Tech Pullback? Ma state scherzando? (parte seconda)
 


L’attualità ci ha travolto, in questo agosto 2024. Ha travolto i mercati finanziari, ma pure il nostro Blog

Abbiamo in sospeso con i lettori del nostro Blog sia il Longform’d iniziato il 26 giugno, più di un mese fa (sul tema AI), sia il Post relativo ai risultati ed alle performances del quale pubblicammo la prima parte due settimane fa.

Ma l’attualità, come detto, ci schiaccia sul presente: offre tanti spunti, ed almeno un paio li dobbiamo per forza cogliere e sviluppare.

Promettiamo di completare i due lavori citati, che sono in corso (e sono probabilmente oggi più importanti ancora che a fine giugno) entro il mese di agosto.

Ne abbiamo tantissime, di cose da scrivervi. Ma intanto, affrontiamo a caldo la realtà dell’agosto 2024.


Ricordate, 15 giorni fa? Quel Post di Recce’d dedicato al tema dei Tech quotati a Wall Street, con lo stesso titolo di quello di oggi?

Quindici giorni fa, c’era sui mercati di Borsa un solo tema, che si chiamava “Tech pullback”, come abbiamo scritto nel titolo del Post.

Sono trascorse solo due settimane: ma chi si ricorda più del “Tech pullback”?

Le TV, con CNBC in testa, i quotidiani ed i settimanali come MF e PLUS. Ma pure tutte le banche internazionali e tutti i promotori finanziari. Nessuno, di questi soggetti, se ne interessa più. E’ stato rimosso. Nessuno, neppure uno, ci ha ricordato lunedì 5 agosto quanto è importante “AI” per il futuro del Mondo e dei mercati finanziari.

Oggi, 10 agosto 2024, vengono discussi (e presentati a voi come “decisivi” per i mercati finanziari) soltanto due argomenti:

  1. la recessione negli Stati Uniti; e

  2. il carry trade e lo yen del Giappone.

Quindici giorni fa, questi due temi non esistevano, per MF e PLUS, CNBC, per tutti i promotori finanziari, private bankers, family bankers e wealth manager, e per tutte le grandi banche internazionali.

Giustamente, l’investitore finale è perplesso. Si sente abbandonato a sé stesso di fronte a eventi clamorosi. E’ spiazzato, confuso. In ansia.

E Recce’d arriva con questo nuovo Post, e si offre di curare, medicare e lenire quella vostra ansia. In che modo? Come sempre: chiarendo molti dei vostri dubbi di comprensione, prima, e successivamente fornendovi utili, concrete e specifiche indicazioni operative, per proteggere il vostro capitale e fare le mosse giuste, anche in questo caotico e caldissimo agosto 2024.

Capire, per investire. Capire prima, e dopo investire. Come sempre facciamo.

I punti di massima attualità sono due, che abbiamo citato sopra: la recessione ed il carry trade sullo yen.

Di carry trade, noi abbiamo già parlato, e a lungo, con i Clienti la settimana scorsa, ogni mattina, nel The Morning Brief. E ne scriveremo nuovamente, la settimana prossima. Qui, nel nostro Blog, ne scriveremo invece dopo Ferragosto. Tanto, quello è un tema che non se ne andrà: rimane qui con noi, per settimane e mesi.

Quanto alla recessione americana, chi segue il nostro Blog è ben informato sulla nostra visione. Questa recessione, presentata da almeno due anni come ragione principale per tagliare il costo ufficiale del denaro, oggi non esiste. E’ una cosa che non c’è, che nessuno vede, ma di cui tutti scrivono e parlano.

Sicuramente alcuni lettori in questo momento stanno pensando alle numerose occasioni nelle quali noi di Recce’d abbiamo scritto, proprio in questo Blog, che un buon investitore deve occuparsi delle cose prima che le cose accadano.

Ed è vero, anzi verissimo: peccato che, non da oggi ma da due decenni e più, proprio facendo leva su questa regola pratica gli operatori dell’industria e dei media abbiano preso, con regolarità quotidiana, a sfruttare la diffusione massiccia di false informazioni per costruire miraggi che poi si fanno passare per realtà, senza essere la realtà.

Questo della recessione è un classico esempio.

Da due anni leggete, da parte di tutte le banche di investimento, e ascoltate da tutti i promotori di Fondi Comuni che sta arrivando la recessione, e quindi i tassi scenderanno.

Se la sono totalmente inventata per tranquillizzarvi, questa recessione. Per imbonire voi, che comperate i Fondi, che comperate le GPM, che comperate le polizze. Ma la recessione, oggi, non esiste. E’ semplicemente uno dei tasselli del Grande Imbroglio.

La recessione arriverà, questo è vero: ma NON quando e come vi hanno raccontato. Con tempi diversi e modi diversi. Come una (enorme) sorpresa sui mercati.

Ecco spiegato perché, nel Post che ora state leggendo, Recce’d con voi lettori NON parlerà di recessione, di questa “recessione inventata”.

Di che cosa parliamo allora oggi? Seguiteci, e lo scoprirete. E vi sarà utilissimo: vi aiuterà a rimettere le cose al loro posto (nella vostra mente, e dopo nel vostro portafoglio di titoli, Fondi, polizze, certificati e GPM).

Mettiamo dunque ordine, ripartendo dalla settimana che si è appena conclusa.


Che settimana è stata per Wall Street! Il sentimento è passato dagli abissi della negatività all’inizio ai picchi della positività alla fine. Lunedì l’indice S&P 500 (SP500) è crollato del 3%, registrando la sua peggiore sessione di negoziazione da settembre 2022 in un contesto di svendita globale, per poi proseguire registrando giovedì la sua giornata migliore da novembre 2022.

Il viaggio volatile si è infine concluso venerdì con la chiusura settimanale dell’indice di riferimento sostanzialmente piatto. In effetti, la perdita dello 0,04% dell’indicatore rappresenta il calo settimanale più piccolo in oltre sei anni.

La disfatta di lunedì è stata causata da una combinazione di preoccupazioni di recessione innescate dal rapporto sui libri paga non agricoli degli Stati Uniti di luglio, e di turbolenze in Giappone, innescate dall’aumento a sorpresa del tasso di interesse della Banca del Giappone e da una liquidazione del carry trade sullo yen. L'indice S&P (SP500) ha registrato un forte rimbalzo nel resto della settimana, con il rialzo di giovedì in particolare sulla scia dei forti dati sul mercato del lavoro: le richieste iniziali di sussidio di disoccupazione sono scese al livello più alto da settembre e hanno contribuito a calmare i timori di recessione.

In mezzo a tutto il dramma delle vendite, la stagione degli utili del secondo trimestre ha continuato ad andare avanti questa settimana. Nomi degni di nota e le loro performance includono la crescita del 19% su base annua delle prenotazioni lorde del gigante del ride-hailing Uber (UBER), il miglioramento delle prospettive di profitto annuali del bellwether industriale Caterpillar (CAT), la debole guidance dell'attuale trimestre della società di case vacanze Airbnb (ABNB) e il parco a tema e il colosso dell'intrattenimento Walt Disney (DIS) hanno unito le attività di streaming ottenendo per la prima volta un profitto trimestrale.

Settimanalmente, l'indice S&P (SP500) è scivolato del -0,04%, il Nasdaq Composite (COMP:IND) è crollato del -0,2% e il Dow blue-chip (DJI) è sceso del -0,6%.

Come abbiamo letto nel testo, e come vedete nel grafico più sopra, l’indice di Borsa più importante del Mondo ha chiuso venerdì 9 agosto al medesimo livello (meno 2 punti su 5345 totali) di sette giorni prima?

E quindi? Il fatto che abbiamo visto nel grafico a noi investitori che cosa racconta? Che la recessione non è più un problema? E che il carry trade sullo yen, per i nostri portafogli, non è più un fattore?

Recce’d non vede le cose in questo modo, e vi chiariremo il perché.


Anche se l’indice S&P 500 è ritornato al livello di sette giorni prima, la settimana appena conclusa ha lasciato segni molto profondi: il primo dei quali è un (drammatico) aumento della volatilità, come vedete sopra nel grafico.

Il grafico sopra vi informa che le variazioni giornaliere dell’indice di Borsa più grande del Pianeta sono molto aumentate. E vi porta a chiedervi se potrebbero aumentare ancora.

Tra i vari indici di variazione, quello più conosciuto da tutti gli investitori si chiama VIX, ed è un indice che misura attraverso i prezzi delle opzioni quale è oggi, tra gli investitori, la previsione della volatilità nelle prossime settimane.

La settimana scorsa questo indice VIX ha raggiunto un livello (60) che nella sua intera storia era stato raggiunto soltanto altre due volte, e precisamente nel 2008 e nel 2020.

Ricordate queste due date?

L’andamento del VIX è sicuramente un dato che ci informa sul cambiamento permanente in almeno alcuni comparti del mercato finanziario internazionali. Altri dati ce lo confermano.

Come potete vedere qui sotto, sia il cambio dello yen contro dollaro USA sia la Borsa di Tokyo hanno azzerato in due settimane tutto ciò che avevano fatto in dodici mesi. I risultati di un anno cancellati in dieci giorni.

Ed ecco il primo suggerimento, utile, partico ed esplicito al lettore di Recce’d: subito, prima di Ferragosto 2024, fate una verifica del vostro attuale portafoglio.

Che cosa accadrebbe, al vostro portafoglio attuale, se altri episodi molto simili a questi dei due grafici sotto si verificassero nelle prossime settimane su altri mercati finanziari, più vicini a voi?

Fatevi due conti, ma in fretta!


Possiamo produrre altri dati, altrettanto significativi: alcuni li vedete più sotto, nel grafico che segue.

Ma per ragioni di spazio, nel Post noi ci fermiamo qui.

Se siete interessati, parliamo parlarne con noi: contattarci attraverso la pagina CONTATTI: è semplicissimo, ed anche in ogni giorno di agosto ci trovate al nostro posto, concentrati e molto carichi di energia.

Come tutti i lettori sanno, Recce’d vi aiuta a non perdere il filo. E siamo gli unici, in grado di farlo.

Ora nel Post allarghiamo il nostro discorso.

Il panorama è cambiato, per i mercati finanziari internazionali. Anche quello di breve termine.

Vi invitiamo a rileggere i Post che Recce’d ha pubblicato tra maggio e luglio: trovate senza difficoltà le cause che hanno portato a questo cambiamento profondo di scenario.

Noi qui ed oggi però NON ci ritorniamo.

Vi rimandiamo invece alla lettura del Post del 23 giugno e poi anche del Post del 6 luglio.

