una regolamentazione finanziaria da Neanderthal; molto pesante. Ma sai cosa? Quando abbiamo avuto la pandemia, le grandi banche non hanno fallito. Non c'era dubbio che la regolamentazione abbia aiutato a superare questa crisi. Quindi se oggi regoliamo eccessivamente l'intelligenza artificiale e nel 2100 siamo indietro di cinque anni rispetto a dove potremmo essere, a chi importa? Semplicemente non è la domanda giusta.

Cosa dovrebbero trarre gli investitori da questa conversazione come punto finale?

Penso che siamo a un punto di svolta. Stiamo entrando in un periodo in cui la volatilità sarà semplicemente più elevata. Non torneremo a questo mondo di inflazione e bassi tassi di interesse molto affidabili. Pertanto, con un'inflazione più elevata e tassi di interesse più elevati, le cose saranno più volatili. La geopolitica è più volatile. Chissà cosa succederà dopo?



Valter Buffo
I punti deboli del consenso, settembre 2024
 

Leggere questo titolo che vedete sotto, quando mancano cinque giorni dal taglio dei tassi BCE e dieci giorni dal taglio della Federal Reserve, sorprenderà molti. In particolare, sorprenderà tutti quelli che hanno letto la retorica dei media e delle Reti di vendita dopo Jackson Hole 2024. Dove si diceva che “l’inflazione è sconfitta, ed avanti con i tagli!”. Ovvero: il consenso.

Molti lettori provano quel disagio di cui Recce’d ha già scritto più di una svolta: che è il disagio di NON riuscire a capire. Di sentirsi abbandonati e spiazzati.

Ma noi di Recce’d, come sapete, non vi abbandoniamo.

Grazie alla nostra esperienza decennale di mercati finanziari (e grazie alla fatica, ed alla delusione, ed alla paura) abbiamo imparato numerose lezioni.

La più importante? Ci fu regalata da Bruce Kovner, alcune decine di anni fa. Bruce Kovner, a quel tempo, era uno di più noti e reputati gestori al Mondo.

E ci spiegò che esiste un solo modo, per guadagnare sui mercati finanziari. Per guadagnare in modo continuativo, e stabile.

Trovare i punti di debolezza del consenso. Leggiamo le sue parole originali.

On seeking vulnerable consensus: What I am really looking for is a consensus the market is not confirming. I like to know that there are a lot of people who are going to be wrong.

E adesso arriva anche la traduzione.

Sulla ricerca di un consenso vulnerabile: ciò che sto cercando davvero è un consenso che il mercato non sta confermando. Mi è utile sapere che ci sono molte persone che si sbaglieranno.

I punti di debolezza del consenso del 2024 oggi sono davvero molto evidenti. E cogliere quelle opportunità, è semplicissimo.

Ripartiamo in questo Post dal mese di agosto per arrivare al dato di ieri.

Vi invitiamo a rileggete in nostri Post del mese di agosto 2024. E poi vi suggeriamo di leggere il brano che segue.

Il brano che segue è una ricostruzione di ciò che è successo negli ultimi quattro anni: e ci racconta che “l’inflazione è stata sconfitta senza la necessità di trascinare l’economia nella recessione”.

Questo racconto è una ricostruzione “credibile”. Leggete con attenzione.

Subito dopo, vedremo insieme le ragioni per le quali, proprio oggi 7 settembre 2024, i mercati finanziari ci stanno dicendo che questa “storia”, che questa “narrativa”, che questa ricostruzione che state per leggere risulta “credibile”, ma NON è la realtà.

NEL loro ritiro annuale a Jackson Hole, i banchieri centrali hanno celebrato la caduta dell'inflazione.

Ma meritano il merito? Nel mondo ricco, gli aumenti annuali dei prezzi nel paese medio sono scesi da un picco di circa il 10% all'inizio del 2022 a meno del 3% oggi. Sorprendentemente, questo è stato ottenuto senza profonde recessioni. La Federal Reserve probabilmente si unirà presto alle banche centrali in Europa nel tagliare i tassi di interesse, i rendimenti obbligazionari sono crollati bruscamente dall'estate e i mercati azionari hanno ignorato un timore di crescita che ha colpito all'inizio di agosto. L'economia americana era infatti più grande nel secondo trimestre del 2024 di quanto previsto prima che scoppiasse la pandemia di covid-19.

Si suppone che il rafforzamento monetario rallenti la crescita e negli anni '80 ha placato l'inflazione solo dopo profonde recessioni. L'apparente mancanza di danni oggi ha portato alla rinascita di un pericoloso mito: che l'inflazione sarebbe scomparsa da sola. Paul Krugman del New York Times ha persino affermato che Jerome Powell, presidente della Fed, ha usato il suo discorso a Jackson Hole per attribuire l'inflazione "in gran parte agli effetti transitori della pandemia", resuscitando una vecchia narrazione che i banchieri centrali hanno abbandonato nel 2021.

Questa visione è un'interpretazione errata sia dell'economia che del discorso. Il signor Powell ha affermato che l'inflazione elevata "non era transitoria". I documenti presentati a Jackson Hole hanno mostrato l'effetto schiacciante che gli aumenti dei tassi hanno avuto sul credito ipotecario e come la Fed ha rischiato di perdere la sua credibilità con l'aumento dell'inflazione. Anche i previsori che si aspettavano che l'inflazione persistesse pensavano che la Fed non avrebbe agito, il che significa che avevano perso fiducia nell'impegno dei banchieri centrali per la stabilità dei prezzi. L'aspettativa che gli aumenti dei tassi non si sarebbero verificati rischiava di peggiorare l'inflazione spingendo verso il basso il tasso di interesse reale, corretto per l'inflazione.

La politica monetaria non deve causare una crisi per ridurre la crescita dei prezzi: deve solo costringere l'economia a crescere più lentamente di quanto potrebbe altrimenti. Ciò è stato difficile da individuare in America, dove la crescita è stata rapida in parte a causa di un'ondata di immigrazione e dove un deficit di bilancio di circa il 7% del PIL ha contrastato tassi di interesse più elevati. Tuttavia, il raffreddamento del mercato del lavoro è chiaro da un enorme calo dei posti vacanti e da un piccolo aumento del tasso di disoccupazione. Nel frattempo, l'Europa ha subito così tanti colpi, tra cui la guerra in Ucraina, che è difficile giudicare cosa abbia causato cosa. Ma gli aumenti dei tassi avranno avuto un effetto sottostante simile.

Alcuni hanno sostenuto che il restringimento monetario ha semplicemente ripristinato un senso intangibile di credibilità e che il livello effettivo dei tassi di interesse non ha avuto importanza. Tuttavia, le regole empiriche suggerivano che i tassi americani avrebbero dovuto salire fino al livello odierno, come ha osservato The Economist nel 2022. È vero che i prezzi dell'energia e dei prodotti alimentari hanno spinto verso l'alto l'inflazione generale, solo per poi ricadere. Ma in America, nella zona euro e in Gran Bretagna, gli aumenti dei tassi di interesse sono stati abbastanza ben calibrati sull'aumento dell'inflazione di fondo, che esclude questi prezzi volatili.

È fondamentale che i decisori politici traggano le giuste lezioni dalla pandemia, dato il pericolo di dover affrontare altri episodi simili.

Molte banche centrali hanno, nel lungo termine, più o meno raggiunto gli obiettivi di inflazione adottati in tutto il mondo negli anni '90. Ma quella era un'epoca in cui gli shock dell'offerta erano rari e i governi del mondo ricco erano, nel complesso, fiscalmente prudenti. Oggi le guerre commerciali, la transizione verde, ulteriori pandemie e vasti debiti pubblici minacciano tutti di creare interruzioni inflazionistiche con cui le banche centrali dovranno fare i conti. Il modo in cui hanno ottenuto la vittoria odierna sull'inflazione elevata è quindi importante. Non è stato solo un colpo di fortuna. ■

Dunque si dice in questa “ricostruzione” qui sopra che “NON è necessario mandare l’economia in recessione per sconfiggere l’inflazione”.

Questa è stata anche la “storia”, la “narrativa” di Powell e Lagarde a Jackson Hole, solo due settimane fa, a fine agosto 2024.

Il “soft landing” ci fu presentato come “garantito”, solo dieci giorni fa.

Noi di Recce’d lo abbiamo definito, anche qui nel sito, un “cantare vittoria”. Un “cantare vittoria” prematuro.

Prematuro per una serie di ragioni, tutte molto concrete.

Tra le quali, una ci viene messa in evidenza dal brano che segue: un brano che ci spiega le ragioni per le quali la “storia”, la “narrativa”, viene cambiata molto di frequente, e nel 2024 ancora più di frequente. Perché cambiare continuamente “narrativa”? Che cosa lo rende necessario?


30 agosto 2024 Mohamed A. El-Erian

I dati economici statunitensi pubblicati all'inizio di agosto non solo hanno innescato un breve ma drammatico episodio di volatilità del mercato finanziario. Hanno anche alimentato un grado anomalo di instabilità nelle previsioni dei principali economisti di Wall Street, suggerendo che loro, come la Federal Reserve, potrebbero aver perso i loro riferimenti strategici.

CAMBRIDGE – Nella misura in cui gli storici della finanza faranno mai riferimento ad agosto 2024, sospetto che sarà per la follia dei primi tre giorni del mese, quando i prezzi delle azioni sono crollati mentre gli investitori scaricavano i loro titoli preferiti e hanno fatto schizzare alle stelle il VIX (l'"indice della paura" di Wall Street) a livelli mai visti dall'inizio della pandemia di COVID-19 nel 2020. Tutto questo disordine sarà probabilmente attribuito ai "cattivi dati tecnici" associati a un "carry trade" dello yen giapponese eccessivamente indebitato e ai trader junior e inesperti i cui superiori erano via per le vacanze estive.

Ma mentre la volatilità era davvero sbalorditiva, non ci è voluto molto perché il danno si invertisse. Entro la fine di agosto, le azioni si erano più che completamente riprese, il VIX era tornato ai suoi livelli normali e c'erano indicazioni che i trader si stavano riammassando nel carry trade (prendendo a prestito in una valuta a basso interesse per investire in asset ad alto rendimento altrove). Inoltre, questa ripresa è stata convalidata e rafforzata dal discorso accomodante del presidente della Federal Reserve statunitense Jerome Powell al Jackson Hole Economic Symposium, dove ha dichiarato che "è giunto il momento che la politica si adegui", "la direzione di marcia è chiara" e la Fed "non cerca né accoglie con favore un ulteriore raffreddamento delle condizioni del mercato del lavoro".

Per quanto questi sviluppi ampiamente trattati mi abbiano interessato, ricorderò agosto 2024 per motivi diversi, perché sono stato particolarmente colpito dalla volatilità di altre due importanti influenze sugli investitori: la visione consensuale dell'economia degli economisti di Wall Street e le loro opinioni relative alle prospettive politiche della Fed.

Anche qui abbiamo assistito a un'enorme instabilità, di cui non si possono biasimare i dipendenti junior. Ad esempio, un leader esperto e molto rispettato di un forte team di economisti di una grande società di Wall Street ha deciso, all'inizio di agosto, di aumentare la probabilità di recessione del suo gruppo dal 15% al ​​25%.

E questo cambiamento radicale è avvenuto solo quattro giorni dopo che la società aveva accolto con favore le rassicuranti osservazioni di Powell alla conclusione della riunione politica del Federal Open Market Committee del 30-31 luglio.

Altrettanto insolito, la chiamata è stata in parte annullata due settimane dopo, quando gli economisti della società hanno abbassato la loro probabilità di recessione al 20%, una decisione basata su una singola lettura di una serie di dati settimanali intrinsecamente volatili.

Oppure si considerino gli economisti di un'altra grande banca di Wall Street che sono andati ancora oltre nella loro reazione di inizio agosto. Oltre ad aumentare la loro probabilità di recessione, hanno dichiarato che l'economia statunitense era, di fatto, già in recessione.

Nel frattempo, un professore universitario altrettanto esperto e molto rispettato è salito in onda per chiedere un taglio di emergenza dei tassi di interesse prima della successiva riunione politica programmata regolarmente dal FOMC a metà settembre. Ha poi aggiunto che questo dovrebbe essere seguito da un taglio altrettanto grande al momento della riunione.

Questo grado di volatilità analitica non è normale. Dopotutto, in genere è necessario avere una base molto solida prima di fare queste chiamate drammatiche (o almeno di farlo con tale convinzione). Cosa spiega tutta questa turbolenza?

  • L'interpretazione più benevola è che l'economia potrebbe benissimo trovarsi in uno di quei difficili punti di svolta in cui i dati diventano intrinsecamente volatili e difficili da valutare e gli economisti si trovano di fronte a una gamma insolitamente ampia di scenari plausibili.

