Guadagnare: fare i soldi come Barbie (seconda parte)
 

Il Ferragosto italiano.

Il bagno a mare, la grigliata, la musica e gli schiamazzi, i parenti da lontano, gli amici della scuola. La chitarra, le canzoni di Baglioni, l’anguria ovvero cocomero.

C’è bisogno di staccare, di liberare la mente dai pensieri stressanti, sorridere e soprattutto allontanare i dubbi.

Chi può avere voglia di parlare di inflazione durante una grigliata?

Nel Mondo di Barbie, la grigliata è un must, un appuntamento fisso: e nel Mondo di Barbie la grigliata è infinita, del tutto gratuita, e le bevande sono a fiumi. La brace? Non fa neppure fumo.

Inflazione? Ma chi ha voglia di parlare di inflazione, quando tutto è così fantastico!

Sarebbe come cantare i Canti Gregoriani, invece che Baglioni!

Altri temi, altri argomenti vanno forte tra gli invitati alla Festa di Barbie: l’auto nuova, lo smartphone nuovo, la casa nuova.

Ma soprattutto i Barbillions, i favolosi guadagni di Borsa. Ne abbiamo già scritto ieri, nella prima parte di questo Post.

I guadagni di Nvidia, in questo 2023, fanno il paio con i Barbillions di Barbie.

Chi ne è stato fuori, è un fesso.

Ci sarebbe poi l’analisi dei dati e la valutazione dell’investimento, ma a che cosa serve tutta questa analisi?

Non è possibile, ignorare i Barbillions! Non possiamo non partecipare! Non perdiamo il nostro tempo con i dettagli!

E poi ci sono i confronti, e nel Mondo di Barbie non può mancare il confronto con il titolo che Barbie ama di più.

CNBC ci racconta che i multipli di Nvidia sono superiori, e di ben tre volte, a quelli di Tesla.

Multipli? Che cosa sono? A che servono? Si possono grigliare?

chiede Barbie.

Un amico si avvicina, e la stuzzica:

tu parli sempre di Tesla, ma lo sai che c’è un titolo che ha fatto molto di meglio? Che ha fatto guadagnare molto di più? Perché non ci hai pensato, e perché tu non ne parli mai? Ma alla fine che cosa te ne frega, di quella Tesla?

Ed aggiunge poi un episodio personale, che è assolutamente vero, senza ombra di dubbio.

Conosco un amico di un amico che gli ha raccontato che suo zio aveva investito attraverso un suo amico tutto in Nvidia! E adesso fa lo sceicco in Oman!

Barbie è perplessa, si guarda in giro, cerca un appiglio, uno spunto, un punto di appoggio.

E proprio in quel momento, sopra la grigliata, svolazza un gufo.

Ci sono i gufi, nel giardino di Barbie: uccellacci fastidiosi.

Uno, ad esempio, è il Wall Street Journal.

Barbie farebbe bene a leggere, con grande attenzione, questo articolo del Wall Street Journal, che è stato pubblicato la settimana scorsa.

Dovrebbe leggerlo attentamente, perché i risultati delle sue scelte di investimento (tra un mese, tre mesi, sei mesi) potrebbero dipendere anche da quello che ci racconta questo articolo.

Purtroppo, Barbie non ha il tempo, e neppure la voglia, di fermarsi a leggere: il party di Ferragosto va avanti, e lei deve, disperatamente, partecipare a questa festa.

Un party in costume, al quale alcuni invitati si sono presentati in costume da gladiatore.

Recce’d oggi ha la fortuna di potervi raccontare queste autentiche indiscrezioni, in diretta dal party di Barbie, perché Recce’d dispone di buoni informatori ed aggiornatissimi rendiconti: ogni giorno, noi di Recce’d facciamo un attento monitoraggio della festa di Barbie.

Per fortuna, la nostra giornata non è soltanto quello: abbiamo anche cose di qualità più elevata, da fare ogni giorno.

Allo stesso tempo, noi sappiamo che è fondamentale essere bene informati anche di quello che fanno gli altri, i fan della Barbie.

E’ fondamentale, avere un attenta e completa informazione (ed analisi, ovviamente) per capire e quindi per ottenere dal proprio portafoglio titoli una performance positiva, stabile nel tempo, e basata su valide regole di investimento. Alla ricerca del VALORE negli investimenti sui mercati finanziari.

Nel tempo, le nostre regole si sono dimostrate valide ed efficaci, associando risultati annuali in media positivi con un eccellente controllo del rischio dei nostri portafogli modello.

Queste regole oggi ci permettono di garantire ai nostri Clienti qualche cosa che è molto importante: e che NON è la performance (quella, nessuno la può garantire). Ciò che possiamo garantire è che i nostri Clienti non faranno la fine che ci racconta la linea bianca qui sotto.

Se vi sembra poco …

… beh, vi sbagliate, e ve ne renderete conto molto presto.

Come?

Semplice: osservando. E poi contando il numero di investitori (anche vicino a voi) che hanno seguito il destino del Fondo ARK.

La settimana scorsa, il Presidente degli Stati Uniti ha definito l’economia della Cina una bomba che sta per scoppiare. Barbie di bombe non vuole neppure sentire parlare, invece noi di Recce’d vorremmo domandare a Joe Biden quale è la bomba che sarà la prima a scoppiare. Sarà poi davvero la Cina?

Noi in Recce’d pensiamo che non sarà la Cina: ma siamo in ogni caso pronti.

E se scoppiasse la bomba, verrebbero in nostro soccorso i gladiatori romani?

Potrebbero fare poco, anzi un bel nulla, i gladiatori romani, visto che le loro spade, ed i loro scudi, sono di cartone.

Anzi: c’è chi pensa (lo leggete qui sotto) che alla vista dei gladiatori sarebbe buona cosa aprire una posizione SHORT … sull’umanità, “perché è arrivata l’ora”.