Può esservi utile rileggere anche ciò che abbiamo scritto nel Blog il 30 giugno scorso e prima ancora il 15 giugno, a proposito del momento dei mercati.

Per collegare questo argomento alle vostre scelte di portafoglio ed alla strategia di gestione vi può essere utile rileggere il Post di tre settimane fa.


Oggi invece vi proponiamo in lettura un articolo pubblicato la settimana scorsa dal più importante quotidiano al Mondo, il New York Times.

Come vedrete, e come noi vi evidenzieremo più avanti, nell’articolo del NYT della settimana appena conclusa si trovano cose buone (molto buone) e cose cattive (molto cattive) per un investitore che vuole chiarirsi le idee su ciò che sta per succedere sui mercati finanziari, nei prossimi giorni e settimane.

Tra le migliaia di commenti che abbiamo dovuto (dovere professionale) leggere negli ultimi cinque giorni di mercato, questo almeno contiene alcuni spunti originali, che vi saranno utili



Di Justin Wolfers. Il dottor Wolfers è professore di economia e politiche pubbliche presso l'Università del Michigan.

Sono imprevedibili, volatili e inclini a forti sbalzi emotivi. Hanno una capacità di attenzione breve e trovano difficile il cambiamento perché spesso hanno paura delle cose nuove o ne sono eccessivamente entusiasti. Sono impulsivi, richiedono attenzione e fanno i capricci quando non ottengono ciò che vogliono.

Non sto descrivendo i bambini ma i traders.

Il tracollo del mercato finanziario di questa settimana ha molto in comune con i capricci di un bambino. L’elemento catalizzatore è stato il rapporto moderatamente deludente sull’occupazione di venerdì 2 agosto, combinato con il fallimento del Federal Reserve Board nel tagliare i tassi in previsione di quei numeri deludenti. È vero, i mercati possono spesso segnalare un’economia vacillante, ma ci sono segnali migliori altrove. Una lettura sfumata farebbe notare che la Fed ha segnalato la volontà di tagliare i tassi, che i dati sull’occupazione di luglio potrebbero essere stati distorti dall’uragano Beryl e che l’aumento della disoccupazione riflette un picco di licenziamenti temporanei.

Ma i bambini vedono meglio in termini semplici. Lo stesso fanno anche i trader, che hanno sputato i loro ciucci e si sono ribellati, facendo scendere i prezzi delle azioni del 3% lunedì. Hanno anche abbassato drasticamente i tassi di interesse a lungo termine in previsione dei tagli dei tassi della Fed. Il VIX – una misura di quanto il mercato teme le future oscillazioni del mercato – è salito lunedì a livelli preoccupanti.

Un bel capriccio non solo infastidisce i genitori, ma attira anche l’attenzione degli spettatori. Alcuni hanno tracciato parallelismi con il crollo del mercato azionario del 1987, mentre altri hanno descritto la Fed come “dietro la curva”. I fratelli gelosi tendono ad aggiungere benzina agli scoppi d’ira, e infatti l’ex presidente Donald Trump ha pubblicato su Truth Social che “i mercati azionari stanno crollando” e “il numero dei posti di lavoro è terribile”. Il Comitato Nazionale Repubblicano ha cercato di fare tendenza #KamalaCrash. (Affinché tu lo sappia, anche la crescita anemica dell’occupazione di luglio è stata superiore alla media durante la presidenza Trump, che è stata colpita da grandi perdite all’inizio della pandemia. Sempre sotto la Presidenza del presidente Trump, l’S&P 500 ha registrato cali giornalieri maggiori di 21 volte. )

Quando le cose non vanno bene per i bambini, istintivamente si rivolgono a mamma o papà. Per i trader, è la Fed a cui guardano. Crescevano le richieste affinché papà, alias il presidente della Federal Reserve, trovasse un cerotto per farlo sentire meglio. Alcuni hanno chiesto alla Fed di tagliare i tassi di interesse al di fuori del suo ciclo abituale, cosa che di solito avviene solo durante un’emergenza in buona fede, come una crisi bancaria. Altri lo hanno esortato a tagliare i tassi in misura maggiore del solito. I genitori a volte non rispondono bene a tali richieste. Nemmeno il presidente della Fed di Chicago, Austan Goolsbee, ha osservato severamente che “non c’è nulla nel mandato della Fed che riguardi l’assicurarsi che il mercato azionario sia confortevole”.

Il disagio si diffuse da Wall Street a Main Street. Poiché può essere difficile tenere traccia di ciò che occupa la mente delle persone, mi piace seguire il numero di volte in cui le persone cercano "recessione" su Google. Questo indice è aumentato bruscamente negli ultimi giorni, a livelli grosso modo paragonabili alla crisi finanziaria globale del 2007-2009, che fu un tracollo di enormi conseguenze.

I genitori sanno che il sonno e il cibo possono migliorare tutto. E martedì mattina le azioni hanno registrato un rimbalzo, i tassi di interesse a lungo termine hanno invertito la rotta e il VIX è tornato sulla terra. Al termine dell’ora di pranzo, i mercati sono tornati alla normalità.

E proprio così, la breve recessione del 5 agosto 2024 era ormai alle nostre spalle.

Quindi cosa possiamo imparare da esso?

È facile prendersi gioco delle oscillazioni del mercato – Paul Samuelson, uno dei più grandi economisti del 20° secolo, una volta scherzò dicendo che il mercato azionario ha previsto nove delle ultime cinque recessioni – ma possono anche fornire informazioni preziose.

Dopotutto, acquistare azioni di una società significa effettivamente scommettere sul futuro economico di quella società. Ciò rende i prezzi delle azioni uno dei nostri pochi indicatori veramente lungimiranti. Si spaventano facilmente ma sono anche molto sensibili ai rischi. Solo perché non vedi il mostro sotto il letto non significa che non ce ne sia uno lì.

Quindi, come si può dare un senso a ciò che dicono i mercati? Piuttosto che lasciarmi prendere dal momento, ho seguito il consiglio che offro alle matricole che frequentano il mio corso introduttivo di economia: “I prezzi delle azioni sono spesso il primo segnale di un rafforzamento o di un indebolimento dell’economia, anche se è noto che inviano false informazioni. segnali. Vale la pena seguirlo, ma non ossessionarti per ogni piccolo segnale." (Quella citazione proviene dal libro di testo che ho scritto con la mia collega Betsey Stevenson.)

E mentre pensi al tuo portafoglio, lascia che ti offra il mio consiglio: smettila di controllarlo in modo così ossessivo. Il mercato azionario è cresciuto in 12 degli ultimi 15 decenni. Ma tende anche a cadere in circa il 46% di tutti i giorni di negoziazione. Se non controlli così spesso, ti perderai gli alti e bassi a breve termine. E questo, a sua volta, metterà maggiormente a fuoco i guadagni a lungo termine.

Per quelli di noi che seguono l’economia, vale la pena tenere d’occhio i mercati finanziari. Ma i mercati non dovrebbero attirare tutta la nostra attenzione. Tieni d’occhio i duri numeri economici che descrivono la nostra realtà attuale. In questo momento stanno raccontando una storia molto più felice con meno motivi di preoccuparsi rispetto alla narrazione arrivata da Wall Street questa settimana.

Justin Wolfers è professore di economia e politiche pubbliche presso l'Università del Michigan e autore di un importante libro di testo introduttivo all'economia. È sopravvissuto allevando bambini piccoli.


Ci piace il tono e l’impostazione di questo articolo del NYT. Ci piace anche il riferimento ai bambini.

E non per un nostro eventuale “atteggiamento paternalistico” che ovviamente non esiste e non avrebbe senso di esistere.

Ci piace perché (purtroppo) sulla massa del pubblico degli investitori sono state esercitate fortissime pressioni proprio allo scopo di fare comparire atteggiamenti infantili quando si parla di investimenti. Ai bambini piacciono le favore, ed oggi piacciono molto anche alla massa degli investitori.

Ma entriamo nello specifico delle affermazioni di Wolfers.

A noi di Recce’d, risulta giusta e sbagliata nello stesso momento la frase che dice:

il mercato azionario è cresciuto in 12 degli ultimi 15 decenni. Ma tende anche a cadere in circa il 46% di tutti i giorni di negoziazione. Se non controlli così spesso, ti perderai gli alti e bassi a breve termine. E questo, a sua volta, metterà maggiormente a fuoco i guadagni a lungo termine.

L’autore fa il professore universitario per professione, e non il gestore. Un bravo gestore è più pratico, attento al risultato, e sicuramente NON si fida del fatto che la Borsa è salita il 12 decenni su 15: e al contrario questo dato fa sorgere moltissimi dubbi, e sottolinea l’importanza proprio degli altri tre decenni. Non vi pare?

Ma la frase appena citata offre comunque, a voi lettori, utili e pratici spunti per riflettere.

Citiamo adesso una seconda frase dell’articolo:

Per quelli di noi che seguono l’economia, vale la pena tenere d’occhio i mercati finanziari. Ma i mercati non dovrebbero attirare tutta la nostra attenzione. Tieni d’occhio i duri numeri economici che descrivono la nostra realtà attuale. In questo momento stanno raccontando una storia molto più felice con meno motivi di preoccuparsi rispetto alla narrazione arrivata da Wall Street questa settimana.

La prima metà di questa citazione è perfetta, dal punto di vista di chi deve fare performance gestendo i portafogli titoli. La seconda fase al contrario è, sempre quando viene letta con gli occhi del gestore, totalmente sbagliata.

E ve ne potete rendere conto andando a rileggere tutti i nostri Post del mese di maggio, giugno e luglio 2024 citati più in alto.

L’articolo a noi sembra utile per queste ed altre ragioni. Vi aiuta a rendervi conto del modo nel quale il pubblico vede ed interpreta i fatti di questi giorni.

Comprendere il modo nel quale il pubblico di massa interpreta questi eventi è da sempre un utile supporto per fare operazioni nel proprio portafoglio e generare una performance positiva nel tempo.

Ma, ovviamente, non è sufficiente guardare a come ragiona la massa: è necessario anche capire dall’interno i meccanismi di funzionamento dei mercati finanziari, che NON corrispondono a quello che il pubblico pensa dei mercati. Come, ancora una volta, i fatti di mercato ci hanno appena dimostrato. E allora, rivolgiamo la nostra attenzione adesso direttamente ai mercati finanziari.

Partiamo con un immagine, che è associata al testo che segue subito sotto.

Dopo il testo, leggerete il nostro commento.



Secondo Michael Hartnett della Bank of America Corp., la turbolenza nei mercati finanziari globali deve ancora raggiungere proporzioni tali da segnalare preoccupazioni su un duro atterraggio economico.