  • Una seconda interpretazione si basa sul valore shock del rapporto sull'occupazione del 2 agosto 2024, che includeva un aumento inaspettatamente elevato del tasso di disoccupazione. Ciò ha innescato la regola di Sahm: l'osservazione dell'economista Claudia Sahm secondo cui, storicamente, un aumento così ampio della disoccupazione implica una recessione imminente.

  • Una terza interpretazione è che gli economisti di Wall Street hanno seguito l'esempio di una Fed che ha evitato gli ancoraggi strategici ed è diventata eccessivamente dipendente dalle pubblicazioni di dati ad alta frequenza, indipendentemente dalla loro intrinseca rumorosità. O, più precisamente, gli economisti si sono uniti alla Fed nel trattare tali letture di dati, dai dati relativi all'occupazione e ai prezzi alle vendite al dettaglio e agli indici di fiducia dei consumatori/imprese, come contenenti più informazioni fruibili di quanto ragionevolmente giustificato.

Questa tendenza non è così irrazionale come potrebbe sembrare. Se tali letture influenzano il modo in cui la Fed vede l'economia, daranno forma a politiche che aiuteranno effettivamente a determinare i risultati economici.

Tuttavia, è un problema. Con gli economisti della Fed e di Wall Street che soffrono di un'estrema dipendenza dai dati, dovremmo aspettarci che il "ping-pong narrativo" continui fino a quando non accadrà una di queste tre cose.

  • In primo luogo, i funzionari della Fed potrebbero fare un lavoro migliore nel ristabilire i loro punti di riferimento strategici.

  • In secondo luogo, gli economisti potrebbero mostrare una maggiore disponibilità ad assumersi il rischio significativo di carriera che deriva dal "guardare attraverso" una banca centrale (anche se è la più potente al mondo) che ha dimostrato un orientamento eccessivamente a breve termine.

  • E in terzo luogo, potrebbe esserci un grande shock esogeno che altera fondamentalmente le prospettive dell'economia. Se ciò accade, i dati richiederanno davvero una nuova narrazione. Fino ad allora, aspettatevi che questo livello storicamente insolito di volatilità analitica persista.


Notate come, in questa ricostruzione di ciò che è successo nel mese di agosto, si dia grande evidenza alla estrema volatilità. E la volatilità dei mercati viene spiegata con la volatilità della “narrativa”. E la volatilità della narrativa a sua volta viene indicata come una promessa di futura volatilità.

A meno che, come si legge nella conclusione di questo brano, non accada un “grande shock esogeno”.

Noi in Recce’d riteniamo che proprio questa eventualità, oggi 7 settembre 2024, sia quella con il maggiore grado di probabilità. E quindi, quello scenario sul quale vale la pena investire, fatta la doverosa analisi dei costi e dei benefici.

In sintesi, ora vi spieghiamo su che cosa è fondata questa nostra convinzione.

La nostra convinzione si basa sul fatto che la larghissima parte del pubblico, e la quasi totalità dei Governi e delle Banche Centrali, non ha ancora compreso che con la pandemia (che qui noi intendiamo come serie di scelte che NON sarebbero state possibili senza la pandemia) i meccanismi di funzionamento delle economie sono stati brutalmente alterati, e danneggiati. Non funzionano più: e da qui arriverà lo shock esogeno.

Quello che NON è stato ancora compreso dai Governi, e dalle Banche Centrali, e dalla massa degli investitori, lo potete leggere nelle due immagini che seguono.

In questa sede, noi di Recce’d non abbiamo spazio a sufficienza, né tempo a sufficienza, per entrare nell’analisi di dettaglio, che riserviamo al nostro Cliente.

Raccoglieremo una parte di questi lavoro in un libro monografico di prossima pubblicazione.

In estrema sintesi, al nostro lettore anticipiamo che non gli sarà possibile capire che cosa sta succedendo (ad esempio, i dati di ieri per l’occupazione USA, e la reazione dei mercati finanziari) senza capire le ragioni per le quali:

  • un aumento del 5% del costo ufficiale dei mercati NON ha prodotto una recessione tra il 2022 ed il mese di settembre 2024; e poi

  • per quale ragione i consumatori continuano a spendere anche adesso, dopo che i soldi regalati dagli Stati sono finiti, sostenendo il PIL e le vendite al dettaglio.

Proseguendo da questo punto, con il vostro lavoro di analisi sarà facile arrivare agli annunci di Jackson Hole, comprendere perché quegli annunci sono prematuri, e capire la grande difficoltà delle scelte che la Federal Reserve sarà costretta a fare tra dieci giorni.

L’immagine qui sotto vi sarà utile in questo vostro lavoro di analisi.

Ovvio che, nella vostra mente di investitori, la preoccupazione dominante è sempre la futura direzione dei mercati finanziari, e quali sono gli asset che avranno un rendimento futuro positivo, mentre altri asset finanziari produrranno perdite.

Potrà esservi utile ragionare sui due grafici che seguono, per avvicinarvi alle risposte che cercate.

Anche questo tema verrà approfondito per il Cliente nel The Morning Brief.

Ed anche di questo ci occuperemo nel libro di prossima al quale abbiamo fatto cenno sopra.


Analizzati i contenuti di queste due immagini, arriverete con facilità alle riposte che cercate, sui vostri asset finanziari e sul vostro portafoglio.

Come sempre, noi di Recce’d siamo qui, disponibili ed interessati a confrontarci con voi. Alla pagina CONTATTI del sito trovate le modalità per avviare con noi un contatto diretto e personale.

Ci mettiamo a vostra disposizione per analizzare insieme rischio e rendimento delle vostre attuali posizioni, oppure se preferite per confrontarci con voi sullo hard landing di cui oggi tutti discutono.

Veniamo alle conclusioni del Post, ed al dato pubblicato ieri negli Stati Uniti.

Un dato che, a tutti noi gestori di portafoglio professionali ed a tutti gli investitori, ha ricordato alcune cose:

  1. che non è vero che la trimestrale di Nvidia pesa più del dato americano per la disoccupazione (come si diceva nella immagine qui sopra)

  2. che non è vero che “tutto va bene e tutto è sotto controllo”, come vanno in giro a raccontare i financial advisor, i private banker, i direct banker, i family banker, i wealth manager, i “consulenti fondivendoli”, insomma tutti i promotori finanziari interessati a piazzarvi sul conto i Fondi Comuni, e le polizze assicurative, e le GPM, e i certificati

  3. che è arrivato il momento giusto, per noi gestori e per tutti gli investitori, di domandarsi “e adesso, da qui, dove andiamo”?

Dove andiamo? Tra le possibili risposte, una la leggete nel brano che chiude il nostro Post di oggi. Ricordate: queste NON sono le risposte di Recce’d. E quelli che leggerete, NON sono i nostri calcoli. Non sono neppure le nostre conclusioni.

Ma si tratta di una lettura che sarà molto utile per le vostre, di valutazioni.

E le nostre conclusioni? I nostri calcoli? Vi è sufficiente contattarci, alla pagina CONTATTI del nostro sito. E confrontandoci noi ve le raccontiamo.

Se mettiamo un bicchiere d'acqua calda nel freezer, la sua temperatura diminuirà gradualmente. Alla fine l'acqua si congelerà, passando da liquida a solida. Non deve succedere nulla di nuovo per generare questa "transizione di fase". Tutto ciò che è necessario è che la temperatura nel freezer rimanga al di sotto di zero gradi Celsius. Ora sostituisci "temperatura nel freezer" con "livello dei tassi di interesse".

L'economia statunitense si sta raffreddando in risposta alla politica monetaria restrittiva, come dimostrato dal calo dell'inflazione e dalla crescita dei salari. Non si è ancora ghiacciata perché due anni fa era molto calda. Ma se la temperatura dell'economia continua a scendere, si congelerà. All'inizio del 2022, c'erano due posti di lavoro vacanti per ogni lavoratore disoccupato. Chiunque avesse perso il lavoro allora poteva attraversare la strada e trovarne uno nuovo. Ciò ha impedito alla disoccupazione di aumentare.

Le cose non sono più così semplici.

  • Il tasso di posti di lavoro vacanti è tornato ai livelli pre-pandemia. Coloro che perdono il lavoro trovano sempre più difficile trovarne uno nuovo. Mentre un afflusso di persone nel mercato del lavoro ha contribuito a un aumento del tasso di disoccupazione negli ultimi 12 mesi, quasi la metà dell'aumento è dovuto alla perdita del lavoro. Un mercato del lavoro in flessione comprometterà la spesa dei consumatori.

  • Il tasso di risparmio personale si è attestato al 2,9 percento a luglio, meno della metà di quello del 2019.

  • I risparmi in eccesso dovuti alla pandemia sono stati esauriti. In termini aggiustati per l'inflazione, i depositi bancari per il 20 percento più basso dei percettori di reddito sono al di sotto di quelli del 2019.

  • I tassi di insolvenza sui prestiti al consumo sono saliti a livelli visti l'ultima volta nel 2010, un anno in cui il tasso di disoccupazione era il doppio di quello odierno.

  • Il mercato immobiliare sta mostrando nuovi segnali di stress. La fiducia dei costruttori di case è scesa ad agosto al livello più basso finora quest'anno. Le vendite di case sono deboli. Gli inizi dei lavori e i permessi per le abitazioni sono stati rinnovati. Il numero di unità abitative in costruzione è diminuito di oltre l'8 percento dall'inizio di quest'anno.

  • A differenza del passato, l'occupazione nel settore edile non è ancora diminuita, forse i costruttori stanno accumulando manodopera, ma se l'edilizia residenziale continua a indebolirsi, assisteremo a un'ondata di licenziamenti in quel settore. Il settore immobiliare commerciale rimane sotto pressione. I tassi di posti vacanti negli uffici sono ai massimi storici e continuano a crescere.

  • I tassi di insolvenza stanno aumentando nei segmenti di uffici, appartamenti, vendita al dettaglio e hotel. Le banche regionali, che rappresentano la maggior parte dei prestiti CRE, subiranno ulteriori perdite.

  • L'attività manifatturiera sta di nuovo rallentando. La componente dei nuovi ordini dell'indice manifatturiero ISM è scesa ad agosto al livello più basso da maggio 2023. In termini reali, gli ordini di beni strumentali di base sono in calo da due anni.

  • La spesa per l'edilizia è stata sovvenzionata dallo stimolo fornito dal Chips Act e dall'Inflation Reduction Act. Sebbene ancora elevata in termini assoluti, questa spesa ha raggiunto il picco e diminuirà nei prossimi trimestri.

È improbabile che la Federal Reserve salvi la situazione. L'economia è caduta in recessione solo pochi mesi dopo che la banca centrale ha iniziato ad abbassare i tassi nel gennaio 2001 e nel settembre 2007.

Il mercato si aspetta attualmente che la Fed riduca i tassi di oltre due punti percentuali nei prossimi 12 mesi. I rendimenti obbligazionari a lungo termine non scenderanno molto rispetto ai livelli attuali a meno che non fornisca un allentamento maggiore di quanto il mercato stia già scontando. Ciò è improbabile a meno che non ci sia una recessione.

Anche se la Fed fornisse un allentamento maggiore di quanto attualmente scontato, l'impatto si farà sentire solo con un ritardo. Infatti, il tasso medio del mutuo che i proprietari di case pagano quasi certamente aumenterà l'anno prossimo man mano che il debito ipotecario a basso tasso si ridurrà e verrà sostituito da quello con tassi più elevati.

In uno scenario recessivo, ci aspettiamo che il rapporto prezzo/utile forward dell'S&P 500 scenda da 21 a 16 volte e che le stime degli utili diminuiscano del 10 percento rispetto ai livelli attuali. Ciò porterebbe l'S&P 500 a 3800, rappresentando un calo di quasi un terzo rispetto ai livelli attuali. Al contrario, le obbligazioni potrebbero fare bene. Ci aspettiamo che il rendimento del Tesoro a 10 anni scenda al 3 percento nel 2025. Gli investitori hanno fatto bene a favorire le azioni rispetto alle obbligazioni negli ultimi due anni.

Ora è il momento di capovolgere la sceneggiatura.

Valter Buffo
Technology recession: coming soon
 

Si è chiuso ieri un agosto tumultuoso per i mercati finanziari internazionali.

Potrebbe sembrare, ad una lettura veloce e superficiale, che “alla fine non è successo nulla” sui mercati in agosto.

Come sempre, il nostro lavoro per i nostri lettori è quello di fornire, gratuitamente, concreti supporti di analisi che facilitano le decisioni sul proprio portafoglio di titoli e Fondi e polizze e GPM e certificati.

Il nostro concreto supporto, oggi, riguarda in particolare i risultati di Nvidia di mercoledì scorso, il loro impatto sulle future performances dei vostri investimenti, e la dimostrazione che chi oggi vi dice che “non è successo nulla” non ha a cuore il vostro benessere finanziario, i vostri investimenti finanziari, la vostra performance.