I lettori che hanno avuto la pazienza di leggere sia il precedente Post, sia questo Post fino a questo punto, potrebbe forse concludere che noi di Recce’d ci siamo presi quella che una volta era chiamata “una licenza”:

quelli di Recce’d scherzano, e si divertono a scherzare, perché tanto è Ferragosto, e possiamo essere più leggeri!

Ringraziamo i lettori del pensiero, ma NON è così.

Questo Post in due parti NON è uno scherzo, ed è invece uno dei Post più seri dei nostri otto anni di pubblicazione.

Nell’immagine sopra, e poi nell’immagine qui sotto, voi lettori potete trovare dati ed informazioni che Barbie non conosce.

Se la realtà è il Mondo di Barbie, questi dati e queste informazioni non hanno senso. Non esistono proprio.

Se questi numeri, e queste informazioni, esistono, allora … vorrà dire che (forse, magari …) il Mondo di Barbie non esiste.

Entrambe, le due cose non possono esistere.

Neppure a Ferragosto.

Voi, amici lettori, in quale dei due Mondi vivete? In quale dei due Mondi investite il vostro risparmio?

Non vogliamo pensare che siate voi, amici lettori di Recce’d, i bambini della foto, che spensierati giocano sul cornicione …

Valter Buffo
Guadagnare: fare i soldi come Barbie (parte prima)
 

L’estate del 2023, per ciò che riguarda la cultura cosiddetta pop, è sicuramente segnata dal successo del film Barbie, i cui incassi hanno battuto ogni record.

I produttori del film Barbie hanno guadagnato …

un Barbilione!

Noi investitori, e soprattutto noi gestori professionali di portafoglio, siamo chiamata anche noi a guadagnare e fare guadagnare.

Che cosa possiamo imparare dall’esperienza (e dai guadagni favolosi) di Barbie?

Se avete un amico nel mondo del cinema, se conoscete un produttore, oppure semplicemente se avete letto qualche intervista, sapete già he ogni film di successo serve, soprattutto, per colmare le perdite lasciate da altri 99 film di in-successo.

Ci sono, nel mondo della gestione di portafoglio, alcuni aspetti in comune con la vita del produttore cinematografico.

Ad esempio: la maggior parte degli investitori professionali esalta, nel dialogo con i propri clienti, le mosse “azzeccate, mentre nasconde le mosse “meno riuscite”.

Ovviamente, ogni dubbio, incertezza ed equivoco viene poi risolto, quando si guarda alla performance complessiva del portafoglio titoli (a uno, tre, cinque anni) e la si confronta con i risultati di altre gestioni (quelle vere, però, che hanno un nome ed un cognome: non quelle inventate sui social, sui Web, e sui siti di trading-on-line con le loro community).

Ed è esattamente questo, che noi di Recce’d facciamo, con periodicità almeno mensile, per i nostri Clienti attraverso la Lettera al Cliente.

In modo irregolare, quando ne abbiamo il tempo e la voglia, lo facciamo anche attraverso il sito: ad esempio, la settimana scorsa, alla pagina TWIT - TWOO abbiamo pubblicato una selezione di dati ESTREMAMENTE significativa a questo proposito.

Fatta questa premessa, doverosa, torniamo però al “caso Barbie”, ai guadagni di “Barbilioni”, ed alle altre favole che vanno di moda in questo 2023.

Vi chiediamo di fare prima di tutto con noi un passo indietro: ritorniamo indietro insieme, e di venticinque anni.

Alcuni di voi ricorderanno, certamente, il motivetto di grande successo internazionale che si chiamava “Barbie Girl”. Il gruppo musicale che portò al successo questo brano aveva origini scandinave.

Se non ricordate questo brano di successo, non preoccupatevi: questi successi musicali estivi sembrano per alcune settimane imperdibili, il massimo, impossibili da dimenticare.

Ma poi succede che, dopo pochi mesi, quella moda passa, arriva un altro motivo canticchiabile, e quasi tutti dimenticano il precedente grande successo.

Qualche cosa di molto simile lo vediamo accadere (e con sempre maggiore frequenza) anche sui mercati finanziari.

Tra le decine di esempi che si potrebbero fare, oggi Recce’d per voi ha scelto un esempio di altissimo livello: niente di meno che un Premio Nobel, che scrive niente di meno che per il maggiore quotidiano al Mondo.

Questo Premio Nobel (insieme con tantissimi altri “autorevoli” analisti e commentatori, va precisato) scriveva meno di due anni fa quello che leggete nell’immagine che segue.

Non è difficile giustificare tanta miopia: fa parte dell’animo umano. E’ il non voler vedere.

Nell’animo umano, c’è una naturale tendenza a volere vedere soltanto le cose che non provocano stress: fino a che risulta evitabile, ci si rifiuta di vedere fatti e notizie problematiche.

Un secondo esempio recentissimo, di venerdì 11 agosto 2023, viene commentato nell’immagine che segue: il sondaggio dell’Università del Michigan ci dice che la massa, il pubblico, negli Stati Uniti vede tra 12 mesi l’inflazione al 2,9%.

E non ci stupisce, dato il quotidiano bombardamento di tutti i media (“l’inflazione sta calando”).

Per fare le scelte di investimento, per il presente e per il futuro, ciò che è davvero utile è ritornare a vedere questa previsione nel settembre 2021, quando Paul Krugman pubblicò quell’articolo citato sopra.

E vi invitiamo a farlo da soli (non è difficile).

Noi di Recce’d invece vi aiutiamo pubblicando un puntuale e dettagliato commento, e proprio nell’immagine che segue, al dato dello scorso venerdì 11 agosto appena citato.

Il giorno prima, ovvero il 10 agosto 2023, era stato pubblicato il dato aggiornato per l’inflazione negli Stati Uniti: nella versione “core” è rimasta al 5% circa.

Per l’Italia, il dato sta invece al 6,4%. Ce lo hanno detto sempre giovedì 10 agosto.

Ma Barbie? Barbie non vuole sapere, e non legge neppure i numeri.

Per fortuna, però, non tutti ragionano come Barbie, sui mercati finanziari.

