La serie Detox, avviata dal nostro Blog nel marzo del 2025, si chiude oggi, il primo giorno del mese di febbraio 2026, dopo poco più di dieci mesi.
La serie si chiude perché ha raggiunto il suo scopo. Possiamo dire, per quello che riguarda la serie Detox: missione compiuta.
La decisione di chiudere la serie Detox è spiegata dai fatti (come sempre, quando si parla di Recce’d). I fatti, ed in particolare i fatti del gennaio 2026, ci dicono che la fase Detox si è chiusa, perché si è completata.
Dal gennaio 2026 in avanti, i mercati finanziari internazionali (insieme con le economie) sono usciti dalla fase Detox, e sono entrati in una nuova fase.
La nuova fase delle quale vi scriverà, con analisi tempestive e di alta qualità, nei prossimi Blog.
Modificheremo quindi i temi trattati, che non saranno più necessariamente collegati l’uno all’altro come lo sono stati negli ultimi dieci mesi. E modificheremo anche la cadenza di pubblicazione, che non sarà più altrettanto regolare.
Ora, nell’immediato, ci prenderemo una pausa, per concentrare il 100% del nostro tempo sulle operazioni per i portafogli modello ed i Clienti, dopodiché riprenderemo pubblicando nuovi Post, non esclusivamente nei fine settimana, bensì in qualsiasi giorno.
Come abbiamo appena detto, la varietà dei temi trattati si amplierà, e lo scopo dei nostri lavori pubblicati qui nel Blog sarà quello di anticipare gratuitamente ai lettori il nuovo che sta per materializzarsi sia sui mercati finanziari internazionali, sia per le economie del Pianeta, ora che siamo usciti da Detox.
Nel corso degli ultimi dieci mesi, la serie Detox di Recce’d vi è stata utile per:
distinguere i falsi segnali dai segnali davvero importanti
analizzare quei fattori che hanno ed avranno maggiore influenza sui rendimenti
individuare e valutare i grandi fattori di rischio del tutto ignorati dai social e dai media
ricevere da Recce’d pratiche indicazioni sulla gestione dei vostri portafogli titoli, quei portafogli fatti (dai promotori finanziari) con Fondi Comuni, GPM, polizze VIta, polizze UCITS, credito privato, private equity, e tanti altri “pacchettini” che voi ancora oggi non avete ben compreso (molti non li avete capiti proprio per nulla) e che vi daranno nel 2026 una serie di sorprese. Buone o cattive? State a vedere.
Aggiungiamo anche oggi un consiglio pratico, un consiglio finale che ne riassume molti tra quelli che Recce’d vi aveva dato nei post degli ultimi 10 mesi: vi sarà utilissimo, nel corso del vostro incontro con il promotore finanziario (financial advisor, wealth manager, private banker, personal banker, family banker), sempre con quel sorriso esagerato, la stretta di mano appiccicosa, le frasi pronunciate con sicurezza ma di scarso significato, e i racconti di un futuro che non esiste ma che lui, il promotore, si è appena sentito raccontare da Goldman sachs.
Voi, che siete investitori intelligenti, e di ben altro livello rispetto al vostro venditore “personale”, fategli leggere questo breve testo:
La paura è un meccanismo evolutivo fondamentale per la sopravvivenza, agendo come un sistema di allarme innato che spinge le specie a evitare pericoli, adattarsi all'ambiente e superare le minacce. Questa emozione primordiale stimola comportamenti di "attacco o fuga" e favorisce la selezione naturale, garantendo che solo gli individui più abili a reagire ai rischi trasmettano i propri geni.
Ecco i punti chiave su come la paura fonda l'evoluzione:
Meccanismo di sopravvivenza: La paura preserva la sicurezza, insegnando ad evitare pericoli e a sviluppare strategie per la vita.
Adattamento e Selezione: In linea con la teoria di Darwin, la capacità di reagire ai cambiamenti e alle minacce (più che la forza bruta) determina chi sopravvive e si evolve.
Risposta biologica (Amigdala): Situata nel cervello, l'amigdala agisce come un sistema di allarme che attiva reazioni immediate, come il freezing o la fuga, essenziali di fronte al pericolo.
Predisposizione genetica: Molte paure (es. altezze, serpenti) sono retaggi ancestrali iscritti nel patrimonio genetico per proteggere i progenitori in ambienti ostili.
Evoluzione della cautela: La paura ha insegnato ai nostri antenati ad essere cauti, stimolando lo sviluppo di una maggiore consapevolezza e intelligenza adattiva.
In conclusione, la paura non è solo un'emozione negativa, ma una risorsa biologica essenziale che ha guidato l'evoluzione, trasformando l'incertezza e il rischio in occasioni di crescita e adattamento.
Regaleremo oggi anche un secondo consiglio pratico, a tutti i nostri lettori: se non lo avete capito, ve lo diciamo noi, che
siamo finiti in un cul-de-sac ovvero in una strada senza uscita, dalla quale adesso si può uscire soltanto facendo la marcia indietro: e la marcia indietro è appunto Detox, come Recce’d ha già ampiamente dimostrato.