Cose come queste sono segnali.

Anche in questa occasione quei signori che vi dicono che non è successo nulla vi stanno ingannando: e lo scopo è sempre il medesimo, ovvero quello di vendervi i BTp, e poi i Fondi Comuni, e poi le GPM, e poi anche le polizze, e poi tutti gli altri “prodotti finanziari fatti in serie”.

Come alla Lidl: ma alla Lidl, i prodotti sono decisamente di migliore qualità: ed alcuni anche di ottima qualità e freschissimi.

Mentre le catene di vendita che vi propinano le GPM, i Fondi Comuni, i certificati e le polizze vi vendono prodotti scaduti, e ri-marchiati con una data di scadenza falsa.

Sono prodotti vecchi: e vecchi di ben settanta anni.

Tutti ne sono coscienti (tranne il Cliente finale che investe): lo sanno benissimo le Reti di promotori finanziari, lo sanno le banche internazionali, lo sanno in CONSOB ed in Banca d’Italia, lo sanno i Magistrati al Palazzo di Giustizia.

Ma nessuno osa dirlo, e nessuno osa fare nulla, per non intralciare l’arricchimento dell’industria.

Non quello dell’investitore, ma quello di chi a voi vende il prodotto, sempre lo stesso dagli Anni Cinquanta.

Vediamo, come esempio concreto, ciò che sta succedendo nel 2024 con Nvidia.

Come tutti sapete, il mercato azionario (del Mondo intero, e non soltanto negli Stati Uniti) è stato inquinato e distorto (in modo evidente e dichiarato) per fini strettamente politici a partire dagli anni successivi alla Grande Crisi Finanziaria 2007 - 2009. Fu detto e scritto allora che le Banche Centrali avevano inserito tra i loro obbiettivi la creazione di un “wealth effect” che significa di un “falso effetto ricchezza”. In pratica, illudere il pubblico di essere più ricchi, allo scopo di stimolare la spesa oggi, senza essere però davvero più ricchi in futuro.

La lezione fu poi imparata ed amplificata a partire dal 2016 e fino al 2019 dal Presidente degli Stati Uniti Trump, che non lasciava passare un solo giorno senza esaltare su Twitter i nuovi record della Borsa (come se fossero stati merito suo …).

A stravolgere tutto poi arrivò nel 2020 la pandemia: che fu cinicamente sfruttata per un “liberi tutti” globale sulla spesa pubblica (in Occidente, afte attenzione: non in Russia e non in Cina). E sul debito, ovviamente.

Come tutti sapete, ne seguì una ubriacatura collettiva, un misto di furia e paura, che portò a fenomeni di isteria collettiva e di “panic buying”, acquisti da panico, che sui mercati si erano già manifestati nei decenni precedenti, ma MAI con le dimensioni degli anni 2020 - 2024.

Recce’d ha saputo, in questi cinque anni, tenere i propri Clienti lontanissimi da questi fenomeni, proteggendo così il loro benessere finanziario, senza al tempo stesso tenere i Clienti dalle REALI opportunità di investimento.

Il Cliente di Recce’d non è stato penalizzato da questa strategia di gestione del portafoglio: ha ottenuto comunque il rendimento che era giusto, ma senza mai buttarsi all’inseguimento della mandria.

Reali opportunità come quelle offerte nel comparto dei Titoli di Stato nel 2021 ed oggi dalle Borse, dalle valute, e dalle materie prime. Ed ancora oggi anche dai Titoli di Stato.

Ma non perdiamo il filo del discorso. Ritorniamo al “panic buying” in Borsa. E se parliamo di “panic buying”, ovvio che siamo costretti a scrivere di Tesla. Che vedete sotto nell’immagine.

Come avete visto nell’immagine qui sopra, oggi Tesla NON è più la “fidanzatina” dei piccoli investitori del fai-da-te (ma neppure dei gestori dei grandi Fondi Comuni).

Il suo posto è stato preso da Nvidia.

E come si fa nelle sale per le scommesse, ci si riunisce nelle sale giochi della Sisal per guardare tutti insieme la corsa dei cani, ma pure al bar delle immagini che seguono, per guardare tutti insieme CNBC che annuncia la trimestrale di Nvidia.

Noi, in Recce’d, non amiamo le scommesse sui cani e sui cavalli. E non ci risulta che nessuno sia mai uscito dalle sale giochi con le tasche piene. Forse una o due volte, ma poi ci è ritornato, e tutto è sparito all’improvviso.

Neppure abbiamo interesse, noi in Recce’d, ad avere un autografo sul petto. Non da un cantante, non da uno sportivo, e meno che mai dal Capo di Nvidia.

Per il momento, però, le cose funzionano in questo modo.

Per quale ragione?

Il discorso si amplia, passa dal finanziario al sociologico: e non lo trattiamo in questo Post.

In estrema sintesi, diremo che, se lo Stato butta soldi a pioggia, allora rischiare i propri soldi nelle scommesse diventa più facile e più divertente. Metti a rischio qualche cosa che, comunque, NON hai mai guadagnato.

“… che mi importa di guadagnare 5 se posso invece guadagnare 50? … che dici? che posso perdere tutto? ma a chi importa? … mica li ho guadagnati, sono piovuti dal cielo! …”

Per il momento, la situazione è questa. E bisogna tenerne costo, così come facciamo noi per il nostro Cliente ogni giorno, ora dopo ora, osservando i mercati.

Per fortuna, sui mercati NON c’è solo roba di questo genere.

Le nostre strategie di gestione, per fortuna dei nostri Clienti, sono lontanissime da tutto questo.

Ma dobbiamo agire con responsabilità e consapevolezza: e tenere conto anche di quel bar che avete visto più in alto.

Senza mai neppure considerare di mettere Nvidia (oppure Tesla) nei portafogli modello: ma sicuramente tenendo conto dell’impatto di Nvidia sulla psicologia della massa.

Il Financial Times (immagine sotto) ha scritto la settimana scorsa che “oggi la trimestrale di Nvidia ha più impatto sui mercati del dato americano per l’occupazione”.

Pensate. Chiedetevi anche: che senso ha? L’occupazione esiste anche senza Nvidia. Ma non vale il contrario.

E a proposito: il dato americano per l’occupazione verrà pubblicato proprio venerdì: e vedremo se avrà più impatto del dato di Nvidia di mercoledì scorso.

Ma quelli del bar, quelli che avete visto nelle immagini sopra, loro come ci sono rimasti, mercoledì notte, quando hanno visto il titolo scendere dopo avere comunicato un aumento degli utili del 100%?

Se la saranno fatta, qualche domanda?

Del tipo: “ma perché scende”? Come nell’immagine seguente.

Come avranno risposto a questa domanda?

Forse, hanno deciso che è il momento di non scommettere più ad occhi chiusi.

E’ arrivato il momento di fare un’analisi seria.

magari partendo dal dato più semplice: il rapporto P/E.

Guardando al P/E, avranno poi concluso che oggi il titolo è “a buon mercato”, come dice l’immagine sotto?

Tra di loro, quelli del bar, forse qualcuno però non si è accontentato del rapporto prezzo/utile, ed ha voluto approfondire l’analisi. Ed allora è andato ad informarsi anche del rapporto tra prezzo e fatturato.

Altri, con maggiore capacità di analisi, avranno poi scelto di guardare al tasso di crescita del fatturato, trimestre per trimestre.

Infine, i più attenti e competenti avranno ricordato l’andamento di Nvidia negli anni precedenti al 2024.

Ed avranno successivamente fatto i loro conti, le loro stime, e le loro simulazioni sul prezzo futuro di questo titolo, che oggi è più importante degli occupati negli Stati Uniti.

E quindi merita tutto questo, faticoso e laborioso lavoro di analisi: perché impatta in modo diretto sul nostro risparmio.

Sì: anche sul prezzo dei BTp.

Voi lettori di Recce’d, lo avete già fatto, il vostro lavoro di analisi? Voi lo sapete, come stanno i vostri risparmi oggi? Cosa è cambiato, per il vostro portafoglio, con la trimestrale di Nvidia? E dopo i fatti di agosto 2024?

Se non ci avete capito granché, allora potete andare alla pagina MERCATI di questo sito.

Alla pagina MERCATI, trovate la stessa immagine che vedete qui sotto. Alla pagina MERCATI, però, se vorrete fare click su questa immagine, vedrete un video di pochi minuti.

Un video che ha moltissimo da dirvi sulla trimestrale di Nvidia.

Sempre per aiutarvi nel concreto, potete anche rivedervi la storia del titolo CISCO (di cui vi abbiamo più di una volta informati) che vedete sotto nell’immagine.

Ed anche leggere qui sotto gli altri testi nell’immagine qui sotto.

Oppure, ritornare più sopra, in un’altra immagine, precedente, dove si spiegava quale è la domanda a cui Jensen Huang mercoledì sera NON ha risposto. Ha preferito evitare.

Ma forse, lo avete già letto prima.

Potreste poi allargare lo sguardo a tutto il fenomeno che si chiama “AI” e chiedervi se è vero quello che è scritto sotto in questa immagine che segue.

Ovvio che senza “AI” Nvidia ritorna ad essere un chip per i videogiochi dei ragazzini, come era fino a due anni fa (e come, forse, ritornerà ad essere?).

Voi pensate che sia vero? E’ questa oggi la realtà? La mania di “AI” in Borsa ha già toccato il suo punto di picco e sta scendendo?

Che cosa ne pensate?

E che cosa succederebbe al vostro portafoglio, se questo fatto fosse vero?

A questo punto, l’attualità ci porterebbe a raccontarvi di Super Micro Computer, citata sopra nell’immagine ma pure nell’immagine precedente.

Lo sapete, vero? Super Micro Computer è il TERZO Cliente di Nvidia per controvalore degli acquisti.

Noi di Recce’d ne avevamo già scritto, ed in modo ampio: proprio qui nel Blog.

In modo particolare Post del 20 luglio. E poi anche nel Post della settimana successiva, datato 27 luglio.

Se ne parla anche nel video che trovate alla pagina MERCATI del sito.

Oggi noi dovremmo aggiornarvi dei fatti della settimana scorsa che riguardano proprio Super Micro Computer. Purtroppo, oggi non ci resta il tempo e lo spazio necessario, e quindi vi invitiamo a parlarne nelle vostre chat, oppure a cercare sui vostri social, oppure a leggere sul Web, oppure a parlarne con il financial advisor oppure il family banker. Insomma , fate da voi la vostra analisi, quella che vi è indispensabile.

Noi se ci sarà il tempo ci ritorneremo in un prossimo Post qui nel Blog. Noi di Recce’d, adesso, ci occupiamo delle performances dei nostri Clienti, in vista di un settembre davvero memorabile.

Ma prima di lasciarvi, vi riportiamo alcune affermazioni di Morgan Stanley, pubblicate proprio la settimana scorsa.

Come sapete, Morgan Stanley (come Goldman Sachs, come UBS, come BNP Paribas, e come tutte le altre banche “grossiste” sui mercati internazionali) non scrive e non scriverà mai nel vostro interesse di investitori.

Queste pseudo “ricerche” sono scritte da giovani ragazzi stipendiati ai quali viene chiesta una sola cosa: che è tentare di “fiutare l’aria” e cogliere i futuri movimenti dei mercati con un secondo di anticipo, per fare mettere in tasca delle banche di investimento più soldi possibile con le commissioni. Di come poi l’investimento (il vostro) va a finire, a loro importa nulla. Il vostro risultato, loro non lo mettono a bilancio: le vostre commissioni, invece sì. le vostre commissioni sono quei profitti che abbiamo letto a luglio: quei profitti, li pagate voi.

E quindi, Morgan Stanley qui sotto NON scrive quello che loro pensano dei Tech USA. Scrive invece quello che loro pesano POTREBBE SUCCEDERE. Insomma, “ci provano”.

Proprio per questa ragione, per voi investitori è interessante da leggere. Oggi.




Morgan Stanley ritiene che un rallentamento ciclico nel settore tecnologico globale sia quasi certo il prossimo anno.

In un rapporto pubblicato il 20 agosto, ha affermato che sarebbe il risultato di una "potenziale inversione" nel tasso di variazione della crescita dei ricavi e delle condizioni di domanda e offerta ristrette, secondo "Al Arabiya".

La banca ha affermato: "Alcuni settori della tecnologia, come i materiali semiconduttori e la catena di fornitura dell'intelligenza artificiale, potrebbero essere gravemente colpiti alla luce della maggiore volatilità dei prezzi e della leva operativa".

Tuttavia, ha aggiunto che è probabile che gli effetti siano avvertiti da tutti i settori tecnologici.

Secondo Morgan Stanley, l'industria dei semiconduttori è alla fine di un ciclo ascendente, passando "dall'ottimismo all'euforia", e il rischio e la ricompensa non sono più allettanti.