Ad esempio, andiamo a vedere negli Stati Uniti, che cosa hanno fatto la settimana scorsa i rendimenti delle obbligazioni, con il grafico che segue.

Sempre per verificare il fatto che non tutti sono Barbie, chiediamoci che cosa si ricava leggendo i dati per le aspettative di inflazione che vengono espressi dai prezzi delle obbligazioni (anziché da chi risponde ad un sondaggio).

E adesso chiediamoci di nuovo: che cosa ne pensa Barbie, di tutti questi numeri'?

Semplice: non ne pensa NULLA.

Barbie ha letto, sul giornale, solo il titolo dell’articolo, che ovviamente diceva “l’inflazione sta calando”.

“Bene” si è detta Barbie: “Lo dicevo io, che le cose vanno bene!”

Inutile perdere tempo ed approfondire più di tanto: a cosa servono poi, tutte queste analisi, e tutti questi dettaglio, quanto tutti in giro ci dicono che “tutto va bene”?

E i numeri della tabella qui sotto?

Barbie, lei, non sa neppure di che cosa si tratta: e non lo vuole sapere, non lo vuole vedere, non lo vuole neppure sentire nominare.

Chissà che cosa sono, dice Barbie curiosa …

… ma poi, perché preoccuparsi?

Perché la mia vita, il mio Mondo, non può essere il Mondo di Barbie e la vita di Barbie?

Tutta rosa, tutta sorrisi e tutta zucchero?

Veniamo adesso a quello che a noi interessa.

Si può guadagnare, con il metodo Barbie? Possiamo utilizzare questo metodo, nella gestione del nostro risparmio, del nostro patrimonio, dei nostri portafogli titoli?

Al cinema, il metodo funziona, questo è sicuro! Il pubblico, la massa, va al cinema per sognare. Almeno per due ore! Tutti quelli del pubblico lo sanno, che poi il film finisce, ma ogni tanto ci è necessario, di sognare ad occhi aperti, pensare ad altro, uscire dalla realtà.

E per sognare, serve un racconto, una favola: e c’è appunto la favola di Barbie, oppure ci sono anche le favole che ci raccontano la storia dei gladiatori di Roma.

Ma questo, ovviamente, ha nulla a che vedere con l’investimento.

Come spettatori, noi assistiamo alle vicende di Barbie e a quelle dei gladiatori esattamente con il medesimo spirito.

Perché si tratta della medesima materia, della medesima sostanza, di cose che hanno la medesima natura, la medesima trama, e la medesima finalità, ovvero offrire al pubblico, alla massa (ovviamente: alla parte meno disincantata, più credulona) una storia, per quanto irrealistica, ma che aiuti a combattere la noia e la disperazione del quotidiano.

A questo punto, è d’obbligo una avvertenza ai nostri lettori.

Sui mercati finanziari, a differenza che al cinema, a volte la realtà fa irruzione (con tutta la sua brutalità e la sua ruvidezza) anche durante la proiezione del film.

Li chiamano “shock dei mercati”.

Nel 2023, o meglio per i primi mesi del 2023, il pubblico di massa ha decisamente fatto la sua scelta: e la scelta stata è quella di credere, ciecamente e disperatamente, alla favola viene proiettata su tutti gli schermi.

E poi, di provare a vivere la vita di Barbie, come se tutti fossimo nel Mondo di Barbie.

Ce lo dicono (tra i mille segnali che tutti vediamo ogni giorno) i dati del grafico qui sotto. Che, a proposito di quello di cui parloamo, non lasciano dubbi. I numeri parlano: non nel Mondo di Barbie, ma in questo nostro Mondo.

Recce’d proseguirà, in una seconda parte di questo Post, al sua analisi della favola di Barbie: come si fa a guadagnare, con il metodo-Barbie? Con il metodo-Barbie, si fa performance? Si incrementa il valore del patrimonio, oppure lo si riduce, perché poi quando si accende la luce in sala, ogni sogno viene spazzato via?

E voi, amici lettori, siete anche voi tra quelli che pensano:

io lo so, e lo so in anticipo, il momento in cui il film di Barbie finisce: si capisce dalla trama, e la trama io, insieme a pochi, la capisco.

Le conclusioni di Recce’d le leggerete, come già detto, nella parte seguente: ma le potete vedere subito, nell’immagine qui sotto.

Valter Buffo
Scottature ed insolazioni
 

Mare, campagna o montagna: dovunque si rischia l’insolazione.

Il colpo di sole è un problema frequente, nel periodo estivo: in particolare, quando arrivano le ondate di “caldo africano”. Proteggersi dai colpi di sole è importante, importantissimo.

Vediamo insieme, prima di tutto, che cosa è, come si definisce, il colpo di sole.


Il colpo di sole (o insolazione) è una situazione patologica che deriva da una prolungata esposizione del corpo ai raggi solari.

Shutterstock

Nella maggior parte dei casi, l'insolazione si verifica durante le giornate particolarmente calde del periodo estivo.

Il colpo di sole rappresenta una situazione di pericolo per l'organismo e, come tale, non deve essere sottovalutata. I primi segnali che devono indurre a correre ai ripari sono: mal di testa, forte senso di nausea, vertigini e spossatezza.

In generale, è valido il consiglio di non mettersi al sole nelle ore centrali della giornata (11-16), evitando del tutto l'esposizione quando le giornate sono molto calde, soprattutto se l'umidità relativa è alta e la ventilazione è assente (cioè in presenza di afa).

Colpo di Sole: di cosa si tratta?

Il colpo di sole è un insieme di disturbi che insorgono dopo un'esposizione diretta, eccessiva e prolungata ai raggi del sole del corpo. Si tratta di un'evenienza grave, in quanto all'azione del calore sull'intero organismo si aggiungono gli effetti delle loro radiazioni ultraviolette (UVB e UVA) e infrarosse sulla superficie del capo e sui vasi cerebrali, che si manifestano con cefalea e vertigini, seguite da sintomi più severi, come malessere generale, nausea e convulsioni, fino allo stato confusionale ed alla perdita di coscienza.