Anche se l'indice S&P 500 è sceso di circa il 6% dal suo massimo record di metà luglio, il benchmark è rimasto al di sopra della sua media mobile a 200 giorni intorno a 5.050 punti, mentre il rendimento dei titoli del Tesoro statunitensi a 30 anni non è sceso al di sotto di 4 punti. %.

“I livelli tecnici che potrebbero ribaltare la narrativa di Wall Street da un atterraggio morbido a un atterraggio duro non sono stati superati”, ha scritto Hartnett in una nota. “Il feedback degli investitori è ‘esausto’”, ma le aspettative di tagli dei tassi da parte della Federal Reserve significano che la preferenza per le azioni rispetto alle obbligazioni non è stata interrotta dal crollo del mercato, ha aggiunto.

Nell’ultimo mese i mercati globali hanno subito una scossa poiché gli investitori temevano che la Fed fosse stata troppo lenta nel tagliare i tassi di interesse in tempo per evitare una recessione. Tuttavia, l’S&P 500 è rimbalzato dopo che un rapporto di giovedì ha mostrato un raffreddamento più lento del temuto nel mercato del lavoro. L'indice è ora sceso solo dello 0,5% sulla settimana.

Hartnett – che quest’anno ha assunto un tono più neutrale sulle azioni dopo essere rimasto ribassista durante un rally nel 2023 – ha affermato che i prossimi livelli tecnici da tenere d’occhio sarebbero le medie mobili a 200 giorni per l’indice dei semiconduttori della Borsa di Filadelfia, nonché un indice di borsa- fondi negoziati che seguono la grande tecnologia.

Attualmente si aggirano appena al di sopra di questi livelli, ma un nuovo calo significherebbe che il prossimo supporto per l’S&P 500 entrerebbe in azione ai massimi del 2021, il che implica un calo di un altro 10% per il benchmark, ha detto lo stratega.

Hartnett ha inoltre ribadito la sua opinione secondo cui gli investitori dovrebbero vendere in occasione del primo taglio dei tassi da parte della Fed. Si aspetta che i vincitori del mercato dell’intelligenza artificiale continueranno “sbandare” nella seconda metà finché gli utili non riprenderanno.

Ha invece evidenziato le opportunità in asset che sono stati “strangolati da rendimenti del 5% e possono respirare più facilmente con rendimenti al 3%-4%”, tra cui titoli di stato, REIT, azioni a piccola capitalizzazione e alcuni mercati emergenti in difficoltà come il Brasile.


Il brano che avete appena letto, associato al grafico più in alto, in estrema sintesi vi dice dove stiamo oggi.

Il brano qui sopra contiene molte affermazioni azzeccate, e qualche grosso errore.

Lasciamo al lettore il divertimento di individuare i primi, ma soprattutto i secondi. Poi, sulla base delle conclusioni che avrete ragguinto, il nostro suggerimento è riprendere nel dettaglio, una per una, tutte le attuali posizioni che avete ne portafoglio, e farvi, per ognuna, due semplici domande

  1. ha senso tenere questa posizione? quanto mi aspetto che renda da qui a fine 2024? E nel 2025?

  2. quanto potrei perdere su questa specifica posizione, nel 2024? E poi nel 2025?

Se vi interessa di confrontarvi con noi, sulle vostre prospettive di guadagno e di perdita, dato il vostro attuale portafoglio di GPM, di Fondi Comuni, di polizze assicurative, e anche di finanziamenti diretti e di private equity, con grande facilità potete farlo utilizzando la pagina CONTATTI del nostro sito, anche (e specialmente) in questo mese di agosto.

Nel frattempo, la gestione dei nostri portafogli modello ovviamente procede giorno dopo giorno, ed è orientata anche (non solo) da alcune delle considerazioni che avete appena letto. E i risultati ci danno, giorno per giorno, sempre più ragione.

In chiusura del Post, ci permettiamo una auto- citazione.

Rileggete qui sotto che cosa diceva proprio in apertura il nostro Post di quindici giorni fa: nel quale, anticipando di 15 giorni il New York Times, avevamo già chiamato in causa gli atteggiamenti del bambini.

Vi ripetiamo anche oggi un consiglio da amici: NON fate i bambini, con i vostri risparmi. Non è il momento. Riflettete, sulle parole che seguono: sono di Recce’d, e come qualcuno ci ha detto “… va poi sempre a finire come dite voi …”.

I bambini non vogliono smettere di giocare. Mai.

Per questa ragione la sera si fa così tanta fatica a metterli a letto.

Loro resistono, sempre.

Poi però, la stanchezza prevale, e loro si mettono a dormire.

Sempre. Ogni volta, è sempre lo stesso finale.

Non è un gioco dei bambini, questo di cui stiamo parlando. Non è uno scherzo. Noi vi stiamo parlando della realtà.

La stessa realtà che i bambini non vogliono proprio vedere. Chiudono gli occhi, e credono che il nemico è andato via. Chiudono gli occhi, e si inventano l’amico immaginario.

I bambini.

E anche molti adulti, specie negli ultimi anni. Rifiutano di guardare in faccia la realtà. Quella che hanno davanti ai loro occhi. Ma, così come ogni sera il sono arriva, e prevale, sempre, anche per gli adulti-bambini arriva, sempre, il momento di smettere di giocare.

Quando la realtà prevale sulle fesserie.

Il momento dei mercati, un momento di volatilità in aumento, al quale tutti stanno assistendo ha alcune di queste caratteristiche: non tutte, non per il momento.

Noi in Recce’d però scegliamo di suggerire al nostro lettore una domanda: perché proprio adesso?

La domanda ha un doppio valore, per l’investitore che ci legge:

  1. aiuta il lettore a comprendere se questa è semplicemente una “correzione”, un “pullback”, oppure è una fase di mercato che si chiude (che si è già chiusa); e poi anche

  2. aiuta il lettore a ragionare come un gestore: e domandarsi come si sfruttano situazioni di mercato come queste, come si fa performance con AI, anzi per dire meglio “passando sopra AI”.

Valter Buffo
Tech Pullback? Ma state scherzando? (parte prima)
 

L’attualità ci schiaccia, in questo luglio 2024

Abbiamo in sospeso con i lettori del nostro Blog sia il Longform’d iniziato il 26 giugno, un mese fa (sul tema AI), sia il Post relativo ai risultati ed alle performances del quale pubblicammo la prima parte due settimane fa.

Ma l’attualità, come detto, ci schiaccia sul presente: offre tanti spunti, ed almeno un paio li dobbiamo per forza cogliere e sviluppare.

Promettiamo di completare i due lavori citati, che sono in corso, entro il prossimo Ferragosto. Ne abbiamo tantissime, di cose da scrivervi.

I bambini non vogliono smettere di giocare. Mai.

Per questa ragione la sera si fa così tanta fatica a metterli a letto.

Loro resistono, sempre.

Poi però, la stanchezza prevale, e loro si mettono a dormire.

Sempre. Ogni volta, è sempre lo stesso finale.

Non è un gioco dei bambini, questo di cui stiamo parlando. Non è uno scherzo. Noi vi stiamo parlando della realtà.

La stessa realtà che i bambini non vogliono proprio vedere. Chiudono gli occhi, e credono che il nemico è andato via. Chiudono gli occhi, e si inventano l’amico immaginario.

I bambini.

E anche molti adulti, specie negli ultimi anni. Rifiutano di guardare in faccia la realtà. Quella che hanno davanti ai loro occhi. Ma, così come ogni sera il sono arriva, e prevale, sempre, anche per gli adulti-bambini arriva, sempre, il momento di smettere di giocare.

Quando la realtà prevale sulle fesserie.

Il momento dei mercati, un momento di volatilità in aumento, al quale tutti stanno assistendo ha alcune di queste caratteristiche: non tutte, non per il momento.

Noi in Recce’d però scegliamo di suggerire al nostro lettore una domanda: perché proprio adesso?

La domanda ha un doppio valore, per l’investitore che ci legge:

  1. aiuta il lettore a comprendere se questa è semplicemente una “correzione”, un “pullback”, oppure è una fase di mercato che si chiude (che si è già chiusa); e poi anche

  2. aiuta il lettore a ragionare come un gestore: e domandarsi come si sfruttano situazioni di mercato come queste, come si fa performance con AI, anzi per dire meglio “passando sopra AI”.

La coincidenza con la stagione delle trimestrali, che viene chiamata in causa, in modo scherzoso, dall’immagine sopra è soltanto una coincidenza? Oppure no?

Ci sono forse cose che non si potevano più nascondere, nelle pieghe dei bilanci, dietro a “utili più alti delle attese”?

Può aiutarvi a rispondere a queste domande la lettura del Post del 23 giugno e poi anche del Post del 6 luglio.

Può esservi utile rileggere anche ciò che abbiamo scritto nel Blog il 30 giugno scorso e prima ancora il 15 giugno, a proposito del momento dei mercati.

Per collegare questo lavoro di analisi alle scelte di portafoglio ed alla strategia di gestione vi può essere utile rileggere il Post della settimana scorsa.

Eppure, tutti a voi parlano di correzione.

A voi dicono che si tratta di un normale ritracciamento estivo delle Borse (“ma poi, a fine anno, tutti in Festa di nuovo”)

A voi garantiscono che è un “pullback dei Tech”.

Guardate ai prezzi delle vostre obbligazioni oggi: e ripensate alla “inflazione transitoria” 2021 - 2022. Quella che, a voi, ha fatto tanto male.


Ma che cosa altro potrebbe dirvi, il vostro “fondivendolo” di fiducia? Che siete fregati? Che lui vi ha fregati? Ma non può dirvelo!

Lui non sa che altro dire.

Perché lui (oppure lei) non ha una alternativa, nella sua vita, che questa: pompare e pompare, sempre più in alto (come la famosa Grappa Bocchino di Mike) perché lui non ha un’alternativa, la Rete a lui non dà alternative, il marketing non dà alternative, e lui DEVE piazzarvi proprio “quella roba lì”, piaccia o non piaccia.

Un “tot” all’anno, lo deve fare: che sia convinto o meno.

E poi, ovviamente, ci sono i self-directed: quelli che “… ma che ci vuole, posso benissimo fare da solo con il mio giro di amici sui social … e in chat … e nella community …”, tutti quelli che hanno creduto alla pubblicità TV che diceva “…ci vuole un minuto …”, tutti quelli che invece di andare dal dentista fanno da soli, in casa, con il trapano (ma da muro). “Io metto tutto in Bund tedeschi e sto tranquillo …”

… ma come tutti sappiamo Tranquillo fece una brutta fine.