La banca ha affermato che i chip stavano cavalcando il boom dell'intelligenza artificiale, ma la fase successiva del trading dell'intelligenza artificiale "potrebbe non essere così semplice".

"La questione chiave è l'"avanzamento" della domanda di IA nel 2025-26, poiché nessuno sta discutendo della domanda a breve termine di [GPU]", ha aggiunto.

Ha previsto che nel tempo, le applicazioni di casi d'uso di IA saranno più preziose delle infrastrutture.

"Nonostante l'attuale carenza di chip di elaborazione IA, dobbiamo ricordare che questo non è un treno che continuerà per sempre: i chip IA alla fine raggiungeranno la domanda, diventando ciclici e più difficili da sostenere all'attuale ritmo di guadagni", ha scritto Morgan Stanley, prevedendo che la crescita dei ricavi inizierà a rallentare fino al 2025.

"È sempre meglio evitare di pagare troppo per le azioni alla fine del ciclo, anche se questo non ci consente di cronometrare con precisione il picco. Una volta superato il picco, è come qualsiasi altro ciclo", ha concluso il rapporto.

Per prepararsi a tali flessioni tecnologiche, ha affermato Morgan Stanley, cercare nomi di alta qualità con forti flussi di cassa liberi, nonché azioni con valutazioni economiche. "Le aziende i cui ricavi hanno dimostrato di reggere meglio durante le recessioni sono state più resilienti del settore tecnologico e del mercato più ampio", secondo il rapporto pubblicato da CNBC e rivisto da Al Arabiya Business.

La banca ha affermato: "Ciò include anche le aziende la cui domanda di prodotti è coerente e ripetibile".

Azioni

Ha aggiunto che molte aree tecnologiche, così come singole azioni, hanno un mix di opportunità difensive, anticicliche e di crescita che le aiuteranno a sovraperformare in una correzione.

Morgan Stanley ha affermato: "Alla fine la tempesta passerà e i leader tradizionali, ad esempio Samsung, TSMC e Apple, saranno in prima linea nella prossima curva di crescita tecnologica".

Ecco le azioni statunitensi che Morgan Stanley continua a favorire.

Nvidia è stata l'azione preferita per giocare nel commercio di intelligenza artificiale, ma Morgan Stanley afferma che potrebbe essere troppo presto per individuare un picco. La spesa per l'intelligenza artificiale rimane resiliente e Nvidia è ben posizionata per monetizzare questi investimenti a un tasso più elevato rispetto a prima, secondo la banca.

"Se il ciclo dell'IA sta per concludersi, favoriremmo Nvidia rispetto ai suoi fornitori e concorrenti", ha affermato la banca, spiegando che la correzione delle azioni potrebbe essere più netta per i componenti secondari.

Hardware IT negli Stati Uniti

Storicamente, i cicli rialzisti dell'hardware IT durano da quattro a sei trimestri e il settore ha ampiamente superato l'S&P 500. Al momento, la banca è solo da due a tre trimestri nel ciclo rialzista, che potrebbe durare per quasi sei trimestri.

Le azioni preferite della banca in quest'area sono Apple, Seagate e Dell.

Networking negli Stati Uniti

Morgan Stanley ha affermato che le aziende di networking con esposizione all'IA potrebbero sovraperformare, riferendosi a un tipo di standard di networking.

Il networking in termini tecnici normali si riferisce a una rete di dispositivi in ​​grado di trasmettere e condividere informazioni tramite connessioni fisiche o wireless. Tuttavia, i requisiti nell'IA sono più elevati a causa di modelli linguistici di grandi dimensioni e altre applicazioni di IA che richiedono una larghezza di banda molto elevata e una bassa latenza.

Arista Networks è nella posizione migliore per sfruttare questa opportunità, definendola un "nome di networking dalle prestazioni elevate".

Ecco alcuni dei nomi globali che Morgan Stanley ha elencato come le sue "migliori scelte fondamentali".

Samsung Electronics: la banca ha affermato che la "rotazione qualitativa" che si verifica durante i cicli di ribasso inizierà a favorire le caratteristiche più difensive di Samsung, come la stabilità degli utili, rispetto alla crescita.

TSMC: Morgan Stanley privilegia la natura "qualitativa e difensiva" di TSMC durante il ciclo di ribasso dei semiconduttori.

Quanta: la banca ha affermato che il produttore di laptop ha un bilancio solido e genera forti flussi di cassa, con una crescente esposizione all'infrastruttura AI del data center.

Valter Buffo
Longform'd. Rimettiamo le cose al loro posto (e prepariamoci per un memorabile autunno)
 

Sta per finire un agosto memorabile: ma settembre ed ottobre e novembre e dicembre per noi investitori saranno ancora più memorabili

E ve lo avevamo anticipato, da mesi.

Nel mese di agosto 2024 abbiamo tutti visto uno degli indici di Borsa più grandi al Mondo perdere il 12,5% in una sola seduta; ed abbiamo visto l’indice VIX della volatilità sulla Borsa di New York salire oltre quota 60.

Fatti con pochissimi precedenti in tutta la storia dei mercati finanziari. fatti che non resteranno isolati. Non possono: perché sono segnali forti e convincenti.

Soni i segnali della fragilità di tutto il mercato finanziario internazionale.

Proprio quel mercato finanziario nel quale, oggi, si trovano i vostri risparmi. I vostri soldi. I vostri soldi che voi avete deciso di mettere in Btp, in Bund, in GPM, in Fondi Comuni, in Polizze assicurative, in Fondi Pensione, in certificati.

Avete capito bene, quello che accade proprio oggi?

Siete interessati a capire che cosa sta succedendo oggi ai vostri risparmi?

Non è facile, dopo un mese di agosto 2024 ricchissimo di dati, eventi ed informazioni. In particolare nella settimana di Ferragosto, che trovate per voi commentata da Recce’d nel precedente Post del 18 agosto qui nel Blog.

Ogni giorno del mese di agosto 2024, Recce’d vi ha aiutati in modo concreto, alle pagine del sito che si chiamano

  • MERCATI

  • TWIT TWOO

  • NEL MOTORE DELLA PERFORMANCE (accesso alla pagina MERCATI)

  • BLOG

Avete interesse a capire con anticipo ciò che sta per succedere ai vostri risparmi, nelle prossime tesissime settimane?

I fattori che dovrete (volenti oppure nolenti) prima analizzare (ma analizzare con reale attenzione ed impiegando molto tempo) e poi capire (ma capire davvero: spesso vi risulterà in forte contrato con le TV, i quotidiani, i promotori finanziari e le banche internazionali) ve li indichiamo nelle cinque domande che seguono:

  1. la geopolitica è in questo momento dominata da chi?

  2. il debito è sostenibile?

  3. gli utili dei Big Tech da dove vengono?

  4. la recessione in che tempi ed in che modo si presenterà

  5. l’inflazione è davvero in calo?

Avete interesse a capire come si farà a guadagnare almeno qualche soldo (oppure come minimo a non perdere) nei prossimi, convulsi, tesissimi tre mesi?

Noi di Recce’d ne scriveremo la prossima settimana, in un nuovo Post.

In questo Post, aiutiamo gratuitamente ed in modo concreto tutti i nostri lettori a mettere ordine nella grandissima confusione che oggi domina i loro pensieri e le loro valutazioni sui mercati finanziari.

Noi possiamo offrire questo contributo per una ragione specifica: in Recce’d ogni giorno effettuiamo un monitoraggio nel dettaglio dei mercati finanziari, delle economie e della politica internazionale.

E noi di Recce’d lo possiamo fare in modo gratuito (nessuno in Italia regala un simile supporto all’investitore) perché abbiamo scelto oltre dieci anni fa un modello organizzativo vincente, e di molto superiore a quello delle Reti di vendita di prodotti finanziari, tra le quali le notissime Mediolanum, Fineco, Fideuram, Generali, Allianz, e tutte le altre.

Il modello organizzativo è vincente? Certo, e sono i risultati a dirlo: il nostro lavoro costa molto poco, al Cliente finale, e rende molto meglio, con un controllo del rischio del portafoglio che è decisamente superiore.

Dedichiamoci quindi, in questo Post, ammettere per voi lettori tutto al suo posto: facciamo ordine e chiariamoci le idee, prima ancora di parlare di che cosa vendere e che cosa comperare. Soltanto così, potete sperare di ottenere un risultato decente dai vostri risparmi.

Ripartiamo, come noi di Recce’d sempre facciamo, dai fatti, con una sintetica ricostruzione.


Per chi non ci avesse fatto caso, ecco una breve cronistoria delle recenti turbolenze del mercato. Nella riunione di mercoledì 31 luglio, la Federal Reserve ha indicato che avrebbe tagliato i tassi a settembre con un atterraggio morbido in vista, mentre la Banca del Giappone in precedenza quel giorno aveva aumentato il tasso di interesse allo 0,25 percento con un messaggio aggressivo in difesa dello yen. Le reazioni del mercato sono state minime, con le azioni in leggero rialzo sia in Giappone che negli Stati Uniti. Le cose sono iniziate venerdì 2 agosto dopo che lo yen era salito bruscamente e le deludenti cifre occupazionali negli Stati Uniti avevano innescato la "regola Sahm" che in precedenza aveva identificato le recessioni.

Entro la fine di lunedì 5 agosto, l'indice azionario statunitense S&P 500 era sceso del 6 percento con il Nikkei 225 in calo di quasi il 20 percento. Le azioni statunitensi hanno ora riacquistato tutto il valore perso e sono scambiate a un prezzo più alto rispetto alla chiusura del giorno prima della riunione della Fed del 31 luglio. Lo stesso vale per le azioni giapponesi valutate in dollari, che sono scese di poco più del 3 percento in yen.

È una fortuna, quindi, che la Fed non abbia ascoltato il consiglio di molti all'inizio di agosto, secondo cui era necessario un taglio dei tassi di emergenza perché le condizioni finanziarie si erano deteriorate così tanto. Il premio Nobel Paul Krugman, ad esempio, ha ragionato sul fatto che poiché i mercati erano già allarmati, una mossa del genere era necessaria e non sarebbe stata un segno di panico nella Fed.

Anche altri mercati finanziari si sono calmati. Il mercato dei tassi di interesse forward degli Stati Uniti ha dato una probabilità dell'85 percento che la Fed tagliasse i tassi a settembre di 0,5 punti percentuali il 5 agosto, una probabilità che era scesa a poco meno del 25 percento quando ho guardato l'ultima volta questa mattina.

Ma questi mercati non hanno ancora ripreso la calma di fine luglio. Il mercato dei tassi forward degli Stati Uniti pensa ancora che ci sia una probabilità superiore al 50 percento che i tassi di interesse statunitensi concludano l'anno con almeno 1 punto percentuale in meno, il che implicherebbe che la Fed implementi almeno un ampio taglio dei tassi nelle restanti tre riunioni dell'anno.

Come hanno fatto i mercati a sbagliarsi così tanto? Non dovrebbe sorprendere nessuno che i mercati finanziari a volte reagiscano in modo eccessivo alle notizie, creino narrazioni plausibili ma spesso esagerate come lo scioglimento del carry trade sullo yen e possano essere notevolmente sottili ad agosto. Vale la pena leggere Katie Martin sulla verità sulle narrazioni, mentre la Banca d'Inghilterra nel 2022 ha pubblicato un articolo interessante che evidenzia quanto fossero sottili alcuni dei mercati dei tassi di interesse forward del Regno Unito anche al di fuori dei mesi delle vacanze estive, con l'81 percento delle negoziazioni tra i primi tre partecipanti al mercato. Naturalmente, il mercato statunitense sarà più grande e profondo, ma supporre che si tratti di mercati efficienti è piuttosto esagerato.

Una narrazione di mercato che era chiaramente importante durante l'ultimo crollo era che l'atterraggio morbido degli Stati Uniti potrebbe scomparire dalla vista. I dati sull'occupazione che hanno fatto scattare una serie di avvertimenti di recessione negli Stati Uniti sono stati un fattore scatenante. È ironico, tuttavia, che mentre gli Stati Uniti utilizzano una definizione di recessione che si basa su un comitato per esaminare tutte le prove, i mercati finanziari hanno ridotto questo al movimento di un indicatore, la disoccupazione, in un periodo relativamente breve. Come mostra il grafico sottostante, altri indicatori del mercato del lavoro si sono raffreddati, ma non stanno lanciando segnali di avvertimento.

Come risponderà la Fed? Con i mercati finanziari tornati vicini ai livelli dell'ultima riunione della Fed, ulteriori buone notizie sull'inflazione statunitense e migliori indicazioni dalle richieste settimanali di disoccupazione negli Stati Uniti, è probabile che il presidente della Fed Jay Powell trasmetterà un messaggio di "procedura stabile". Altri funzionari della Fed, tra cui Mary Daly e Raphael Bostic, hanno indicato un graduale passaggio verso un taglio dei tassi da parte della Fed quest'anno. È più probabile che Powell segua l'esempio nel suo grande discorso di venerdì, anche se probabilmente non darà una direzione definitiva.