Il brano che abbiamo riportato qui sopra ci parla di stato confusionale, e di perdita di coscienza.

Non ci sono dubbi: una parte (almeno) degli investitori in Borsa ha subito proprio un colpo di sole, tra luglio ed agosto del 2023. I sintomi sono quelli, evidenti, e parlano chiaro.

Per fortuna, chi ha seguito questo nostro Blog, tra giugno e luglio, si è già messo al riparo, ed è riuscito ad evitare questa bruttissima insolazione, e le sue dannose conseguenze.

Esposti al sole, sulla sdraio oppure sulla spiaggia, subito prevale l’euforia, l’eccitazione, un senso di generale benessere: purtroppo, questa iniziale impressione all’improvviso si trasforma in disagio, e questo disagio presto si trasforma in un malessere profondo.


Segnali a cui prestare attenzione

Per evitare gli effetti più negativi dei colpi di sole è indispensabile cogliere (o riconoscere in chi ci sta accanto) i primi segnali d'allarme. La persona colpita da insolazione si sente tipicamente confusa e lamenta forte dolore al capo. Al contempo, si manifestano irrequietezza, malessere, battito cardiaco accelerato, pelle calda al tatto, sudorazione eccessiva e vertigini.

La prima cosa da fare è spostarsi all'ombra, meglio ancora se in un luogo fresco e chiuso. In caso di sintomi particolarmente accentuati o in presenza di vomito e svenimento, si consiglia di trasportare o accompagnare la persona colpita dall'insolazione immediatamente da un medico o al pronto soccorso. In un secondo momento, vanno trattate le lesioni della pelle (scottatura solare o eritema).

Colpo di Sole: che cosa fare subito. Spostarsi all'ombra

Quando si avvertono i primi segnali di malessere, è opportuno allontanarsi dal sole e ripararsi in un luogo fresco, riparato e ben arieggiato per abbassare la temperatura corporea.

  • Attenzione! Non rimanere sotto l'ombrellone, poiché i raggi solari filtrano lo stesso e la temperatura rimane comunque elevata.

Impacchi freschi

Per contrastare la disidratazione, bere piccoli sorsi d'acqua fresca (non ghiacciata, per evitare il pericolo di congestioni) e bagnare la testa con un panno umido. Per raffreddare il corpo, spruzzare dell'acqua a temperatura ambiente o tamponare con teli umidi i polsi, i lati del collo, l'inguine, le ascelle e le tempie.

  • Attenzione! L'acqua utilizzata per raffreddare il corpo deve essere tiepida e non ghiacciata per non causare vasocostrizione e impedire la dispersione di calore.

  • Attenzione! Se non s'interviene subito, il colpo di sole può condurre alla perdita di coscienza, fino alle convulsioni e all'alterata funzionalità dell'apparato cardiocircolatorio.


Il brano qui citato che cosa suggerisce?

  • Suggerisce di spostarsi all’ombra, e poi

  • suggerisce anche di intervenire subito, di NON rimanere esposti al sole come wurstel sulla graticola (anche il wurstel, peraltro, non va lasciato per troppo tempo sulla brace, se no si spacca).

Per il vostro portafoglio titoli, e per i vostri investimenti sui mercati finanziari, avete preso le giuste precauzioni? Avete fatto tutto il possibile per prevenire il colpo di sole?

In questo agosto 2023, così ricco di eventi, di shock, di cambiamenti di scenario, voi amici lettori avete fatto tutto il possibile per PREVENIRE?

Ricordate quel detto che dice prevenire è meglio che curare?

Recce’d vi aiuta, e vi aiuterà ogni giorno, attraverso note (estremamente sintetiche) che gratuitamente metiamo a disposizione del pubblico dei lettori

  1. alla pagina MERCATI del nostro sito

  2. alla pagina NEL MOTORE DELLA PERFORMANCE del nostro sito

  3. alla pagina TWIT TWOO del nostro sito

Oltre che ovviamente in questo Blog, dove soltanto nelle ultime due settimane Recce’d ha pubblicato ben quattro nuovi Post, tutti dedicati al tema dei colpi di sole, e poi anche dell’insolazione, ed ovviamente anche di come prevenirla e (come poteva mancare?) di come individuarne i sintomi con il necessario anticipo (necessario per evitare i danni).

Tanto, anche voi lo avete già sicuramente capito, vero?

Le cose vanno a finire come vi abbiamo detto noi. Noi di Recce’d: come tutte le altre volte.

Ve lo avevamo già scritto il 3 giugno, proprio nel Blog, spiegando anche che è stata fatta una scelta politica, di tirare una corda fino a che non sarà spezzata.

E’ stata scelta con decisione la strada del “fare finta di non capire e non vedere”, come altre volte nel passato recente. Di tollerare, di continuare a sperare, e di spargere “ottimismo”. Abbiamo scritto, il 3 giugno, che proprio a causa di questa scelta politica oggi tutti gli investitori (che non siano decisamente distratti, malissimo informati … oppure un po’ semplicioni) si trovano davanti un solo scenario possibile, e stiamo tutti andando verso questo esito con massima velocità.

Il solo scenario possibile metterà in massima evidenza la differenza tra la ricchezza “soltanto sulla carta” e la vera ricchezza”: questo noi di Recce’d lo avevamo già chiarito sette giorni prima. Ed in aggiunta a questo vi avevamo anticipato già il 24 giugno che ci aspetta un’estate calda (caldissima) e poi un inverno freddo (freddissimo): ma soprattutto, un agsto indimenticabile.

Come avevamo scritto in data 10 giugno scorso, oggi dovrebbe esservi chiaro che il “punto di svolta” è stato ampiamente superato: ormai, siamo già tutti dentro quello scenario che noi anticipammo appunto il 3 giugno.

Ma se per caso non vi è stato sufficiente tutto questo nostro lavoro, allora eccoci qui pronti a ricordare al lettore, con il brano che segue come si previene l’insolazione. Ed è proprio qui (se leggete con attenzione ed un pizzico di arguzia) che capirete quello che dovete fare del vostro portafoglio e dei vostri investimenti sui mercati finanziari.