Recce’d invece la vede diversamente. La pensa in modo diverso. Ed agisce, sui proprio portafogli modello in modo diverso. Recce’d non deve vendervi per forza Fondi Comuni ed ottimismo, GPM ed ottimismo, polizze assicurative ed ottimismo.

Recce’d, al contrario di ciò che fanno tutti, vi dice che per investire, per investire con successo i propri risparmi, non basta un minuto.

E neppure basta un venditore di Fondi Comuni e polizze assicurative e GPM.

Investire è un esercizio da lasciare ai professionisti, ovvero a persone che hanno competenza ed esperienza. Che comprendono i meccanismi dell’economia, ed i meccanismi dei mercati finanziari: non a chi legge sulla metro i titoli di Milano Finanza e del Sole 24 Ore, ma chi ha invece un metodo di lavoro, modelli proprietari di valutazione, una strategia di investimento definita, e fondata su stime di rendimento e rischio ricavate da analisi ed esercizi di stima.

Insomma, non è un mestiere per gente improvvisata: come quelli che al bar fanno la formazione per la Nazionale di calcio.

Per comprendere la Borsa, anzi le Borse, non è sufficiente frequentare i social oppure ascoltare le “dritte del consulente”: serve altro. A voi oggi serve qualcuno che vi chiarisca le idee, spiegandovi che Tesla, Nvidia ed AI contano nulla per la vostra performance del portafoglio titoli, che BPM, Mediobanca e Generali per voi sono di nessuna importanza, che Stellantis e Mediaset ed ENEL contano nulla, nelle fasi in cui i mercati si rimettono in moto. Vi distraggono, vi fanno perdere tempo, e fi fanno fare scelte sbagliate.

Come possono, quattro azioni della Borsa italiana, oppure due articoli su Nvidia ed AI, aiutarvi a capire se questo è un pullback, un ritracciamento oppure qualche cosa di diverso? Come possono aiutarvi a capire quello che sta succedendo al vostro risparmio?

Per rispondere a questa domanda, di certo non sono sufficienti i sorrisi e le strette di mano dei “fondivendoli”, né qualche articolo di PLUS oppure di Milano Finanza oppure di CNBC, che poi il “consulente” viene a rivendere a voi. Vi serve altro.

Proprio oggi, a voi serve qualcuno capace di spiegarvi, in modo chiaro ma analitico, sintetico ma dettagliato, quali fattori hanno spinto vero l’alto la Borsa, fino a qualche settimana fa. Perché se non avete capito quello, oggi non potete capire se è un ritracciamento, un pullback, oppure altro ancora.

Ed ecco che Recce’d, del tutto gratuitamente, si presta a fornire un concreto aiuto al proprio lettore.

Trovate un concreto supporto nell’articolo che chiude il Post di oggi. Articolo nel quale una persona che è sia esperta, sia competente, una persona dotata di metodo e capace di analisi qualificate, scrive nel testo che segue le tre ragioni per le quali, negli ultimi mesi, la Borsa continuava a salire.

Una precisazione molto importante: Recce’d NON condivide molte parti di questo articolo che segue. Non è questo, che Recce’d scrive ai suoi Clienti, e NON è questo che noi stiamo facendo con le operazioni sui portafogli modello.

Allo stesso tempo, ciò che a voi serve è un metodo, della qualità nelle analisi, una strategia. Eda questo punto di vista, l’articolo è utilissimo: mette ordine nelle cose che contano davvero, insegna come si lavora sui dati e sulle notizie, è il frutto di un lavoro fatto con metodo, illustra le basi sulle quali si devono fondare le scelte, e la strategia di investimento.

Esistono strategie e metodi alternativi a quello che l’articolo vi presenta. Ad esempio il metodo di lavoro e la strategia di Recce’d.

Ma qualsiasi metodo e strategia è superiore ad investire a casaccio il proprio risparmio. All’andare a “orecchio”. Ad andare dietro al “consulente” che vive delle vostre retrocessioni.

Facciamo un solo esempio, tra i cento possibili, di ciò che utilmente potrete ricavare dalla lettura dell’articolo: abbiamo evidenziato la frase in grassetto, per stimolare nel lettore una riflessione: se succede questo, che viene detto nell’articolo, dopo che cosa cambia per rischio e rendimento delle mie varie posizioni in portafoglio? Azioni? Obbligazioni? Valute? Materie prime?

Divertitevi un po’ a ragionarci: è meglio del cruciverba sotto l’ombrellone, ve lo possiamo garantire.


25 luglio 2024 Mohamed A. El-Erian

I mercati azionari statunitensi sono rimasti rialzisti di fronte all’intensificarsi dei rischi nazionali e internazionali, a causa di tre fattori chiave. Ma con due di questi paesi sotto pressione, la durabilità del ciclo attuale dipenderà dal terzo: la Federal Reserve americana.

CAMBRIDGE – Gli investitori nei mercati statunitensi nell’ultimo anno hanno dimostrato una notevole capacità di ignorare i rischi interni ed esterni per il benessere dell’economia, nonché per il funzionamento del sistema economico, finanziario e commerciale globale.

Questo disaccoppiamento del rischio dal sentiment del mercato è stato determinato da tre fattori:

  1. la fiducia nelle prospettive “il cielo è il limite” di alcune aziende tecnologiche,

  2. la fiducia diffusa nell’eccezionalismo economico americano e

  3. la fiducia duratura nel sostegno della Federal Reserve statunitense al settore finanziario.

Ma due di questi fattori sono stati recentemente messi sotto pressione, lasciando che la durabilità di qualsiasi prospettiva positiva dipenda maggiormente dal terzo.

Una serie di sviluppi verificatisi nell’ultimo anno avrebbero normalmente portato alla volatilità e a una tendenza generale al ribasso nei mercati azionari.

  • La guerra tra Hamas e Israele – e le immagini dolorose della perdita su larga scala di vite civili innocenti e della massiccia distruzione di mezzi di sussistenza e infrastrutture fisiche – ha aumentato la probabilità di un conflitto a livello regionale che potrebbe ulteriormente ostacolare il trasporto marittimo e il commercio, e spingere verso l’alto prezzi del petrolio.

  • Inoltre, le relazioni sino-americane si sono solo inasprite. Con gli Stati Uniti che impongono ulteriori restrizioni sulle esportazioni legate alla tecnologia verso la Cina, altri paesi sono costretti a destreggiarsi in un campo sempre più complesso di sanzioni secondarie.

  • La campagna presidenziale americana ha ricordato a tutti che nuove ondate di dazi contro alleati e avversari potrebbero arrivare già l’anno prossimo.

  • Nel frattempo, le elezioni nazionali e regionali hanno indebolito i partiti moderati di centrosinistra e centrodestra nei principali paesi europei.

La capacità degli investitori di guardare oltre questi sviluppi non può essere semplicemente attribuita al vecchio mantra secondo cui “i mercati non sono l’economia, e l’economia non sono i mercati”. Invece, i mercati sono stati isolati dai tre fattori sopra menzionati.

Il primo – la fiducia sempre maggiore in alcune aziende tecnologiche – riflette l’impatto e le grandi speranze per la rivoluzione dell’intelligenza artificiale, uno shock tecnologico storico che sta ancora guadagnando slancio. L’effetto diretto si riflette negli impressionanti guadagni del mercato azionario statunitense. Ma questi sono stati guidati principalmente da una manciata di aziende tecnologiche immediatamente connesse a nuovi modelli di intelligenza artificiale generativa e predittiva e alle relative infrastrutture e hardware di supporto. Queste aziende hanno registrato aumenti strabilianti delle loro valutazioni di mercato. L’esempio principale, ovviamente, è Nvidia, la cui capitalizzazione di mercato è esplosa da meno di 300 miliardi di dollari alla fine del 2022 a oltre 3 trilioni di dollari lo scorso giugno. Tra gli altri vincitori figurano aziende tecnologiche già dominanti come Alphabet (Google) e Microsoft.

L’infatuazione del mercato per queste aziende non è solo comprensibile, ma anche giustificata. Sono in prima linea in una svolta tecnologica che rimodellerà radicalmente gran parte di ciò che facciamo e del modo in cui lo facciamo. I prodotti e i servizi che stanno lanciando promettono di favorire diffusi guadagni di produttività che potrebbero migliorare le prospettive non solo per alcune aziende, ma per intere economie.

Ma mentre i motivi di ottimismo in queste società rimangono forti, il forte aumento dei prezzi delle loro azioni ha innescato un dibattito sulla necessità o meno di una pausa. Dopotutto, un entusiasmo così sfrenato potrebbe culminare in una bolla costosa, le cui ricadute non sarebbero necessariamente limitate a un settore o a un’economia.

Anche la fiducia nel continuo eccezionalismo economico dell’America è messa sotto pressione. Sebbene la spesa complessiva dei consumatori rimanga per ora solida, le famiglie a basso reddito sono già sotto notevole pressione, così come le piccole imprese. Molto dipende quindi dal mercato del lavoro statunitense, data la sua centralità nei redditi, nella spesa e nella sicurezza finanziaria. E qui i dati sono contrastanti, con alcuni parametri – come il tasso di disoccupazione complessivo – che iniziano a lampeggiare in giallo.

Questi sviluppi rendono la politica monetaria della Fed ancora più importante. L’ipotesi generale tra gli investitori è che “la Fed ci copre le spalle”. Questa “put della Fed” di solito si traduce nell’aspettativa che qualsiasi rallentamento economico o episodio di eccessiva volatilità del mercato inneschi un rapido allentamento della politica monetaria.

Le reazioni della Fed alle crisi degli ultimi due decenni – dal crollo del 2008 alla pandemia di COVID-19 – hanno rafforzato questa dinamica comportamentale nei mercati statunitensi, così come la sua risposta a episodi minori di tumulto dei mercati, come nel quarto trimestre del 2018. La continua fiducia nella put della Fed resta giustificata? Sì, ma solo se la Fed riuscirà a guardare oltre il desiderio dichiarato di riportare l’inflazione al target del 2% il più presto possibile.

Ciò significherà tagliare i tassi di interesse nei prossimi due mesi per evitare una politica monetaria eccessivamente restrittiva, che a sua volta potrebbe causare danni eccessivi all’occupazione e all’economia. In effetti, una politica troppo restrittiva potrebbe indebolire ulteriormente i primi due fattori, rendendo molto più difficile per i mercati continuare a ignorare le fonti di incertezza nazionale e internazionale in continua espansione.

Valter Buffo
Il soft landing non arriverà. Mai.
 