Un taglio di mezzo punto percentuale a settembre indicherebbe che la Fed ha commesso un errore in precedenza perché nella sua conferenza stampa di luglio, Powell ha detto che "non era qualcosa a cui stiamo pensando in questo momento". Le banche centrali odiano ammettere gli errori. Di sicuro, la previsione mediana della disoccupazione del quarto trimestre del Federal Open Market Committee di giugno del 4 percento sembra che necessiterà di un aggiornamento data la lettura più recente del 4,3 percento. Ciò consentirà alla Fed di concentrarsi maggiormente sull'aspetto del mercato del lavoro del suo doppio mandato e di tagliare i tassi più di una o due volte come indicato a giugno. Ma ci sarà poca urgenza di fare di più, soprattutto durante una stagione elettorale. Il requisito principale da parte di Powell sarà che esponga il suo pensiero e la probabile reazione a ulteriori movimenti nei dati. Ciò sarà piuttosto diverso e molto meglio di come i mercati finanziari hanno visto le cose all'inizio del mese.

Questo il qualificato e sintetico resoconto dei fatti, o meglio di quello che è stato definito fast crash. Leggendo resoconti di questo tipo il lettore è portato a pensare che si sia trattato di un breve episodio di panico senza conseguenze.

Potrebbe. Potrebbe esserlo. Ma non lo è.

Noi di Recce’d siamo in grado di spiegarvi le ragioni per le quali quell’episodio ha lasciato un segno permanente: e perché si ripeterà.

Leggiamo ancora insieme.

I mercati azionari globali hanno appena vissuto la loro settimana di rialzo più forte da novembre, mentre gli investitori hanno messo da parte le preoccupazioni sulla recessione e sul tasso di cambio dello yen di inizio agosto. Ben poco di sostanziale è cambiato per generare la ripresa o, in effetti, il crollo all'inizio del mese. A parte i mercati estivi poco liquidi, ciò che questo dimostra è una profonda incertezza sull'economia globale post-pandemia e sulle prospettive future.

Nelle economie avanzate ed emergenti, l'inflazione è migliorata ma rimane un po' troppo alta, la disoccupazione è generalmente bassa, i tassi di crescita sono variabili e le finanze pubbliche sono tese anche prima di includere i costi delle tensioni geopolitiche e dell'invecchiamento demografico.

Queste non sono le condizioni per la stabilità con un'ancora nota che stabilisce il punto di riposo per i tassi di interesse reali che stabilizzeranno l'inflazione alla piena occupazione.

Nei primi due decenni di questo secolo, i mercati finanziari hanno fissato tassi di interesse reali e nominali a lungo termine sempre più bassi, necessari per compensare un eccesso di risparmi asiatici, la crisi finanziaria globale, la bassa produttività e crescita della popolazione, il consolidamento del bilancio e la bassa inflazione. Molti di questi fattori trainanti sottostanti l'economia globale persistono, ma sono stati contrastati dai timori di shock ripetuti, fragili catene di fornitura globali e occasionali eccessi di domanda, che hanno portato a un mondo potenzialmente più inflazionistico con grande incertezza.

Uno studio di Goldman Sachs mostra che i mercati finanziari ora si aspettano che saranno necessari tassi di interesse a lungo termine più elevati per stabilizzare le economie, ma pochi dovrebbero sentirsi sicuri che questa valutazione di mercato durerà. Più certa è la seconda scoperta dello studio, ovvero che i paesi potrebbero migliorare il proprio costo reale della finanza a lungo termine perseguendo efficaci politiche di stabilizzazione economica. Mantenere un'inflazione bassa e stabile e migliorare i deficit delle partite correnti è stata una strada per un relativo successo economico. Sebbene Goldman Sachs abbia ottenuto questi risultati confrontando i tassi di interesse reali a lungo termine dei paesi con quelli degli Stati Uniti, non è poi così esagerato supporre che ciò che è positivo per gli altri sia importante anche per l'America e il resto dell'economia globale.

Una buona politica economica statunitense riduce i costi di prestito reali globali, sostiene una crescita economica più rapida e migliora la vita. È quindi difficile sopravvalutare l'importanza delle elezioni presidenziali statunitensi sia per l'America che per gli altri paesi. Mentre si prepara ad accettare la candidatura del partito democratico questa settimana, Kamala Harris ha esposto il suo prospetto economico. Ha dato un pieno sostegno all'indipendenza della Federal Reserve per soddisfare il suo duplice mandato di massima occupazione e stabilità dei prezzi. Ha anche annunciato un'ambizione gradita di abbattere le barriere all'edilizia abitativa.

Quest'ultima politica non è tutto ciò che sembra, tuttavia. Promettere di garantire la costruzione di altri 3 milioni di case "accessibili" per la classe media in quattro anni è stato deludentemente timido. Gli Stati Uniti hanno aggiunto 6 milioni di unità abitative dal 2020 e attualmente hanno un tasso di completamento delle abitazioni annualizzato di 1,5 milioni all'anno. Similmente ai candidati democratici in ogni elezione presidenziale, Harris vuole tassare di più i molto ricchi, utilizzando i proventi per alleggerire il peso sulle famiglie della classe media, in particolare quelle con figli. Se ciò accadrà dipenderà dall'equilibrio di potere al Congresso.

Più preoccupante è la sua scelta di flirtare con il populismo economico di sinistra. Il suo vago discorso su politiche che equivarrebbero a controlli sui prezzi dei generi alimentari e controlli sugli affitti rappresenta un pericoloso trionfo della speranza sulla lunga esperienza dei loro fallimenti. È possibile leggere le sue parole come una ferma lotta contro le pratiche anti-concorrenziali con gli strumenti della politica di concorrenza standard, ma il fatto che abbia scelto di mantenere l'ambiguità deve essere una preoccupazione.

I rischi di una presidenza Harris impallidiscono rispetto a quelli di Donald Trump se fosse rieletto. L'ex presidente ha chiarito che vuole avere voce in capitolo nelle decisioni di politica monetaria perché queste si basano su "sensazioni viscerali" e ha lo stomaco per farle bene. Poiché Trump ha sempre favorito bassi tassi di interesse quando era al potere e nessun taglio dei tassi prima delle elezioni di novembre, il controllo dell'inflazione negli Stati Uniti è sicuramente sulla scheda elettorale di questo autunno. Inoltre, il suo populismo economico si estende a concetti ben compresi e confutati come il fatto che tariffe più elevate colpiscono i consumatori statunitensi e farebbero aumentare ulteriormente i prezzi. Chiedere la scorsa settimana "tariffe dal 10 al 20 percento sui paesi stranieri che ci hanno truffato per anni" è stato pericoloso per gli Stati Uniti e per l'economia globale. Con i repubblicani molto più propensi a tagliare le tasse che a controllare la spesa, nessuno dovrebbe essere sicuro della stabilità economica degli Stati Uniti sotto una presidenza Trump, anche se molti dei suoi istinti potessero essere controllati dal Congresso.

Quando la scelta è tra un candidato che istintivamente incolpa gli eccessi aziendali e lo sfruttamento all'interno di un sistema di mercato per l'inflazione e uno che si fida del suo istinto e delle sue teorie preferite prima di decenni di esperienza, non sorprende che i mercati finanziari siano nervosi.

L'esito post-elettorale è altamente incerto, non solo per quanto riguarda chi vincerà, ma anche cosa cercheranno di implementare e se hanno il potere legislativo per farlo. È inevitabile che ci sia più volatilità nei mesi a venire. Se pensate che niente di tutto questo suoni rassicurante, avete ragione.


Mentre nel primo dei due brani che avete letto, l’impostazione era del tutto centrata sulla caduta ed il successivo recupero degli indici delle Borse in Occidente, nel più ampio sguardo del secondo brano rientrano, più correttamente:

  • i rischi della politica ed anche della geopolitica

  • il debito

  • il livello cosiddetto “neutrale” dei tassi di interesse

  • le tariffe

  • l’inflazione

  • la crescita delle economie

Recce’d aveva incluso molti di questi temi nel suo elenco dei fattori determinanti, che avete letto più in alto in apertura del Post.

E voi, lettori del nostro Blo: voi, di ognuno di questi temi che opinione avete. Che evoluzione prevedete nelle prossime settimane? Come impatterà sui rendimenti delle vostre varie posizioni che detenete nel vostro portafoglio? E che rischi di ribasso esistono, oggi, nel vostro portafoglio di investimenti?

Tra i tanti, importantissimi, fatti del mese di agosto del 2024, da ultimo abbiamo letto, ed ascoltato, nella giornata di ieri, i messaggi che sono arrivati dalla riunione di Jackson Hole, e tutti abbiamo visto le reazioni dei mercati finanziari.

Come in passato, anche oggi vi faremo vedere quanto è utile per ogni investitore andare a rileggere, dopo i fatti, ciò che veniva scritto solo qualche giorno prima. In questo caso, proprio da Nick Timiraos, che scrive per il Wall Street Journa e che sui mercati finanziari viene presentato come “il portavoce-ombra” della Federal Reserve.

In questo articolo, dunque, si leggeva tutto quello che la Fed, e Powell in particolare, avrebbe voluto che il pubblico pensasse del futuro dell’economia e dei mercati finanziari a fine agosto 2024. Ed infatti ieri, nelle parole di Powell, tutti abbiamo riletto proprio queste cose che ora leggete.

E in questo modo, ritorniamo con voi lettori d affrontare il cuore del problema: che sempre qui nel Blog avevamo già, ampiamente, affrontato qualche settimana fa.


C'è un detto che dice che le espansioni economiche non muoiono di vecchiaia: vengono uccise dalla Federal Reserve.

Il presidente della Fed Jerome Powell ha trascorso gli ultimi due anni determinato a battere l'inflazione anche se ciò si traducesse in recessione. Ora è sul punto di vincere la battaglia senza far crollare l'economia, ma i prossimi mesi saranno cruciali.

Se ci riesce e manovra l'economia verso un atterraggio morbido che fa scendere l'inflazione senza un grande aumento della disoccupazione, sarà un risultato storico degno della Hall of Fame delle banche centrali. Se fallisce, l'economia scivolerà comunque in recessione sotto il peso di tassi di interesse più elevati, e avrà dimostrato la vecchia massima sulla Fed.

Powell e i suoi colleghi hanno segnalato nelle ultime settimane che sono pronti a iniziare a tagliare i tassi quando si incontreranno di nuovo a settembre, con le pressioni sui prezzi che ora si stanno allentando ma il mercato del lavoro che si sta raffreddando. Ciò ha attirato l'attenzione su quanto velocemente i funzionari dovrebbero abbassare i tassi da un massimo di due decenni.

Per Powell, l'ultima fase della lotta all'inflazione della Fed segna un momento decisivo. Il modo in cui pianifica il suo approccio incomberà sulla conferenza annuale della banca centrale nel Grand Teton National Park del Wyoming questa settimana, incluso durante un discorso ampiamente atteso venerdì.

Quando Powell parlò lì due anni fa tra i dubbi sulla convinzione della Fed di ridurre l'inflazione, fece una promessa cupa. Segnò la sua disponibilità ad accettare una recessione come prezzo per curare l'inflazione elevata invocando l'esempio dell'ex presidente della Fed Paul Volcker. Nei primi anni '80, la Fed ha notoriamente aumentato i tassi a livelli molto alti e ha sottoposto l'economia a una straziante recessione che alla fine ha domato i prezzi elevati.

La Fed sotto Powell ha anche aumentato rapidamente i tassi, nel 2022 e nel 2023. Tuttavia, Powell ha mantenuto la possibilità che la Fed potrebbe essere in grado di evitare una recessione questa volta perché l'inflazione del 2021-23 è stata diversa dall'episodio degli anni '70.

Per i funzionari della Fed, un atterraggio morbido rappresenterebbe la redenzione definitiva. Tre anni fa, avevano erroneamente previsto che l'inflazione sarebbe stata di breve durata. Il successo dimostrerebbe che i costi della lentezza nel porre fine alle aggressive politiche di stimolo nel 2021 non sono stati così disastrosi come molti critici avevano avvertito. "Sarebbe il momento migliore della loro storia", ha affermato Dario Perkins, economista presso GlobalData TS Lombard. "Potrebbero dire: 'Non solo abbiamo impedito questo scenario di inflazione incontrollata degli anni '70, ma siamo riusciti a farlo senza costi significativi per l'economia: questo perfetto atterraggio morbido'". Così facendo, Powell ha la possibilità di emulare due dei suoi eroi. Un risultato positivo unirebbe la forza d'animo di Volcker con l'abilità di Alan Greenspan, che come presidente della Fed alla fine degli anni '90 ha resistito alle richieste di rallentare l'economia in un boom che ha prodotto poca inflazione. Karma negativo

Powell sta navigando sullo sfondo di una campagna elettorale divisiva e le decisioni della Fed potrebbero plasmare l'economia che il prossimo presidente erediterà.