Colpo di sole: i consigli per prevenirlo

In generale, nelle ore più calde della giornata, per evitare un colpo di sole:

  • È bene non rimanere esposti troppo al sole;

  • Soggiornare in luoghi freschi e con ventilazione adeguata (se necessario, rinfrescare gli ambienti con ventilatori o condizionatori);

  • Indossare abiti leggeri e di colore chiaro, realizzati con fibre naturali (lino e cotone) che non ostacolino la traspirazione;

  • Abbassare la temperatura corporea con bagni e docce tiepide, non fredde.

Per evitare l'insolazione, altre misure valide - non solo al mare o in montagna - sono:

  • Riparare la testa con un cappello dotato di visiera e occhiali da sole;

  • Bere frequentemente durante la giornata, almeno due litri di acqua in totale;

  • Consumare cibi ricchi di acqua, come la frutta di stagione e la verdura fresca;

  • Non assumere alcolici, cibi o bevande molto fredde;

  • Mantenere fronte e polsi freschi, bagnandoli frequentemente con acqua fresca;

  • Non compiere sforzi fisici particolarmente intensi;

  • Esporre la pelle al sole progressivamente, evitando le ore centrali del giorno (11-16) proteggendola con creme solari e ripetendo l'applicazione ogni due ore circa.


Il brano che avete appena letto (ci auguriamo, con attenzione, ed intelligenza, ed arguzia: a ai lettori di Recce’d sicuramente non mancano) allora adesso sapete che cosa dovete fare.

Noi, per i Clienti di Recce’d, in agosto (come in ogni altro mese) ogni giorno attraverso il nostro The Morning Brief e molte altre comunicazioni, mettiamo a punto tutte le mosse necessarie, le analisi dei sintomi, ed i rimedi più efficaci, per guadagnare soldi attraverso la gestione del portafoglio modello proprio dai (numerosi) colpi di sole estivi che (evidentemente) hanno colpito in questa estate 2023.

Comprensibilmente, riserviamo questo prezioso lavoro a chi sceglie di procedere insieme a noi, di dare credito al nostro metodo di lavoro, di supportare anche attraverso i frequenti confronti il nostro sforzo quotidiano, e a chi sceglie di sfruttare il solido ancoraggio che la nostra strategia di investimento offre, attraverso i nostri portafogli modello bastati sul nostro modello proprietario di allocazione.

Per tutti voi lettori del sito ed investitori, che forse almeno in parte avete subito anche voi gli effetti dannosissimi dell’insolazione, e che ancora una volta, proprio come nell’estate del 2022, un anno fa, avete la testa in confusione, non fate attenzione a dove mettete i piedi, e siete caduti (con tutti e due i piedi) nelle acque ristagnanti e putride, infestate dalle zanzare, che i “professionisti della vendita” chiamano

soft landing

noi anche oggi vi regaliamo un concreto, e qualificato, e tempestivo, supporto alla decisione.

La nostra scelta, oggi 5 agosto 2023, è caduta sul dato USA per l’inflazione che verrà pubblicato la settimana prossima. Dopo due settimane poi vedremo il nuovo dato PCE sempre per l’inflazione USA, insieme coi dati per l’Europa.

Non è questa la sede dell’analisi dei dati in arrivo, dei dati precedenti, del probabile impatto di questi dati sulla narrativa del “soft landing” nel mese di agosto 2023, e delle probabili reazioni dei mercati finanziari nelle prossime settimane (che si annunciano indimenticabili ed imperdibili).

Tutto questo, lo leggerete la settimana prossima e per tutto il mese di agosto nel nostro The Morning Brief, con alcuni accenni che saranno pubblicati alla pagina MERCATI, alla pagina NEL MOTORE DELLA PERFORMANCE ed alla pagina TWIT - TWOO del nostro sito.

Invece nel Post di oggi, e per chiudere il Post di oggi, noi pubblichiamo la nostra sintesi un articolo che Recce’d giudica di altissimo livello. Ed indispensabile.

Perché indispensabile? Spieghiamo subito.

Consentiteci di scrivere (siamo autorizzati … dalla nostra stessa storia) che di inflazione la grande maggior parte a tutto oggi, 5 agosto 2023, ci ha capito poco o nulla, proprio come nel 2022, nel 2021, e nel 2020.

Quelli che ci capiscono poco o nulla, come avete visto, sono:

  • giornalisti e uomini dei media

  • promotori finanziari (chiamati anche financial advisors, e private bankers, e wealth managers)

  • banchieri centrali

  • donne e uomini dei Governi

Questa è la ragione per la quale, il giorno 5 agosto del 2023, siete tutti costretti a leggere sul vostro quotidiano molti articoli pieni di allarme (e di stupore: “ma tu pensa!!!”) come ad esempio questo che segue, che vale come esempio.

Articoli dei giornali che a noi in Recce’d sorprendono per la loro ingenuità al limite della stupidità: ma che cosa pensava (secondo questi giornali e giornalisti) il lettore medio, che l’inflazione fosse una cosa … che si ferma proprio fuori dalla soglia di casa sua? Che riguarda tutti … tranne lui e la sua famigliola?

Proprio per questo stato di cose, il nostro suggerimento a tutti i lettori di Recce’d è di dedicare dieci-quindici minuti a ciò che segue: l’obbiettivo, amici lettori, è quello di cominciare finalmente a comprendere che cosa è l’inflazione, da dove arriva, e dove sta andando.

Dovete capirlo oggi, proprio oggi: dovete capirlo PRIMA che i mercati finanziari (finalmente) capiscano, e correggano i prezzi di tuti gli asset finanziari.

Evitate quelle (solite) brutte scottature che invece il signore qui sotto non ha evitato.

Ma prima, lo dovete fare, amici lettori. Prima di beccarvi la scottatura. Dopo, non vi servirà più.

Leggete con attenzione questa nostra sintesi, e mettetevi all’ombra mentre leggete: non vorrete mica rischiare … l’insolazione!