Nell’altro Post che Recce’d ha pubblicato oggi, ci occupiamo della parte azionaria dei nostri e vostri portafogli titoli. In questo Post oggi ci occupiamo della parte obbligazionaria, anche in vista dei tanti appuntamenti della prossima settimana.

Poi restano valute, e materie prime, e settori, e singoli titoli, ed altri asset finanziari; e la politica e la geopolitica.

Il tutto sarà trattato, con analisi di dettaglio, nel quotidiano The Morning Brief.

Abbiamo letto questa settimana alcune frasi che ci hanno profondamente preoccupato.

E … no, non riguardano il calo di ordini di chips per AI

E … no, neppure il calo di ordini di Tesla.

E … no, neppure il taglio delle stime per Nvidia.

Niente di tutto questo: quelle sono cose che NON ci riguardano. Non sono argomenti di gestione, sono soltanto gossip da social, da chat, da community, ed in quel caso allora è più divertente L’Isola dei Famosi.

Invece, ci ha profondamente preoccupato leggere questo.

Possiamo capire che il Capo della Banca Centrale parli come un uomo politico: perché è un uomo politico.

Un uomo della burocrazie dello Stato, incaricato di un mandato di politica economica. Un funzionario della Pubblica Amministrazione.

Possiamo capire che il capo della Banca Centrale lanci sempre e solo messaggi rassicuranti, anche negando l’evidenza. Lo hanno fatto nel 2020, nel 2021, nel 2022.

Pausa nel 2023. ma nel 2024 si ricomincia.

Ma non possiamo capire altre cose.

“Quello che mi tiene sveglio la notte è il soft landing” ci dice Jerome Powell nel luglio 2024.

Frase estremamente preoccupante. Come un adolescente, il Capo della Federal Reserve sogna di essere l’Uomo Ragno.

Si sta ripetendo la “inflazione transitoria”, solo con parole diverse.

Leggete qui sotto.

“Chi aveva previsto che la recessione è necessaria, per frenare l’inflazione, si sbagliava”.

Davvero?

E’ questo, che oggi dicono i dati, le evidenze, la realtà?

La Federal Reserve sta dicendo al pubblico che il merito per il calo dell’inflazione va attribuito solo ai rialzi dei tassi ufficiali da parte della Federal Reserve, che ha appunto fatto calare l’inflazione SENZA modificare nulla di altro (crescita, occupazione, salari, profitti, nulla)?

Può una persona di responsabilità sostenere una cosa del genere?

Ha senso, una frase del genere?

Come vedete si ripete la “inflazione transitoria” di due anni fa: illudere la massa, senza alcun rispetto per la logica e l’esperienza.

Leggete sotto.

“Noi abbiamo fatto il nostro lavoro con il rialzo dei tassi”.

Notate l’auto-compiacimento. Notate il “giro d’onore” dello stadio sotto le tribune dove il pubblico sventola le bandiere e canta i cori.

Il tutto prima della fine della partita.


Nel riquadro in giallo, Powell ci dice che “lo scenario di hard landing oggi non è il più probabile”. Poche righe sopra ci spiega che “il tasso di di interesse neutrale oggi è probabilmente più elevato che in passato”.

Questo è un linguaggio più moderato, più equilibrato, più possibilista, più cauto, più adatto al Capo della Banca Centrale.

Peccato che … le cose che avete appena letto NON sono coerenti con quelle che abbiamo letto insieme poco prima.

Ripetiamolo: le cose che avete appena letto NON sono le medesime cose che avevamo letto più in alto.

Hanno forse perso (di nuovo) il controllo della situazione, come due anni fa?

Il motivo più grande di preoccupazione per noi investitori, però, è un altro che ora vi facciamo vedere con alcune immagini.

Il problema più grande è che la Federal Reserve insieme con la BCE a noi investitori racconta una cosa, mentre i dati poi a noi investitori dicono un’altra cosa.

Dati pubblici, dati che tutti possono leggere, e dati che CNBC ed i media in generale, con le banche di investimento e con le Reti di promotori finanziari nascondono alla massa degli investitori.

Come abbiamo scritto e documentato anche in settimana, alla pagina TWIT - TWOO, non c’è alcun dato che ci dica che “l’inflazione sta ancora scendendo”. Nessuno.

Mentre, nelle medesime ore, c’è un costante, continuo, disperato sforzo congiunto dei media e delle banche di investimento, per convincere il pubblico degli investitori che “i tagli dei tassi ufficiali stanno per arrivare”.

A dicembre, era per marzo. A marzo, era per giugno, in maggio è diventato luglio, adesso (immagine sotto) è diventato settembre.

Una farsa, una autentica presa in giro.

Un investitore che sia consapevole delle proprie azioni e che sia in grado di distinguere tra FALSI segnali e VERI segnali, è in grado al tempo stesso di capire dove ci porterà questo ennesimo eccesso di ottimismo, che ha le medesime caratteristiche della “inflazione transitoria” del 2022.

La situazione quindi oggi è simile a quella di due anni fa, da questo punto di vista. Un investitore consapevole di ciò che sta facendo, e determinato ad ottenere un rendimento positivo dai suoi investimenti, terrà in evidenza le passate esperienze, per ciò che riguarda le sue obbligazioni.

Tra i nostri lettori, ce ne sono moltissimi che sono sia preparati sia informati: tutti questi lettori avranno già notato una grandissima anomalia, nelle dichiarazioni della Federal Reserve che vi abbiamo riproposto.

Questi nostri lettori, che come detto sono molti ma non tutti, si saranno chiesti come è possibile affermare che la Federal Reserve ha vinto, senza provocare una recessione, ed allo stesso tempo fare finta di ignorare il deficit ed il debito pubblico, che in tutta la vicenda hanno giocato un ruolo decisivo.

Come possono, funzionari pubblici esperti e (da molti) stimati) incorrere in una mancanza tanto macrospsopica e tanto ingenua?

Se ve lo state chiedendo, siamo già un bel passo avanti.

Quelli tra i nostri lettori che se lo sono chiesto, ma pure tutti gli altri alla fine, possono ricavare utili informazioni pratiche dall’articolo che chiude questo Post.

Si tratta del resoconto di un test effettuato all’Università di Yale, grazie al quale sono stati disegnati scenari futuri basati su diverse ipotesi di atteggiamento “accomodante” da parte della Federal Reserve.

Due le cose davvero importanti:

  • l’utilizzo di “esercizi di simulazione”, che è il metodo applicato da Recce’d nel lavoro di stima dei rendimenti futuri di ogni singolo asset, e di drawdown (ovvero rischio) futuro di ogni singolo asset

  • la descrizione di scenari che vengono presentati come “futuri” ma probabilmente sono già “presenti”.

L’argomento di cui leggerete è tecnico, ma anche molto utile per prendere decisioni sui portafogli titoli. Ed anche sui BTp. Se desiderate approfondire, contattateci attraverso la pagina CONTATTI del nostro sito.




L'autore è direttore del dipartimento di economia presso il Budget Lab dell'Università di Yale ed ex capo economista presso il Council of Economic Advisers della Casa Bianca.

Il calcolo dei punteggi di bilancio in genere non è mai una delle priorità dei mercati finanziari. Nella misura in cui i mercati seguono la politica, le banche centrali di solito sono re. I banchieri centrali sono seguiti con tutta l’attenzione rapita dei reali.

Allo stesso modo, la politica monetaria è un aspetto secondario dell’analisi fiscale. I “punteggi di bilancio” convenzionali che analizzano l’impatto della spesa pubblica non prendono affatto in considerazione la Federal Reserve.

E i punteggi dinamici, che utilizzano modelli per incorporare effetti di feedback macroeconomici, di solito declassano la banca centrale a un’unica equazione.

Questo è miope. Un nuovo rapporto del Budget Lab dell’Università di Yale mostra come la Fed svolga un ruolo importante, anche se indiretto, nel modo in cui la politica fiscale statunitense influenzerà l’economia nel prossimo futuro.

A sua volta, ciò sottolinea quanto sia fondamentale l’indipendenza della Fed. È uso comune parlare di politiche fiscali che cercano di stimolare la domanda come “inflazionistiche” quando il Congresso le attua mentre un’economia è in piena occupazione.

Nella misura in cui misure come un taglio delle tasse o un aumento della spesa aumentano la pressione inflazionistica stimolando la domanda, questa descrizione è accurata.

Ma se la Fed anticipa questo effetto e fa bene il suo lavoro inasprendo la politica monetaria, allora il compromesso nell’economia non è principalmente un aumento dell’inflazione, ma un tasso di interesse temporaneamente più alto che raffredda lo shock della domanda. Questi tassi più elevati aumentano quindi i costi del servizio del debito per il governo.

Gli economisti spesso anticipano questo tipo di reazione nelle loro previsioni. Ad esempio, quando il Congressional Budget Office ha aggiornato le sue proiezioni economiche sulla scia dell’approvazione del Tax Cut and Jobs Act nel 2017, le sue prospettive di inflazione si sono appena mosse mentre la sua proiezione del tasso di riferimento dei fondi federali è aumentata significativamente.

Ma cosa succederebbe se, sotto pressione politica, la Fed scegliesse di non inasprire affatto? Allora il compromesso di una politica fiscale espansiva sarebbe interamente sotto forma di una maggiore inflazione.

Pertanto, la “cattura politica” della Banca Centrale – la nomina di lealisti politici o pressioni politiche esterne – è un’altra importante dimensione fiscale per la Fed. Nel corso della sua storia, la Fed non ha sempre mantenuto l’indipendenza politica.

Ad esempio, all’inizio degli anni ’70 il presidente Richard Nixon fece pressioni sul presidente della Fed Arthur Burns affinché mantenesse una politica monetaria accomodante durante la sua candidatura per la rielezione. Nonostante le pressioni inflazionistiche accumulate dalla fine degli anni '60, Burns acconsentì. Quando scoppiò la crisi petrolifera del 1973, queste pressioni accumulate in eccesso dalla domanda si scontrarono con lo shock dell’offerta energetica per produrre la stagflazione degli anni ’70.

La nostra ricerca indica che una Fed politicamente “catturata” potrebbe ancora una volta perdere rapidamente il controllo sui prezzi durante shock economici significativi.

Abbiamo condotto un esperimento macroeconomico composto da un migliaio di simulazioni nei successivi sei anni, applicando in modo casuale shock economici positivi e negativi che variavano da piccoli a giganteschi.

Abbiamo scoperto che con una Fed “catturata”, il risultato tipico nelle nostre simulazioni non era disastroso: l’inflazione cumulativa su sei anni era solo circa mezzo punto percentuale più alta rispetto a una Fed non catturata.