I democratici, tra cui la senatrice del Massachusetts Elizabeth Warren, hanno criticato Powell per non aver tagliato i tassi prima. Non nascondono che daranno la colpa di qualsiasi crisi economica a Powell.

Donald Trump, che ha nominato Powell presidente nel 2018, afferma di voler avere più voce in capitolo nella politica dei tassi di interesse se riprenderà la presidenza questo autunno. Una recessione potrebbe incoraggiare il candidato del GOP nel suo tentativo di modellare l'istituzione a suo piacimento.

Molte cose potrebbero ancora andare storte, cosa che Powell sa bene. Sbattere o scivolare fuori dalla pista è qualcosa che il mite presidente della Fed ha detto che lo tiene sveglio la notte. Powell, 71 anni, si astiene dall'usare il termine "atterraggio morbido", secondo persone che hanno lavorato o parlato con lui, per evitare di sembrare che abbia contato i polli prima che si schiudano. Invece, si riferirà ad esso indirettamente come "il buon risultato" o "quella cosa che tutti vogliamo".

Non è il solo. "Cerco di non usare questa frase. È un cattivo karma", ha detto Tom Barkin, presidente della Fed di Richmond, in un'intervista la scorsa settimana.

Il capo della Fed, che dopo il college ha viaggiato per l'Europa con la sua chitarra, facendo una serenata ai clienti di un caffè di Parigi con le ballate di Hank Williams tra cui "I'm So Lonesome I Could Cry", ha detto di recente che lui e sua moglie hanno smesso di mangiare nei ristoranti. "Le persone al tavolo accanto ascoltano sempre", ha detto a un pubblico di poche centinaia di imprenditori a Washington il mese scorso.

Il copione economico è cambiato

Le preoccupazioni sul mercato del lavoro hanno sollevato dubbi su quanto velocemente tagliare i tassi.

L'inflazione è scesa a circa il 2,5% da oltre il 7% di due anni fa, non lontano dall'obiettivo del 2% della Fed. Ma il tasso di disoccupazione è salito al 4,3% a luglio dal 3,7% all'inizio dell'anno. Sebbene si tratti di un livello storicamente basso, non è detto che rimarrà lì. Di solito, quando il tasso di disoccupazione inizia a salire un po', in seguito aumenta di molto. Questa linea di pensiero sostiene l'abbassamento dei tassi a una velocità ragionevole. Eppure alcuni funzionari sono nervosi perché i tagli dei tassi alimenteranno nuove pressioni sui prezzi che metteranno a repentaglio i loro guadagni duramente conquistati.

Un gruppo che include la governatrice della Fed Michelle Bowman e il presidente della Fed di Kansas City Jeff Schmid teme che tagliare i tassi troppo presto riaccenda l'inflazione o le consenta di stabilizzarsi più vicino al 3%, ben al di sopra del loro obiettivo. Con il tasso di disoccupazione a un livello storicamente basso, questo gruppo ha sostenuto: "Qual è la fretta?"

Questo gruppo ha anche reagito con scetticismo al pessimismo sul mercato del lavoro. Sottolineano come il recente aumento del tasso di disoccupazione sia stato guidato da licenziamenti temporanei e non permanenti insieme a un aumento del numero di persone che entrano nel mercato del lavoro. Pensano che i tassi di interesse siano solo moderatamente restrittivi, il che significa che la Fed potrebbe non aver bisogno di tagliare molto i tassi.

Un altro gruppo è più preoccupato di diventare troppo compiacente riguardo al rallentamento della domanda di lavoro. I tassi di interesse aggiustati per l'inflazione sono al loro livello più alto da decenni e questi funzionari si chiedono: "Perché stiamo aspettando?" "Nei normali cicli economici, la disoccupazione sale come un razzo ma scende come una piuma", ha affermato il presidente della Fed di Chicago Austan Goolsbee in un'intervista. Sebbene il ciclo attuale possa essere insolito, "è almeno una nota di cautela che il mercato del lavoro si sia raffreddato. Deve smettere di raffreddarsi". Molti sono pronti a iniziare a tagliare i tassi di un tradizionale quarto di punto percentuale il mese prossimo, ma non sono sicuri di quanto velocemente dovrebbero procedere in seguito.

Il problema è quanto i tassi siano attualmente al di sopra di un'impostazione "neutrale" che non stimola né rallenta l'attività. Alla riunione di settembre, i funzionari della Fed dovranno compilare le loro proiezioni per i tassi di interesse per i prossimi tre anni. Il presidente della Fed di Minneapolis Neel Kashkari lo teme perché è così incerto "su quanto sia restrittiva la politica in questo momento", ha affermato in un'intervista. Barkin ha affermato che lui e il suo staff della Fed di Richmond stanno esaminando centinaia di aziende per vedere se la domanda si sta indebolendo e se si stanno preparando a licenziare i lavoratori di conseguenza. Non lo vede al di fuori di alcuni settori ristretti. "Si possono commettere errori muovendosi in modo troppo aggressivo o non abbastanza aggressivo", ha detto.

In generale, la Fed si trova di fronte a due percorsi per i prossimi mesi. In uno, i funzionari potrebbero tagliare i tassi di un quarto di punto in ciascuna delle loro prossime riunioni e poi aumentare o diminuire l'entità e la velocità delle riduzioni a seconda di come andrà l'economia all'inizio dell'anno prossimo.

Se l'economia entra in un rallentamento più netto, potrebbero tagliare i tassi con incrementi più ampi di mezzo punto per avvicinare i tassi di interesse al 3% entro la prossima primavera. (Il tasso di riferimento della Fed è attualmente fissato tra il 5,25% e il 5,5%.)

È probabile che Powell mantenga aperte le sue opzioni quando parlerà questa settimana. I dati sul mercato del lavoro di agosto, che saranno pubblicati all'inizio del mese prossimo, potrebbero far pendere la bilancia a favore di un taglio più ampio se saranno deludenti come le letture di luglio.

"Il motivo per cui ci si muove gradualmente come banchiere centrale è che ti dà delle opzioni", ha detto Goolsbee. "L'aspetto negativo del gradualismo è che quando le cose si muovono, non hai più quel lusso". Una manciata di economisti del settore privato ed ex-Fed, tra cui JPMorgan Chase e Wells Fargo, affermano che le prove che il mercato del lavoro potrebbe indebolirsi troppo dovrebbero indurre i funzionari a effettuare tagli dei tassi più ampi in anticipo, abbandonando la loro preferenza di lunga data per il gradualismo.

"Hanno un sacco di legna da tagliare e devono muoversi. Ma è un posto fortemente guidato dal consenso e non hanno ancora il consenso per farlo", ha affermato Jay Bryson, capo economista di Wells Fargo. Sembra improbabile che ciò accada in questo comitato senza "uno shock o una serie di dati deboli che spostano improvvisamente il consenso verso dove si muovono più velocemente".

Scrivi a Nick Timiraos all'indirizzo Nick.Timiraos@wsj.com

Non amiamo le celebrazioni, ed in modo particolare troviamo sempre di pessimo gusto le celebrazioni fatte in anticipo. La celebrazione che Timiraos ci aveva proposto prima del discorso a Jackson Hole è poi proseguita proprio con il discorso di Powell, che ha scelto di cantare vittoria, come leggete nell’immagine che segue.

Esattamente questo medesimo atteggiamento, nel mese di ottobre del 2023, aveva portato le banche internazionali a prevedere, tutte quante, SEI tagli dei tassi nel 2024. Ripetiamo: SEI tagli con il primo a marzo, ovvero SEI mesi fa.

Ora siamo a settembre, e non ne è arrivato neppure uno.

E anche questa volta, il cantare vittoria prima del tempo si rivelerà una pessima scelta.

Con effetti, sui vostri portafogli titoli, che risulteranno altrettanto permanenti ed altrettanto ampi quanto lo furono, due anni fa, gli effetti dell’errore sulla “inflazione transitoria”.


La scelta di questo atteggiamento, sia in chiave tattica, sia in chiave strategica, è pessima perché oggi non è possibile dire che la Federal Reserve ha già raggiunto il suo obbiettivo, e lo stesso vale ovviamente anche per la BCE.

Sia la Federal Reserve, sia la BCE, commettono una forzatura e la forzatura risponde a scelte politiche, e non va nell’interesse del pubblico.

Lo fanno per disperazione, ovvero lo fanno perché non c’è nulla, in alternativa, che Fed e BCE possono fare, se non sperare, ed anzi pregare, che arrivi questo “soft landing”. Si fa un “all-in” pokeristico sulla “buona sorte” che troverete poi citata nel prossimo brano che leggerete più in basso.

L’atteggiamento è condiviso, ed anzi supportato, da tutte le banche internazionali di investimento e da tutte le Reti dei promotori finanziari, financial advisor, private banker e wealth manager.

Chi vincerà, alla fine? Questi sono gli Invincibili della Marvel?

Assolutamente no: vincerà la realtà, come sempre è stato e come sempre sarà. Perché questo non è un fumetto della Marvel.

Nell’agosto del 2024, i dati per l’inflazione, sia di qua sia di là dell’Atlantico, non ci dicono che siamo diretti al 2% di inflazione: ma proprio per nulla. Alcuni dei tanti dati che lo dimostrano noi li abbiamo pubblicati, la settimana di Ferragosto e poi anche questa settimana, alle pagine del sito che si chiamano TWIT - TWOO, MERCATI e NEL MOTORE DELLA PERFORMANCE. E li abbiamo commentati anche qui nel Blog.

Noi di Recce’d, per questa ragione, a favore dei nostri lettori rimettiamo le cose a posto proprio con questo Blog: la particolare, diffusa, e profonda incertezza che condiziona in questo 2024 i mercati finanziari del Pianeta non si è risolta nei primi otto mesi dell’anno; al contrario è aumentata.

Le implicazioni, per il rendimento del vostro portafoglio, e per i rischi che state sopportando senza rendervene conto, sono ovvie.

Osservate con attenzione i prezzi del vostro portafoglio titoli: e chiedetevi la ragione per la quale, di fatto, le perdite sui BTp, sulle GPM obbligazionarie, e sui Fondi Comuni obbligazionari non sono state per nulla recuperate.

Ieri sera in chiusura di settimana il Treasury a 10 anni rendeva il 3,80%.

Con la nostra abituale concretezza e chiarezza vi abbiamo indicato gratuitamente più in alto i cinque fattori determinanti nelle prossime settimane per i risultati dei vostri investimenti.

Ci dovrete lavorare molto, e farete bene a farlo PRIMA che finiscano sulle prime pagine di tutta la stampa mondiale una seconda volta.

Vogliamo aiutarvi, e lo facciamo proponendovi un esempio concreto del tipo di analisi che vi è indispensabile: leggete di seguito una ricapitolazione che si focalizza sull’economia degli USA, ed integra in modo utile ciò che avete letto stamattina sul Web e sui quotidiani a proposito delle dichiarazioni di Jerome Powell a Jackson Hole.

Nel brano si accenna, in chiusura, ad un consenso all’interno della Federal Reserve, che oggi non c’è più. Ed anche di questo dovrete occuparvi se tenete al futuro del vostro risparmio.

L'economia statunitense ha sfidato le previsioni di una recessione imminente, alimentando tassi più elevati negli ultimi due anni. Ora si stanno raccogliendo prove che i buffer unici che hanno protetto l'economia finora, tra cui i cuscinetti di risparmio dell'era della pandemia e un'ondata di immigrazione che ha aumentato la spesa, potrebbero svanire su più fronti.

I budget dei consumatori a basso e medio reddito stanno mostrando difficoltà. Sempre più aziende affermano di concentrarsi di nuovo sul contenimento dei costi per attrarre acquirenti attenti alle offerte.

Il settore immobiliare statunitense, che ha evitato una recessione che di solito si verifica quando i tassi di interesse aumentano bruscamente, si trova ad affrontare una prospettiva desolante. L'attuale bacino di potenziali acquirenti ha profili di reddito e ricchezza più deboli rispetto a coloro che si sono fatti avanti per acquistare case quando i tassi dei mutui sono saliti per la prima volta oltre il 6% due anni fa.

Molti proprietari di case hanno tenuto le loro case fuori dal mercato, il che inizialmente ha limitato la concorrenza per i costruttori di case. Ciò sta finendo ora poiché le scorte stanno aumentando. Nel frattempo, un boom edilizio di appartamenti che ha tenuto i lavoratori edili nei cantieri è finito. Il numero di unità abitative in costruzione è sceso di quasi il 10% nell'ultimo anno, il calo più grande dal 2011.