La marcia indietro è iniziata, proprio nel gennaio del 2026. Il nostro suggerimento è: mettete da oggi (se non lo avete già fatto) una serie di shocks: alcuni di dimensioni modeste come quelle di gennaio 2026, ed altre più ampie, come quelle che potrebbero arrivare oggi stesso, domani, la settimana prossima, in febbraio oppure in marzo.
Preparatevi. ma soprattutto, preparate il vostro risparmio, modificate la vostra asset allocation, e cambiate radicalmente la vostra strategia.
La chiusura di questa fortunatissima serie di Post, ognuno dei quali (dal marzo 2025 al gennaio 2026) rimane a tutto oggi attualissimo e utile da rileggere) noi la affidiamo ad una serie di immagini, come se fossero i tasselli di un puzzle. la ricomposizione del puzzle è un gioco divertente che lasciamo gustare ad ognuno dei nostri lettori. le istruzioni, le trovate appunto nei precedenti Post della serie Detox.
Alla fine, dopo tutte queste immagni, trovate la riproposizione di un testo, che avevamo già pubblicato nel Post datato 17 gennaio.
Noi di Recce’d, a questo punto, il nostro lo abbiamo già fatto, e molto bene: voi, lettori, ora fate il vostro.
Se interessati, come sempre, noi siamo disponibili ad offrire uno scambio di vedute, ed una assistenza professionale che in Italia oggi non ha eguali.
Non aggiungeremo nostri commenti: ne abbiamo giù prodotti tantissimi, un lavoro eccezionale di qualità elevata, offerto gratuitamente a tutti i nostri lettori attraverso la serie Detox in questo Blog.
Come detto, queste immagini possono esservi utilissime, perché possono essere utilizzate per comporre un quadro omogeneo, da cui ricavare lo scenario (i rendimenti ed i rischi) per i vostri portafogli titoli nelle prossime settimane e mesi.
Al lettore lasciamo di ricomporre il quadro, e poi di trovare il modo per sfruttarlo al massimo, guadagnando ed al tempo stesso proteggendo il proprio rispamio dai grandi rischi di cui leggete qui sopra. Rischi che sono anche opportunità, alcune davvero notevoli.
Le classiche “opportunità di una vita”: adesso, ci sono davvero (spoiler: non sono “AI”).
Le nostre istruzioni, su come va ricomposto questo puzzle, le trovate nei Post precedenti della serie Detox. Non le ripeteremo.
Ma riportiamo, qui sotto, scelto tra i tantissimi di grande livello, che abbiamo pubblicato nel Post datato 17 gennaio 2025 dopo averlo tradotto per i nostri lettori dalla sua fonte originale (il Financial Times).
Buongiorno. Ieri è stata una giornata opposta per il mercato azionario statunitense. Le cose che generalmente hanno funzionato nell'ultimo anno o giù di lì non hanno funzionato (tecnologia, finanza) e quelle che ultimamente sono rimaste indietro hanno avuto successo (energia, beni di prima necessità, immobiliare).
Ultimamente si sono verificate un paio di queste inversioni dell'ordine normale. È in arrivo un cambio di regime?
Dopo che l'amministrazione Trump ha aperto un'indagine penale sulla Federal Reserve, mi sono chiesto perché i mercati non sembrassero preoccuparsi della minaccia all'indipendenza della banca centrale. Una delle risposte più gettonate è stata che l'indipendenza della Fed è un'astrazione accademica, o forse una pia fantasia, in un momento in cui i deficit statunitensi sono così ampi e il debito così elevato che una qualche forma di monetizzazione del debito da parte della banca centrale è inevitabile.
Perché i mercati dovrebbero preoccuparsi di qualcosa che, di fatto, non esiste?
Questo tira e molla ha suscitato alcune e-mail da parte di lettori intelligenti.
Un corrispondente abituale, un gestore di titoli a reddito fisso piuttosto irascibile, ha obiettato all'idea che l'incontinenza fiscale del governo fosse responsabile della subordinazione della Fed e di altre banche centrali.
A suo avviso, le banche centrali hanno fatto questo a se stesse (e a noi).
Siamo arrivati a questo punto a causa delle azioni estreme e sperimentali [delle banche centrali] per cercare di spostare l'ago dell'inflazione da circa l'1,7% al 2% [dopo la grande crisi finanziaria], con una giustificazione teorica ed empirica tutt'altro che dubbia. a causa della loro incapacità di accettare qualsiasi calo delle azioni o dell'economia (Schumpeter sia dannato), a causa della loro calorosa adesione a questo sistema di "eccesso/ampie riserve" con tutte le sue conseguenze in termini di leva finanziaria. e a causa del loro totale disprezzo per l'azzardo morale (Bagehot si sta rivoltando nella tomba), per la determinazione dei prezzi del libero mercato, per la determinazione dei prezzi e per le conseguenze indesiderate dei loro persistenti e ingenui interventi.
I governi di oggi non hanno alcuna disciplina perché le banche centrali di ieri hanno permesso loro di imparare lezioni terribili e dannose.