Tuttavia, negli scenari peggiori in cui si sono verificati numerosi shock economici inflazionistici, il risultato del 95° percentile era un livello dei prezzi due punti percentuali più alto in una Fed “catturata”.

Questi risultati potrebbero anche sottostimare la realtà. Il modello della Fed presuppone che i mercati e i consumatori continueranno ad aspettarsi che la banca centrale continui a raggiungere i suoi obiettivi di inflazione in futuro, anche quando ripetutamente non riesce a raggiungere un’inflazione del 2%.

Quando allentiamo questo presupposto e permettiamo alle persone di “disancorare” le loro aspettative di inflazione – impostandole più direttamente sull’inflazione che osservano piuttosto che sull’obiettivo della Fed – allora lo scenario negativo sale a un livello di prezzo più alto del 5% in sei anni. per una Fed “catturata rispetto” a una Fed non catturata. Si tratta di quasi un punto in più all’anno in termini di inflazione. Il risultato è che gli economisti e gli analisti di bilancio dovrebbero prestare molta attenzione alle loro ipotesi sulla Fed nel pensare alla politica per i prossimi anni.

Ma ci sono anche implicazioni più ampie. Riteniamo che nei mercati statunitensi vi sia un crescente rischio politico che probabilmente verrà sottovalutato dai mercati.

Ciò può assumere molte forme, ma una è la “cattura” istituzionale, inclusa la Fed. Se la banca centrale perdesse l’indipendenza, ciò avrebbe profonde implicazioni sul modo in cui la futura politica fiscale potrebbe influenzare l’economia.

Valter Buffo
Come un vero gestore gestisce "AI"
 

In questo Blog, alle date del 23 giugno e del 6 luglio, abbiamo commentato con anticipo i fatti di Borsa che tutti avete letto questa settimana sui giornali (ed anche quelli che leggerete nelle prossime settimane). Si trattava delle prime due parti di un Longform’d che completeremo entro fine mese. Non oggi, però.

Oggi in questo Post cogliamo il medesimo spunto del citato Longform’d, ma questa volta per occuparci di gestione dei portafogli titoli.

Facciamo, prima di tutto, il punto della situazione ad oggi.

Ecco un paio di catalizzatori a breve/medio termine per spiegare la debolezza (a parte quella più importante - la carneficina MoMo - di cui si è parlato nella email precedente).

1. Furia della rotazione... Diversi giorni di sottoperformance delle Big Tech, poiché gli investitori hanno ampliato le loro esposizioni, aggiungendo un'esposizione più prociclica e puntando su titoli a piccola capitalizzazione, invece di concentrare posizioni in titoli growth e momentum

2. Un dato debole sugli utili... i risultati del terzo trimestre dell'ASML sono più deboli del previsto

3. Mostrami i soldi dell’intelligenza artificiale…. Crescente attenzione all’intelligenza artificiale, agli utili tecnologici e se c’è già troppo ottimismo già scontato nelle azioni

4. Stime rettificate al ribasso prima della prossima settimana... Il consenso prevede che tutti e cinque i titoli tecnologici legati all'intelligenza artificiale a mega capitalizzazione riporteranno un rallentamento nella crescita delle vendite e quattro avranno anche una contrazione dei margini netti

5. Cina.... Anche le notizie secondo cui gli Stati Uniti stanno prendendo in considerazione maggiori restrizioni per limitare l'accesso della Cina alla tecnologia americana potrebbero contribuire alla debolezza tecnologica.

Ecco: le cose oggi stanno così. Adesso: che cosa facciamo? Come va gestito il portafoglio titoli?

Fate con noi un passo indietro: e troveremo la risposta giusta.

La gestione del portafoglio titoli che cosa è? Come Recce’d ha ampiamente analizzato alla pagina SCELTE DI PORTAFOGLIO del nostro sito, la gestione del portafoglio titoli risponde a cinque domande molto specifiche:

  • cosa?

  • quando?

  • per quale quantità?

  • con quale strumento?

  • con chi?

Fatte nel modo giusto queste cinque scelte, avrete un metodo, un modo di gestire, una strategia che per voi produrrà

una performance positiva con un elevato controllo del rischio (le oscillazioni del vostro portafoglio nel suo complesso.

Oggi come detto cogliamo lo spunto dei più recenti movimenti di mercato, da Recce’d commentati alla pagina TWIT - TWOO durante questa ultima settimana, per mettere in pratica ciò che Recce’d ha scritto a proposito della gestione del portafoglio, in una fase estrema e particolare come questa.

Partiremo da una considerazione: il mercato (di Borsa, delle obbligazioni, delle valute e delle materie prime) fornisce a noi gestori, ma pure ad ogni investitore, segnali ogni giorno.

Per questa ragione è indispensabile essere attenti, ogni giorno, a ciò che il mercato ti dice.

Esempio concreto: attraverso The Morning Brief, questa settimana, Recce’d ha più e più volte richiamato l’attenzione del Cliente su segnali come quelli che leggete nel brano che segue.

Se ne è accorta … persino Goldman Sachs, il che vuole dire che … adesso sono arrivati anche gli ultimi ritardatari.

Le azioni americane sono più volatili di quanto si pensi

"L'indice S&P 500 potrebbe dare agli investitori un falso senso di calma", afferma BrianGarrett, che supervisiona l'esecuzione azionaria presso il desk di vendita cross-asset di Goldman Sachs.

Garrett afferma che, sebbene il rally apparentemente affidabile dell'S&P 500 sia supportato da dati economici e utili solidi, "c'è qualcosa che sta succedendo sotto la superficie".

Sottolinea che le opzioni di vendita dei fondi sono cresciute notevolmente in termini di dimensioni. Le loro vendite tendono a comprimere la volatilità, poiché gli acquirenti di queste opzioni sono market maker che coprono la propria esposizione vendendo l’indice quando sale e acquistando quando scende.

Questo comportamento spinge il mercato in un range più ristretto. Questo è "uno dei motivi per cui abbiamo visto l'S&P relativamente tranquillo, mentre ci sono stati grandi movimenti nei singoli titoli", afferma Garrett. La vendita sistematica di queste opzioni fa scendere anche i prezzi delle coperture di portafoglio, che aumentano di valore quando le azioni diminuiscono.

"Non è mai stato più economico coprire un portafoglio negli ultimi dieci anni", afferma Garrett. “Quindi, per coloro che temono che la volatilità possa ritornare: avete delle opzioni.

Qui Goldman Sachs sta tentando di lavorarsi il Cliente sfruttando questi segnali: e sfruttando la sensazione di incertezza che tutti avete poi visto manifestata negli indici.

Come sempre, Goldman Sachs e le altre grandi banche di investimento non ci hanno capito proprio nulla: rincorrono i mercati allo scopo di piazzare “la merce” che vendono.

Se in Goldman Sachs avessero letto il nostro Post del 26 giugno, avrebbero potuto iniziare prima, a scrivere cose di questo genere.

Ma purtroppo, come tutti sappiamo bene, oggi per lavorare nella Finanza non è un requisito indispensabile capire di Finanza.

Ora: osservati con massima attenzione, e giorno dopo giorno, i segnali in arrivo dai mercati, ed avendo la capacità di distinguere i tantissimi che sono FALSI da quelli VERI, allora si può cominciare a costruire e poi gestire un portafoglio.

Partendo dai cinque punti che abbiamo elencato in apertura del Post di oggi.

Recce’d da quindici anni a questa parte ha segnalato al Cliente che negli Anni Duemila è dannoso investire come negli Anni Ottanta e Novanta del secolo scorso.

Andare avanti in quel modo produce danni. Economici. Danni di performance.

La vecchissima asset allocation azioni/obbligazioni, media/varianza, che tutte le Reti di vendita italiane ancora oggi propongono ai loro Clienti come “unica soluzione possibile”, oggi è … un ferrovecchio. Non funziona e per voi lettori che ancora vi affidate a questo tipo di gestione produrrà danni per tutto il prossimo decennio.

Lo avete verificato voi stessi: se il vostro portafoglio titoli non ha prodotto nulla, neppure negli ultimi 10 anni di “bolla di tutto”, e neppure con la “bolla di AI”, voi quando pensate che inizierete a guadagnare qualcosa davvero?

Vi divertite così? A fare ricchi i signori di Mediolanum? Di Fideuram? Di Fineco? Di Allianz? Di Generali? Oppure, magari, di qualcun altro con una etichetta differente che però a voi propone esattamente … la stessa minestra, senza avere mai dimostrato a voi una autentica capacità di gestire i mercati finanziari, ma soltanto di rimanere attaccati, come i cagnolini al guinzaglio?

Sono i dati, i dati pubblici e riscontrabili, che ce lo dicono.

Ogni giorno, giorno dopo giorno.

Cercateli, sul Web. E datevi un po’ più da fare, che è ora.


Recce’d proprio per questo ha messo a punto strategie di gestione proprietarie che sono innovative adeguate al tempo, ed ai cambiamenti dei mercati:

Ed ha buttato nel cestino, la tradizionale “asset allocation”, la tradizionale “diversificazione” , la tradizionale “personalizzazione”, la tradizionale “media/varianza”. Concetti che vi sono stati venduti e poi di nuovo e poi di nuovo. Concetti inutili e dannosi: lo avete sperimentato sulla vostra stessa pelle, o meglio sul vostro portafoglio. Concetti vecchi, che risalgono a vecchie teorie (pensate!) degli Anni Cinquanta. Ovvero 75 anni fa. Concetti che producono il nulla: servono solo al “consulente” OCF per “piazzare la merce” che poi è sempre la stessa “merce”, la stessa che a voi viene piazzata da decenni, la stessa che non produce alcun risultato, solo le commissioni per chi ve la vende.

Voi che vi affidate a questi vecchi criteri per la gestione del vostro portafoglio, state in pratica affidando i vostri risparmi a criteri, metodi e strategie di quando la TV aveva un solo canale, ed in bianco e nero. Non vi pare un po’ azzardato, un po’ pericoloso, decisamente irresponsabile?

Eppure, qualcuno di voi ancora oggi si domanda

ma se tutte le Reti, tutti i financial advisors, tutti i “consulenti”, tutti gli iscritti allo OCF (che è l’Albo dei promotori finanziari), insieme a tutti i family banker, tutti i private banker, tutti i direct banker e tuitti i wealth manager circolano ancora e vanno di casa in casa a riproporre questa roba, una ragione ci sarà pure.

Avete ragione. la ragione esiste. Ed è che questa vecchia roba, questo vecchissimo armamentario, serve a proteggere le loro commissioni. Non il vostro risparmio e la vostra performance: soltanto le loro commissioni.