Nel mercato del lavoro, le aziende hanno rallentato le assunzioni. Per ora, i licenziamenti sono bassi. Ma ciò che sembra una demolizione controllata della domanda di lavoro rischia di superare un punto di svolta. Mercoledì, il Dipartimento del lavoro ha affermato che la crescita delle buste paga per i 12 mesi che terminano a marzo potrebbe essere rivista al ribasso a 2,1 milioni di posti di lavoro da una cifra inizialmente segnalata di quasi tre milioni di posti di lavoro, il che significa che gli incrementi occupazionali per la maggior parte del 2023 e i primi tre mesi di quest'anno sono stati più blandi.

"Se le offerte di lavoro diminuiscono molto di più, le persone che perdono il lavoro non saranno in grado di attraversare la strada e trovare lavoro", ha affermato Peter Berezin, chief global strategist presso BCA Research. Atterraggio sicuro

Molte recessioni sembrano inizialmente atterraggi morbidi, ma dalla seconda guerra mondiale gli Stati Uniti ne hanno ottenuto solo uno in modo convincente, nel 1995. Allora, Greenspan tentò di prevenire le pressioni inflazionistiche aumentando rapidamente i tassi, dal 3% al 6%. Poi cambiò rotta e in sei mesi tagliò i tassi al 5,25%.

Se Powell riuscirà nell'impresa non dipenderà solo dal fatto che l'economia si stia indebolendo più velocemente sotto la superficie, ma anche dal fatto che tassi più bassi possano stimolare nuovi prestiti e spese per contrastare qualsiasi debolezza.

Gli investitori sono ottimisti perché la Fed ha molto spazio per tagliare. Tuttavia, alcuni mutuatari potrebbero subire una stretta dagli effetti ritardati dei precedenti aumenti della Fed anche dopo che la banca centrale ha ridotto i costi di prestito.

Questo perché i mutuatari hanno goduto di più di un decennio di costi di prestito storicamente molto bassi prima che la Fed iniziasse ad aumentare i tassi e molte aziende e famiglie hanno ancora un debito a tasso fisso basso. Se quel debito scade l'anno prossimo, potrebbero dover affrontare un aumento considerevole dei costi di prestito anche se la Fed tagliasse i tassi di un intero punto percentuale.

Un atterraggio morbido sembra allettantemente vicino perché finora l'economia si è avvicinata di più a uno scenario ottimistico delineato dai funzionari della Fed due anni fa.

Quando i funzionari hanno iniziato ad aumentare i tassi da quasi zero nel 2022, economisti di spicco hanno affermato che un periodo di maggiore disoccupazione era quasi necessario per creare abbastanza flessibilità, come lavoratori disoccupati e fabbriche inattive, per abbassare i prezzi. Hanno sostenuto che l'inflazione era guidata da mercati del lavoro surriscaldati.

I leader della Fed hanno affermato che un altro percorso era possibile perché l'inflazione era stata guidata non dal mercato del lavoro ma dalla collisione tra una forte domanda e catene di fornitura disorganizzate. Hanno suggerito che il mercato del lavoro era così fuori controllo dopo la pandemia, mentre le aziende che riaprivano si affrettavano ad assumere lavoratori, che il raffreddamento della domanda potrebbe portare le aziende semplicemente a scartare le posizioni vacanti piuttosto che licenziare i lavoratori.

La buona sorte ha avuto un ruolo in questo risultato. Le catene di fornitura sono guarite l'anno scorso. L'economia ha evitato nuovi shock, come un forte aumento dei prezzi del petrolio o un'esplosione del mercato finanziario. E un'ondata di immigrazione ha aumentato la produzione, alleviando al contempo la carenza di manodopera. "Ora sappiamo di più sulla provenienza di questa [inflazione] perché possiamo vedere cosa l'ha fatta sparire", ha detto Powell ai legislatori il mese scorso.

All'inizio di quest'anno, mentre gli economisti si chiedevano perché i tassi di interesse non avessero fatto di più per rallentare l'economia, Powell ha suggerito che l'ondata di immigrazione avrebbe potuto mascherare gli effetti di una politica restrittiva dei tassi di interesse. La sua preoccupazione di fondo era che gli effetti di una politica restrittiva si sarebbero rivelati gradualmente e poi all'improvviso.

"Perché tutta questa fretta?" vs. "Perché stiamo aspettando?"

All'interno della Fed, l'incertezza economica minaccia di porre fine a un periodo di unanimità che è notevole persino per un comitato che premia il consenso. Nessun funzionario della Fed ha espresso dissenso in una riunione politica da giugno 2022, eguagliando una serie vista l'ultima volta tra il 2003 e il 2005.

Per chiudere questo Longform’d con un aiuto concreto nella gestione del vostro portafoglio di investimenti finanziari, oggi vi anticipiamo il tema di mercato che risulterà dominante fino da lunedì, e per l’intero mese di settembre. Noi di Recce’d, per voi, seguiremo quotidianamente questo tema nelle pagine del sito (NEL MOTORE DELLA PERFORMACE, TWIT - TWOO, e anche MERCATI).

Per il Cliente di Recce’d, il tema di cui si parla in questo brano che chiude il Longform’s si è già tradotto nelle posizioni dei nostri portafogli modello. Ed altre operazioni sui portafogli modello stanno per essere messe in pratica negli ultimi giorni di agosto, sfruttando proprio quel diluvio di dati di Ferragosto del quale Recce’d ha scritto nel Post della settimana scorsa.

Nel brano che state per leggere, occupa una posizione centrale il mercato del lavoro, al quale anche Powell ieri ha dedicato uno spazio particolare, come si legge nell’immagine che segue.

Da questo punto ripartono lunedì i mercati finanziari.


Contrariamente a quanto molti credono, la società di ricerca sugli investimenti BCA Research ritiene che l'economia sia sull'orlo di una recessione e che i previsti imminenti tagli dei tassi della Federal Reserve statunitense non saranno sufficienti a far uscire i mercati da questa situazione.

"Ognuno di noi ora crede che ci sia una recessione, ed è esattamente l'opposto di ciò che crede il mercato", ha detto Garry Evans, capo stratega dell'allocazione globale degli asset di BCA Research, a "Squawk Box Asia" della CNBC.

Evans ha sottolineato i segnali di rallentamento dell'economia, tra cui quello che ha definito il "deterioramento" del mercato del lavoro statunitense. Il Dipartimento del lavoro statunitense ha riferito che il tasso di disoccupazione è salito al 4,3% a luglio, il più alto da ottobre 2021, e un indicatore per l'attività manifatturiera statunitense è sceso al minimo di otto mesi nello stesso mese.

"Ci sono cose che stanno crollando piuttosto rapidamente ora", ha detto lo stratega.

Il mercato dei futures sui fondi federali suggerisce che gli investitori si aspettano almeno tre tagli dei tassi entro la fine dell'anno, secondo il CME FedWatch Tool.

Ma secondo Evans, questo non sposterà molto l'ago delle sue proiezioni.

"Qualche taglio dei tassi non impedirà una recessione. La recessione media dura 10 mesi... Ci vuole circa un anno prima che i tagli della Fed inizino effettivamente a dare una spinta all'economia", ha affermato.

"Il mercato ritiene che il tasso dei fondi federali alla fine del prossimo anno sarà del 3%. Attualmente è al 5,3%. Ciò non accadrà a meno che non ci sia una recessione", ha aggiunto.

Una recessione si verifica in genere quando ci sono due trimestri consecutivi di calo del PIL reale di un paese.

I trader stanno anche tenendo d'occhio il simposio annuale sulla politica economica a Jackson Hole questa settimana, che potrebbe offrire maggiore chiarezza sulle prospettive dei tassi di interesse, con il presidente della Fed Jerome Powell pronto a parlare all'incontro venerdì.

L'economia statunitense è rimasta solida anche in mezzo all'inflazione in corso e ai tassi di interesse elevati.

Nell'ultimo secolo, ci sono state più di una dozzina di recessioni, alcune durate fino a un anno e mezzo.

Sebbene gli Stati Uniti non siano ufficialmente in recessione, un sondaggio condotto da Affirm rivela che circa 3 americani su 5 pensano che lo siano.

Valter Buffo
Il diluvio di Ferragosto
 

L’attualità ci ha travolto, in questo agosto 2024: e proprio nella settimana di Ferragosto 2024 tutti noi investitori siamo stati travolti da un diluvio di dati.

Ancora di più che nelle settimane precedenti, ci sentiamo obbligati a cogliere e sviluppare gli spunti offerti dall’attualità dei mercati nella settimana di Ferragosto.

Abbiamo in sospeso con i lettori del nostro Blog sia il Longform’d iniziato il 26 giugno, un mese fa (sul tema AI), sia il Post relativo ai risultati ed alle performances del quale pubblicammo la prima parte quattro settimane fa.

Ci impegniamo per completare i due lavori citati, che sono in corso (e sono probabilmente oggi più importanti ancora che a fine giugno, entro il mese di agosto.

Ne abbiamo tantissime, di cose da scrivervi. Ma intanto, affrontiamo a caldo la realtà del Ferragosto 2024.



Il titolo che leggete nell’immagine qui sopra è di CNBC ed è di oggi. Il titolo dice che una settimana ricchissima di importanti dati economici influenzerà le decisioni future della Federal Reserve. Il sottotitolo aggiunge: “un diluvio di datici ha lasciato una serie di forti segnali".

Per i tanti lettori amici di Recce’d che la settimana scorsa erano impegnati con una escursione in montagna, una gita in barca a vela sul lago, oppure in un bagno di sole in spieggia, Recce’d oggi offre (in estrema sintesi) un riassunto dei fatti principali della settimana di Ferragosto, ed anche una illustrazione dei “forti segnali” che secondo CNBC sono stati lasciati sui mercati dalla settimana che si è appena conclusa.

Che i dati di cui noi investitori siamo venuti a conoscenza siano stati significativi, non possono esserci dubbi: chi tra i nostri lettori ha seguito il nostro sito durante la settimana ne ha già letti almeno una parte nella nostra pagina TWIT - TWOO, attraverso la quale giorno per giorno regaliamo al lettore una selezione di alcuni dei fatti si maggiore rilievo per il futuro dei mercati finanziari e per la gestione del portafoglio titoli.

Nelle immagini che seguono, noi ve ne facciamo rileggere alcuni, selezionati per voi.

Come vedete dalla nostra sintetica ricapitolazione per immagini, proprio nella settimana di Ferragosto, tutti noi investitori abbiamo assistito a fatti importantissimi, che vanno dalle dimissioni di un Primo Ministro a significativi movimenti dei mercati finanziari, e tutto questo mentre arrivavano sugli schermi dei nostri PC, dati importantissimi che vanno dai dati USA per l’inflazione ai dati dalla Cina per la crescita dell’economia, ai dati Europei e del Regno Unito.

Di tutto questo, noi in Recce’d, in quanto gestori di portafoglio, abbiamo fatto, giorno per giorno, prima una analisi accurata ed approfondita, e dopo una applicazione ad ogni singola posizione (presente e futura) ai nostri portafogli modello per i Clienti.

Come potete immaginare, si è trattato di una imponente mole di lavoro, durante questa ultima settimana.

Se guardiamo alla rilevanza che i media hanno attribuito a questi fatti, dobbiamo constatare che la maggiore attenzione nell’ultima settimana è stata attribuita al recupero degli indici di Borsa: a titolo di esempio per voi abbiamo selezionato il brano che segue dal più noto dei media finanziari ovvero CNBC. Brano del quale poi vi illustreremo la rilevanza per gli scopi del Post che state leggendo.

Le azioni statunitensi sono aumentate venerdì mentre gli investitori hanno chiuso la migliore settimana del 2024, parte di una ripresa del mercato dopo la violenta disfatta di inizio agosto.

Durante la settimana, l’S&P 500 ha guadagnato quasi il 3,9%, la migliore settimana da novembre 2023. Il Nasdaq ha guadagnato il 5,2%, mentre il Dow a 30 titoli è avanzato del 2,9% durante la settimana.

Dopo il rimbalzo di questa settimana, l’S&P 500 è ora a solo il 2% dal suo massimo record di metà luglio. I dati di questa settimana hanno contribuito a calmare un mercato nervoso. I dati sulle vendite al dettaglio pubblicati giovedì sono stati molto più forti di quanto previsto dagli economisti, mentre le richieste settimanali di disoccupazione sono diminuite.

Entrambi hanno dimostrato che i timori di recessione, che hanno contribuito a innescare una svendita globale all’inizio di questo mese, erano eccessivi. Anche i dati sull’inflazione pubblicati all’inizio di questa settimana hanno rafforzato le speranze che uno scenario di atterraggio morbido fosse ancora possibile.