John Cochrane, economista della Hoover Institution, e figura di riferimento per tutta la Finanza mondiale, ha scritto proprio questa settimana un interessante e breve articolo per il Wall Street Journal in cui discute alcuni elementi cruciali relativi all'inflazione e agli sforzi per tenerla sotto controllo.

In questa discussione, Cochrane avanza tre importanti considerazioni che dovrebbero indurre gli investitori a modificare la loro concezione dell'inflazione e del ruolo che la politica monetaria e la politica fiscale svolgono nel generare o controllare i futuri livelli di variazione del livello dei prezzi.

In primo luogo, Cochrane considera la situazione politica degli anni 2010.

All'inizio della ripresa economica successiva alla Grande Cisi Finanziaria 2007 - 2009 (la recessione era terminata nel giugno 2009) la Federal Reserve ha iniziato a pompare la massa monetaria.

Molti analisti, Cochrane compreso, hanno iniziato a temere che l'aumento della massa monetaria avrebbe causato un aumento dell'inflazione dei prezzi al consumo e, dato il tasso di crescita della massa monetaria, le aspettative di inflazione futura erano piuttosto spaventose.

Tuttavia, nel corso del decennio, l'inflazione dei prezzi al consumo è stata piuttosto contenuta. Tra una recessione e l'altra, l'indice dei prezzi al consumo target della Federal Reserve è aumentato a un tasso annuo composto di circa il 2,2%. Molto accettabile.

È anche vero che nello stesso periodo la crescita economica è stata relativamente modesta e questo non è piaciuto ai responsabili politici del governo. Ma anche questo è stato un elemento che ha permesso ai responsabili politici del governo di ottenere un basso tasso di inflazione per quel periodo.

Cochrane conclude scrivendo che in quel periodo: "Il QE (quantitative easing) non ha avuto sostanzialmente alcun effetto sull'inflazione". L'inflazione non è aumentata perché la politica fiscale del governo non ha creato la pressione di spesa necessaria all'epoca per provocare un eccesso di domanda di beni e servizi. "Nella teoria fiscale dell’inflazioe, conta il debito pubblico complessivo, comprese le riserve, e non la sua particolare scadenza". E l'aumento del "debito pubblico complessivo" era sotto controllo in quel periodo.

Quindi, lo stimolo del governo è andato in attività finanziarie e non in attività reali, che avrebbero portato a un aumento dell'inflazione.

Questo è un altro modo di descrivere ciò che è accaduto negli anni 2010, molto simile a quello che noi abbiamo presentato negli ultimi 10 anni circa in questo blog. Abbiamo definito l'approccio politico del governo come "inflazione da credito". Abbiamo tracciato gli sforzi monetari e fiscali dell'epoca attraverso il circuito finanziario dell'economia e non il circuito reale dell'economia.

In secondo luogo, Cochrane respinge nel suo articolo anche l'uso della curva di Phillips, e noi stessi abbiamo scritto in un Post che negli Anni Duemila, ovvero che "la curva di Phillips non esiste".

Il professor Cochrane sul WSJ scrive anche questo: "La curva di Phillips rimane il modo predominante di pensare all'inflazione, ma la sua visione ha fallito completamente". Quindi, non dobbiamo aumentare la disoccupazione nell'economia solo per ridurre la quantità di inflazione esistente nell'economia.

Cochrane aggiunge che la "caccia alle streghe" per fenomeni come "avidità", "prezzi stracciati" e "monopolio" collegati all’inflaizone ha seguito l'inflazione per secoli. E conclude così: "Anche loro, nel migliore dei casi, confondono i prezzi relativi con il livello di tutti i prezzi e i salari".

In terzo luogo, Cochrane guarda al futuro e attribuisce poca importanza (nel contesto degli Anni Duemilaventi) agli sforzi della Federal Reserve per ridurre l'inflazione e l'inflazione del futuro.

Il nostro recente esame (anche qui nel Blog) di ciò che la Federal Reserve sta facendo porta a conclusioni molto simili a quelle esposte da John Cochrane sul WSJ.

Negli ultimi anni, la Federal Reserve ha acquistato oltre 5.000 miliardi di dollari in titoli di Stato. Nel suo attuale sforzo di restrizione quantitativa, la Fed, dopo 16 mesi, ha rimosso dal suo portafoglio solo poco più di 900 miliardi di dollari in titoli. Allo stesso tempo, la Fed ha prestato più di 200 miliardi di dollari al sistema bancario attraverso il suo sportello di prestito.

Si tratta di noccioline rispetto all'ammontare del debito che il governo federale emetterà nei prossimi anni.

Ne scrive così John Cochrane:

"Gli Stati Uniti stanno gestendo uno scandaloso deficit di 1.500 miliardi di dollari, con un tasso di disoccupazione del 3,6% e nessuna crisi temporanea che giustifichi un prestito così ingente. I diritti non finanziati incombono su qualsiasi piano di sostenibilità delle finanze pubbliche. Il Congressional Budget Office prevede deficit in costante crescita, e anche i suoi avvertimenti presuppongono che non accada nulla di negativo che possa spingere a un'altra ondata di prestiti".

Ci aspetta quindi un'altra "ondata" di inflazione in futuro?

John Cochrane ha cercato con questo intervento di formulare una "nuova" narrazione alternativa che aiuti a spiegare e comprendere ciò che è accaduto negli ultimi dieci anni: e questo può aiutare noi investitori a rispondere alla domanda qui sopra relativa al futuro.

Perché tocca a noi, investitori sui mercati, di rispondere prima di tutti, ed anche prima dello stesso John Cochrane. Oggi.

  • La comunità degli investitori ha dovuto cambiare punto di vista quando la Federal Reserve ha iniziato il suo programma di quantitative easing dopo la Grande Recessione e i rapidissimi aumenti della crescita monetaria non hanno creato l'inflazione che la rapida crescita monetaria sembrava prospettare.