In aggiunta, diciamolo: non saprebbero fare di meglio, perché non sono in grado. Mancano delle capacità: loro solo solo venditori, falsi gestori improvvisati che vanno su CNBC a “vendere” la roba.

Un modo diverso di gestire il proprio risparmio esiste: Recce’d attraverso i propri portafogli modello lo ha dimostrato, e per ben quindi anni. Oggi noi, insieme ai nostri Clienti, ne raccogliamo i frutti.

Per fare un altro esempio molto concreto, ed applicato alla realtà che tutti viviamo oggi, leggete qui sotto.

Parlare di dove andrà la Borsa, se sale oppure se scende, è una cosa a buon mercato. E’ cheap, osta poco e vale ancor meno.

Ed infatti lo fanno tutti: quelli che ne capiscono e i tantissimi che non ne capiscono nulla.

Ma le orecchie degli investitori si rianimano quando parla Mark Spitznagel.

Uno dei motivi è che ha ottenuto risultati spettacolari, incluso guadagnare 1 miliardo di dollari in un solo giorno, da quando ha creato l’hedge fund Universa Investments nel 2008. L’altro è che non si è fermamente affidato ad alcun tipo di visione a breve termine..

L'enigmatico quant, un protetto dell'autore di "Black Swan", Nassim Nicholas Taleb, perde denaro quasi ogni giorno attraverso una strategia complessa che ripaga solo durante periodi molto volatili.

Alcune calamità – la crisi del 2008, il Flash Crash del 2015 e il crollo del mercato del Covid-19 nel 2020 – sono state sufficienti a un investitore azionario con una piccola allocazione nel suo fondo per sconfiggere un portafoglio azionario e obbligazionario classicamente diversificato 60/40.

Ma ora vede avvicinarsi una grande fase di vedite, con le azioni che potrebbero perdere più della metà del loro valore.

Tuttavia, prevedere anche approssimativamente quando il mercato crollerà è molto più difficile che proteggersi da un portafoglio posizionato contro di esso: molti direbbero che è impossibile.

Allo stesso modo in cui tanti gestori di fondi e strateghi sembrano sempre ottimisti, gli argomenti che mettono paura sembrano un astuto esercizio di marketing per qualcuno che si assicura contro il rischio di “coda”, ovvero contro gli eventi di mercato estremi.

"Penso che siamo sulla strada verso qualcosa di veramente, davvero brutto … ma ovviamente lo devo dire, data la nostra strategia di gestione", ha scherzato Spitznagel in un'intervista questa settimana.

Tuttavia, in questi giorni l’attività di Universa difficilmente deve andarsi a cercare i clienti, nonostante un mercato insolitamente calmo con azioni vicine ai massimi record. Spitznagel ritiene che la manifestazione di efuforia ed esuberanza continuerà e diventerà ancora più selvaggia.

Questo perché il mercato è in una “fase Riccioli d’Oro” in cui l’inflazione scende e l’allentamento della Fed alimenta le scommesse su ulteriori guadagni.

Ma i tagli dei tassi sono spesso il punto di partenza per grandi inversioni di mercato, dice. Un altro segnale contrario: alcuni esponenti della comunità degli investitori rimangono cauti.

“Oggi non ti senti uno sciocco se fai una argomentazione ribassista”, dice.

Fino a poco tempo fa, ovviamente.

A maggio, lo stratega di Morgan Stanley Mike Wilson è diventato rialzista poco dopo aver perso il posto nel comitato di investimento globale dell’azienda. E proprio di recente Marko Kolanovic di JPMorgan, che è rimasto fedele alle sue idee pessimistiche durante il raduno dell’IA, ha perso il lavoro.

I gestori di fondi che non sono saltati sul carro dell’intelligenza artificiale, possedendo titoli come Nvidia NVDA, hanno perso e si leccano le ferite.

Questi episodi ricordano il boom delle dot-com: alla fine del 1999, mesi prima che l’S&P 500 raggiungesse il picco, lo stratega ribassista di Merrill Lynch, Charles Clough, lasciò l’azienda.

Spitznagel prevede uno sconvolgimento ancora peggiore di quello di un quarto di secolo fa perché gli eccessi sono più estremi: la “più grande bolla della storia umana”.

L’elevato indebitamento pubblico e le valutazioni rendono più difficile la realizzazione di un salvataggio guidato da Washington. Egli vede il rallentamento positivo di oggi nel superamento dell’inflazione e afferma che l’economia statunitense potrebbe entrare in recessione entro la fine dell’anno.

Il linguaggio minaccioso che Spitznagel usa per descrivere la situazione macroeconomica è una “mega bomba a orologeria”. La sua analogia è più sottile di quanto sembri:

i governi sono stati così attivi nel reprimere qualsiasi conflagrazione nell’economia che il debito e altri rischi nascosti hanno incorporato gli ingredienti per un grave incendio.

Come dovrebbero rispondere alla sua previsione i comuni mortali senza accesso alle coperture del “rischio di coda”?

Gli investitori individuali non permetteranno ai clienti di buttare via i loro soldi in un brutto anno, quindi coloro che riescono a sopportare contributi costanti a un fondo indicizzato nonostante i titoli spaventosi andranno bene.

Nel lungo periodo dovrebbero fare meglio degli investitori facoltosi che acquistano prodotti strutturati sempre più popolari progettati per attenuare la volatilità del mercato.

Perché la pensa così? Uno dei motivi è che i loro elementi costitutivi, come i collar put-spread, includono i derivati ​​che Universa acquista per il suo fondo. La resistenza a lungo termine che crea sui rendimenti degli acquirenti rappresenta il suo vantaggio.

Questo che parla è un vero gestore, ed un gestore di livello elevato.

Propone una serie di considerazioni, che Recce’d condivide del tutto.

Poi, però, propone una soluzione di gestione che a giudizio di Recce’d è molto debole e molto limitante.

Noi oggi, adesso, siamo in grado di proporvi una soluzione migliore, più avanzata, innovativa, e più efficiente. Per la gestione del vostro portafoglio titoli.

Lo dicono i fatti: Recce’d funziona anche quando NON si verificano eventi estremi sui mercati finanziari. I portafogli modello di Recce’d garantiscono rendimenti stabili ed un controllo del rischio elevato in ogni condizione dei mercato. Noi ci riusciamo persino … quando impazza la “bolla del tutto” e l’isteria della massa.

Pensate poi quando la bolla scoppia …

Valter Buffo
La vostra salute, la vostra alimentazione, il vostro portafoglio e i vostri risultati (prima parte)
 

Lo scorso 23 giugno abbiamo pubblicato in questo Blog la prima parte di un nuovo Longform’d dedicato alle Borse e ad AI in modo particolare. E sette giorni fa la seconda parte.

Una terza parte sarà pubblicata tra qualche giorno. Una eventuale quarta parte sarà pubblicata alla fine del mese di luglio.

Oggi però ci occupiamo … della vostra salute (… in vista della “prova costume”). Ed anche in questo caso, ci sarà per voi una seconda parte.

L’inizio del secondo semestre è il momento perfetto per parlare di performance.

Oggi Recce’d vi scrive a proposito della vostra salute, ma pure di performance.

Iniziamo dalla salute. La vostra salute fisica e la vostra salute mentale.

Partiamo dalla salute fisica, ed in particolare dalla vostra alimentazione.

Non preoccupatevi, non ci dilungheremo sui temi del momento, dalla dieta intermittente alla dieta mediterranea alle tante altre diete delle quali si legge, ogni giorno, su ogni quotidiano, articoli che puntano a catturare l’attenzione dei tanti lettori diretti verso la spiaggia ed afflitti da una forma fisica che loro giudicano insufficiente.

Non prenderemo una posizione su tutte queste diete alternativa: manchiamo di competenza specifica.

Ci sentiamo però di dire che, per ciò che riguarda l’alimentazione, è certamente da consigliare una alimentazione equilibrata e regolare. Sicuramente, il nostro e vostro fisico beneficia di un regime alimentare ricco e variato. E soprattutto beneficia della vostra capacità di eliminare, o quanto meno limitare, gli eccessi.

E qui, ci spostiamo su quel terreno dove noi di Recce’d abbiamo le competenze necessarie: e le migliori competenze almeno nel panorama italiano.

Grazie a queste competenze, ogni giorno il nostro lavoro non soltanto genera, in modo regolare, quella di cui ogni investitore si alimenta: la performance.

Grazie al nostro lavoro sui portafogli modello, noi da quindici anni garantiamo ai nostri portafogli modello anche di … evitare gli eccessi.

Per questo mestiere, che noi di Recce’d svogliamo ogni giorno al massimo livello di efficienza in Italia, applicandola ai portafogli modello, performance e rischio dicono quasi tutto.

Sono la sola cosa che conta, per il Cliente investitore.

Questo nostro Post ritornerà, più in basso, sul grafico che vedete sopra: e ci ritorneremo per un commento.

Lo spunto per il nostro Post è la diffusa insoddisfazione che tutti gli investitori italiani provano nel luglio 2024. Ne abbiamo riscontro praticamente ogni giorno.

Una insoddisfazione che si traduce in sfiducia diffusa vero le Reti di vendita, e verso tutti quelli che si fanno etichettare come “consulenti”, e che sul biglietto da visita scrivono wealth manager, private banker, family banker, direct banker, e più in generale financial avisor, o in qualche caso (sono pochi) SCF.

Tutti questi “consulenti”, nella realtà, fanno un mestiere che si chiama, propriamente, “promozione finanziaria”: ed il loro reddito, con cui pagano le spese della propria vita privata, è generato da commissioni che vengono retrocesse dalle Società delle quali loro, i “promotori finanziari” piazzano la merce.

Contraddicendo nella pratica i principi della Legislazione internazionale di settore. Ed operando in conflitto di interesse e quindi contro l’interesse di voi, investitori individuali oppure Istituzionali che leggete il Blog di Recce’d. Con il beneplacito di CONSOB e Banca d’Italia

Per quale ragione oggi tutti voi investitori vi sentite insoddisfatti e sfiduciati?

Proprio oggi, dopo che avete appena letto che “la Borsa di New York ha fatto segnare un nuovo record”: come è possibile?

Per spiegarlo in modo chiaro, e concreto, abbiamo ancora una volta preso a puro titolo di esempio una immagine che viene messa a disposizione liberamente, attraverso il Web. tantissime altre noi abbiamo utilizzato in passato, ricavate da altre fonti ma sempre liberamente circolanti sul Web.