"I dati pubblicati la scorsa settimana hanno raggiunto il giusto equilibrio, non essendo né troppo caldi, né troppo freddi", ha scritto venerdì Mark Haefele, responsabile degli investimenti per la gestione patrimoniale globale di UBS. “Ciò dovrebbe aiutare a dissipare sia le preoccupazioni di una recessione incombente sia quelle che un’inflazione vischiosa ostacolerà la Federal Reserve nel caso in cui fossero necessari rapidi tagli dei tassi per difendere la crescita”.

Azioni di Nvidia sono tra i maggiori vincitori della settimana nel settore dei titoli tecnologici con un guadagno di oltre il 18%. Mela e Microsoft sono aumentati rispettivamente di circa il 4% e il 3% durante la settimana.

Il Dow è sceso di 1.000 punti e il 5 agosto l’S&P 500 ha vissuto la sua giornata peggiore dal 2022, poiché gli investitori temevano che la Federal Reserve fosse troppo tardi per tagliare i tassi di interesse e che l’economia stesse scivolando in una recessione. La liquidazione delle operazioni valutarie degli hedge fund ha accentuato la volatilità del mercato.

Ma da allora gli investitori sono intervenuti per acquistare, con l’S&P 500 in rialzo per sette giorni consecutivi mentre i rapporti economici hanno placato le preoccupazioni di recessione. Il Nasdaq ha registrato la sua settimana migliore da novembre 2023

La ricapitolazione che avete appena letto riguarda unicamente le Borse: eppure, vi facciamo osservare, risulta impossibile parlare di Borse senza accennare anche a:

  1. il tema della recessione,

  2. i grandi titoli del settore Tecnologia ed anche

  3. le “operazioni valutarie degli hedge fund” che poi sono i cosiddetti “carry trades” dei quali abbiamo già anticipato al nostro lettore un approfondimento in una delle prossime settimane.

Anche se i titoli dei quotidiano, nell’ultima settimana, si sono occupati unicamente di Borse, come vedete è necessario ampliare l’orizzonte di osservazione, ed aggiungere altri elementi, se si è interessati a capire (almeno) qualcosa.

A voi lettori, come ad ogni altro investitore, dopo avere letto delle Borse è necessario:

  • mettere ordine in tutti questi elementi ai quali si fa riferimento sopra,

  • selezionare il vero dal falso,

  • selezionare ciò che è rilevante da ciò che non lo è.

E dopo che avrete capito almeno qualcosa, se non tutto, dovrete procedere poi a rivalutare una per una tutte le vostre attuali operazioni di investimento, il loro peso sul totale, le loro prospettive di guadagno e di perdita, ed il rischio complessivo che sopportate con il vostro attuale portafoglio in titoli alla data del 18 agosto.

Vi facciamo osservare che tutto ciò che avete appena letto nel brano, infatti, a prima vista sembra filare via senza problemi: appare coerente e completo. Ma solo ad una lettura superficiale.

Ve lo dimostra il fatto che, come ricorderete senz’altro, quando noi di Recce’d abbiamo pubblicato il nostro Post del 27 luglio, (che era dedicato al tema dei Tech quotati a Wall Street) sui mercati di Borsa e in generale sui mercati finanziari esisteva un solo tema, che si chiamava “Tech pullback”, come stava scritto nel titolo del Post.

E ricorderete anche che dopo sole due settimane, ovvero sette giorni fa, nessuno ricordava più il “Tech pullback”. Le Tv, con CNBC in testa, i quotidiani ed i settimanali come MF e PLUS, tutte le banche internazionali e tutti i promotori finanziari, tutti questi soggetti, avevano rimosso, dopo 15 giorni, quel tema di investimento, sostituendolo con altri .due argomenti:

  1. la recessione negli Stati Uniti; e

  2. il carry trade e lo yen del Giappone.

Oggi 18 agosto, i medesimi soggetti vi raccontano che la recessione non è più un problema, come leggete nel brano riportato sopra. Ed il Giappone nel brano in questione non viene neppure più citato, ed i Tech come avete appena letto sono in recupero.

Giustamente, l’investitore finale di fronte a improvvisi e profondi cambiamenti nelle spiegazioni dei fatti di mercato è perplesso, spiazzato, confuso.

E fa bene: perché non è in questo modo, che si gestiscono i risparmi. Non è in questo modo, andando dietro a queste giravolte, che otterrete risultati dal vostro portafoglio in titoli.

Noi di Recce’d, come sempre, vi aiutiamo in modo concreto tirandovi fuori dallo stato di confusione (cosa che certamente non fanno le TV, e neppure i quotidiani, e neppure i promotori finanziari, perché non ne hanno le capacità ed i mezzi).

Recce’d, come sempre ha fatto, vi aiuta a capire.

Capire, per investire. Capire prima, e dopo investire. Come sempre facciamo.

Per questo, ora ritorniamo al grafico che avete già visto qui nel Post di otto giorni fa.


Come avevamo scritto nel Post che precede questo, anche se l’indice S&P 500 è ritornato al livello di 5550 punti, la settimana appena conclusa ha lasciato segni molto più profondi: il più importante dei quali è un ulteriore (e drammatico) aumento della volatilità, descritto nel grafico.

Il grafico qui sopra vi informava che le variazioni giornaliere dell’indice di Borsa più grande del Pianeta sono molto aumentate. E vi portava sette giorni fa a chiedervi se potrebbero aumentare ancora. Ed è stato così proprio nella settimana di Ferragosto 2024: questo è il dato forte, l’unico, che ci lascia la settimana appena conclusa. La volatilità aumenta.

Se siete interessati, parliamo parlarne con noi: contattarci attraverso la pagina CONTATTI è semplicissimo, anche nel mese di agosto ci trovate al nostro posto, concentrati e molto carichi di energia.

Vi suggeriamo di riflettere sul dato di fatto che il comportamento dei mercati finanziari internazionali è cambiato. Anche quello di breve termine.

Per questo, noi vi invitiamo a rileggere i Post che Recce’d ha pubblicato tra maggio e luglio: trovate senza difficoltà le cause che hanno portato a questo cambiamento nel comportamento dei mercati finanziari, il quale che è associato ad un cambiamento di scenario, come Recce’d vi aveva anticipato proprio qui nel nostro Blog. E come potete facilmente verificare rileggendo il Post del 23 giugno e poi anche il Post del 6 luglio.; ma altrettanto utile vi può essere rileggere ciò che abbiamo scritto nel Blog il 30 giugno scorso e prima ancora il 15 giugno, a proposito del momento dei mercati.

Per collegare questo argomento alle vostre scelte di portafoglio ed alla strategia di gestione vi può essere utile rileggere in particolare il Post di quattro settimane fa.

Ma ritorniamo adesso alla strettissima attualità: nel Post che precede questo (datato 10 agosto), avevamo messo in evidenza due frasi di Justin Wolfers, tratte da un articolo del New York Times di pochi giorni fa.

In particolare, avevamo evidenziato la frase che dice:

il mercato azionario è cresciuto in 12 degli ultimi 15 decenni. Ma tende anche a cadere in circa il 46% di tutti i giorni di negoziazione. Se non controlli così spesso, ti perderai gli alti e bassi a breve termine. E questo, a sua volta, metterà maggiormente a fuoco i guadagni a lungo termine.

L’autore fa il professore universitario per professione, e non il gestore. Un bravo gestore sicuramente NON si fida del fatto che la Borsa è salita il 12 anni su 15: e al contrario questo dato fa sorgere moltissimi dubbi.

Ma la frase appena citata offre a voi lettori utili spunti per riflettere.

Vi avevamo poi evidenziato anche una seconda frase:

Per quelli di noi che seguono l’economia, vale la pena tenere d’occhio i mercati finanziari. Ma i mercati non dovrebbero attirare tutta la nostra attenzione. Tieni d’occhio i duri numeri economici che descrivono la nostra realtà attuale. In questo momento stanno raccontando una storia molto più felice con meno motivi di preoccuparsi rispetto alla narrazione arrivata da Wall Street questa settimana.

La prima metà di questa citazione è perfetta, dal punto di vista di chi deve fare performance gestendo i portafogli titoli. La seconda metà al contrario è, sempre quando viene letta con gli occhi del gestore, totalmente sbagliata. E ve ne potete rendere conto andando a rileggere tutti i nostri Post del mese di maggio, giugno e luglio 2024 citati più in alto.

Sempre dal Post del 10 agosto, riproponiamo una immagine: immagine che risulta ancora più utile oggi, dato che dopo il diluvio di dati della settimana di Ferragosto del 2024 per voi è indispensabile tutti i nuovi eventi e ed i nuovi dati nello schema che del grafico che segue.

Voi dovete, nel vostro esclusivo interesse, comprendere in quale mondo vivete, come è fatta oggi la realtà delle economie e la realtà dei mercati finanziari: allo scopo di procedere poi alla definizione degli scenari futuri.

Che è esattamente ciò che fa questo grafico che la settimana scorsa noi di Recce’d abbiamo presentato e commentato in esclusiva per i nostri Clienti nella Sezione Operatività del nostro quotidiano The Morning Brief.

Se voi oggi non siete consapevoli di dove vi trovate, e non disponete di una mappa delle strade che avete davanti, allora continuerete a procedere a tentoni e continuerete a fare scelte poco motivate, poco produttive e a volte dannose. Non è possibile raggiungere alcun risultato, quando si procede ad occhi chiusi senza direzione.

Il suggerimento pratico e concreto che Recce’d vi fornisce oggi è quello di rivedere con attenzione il diluvio di dati e notizi che ha caratterizzato la settimana del Ferragosto 2024. Poi, sulla base delle conclusioni che avrete raggiunto, il nostro suggerimento è riprendere nel dettaglio, una per una, tutte le attuali posizioni che avete ne portafoglio, e farvi, per ognuna, due semplici domande

  1. ha senso tenere questa posizione? quanto mi aspetto che renda da qui a fine 2024? E nel 2025?

  2. quanto potrei perdere su questa specifica posizione, nel 2024? E poi nel 2025?

Se vi interessa di confrontarvi con noi, sulle vostre prospettive di guadagno e di vendita, dato il vostro attuale portafoglio di GPM, di Fondi Comuni, di polizze assicurative, e anche di finanziamenti diretti e di private equity, con grande facilità potete farlo utilizzando la pagina CONTATTI del nostro sito, anche (e specialmente) in questo mese di agosto.

Nel frattempo, la gestione dei nostri portafogli modello ovviamente procede giorno dopo giorno, ed è orientata anche (non solo) da alcune delle considerazioni che avete appena letto. E i risultati ci danno, giorno per giorno, sempre più ragione.

In chiusura del Post, ci permettiamo una auto- citazione.

Rileggete qui sotto che cosa diceva proprio in apertura, il nostro Post del 27 luglio, ovvero tre settimane fa: nel quale (anticipando di 15 giorni il citato articolo del New York Times) avevamo già chiamato in causa gli atteggiamenti del bambini.

Vi ripetiamo anche oggi un consiglio da amici: NON fate i bambini, con i vostri risparmi. Non è il momento. Riflettete, sulle parole che seguono: sono di Recce’d, e come qualcuno ci ha detto “… va poi sempre a finire come dite voi …”.

I bambini non vogliono smettere di giocare. Mai.

Per questa ragione la sera si fa così tanta fatica a metterli a letto.

Loro resistono, sempre.

Poi però, la stanchezza prevale, e loro si mettono a dormire.

Sempre. Ogni volta, è sempre lo stesso finale.

Non è un gioco dei bambini, questo di cui stiamo parlando. Non è uno scherzo. Noi vi stiamo parlando della realtà.

La stessa realtà che i bambini non vogliono proprio vedere. Chiudono gli occhi, e credono che il nemico è andato via. Chiudono gli occhi, e si inventano l’amico immaginario.

I bambini.

E anche molti adulti, specie negli ultimi anni. Rifiutano di guardare in faccia la realtà. Quella che hanno davanti ai loro occhi. Ma, così come ogni sera il sono arriva, e prevale, sempre, anche per gli adulti-bambini arriva, sempre, il momento di smettere di giocare.

Quando la realtà prevale sulle fesserie.

Il momento dei mercati, un momento di volatilità in aumento, al quale tutti stanno assistendo ha alcune di queste caratteristiche: non tutte, non per il momento.

Noi in Recce’d però scegliamo di suggerire al nostro lettore una domanda: perché proprio adesso?

La domanda ha un doppio valore, per l’investitore che ci legge:

  1. aiuta il lettore a comprendere se questa è semplicemente una “correzione”, un “pullback”, oppure è una fase di mercato che si chiude (che si è già chiusa); e poi anche

  2. aiuta il lettore a ragionare come un gestore: e domandarsi come si sfruttano situazioni di mercato come queste, come si fa performance con AI, anzi per dire meglio “passando sopra AI”.

Valter Buffo