Ora siamo tutti intrappolati. In altre parole: poiché le banche centrali hanno protetto i mercati dalle conseguenze di una spesa pubblica sconsiderata e di una conseguente elevata leva finanziaria nel sistema finanziario, la spesa pubblica e la leva finanziaria sono ulteriormente aumentate. Il sistema è ora così precario, e le conseguenze di un crollo così gravi, che la Fed non ha altra scelta che intervenire ogni volta che i mercati iniziano a sussultare. L'azzardo morale non fa che peggiorare: questa è la trappola.
Questa visione è particolarmente rilevante nel contesto dei mercati dei prestiti overnight. Il regime di "ampie riserve" a cui si fa riferimento sopra è la quantità di liquidità del sistema finanziario che consente alla Fed di controllare i tassi overnight nonostante la pressione al rialzo su tali tassi derivante dall'enorme leva finanziaria del sistema. Ma a volte è difficile distinguere il controllo dei tassi di interesse a breve termine, che è la politica monetaria, dalla soppressione della volatilità immettendo liquidità nel sistema, perché altrimenti l'intera mostruosità sovraindebitata potrebbe esplodere, il che è solo un tentativo di ripulire il proprio pasticcio. L'aspetto perverso di tutto questo, sostiene il mio corrispondente, è che l'obiettivo della politica monetaria doveva essere l'economia reale. Ora l'obiettivo è e deve essere il sistema finanziario.
Tutto questo pompaggio di liquidità causerà inflazione, dice il mio corrispondente.
Perché il mercato obbligazionario non registra questo fatto? Perché non sarà un'inflazione dei prezzi al consumo. Sarà un'inflazione delle attività finanziarie. Il denaro immesso dalle banche centrali nel sistema finanziario non fuoriesce. Questo potrebbe non sembrare poi così male: un'inflazione dei prezzi delle attività migliore di un'inflazione del costo della vita. Ma le conseguenze distributive sono spiacevoli.
Consideriamo cosa è successo ai prezzi al consumo, ai prezzi delle case, alle azioni e ai salari dall'inizio del quantitative easing alla fine del 2008: i lavoratori dipendenti si sono arricchiti rispetto ai prezzi della maggior parte dei beni e servizi. Ma si sono impoveriti rispetto ai prezzi delle case – le case sono ovviamente ormai asset finanziari. Nel frattempo, gli azionisti, in quanto partecipanti diretti al sistema finanziario, hanno quintuplicato il loro denaro e si chiedono di cosa si lamentino tutti gli altri. Sarei curioso di sapere cosa pensano i lettori di questo quadro piuttosto desolante.
Ma per dare un'idea della gamma di opinioni su questi argomenti, un altro lettore ha scritto per sostenere che il motivo per cui il mercato obbligazionario non sta rispondendo a una minaccia di svalutazione o di "dominanza fiscale" è che non c'è alcuna minaccia a cui rispondere. L'aumento sincrono dei rendimenti dei titoli di Stato a lungo termine negli ultimi anni non è dovuto all'imminente monetizzazione del debito o a una crisi di insostenibilità del debito. Si tratta di una crescita reale un po’ più rapida e di un’inflazione più elevata: non trovo davvero convincente l’argomento della “dominanza fiscale”.
La spiegazione più ovvia dell'aumento dei rendimenti dal 2020 è che i rendimenti erano stranamente bassi e da allora si sono normalizzati con il miglioramento dell'economia. All'epoca, gli anni 2010 erano considerati un periodo di crescita del PIL nominale anormalmente lenta e di conseguenza di bassi rendimenti sul reddito fisso, cosa che all'epoca non piaceva a nessuno.
Se fossimo usciti da quel mondo, è logico che i rendimenti sarebbero più alti. È una storia che riguarda l'inflazione e le aspettative di crescita piuttosto che i deficit e le dinamiche del debito. Klein mi ha anche fatto notare che l'idea che il debito stia diventando insostenibile è più difficile da sostenere se si considera il contesto più ampio. Ciò che è accaduto non è tanto un massiccio accumulo di debito quanto un trasferimento di debito dalle famiglie al governo.
Quali sono le mie opinioni? Cosa ha causato il predominio fiscale? Esiste davvero? Non ne sono più sicuro. Mi gira la testa perché ci ho pensato troppo negli ultimi giorni.
Con questo testo, le immagini qui sopra, e tutto ciò che potete trovare nella serie Detox, abbiamo completato il lavoro.
La missione, come detto, è compiuta. Detox, è stato il nostro presente negli ultimi 10 mesi. Ora, noi di Recce’d guardiamo a quello che viene dopo.
E se per qualcuno risultasse utile, ripetiamo a tutti i lettori che noi di Recce’d
non siamo il signore in lacrime al bar che vedete qui sotto
non amiamo i ristoranti a luci soffuse che vedete nell’immagine sotto
e non siamo “semplici” come è scritto nell’immagine in basso (noi siamo quelli degli “integrali” che vengono citati nello spot radiofonico che trovate alla pagina MERCATI del nostro sito).