  • La comunità degli investitori successivamente ha dovuto sperimentare i problemi legati alla diffusione della pandemia di Covid-19, alla successiva recessione e alla bolla degli asset della Federal Reserve derivante dalla sua massiccia iniezione di fondi per combattere le turbolenze finanziarie ed economiche dei primi anni 2020.

  • Ora il compito della comunità degli investitori è quello di costruire una narrativa del tutto nuova, da cui partire per le loro scelte di investimento. Le riflessioni presentate da John Cochrane in questo articolo per il Wall Street Journal sono è un buon punto di partenza.

Chiudiamo il Post quindi con questo accenno alla nuova “narrativa”, ovvero alla necessità (per voi, per noi, per tutti quanti) di definire uno “scenario”: proprio di scenari alternativi para questa immagine che segue, che noi pubblichiamo nel Blog oggi per la terza volta.

Non la abbiamo mai commentata, per mancanza di tempo. Per la medesima ragione, anche oggi non c’è il commento. Magari, la prossima volta?

Ma voi amici lettori potete farvi aiutare, subito ed oggi. Chiedete alla vostra chat, ad un amico, ad un collega. Chiedete al financial advisor, al private banker, chiedete al wealth manager.

E se ne avete voglia, poi fateci sapere che cosa vi hanno spiegato: tutti abbiamo sempre qualcosa da imparare e noi in Recce’d impariamo ogni giorno.

Fidatevi: questo grafico è importante. Per voi. E per i vostri soldi. Oggi.

Noi di Recce’d chiudiamo così il nostro Post: e andiamo tutti a prendere il sole di questo magnifico agosto 2023 (con le giuste protezioni).

Valter Buffo
Trending oggi su Twitter: la follia (parte 3)
 

Madness.

Oggi è questa la parola che si ascolta più spesso, e che si legge più spesso, quando ci si occupa di mercati finanziari.

Recce’d quindi, con la tempestività che tutti ci riconoscete, si concentra proprio su questo: la follia tra gli operatori di mercato, e le implicazioni per la gestione nel proprio portafoglio titoli.

Ovvero: come noi gestiamo i portafogli modello nelle fasi di mercato che tutti chiamano

madness.

Pur avendo, collettivamente ed anche individualmente, una vasta e profonda esperienza di mercati finanziari, noi non abbiamo memoria di una situazione simile a questa: neppure durante gli episodi, spesso citati anche dai media, del 1999-2003 e poi del 2007-2009.

In una sola occasione, noi ricordiamo di avere letto, con così tanta frequenza, il termine

madness

nei commenti ai mercati finanziari: ed è una recentissima occasione, ovvero il 2021.

Questa ondata di follia impressiona tutti: noi di Recce’d, i piccoli investitori, i grandi investitori Istituzionali, ed i commentatori. I commentatori che “fanno il coro” e in modo disciplinato scrivono per supportare la narrativa che prevale in quel preciso momento, ma pure quei commentatori che nel corso degli anni hanno dimostrato maggiore competenza, maggiore esperienza, maggiore capacità.

Noi apriamo questo nostro Post, che è il terzo di una serie e chiude la serie, facendovi leggere il più recente contributo di Mohamed El Erian al Financial Times.

Oggi lo facciamo (a differenza che in molte precedenti occasioni) per avvertire i nostri lettori che in questa specifica occasione anche El Erian si è sentito in dovere di compiacere la narrativa prevalente, almeno per una parte dei suoi argomenti.

Dopo avere letto questo articolo, che abbiamo tradotto per i nostri lettori, Recce’d vi spiegherà le ragioni per le quali FARETE IL VOSTRO DANNO se deciderete di investire il vostro denaro sulla base di considerazioni come quelle 8alcune di quelle) che leggete qui.



La prima metà del 2023 è stata caratterizzata da un'impressionante dispersione economica e finanziaria, sia all'interno dei Paesi che tra di essi.

Con una certa inversione di tendenza a luglio, si tende sempre più a prevedere una convergenza nel periodo a venire e la serie di risultati favorevoli che ne deriverebbero, dai migliori risultati in termini di crescita e inflazione alle performance di investimento. Tuttavia, farlo ora sarebbe prematuro e poco saggio.

I segnali di apparente convergenza si moltiplicano sia in ambito economico che finanziario. Si consideri il seguente esempio:

Il Regno Unito, da tempo in ritardo nel ridurre significativamente il proprio tasso d'inflazione, ha sorpreso favorevolmente con i dati pubblicati a luglio, più bassi del previsto, alimentando le speranze di una convergenza relativamente rapida verso i tassi d'inflazione più bassi prevalenti nelle altre economie del G7.

Con l'azione politica ampiamente prevista nel corso della settimana, la Banca d'Inghilterra potrebbe unirsi alla Banca Centrale Europea e alla Federal Reserve nel convergere verso aumenti dei tassi di 25 punti base dopo un'ampia gamma di risultati a giugno. Tra questi, un aumento di 50 pb per la BoE, di 25 pb per la BCE e un tasso invariato per la Fed.

Dopo essere scivolato alle spalle dell'indice tecnologico Nasdaq, l'indice Dow Jones delle società industriali e di consumo più tradizionali ha recuperato terreno nelle ultime settimane.

A livello internazionale, dopo aver nettamente sottoperformato i titoli delle economie avanzate ed emergenti, a luglio i titoli cinesi hanno sovraperformato entrambi.

Infine, quello che alcuni consideravano un discorso allarmante sul "disaccoppiamento" Cina-USA ha lasciato il posto alla nozione apparentemente più confortante di un "de-risking" che non farebbe deragliare la crescita e il commercio né causerebbe molta instabilità finanziaria.

Questo crescente parlare di minore dispersione economica e finanziaria alimenta naturalmente l'ottimismo dell'economia e dei mercati. In effetti, più a lungo persiste, più potrebbe ridurre l'incertezza e diminuire la volatilità all'interno dei Paesi e tra di essi. A sua volta, ciò migliorerebbe le prospettive di atterraggi morbidi a livello nazionale e globale, allevierebbe le pressioni sui tassi d'interesse e sulle valute e consentirebbe di guidare il prossimo rialzo dei prezzi delle attività con titoli dalle valutazioni meno gonfiate.