A cosa serve questa immagine: ci serve a documentare un fatto:

oggi tutti gli investitori italiano soffrono di irritazione e sfiducia perché tutti hanno ricevuto la medesima proposta di investimento, per la gestione del proprio risparmio, e adesso hanno realizzato che quella proposta (lo standard dell’industria che distribuisce prodotti finanziari attraverso i promotori finanziari) proprio NON funziona.

E non funziona perché non può funzionare.

Quello che vedete nel grafico è l’andamento di un portafoglio di Fondi ed ETF che è stato, con grande probabilità, anche l’andamento del vostro portafoglio titoli, dal 2020 ad oggi. Seguite la linea blu.

Dovete tenere a mente che il dato presentato nel grafico NON include le commissioni pagate dal Cliente. Le commissioni in questo caso abbassano la linea blu.

Dobbiamo precisare subito. Quello che vedete sopra NON è l’andamento dei nostri portafogli modello. Anzi: NON ci somiglia, neppure un po’.

Ma restiamo, per il momento, al vostro portafoglio titoli, al vostro risparmio, ai vostri soldi investiti sui mercati finanziari.

Come dice il grafico, non è neppure un cattivo momento, oggi. Il risultato, degli ultimi quattro anni e mezzo. Oggi il risultato è positivo, diciamo del 5%, in 54 mesi. Già è meglio di sei mesi fa, quando i vostri soldi erano MENO di quelli che avevate nel febbraio 2020.

E molti di voi neppure sapevano il perché.

Ci ritorneremo. Ora, restiamo sul grafico sopra. Che dice tantissime cose.

Nella gestione del portafoglio e degli investimenti, la performance (quando viene letta in modo corretto ed analitico) dice praticamente tutto.

Guardate il grafico sopra e fatevi alcune domande. Poi, guardate anche il grafico che segue.

Il grafico qui sopra racconta la medesima storia del grafico precedente ma si allunga nel tempo: copre infatti circa quindici anni, gli ultimi quindici anni.

Guardate con attenzione: già nel 2015 il portafoglio in questione (la linea blu), che nella sostanza è uguale al vostro portafoglio, con minime rettifiche, aveva toccato un livello che, sempre nella sostanza, è lo stesso livello di oggi. In buona sostanza, valeva nel 2015 quanto vale oggi, dieci anni dopo. La performance complessiva, in 10 anni, fa … sorridere.

Ad ottobre dello scorso anno, questo portafoglio aveva un rendimento per gli ultimi dieci anni, pari a zero. Poi, c’è stato un furioso rialzo delle Borse (prima, per i “tagli dei tassi che arrivano già a marzo 2024”, e dopo per “AI rivoluzionerà il nostro modo di vivere”: ricordate?) e voi avete recuperato qualche punto percentuale. Sui 10 anni, qualche punto percentuale.

Ritorniamo a precisare, per chiarezza: questa performance NON somiglia, per nulla, alla performance maturata sui portafogli modello di Recce’d.

Per quale ragione noi giudichiamo interessante esaminare questi dati con voi lettori? Perché riguardano direttamente voi, lettori di Recce’d, che più o meno avete questo tipo di storia.

Non riguardano invece chi è Cliente di Recce’d e segue le indicazioni dei nostri portafogli modello.

Ritorniamo però alla domanda che ci siamo posto in precedenza: perché tutti gli investitori ed i risparmiatori oggi sono insoddisfatti, innervositi, e sfiduciati?

Per la semplice ragione che sanno già come andrà a finire. E lo sanno perché ci sono già passati

Quello stesso portafoglio, che avete visto nelle prime tre immagini, ha perso per due volte più del 20% del suo valore (il valore complessivo del portafoglio, sia chiaro: se andiamo dentro il portafoglio, ci sono sicuramente posizioni che hanno perso molto,, ma molto, di più) negli ultimi quattro anni e mezzo.

Due cali superiori al 20% in 54 mesi.

E tutti voi, investitori che vi affidate al “consulente” iscritto al OCF (hanno ri-battezzato anche l’Albo dei promotori finanziari, ma resta sempre quello) tutti voi vi siete sentiti proporre, con insistenza, sempre un unico portafoglio, quello bilanciato, quello con azioni, obbligazioni e una quota infima di “qualche cosa di esotico ed insolito”. Sempre la stessa cosa, per tutti, e per anni ed anni.

E quindi, tutti voi lo sapete già, che i guadagni di oggi (quelli minimi che abbiamo già visto) NON sono guadagni veri e propri, perché tutti voi sapete già che NON dureranno. Lo sapete tutti, vero? Lo sapete come va poi.

Noi di Recce’d anche oggi, nel luglio 2023, vi diciamo di non restare lì seduti ad aspettare che il tetto della casa vi cada sulla testa. Non restate passivi nell’attesa del prossimo calo nel 20%-30% del vostro portafoglio complessivo.

Calo che, come tutti sapete, arriverà certamente. Se continuate ad investire in questo modo i soldi che avete risparmiato. E quindi, cambiate ora.

Le due immagini, quella qui sopra e quella qui sotto, vi mostra che anche i grandissimi nomi della gestione internazionale non sanno fare altro che quello che abbiamo appena visto.

Vi proponiamo qui sue qualificatissimi esempi, un grande nome europeo (sopra) ed il più grande di tutti (americano, sotto).

Come vedete l’andamento risulta IDENTICO a quello visto in precedenza. Ed a quello del VOSTRO portafoglio titoli. Ed i risultati sono insoddisfacenti.

Avremmo potuto farvi vedere Goldman Sachs, Janus, Franklin Templeton, Fidelity. Oppure Eurizon, Pioneer, UBS, Schroeders. E tutti gli altri: cercateli voi stessi, è facilissimo, sul Web.

I risultati per un portafoglio multi-asset bilanciato, gestito con criteri tradizionali dalla parte tradizionale dell’industria (ovvero le Reti e le Società di Fondi Comuni) sono TUTTI IDENTICI e si comportano tutti allo stesso modo.

Non è questo, che voi volete dalla gestione dei vostri investimenti. Non è questo, che voi cercate. Voi volete altro.

Ed altro esiste: è solo che nessuno ve lo dice. Fino ad ora.

Ritorniamo per un momento sul fatto che Recce’d ha evidenziato sopra: tutta intera l’industria dei Fondi, e tutte quante le Reti dei promotori finanziari (che si sono fatti ribattezzare “consulenti”) costringono al Cliente ad investire in modo ottuso e perdente, sempre sul medesimo portafoglio, da 50 anni a questa parte.

Non sanno fare altro:

  • per ciò che riguarda i gestori dell’industria dei Fondi Comuni sono educati dalle Università e dalle loro esperienze sullo schema perdente del benchmark e della asset allocation (quella di media/varianza, che risale niente meno che agli Anni Cinquanta del secolo scorso: validissimo allora, oggi ciarpame).

  • mentre per ciò che riguarda i venditori, ovvero i promotori finanziari, loro stanno anche peggio di così: loro proprio NON sono educati, l’esame OCF come tutti sanno si limita a verificare requisiti minimi, e vecchi, e superati dalla realtà dei mercati finanziari, e molti tra questi “consulenti”, che poi vengono a casa vostra a fare questa sorta di “gestione mascherata” imbeccati dal loro ufficio marketing, non dispongono neppure di queste minime conoscenze. Non si può fare “gestione” solo leggendo Milano Finanza la mattina: finisce male.

Spesso venditori prima erano già venditori ma in altri settori, dall’abbigliamento alla telefonia, magari cuochi, oppure erano giornalisti, oppure erano influencer sul Web. E si inventano la giornata, ai vostri danni: tutti propongono sempre e solo le stesse cose, ovvero il 50% di obbligazionario, il 30% di azionario, ed un 20% “a fantasia”. Senza neppure avere la minima idea del perché vi fanno quella proposta: loro si limitano a leggere ciò che scrive il Marketing, che loro hanno ribattezzato “Ufficio Studi” perché suona più “serio” (non lo è). Per loro è importante NON la vostra performance, quanto “stare bene nascosti nel gregge”. Il resto “… beh comunque il Cliente non va via perché non sa dove andare, è tutto uguale”.

Il problema, come abbiamo scritto all’inizio, sta tutto nel risultato, nella performance che voi ricavate: noi ci auguriamo che il lettore abbia chiarissimo leggendo questi dati ed i nostri commenti, che questi grafici ci raccontano di soldi, di risparmi, di portafogli titoli gestiti male, gestiti in modo non efficiente.

Ripetiamolo: questi portafogli sono gestiti male.

La lettura dei grafici e dei commenti dovrebbe avervi chiarito che

  1. chi vi consiglia e vi spinge a investire il vostro risparmio in questo modo NON fa il vostro interesse

  2. voi siete, semplicemente, come legati alla zattera che sale se l’onda sale, e scende se l’onda scende

  3. chi si presenta a voi come “gestore” oppure “consulente” e vi propone una soluzione di questo tipo in realtà non fa nulla, per voi: sta lì a vedere come andranno i mercati, per poi venire da voi a dire “è andate bene” oppure “è andata male”

  4. quelli che vi ingannano raccontandovi che “alla fine i mercati salgono sempre” sono soggetti che dispongono di una conoscenza insufficiente della storia dei mercati finanziari, non ne conoscono il funzionamento, non ne capiscono il legame con l’economia reale, con la politica e con la geopolitica

  5. questo “consulente” non è qualificato a sufficienza, e non dovrebbe fare il “consulente”. Utilizzare argomenti “pubblicitari” e di marketing è una cosa, fare il consulente è tutt’altra cosa. Anzi, è proprio l’opposto.

Non dovrebbe essere questo lo stato delle cose nel 2024, invece è proprio così che stanno le cose. E lo sanno bene in CONSOB, in Banca d’Italia, e lo sanno i Magistrati. Hanno tutti i dati.

Ora, dopo avere letto questo Post, lo sa anche ogni lettore di Recce’d.

I grafici che avete appena visto, ed il grafico della vostra performance, sono la prova documentale di tutto ciò che Recce’d ha scritto, in questo Post ma anche negli ultimi quindici anni.

E spiegano la vostra frustrazione e la vostra sfiducia.

Proprio ora, proprio adesso: quando invece dovreste avere fiducia e capacità di cogliere le occasioni.

Perché le occasioni, quelle vere, oggi ci sono, e sono grandissime: ma NON sono quelle che vi dice chi si presenta come “consulente”, non sono quelle che leggete su PLUS e non sono quelle che vi raccontano su CNBC. Di questo, potete essere certi (anche guardando al rendiconto ed alla vostra performance degli ultimi dieci anni).

Proseguiremo come detto questo lavoro nella seconda parte di questo Post, dedicato alla salute vostra e dei vostri soldi. Ma pure alla dieta ed alle abbuffate.

Valter Buffo