Inoltre, con la possibilità di una tale serie di anelli di retroazione positivi, si è tentati di credere che la seconda metà dell'anno vedrà una decisa rimozione delle nubi di incertezza che incombono minacciosamente sull'economia e sui mercati globali.

Per quanto si possa sperare che tutto ciò si realizzi, sarebbe più saggio prevedere un percorso accidentato. Basti pensare ad alcuni fattori che complicano la convergenza che sembra essere in corso.

In assenza di un maggiore contributo da parte delle misure di sostegno all'offerta, la BoE ha ancora una strada difficile da percorrere nella sua lotta all'inflazione. Nel frattempo, mentre la BCE e la Fed, più avanzate, intraprendono l'"ultimo miglio" della loro missione anti-inflazione, entrambe dovranno affrontare un compromesso tra il raggiungimento dell'obiettivo comune di inflazione al 2% e il mantenimento delle condizioni finanziarie ed economiche.

Le sfide per le banche centrali vanno oltre. Nei prossimi mesi, la Banca del Giappone dovrà affrontare il delicato compito di apportare più di un ritocco al suo regime di politica YCC (controllo della curva dei rendimenti), sempre più distorsivo. Nel frattempo, l'impatto cumulativo dei rialzi dei tassi in altri paesi colpirà probabilmente più duramente un'ampia serie di attività a leva in scadenza e di società zombie la cui sostenibilità finanziaria richiede ristrutturazioni finanziarie o riduzioni coercitive del debito.

In un mondo in cui l'industria manifatturiera è sotto pressione e il risparmio in eccesso si sta esaurendo, il supporto fondamentale per i guadagni di prezzo a livello di mercato mancherà dell'energia del piccolo gruppo di titoli che cavalcano una grande onda secolare (si pensi all'intelligenza artificiale e ad altre innovazioni che cambiano la struttura) o che hanno caratteristiche "per tutte le stagioni" (si pensi alle Big Tech tradizionali).

Dato che le sfide della crescita cinese sono sia cicliche che secolari, la tradizionale strategia del governo di mettere il turbo ai mercati attraverso stimoli fiscali e monetari si rivelerà meno efficace e più distorsiva, vanificando una rapida convergenza del mercato.

Infine, per le ragioni esposte in una precedente rubrica, è molto difficile che gli Stati Uniti si dissocino dalla Cina senza un notevole grado di disaccoppiamento.

Dovremmo fare del nostro meglio per moderare l'attrazione delle confortanti narrazioni sulla convergenza. Se non lo facessimo, non solo allenteremmo prematuramente gli sforzi necessari per superare le restanti sfide a breve termine. Ci lascerebbe anche in una posizione ancora peggiore per gestire i problemi secolari e strutturali che si pongono alla nostra generazione e a quelle dei nostri figli e nipoti.

Riprendiamo ed analizziamo, in particolare, uno dei due passaggi evidenziati. Scrive El Erian:

Questo crescente parlare di minore dispersione economica e finanziaria alimenta naturalmente l'ottimismo dell'economia e dei mercati. In effetti, più a lungo persiste, più potrebbe ridurre l'incertezza e diminuire la volatilità all'interno dei Paesi e tra di essi. A sua volta, ciò migliorerebbe le prospettive di atterraggi morbidi a livello nazionale e globale, allevierebbe le pressioni sui tassi d'interesse e sulle valute e consentirebbe di guidare il prossimo rialzo dei prezzi delle attività con titoli dalle valutazioni meno gonfiate.

Qui El Erian vi dice che l’ottimismo, se persiste, può migliorare l’economia reale e portarci tutti al soft landing.

Ci auguriamo che ognuno dei nostri lettori comprenda che questo argomento, che peraltro da un decennio a questa parte è diventato il perno di ogni decisione politica, ed al tempo stesso il perno di ogni “narrativa fabbricata” sui mercati finanziari, è un argomento non soltanto fondato sul nulla, ma pure molto pericoloso.

Si vorrebbe che noi investitori credessimo al fatto che il “pensare positivo” risolve i problemi. Ed è esattamente in questo modo, che vengono prese le più importanti decisioni di politica economica.

Purtroppo i fatti hanno già dimostrato che non è vero: la cosa propri NON funziona.

E ve lo dimostriamo subito:

  • più di dieci anni di QE, una politica totalmente concentrata sul fatto di fare sentire il pubblico più ricco di quanto non sia veramente dimostrano senza possibilità di smentita che questa “politica di illudere la gente a proposito della propria ricchezza” NON risolve alcun problema, come vi viene dimostrato dal fatto che dopo una operazione di QE è stato necessario fare … un’altra operazione di QE, e poi ancora un’altra, ed oggi … già si parla della prossima operazione di QE

  • l’insensata ed incontrollata e mal calcolata esplosione della spesa pubblica, resa possibile dall’utilizzo (spregiudicato e colpevole) del “panico da pandemia” per consentire di superare ogni remora e buttarsi nel free spending, ci ha portato, a soli tre anni alla pandemia, in una situazione in cui tutto il Mondo parla di recessione e una buona parte del pubblico definisce la recessione “inevitabile”; e questo nonostante deficit del bilancio pubblico di dimensioni pazzesche

Come vedete, qualche cosa non va. proprio non funziona. E quello che scrive El Erian, ovvero che l’ottimismo potrebbe risolvere i problemi e portarci al soft landing è esattamente la ricetta che ci ha portato, oggi, a questa situazione di profondo squilibrio e fragilità economica.

Prima di chiudere con El Erian e passare ad altri temi, vogliamo però mettere alla vostra attenzione che il secondo passaggio evidenziato da noi nell’articolo, e precisamente questo:

Dovremmo fare del nostro meglio per moderare l'attrazione delle confortanti narrazioni sulla convergenza. Se non lo facessimo, non solo allenteremmo prematuramente gli sforzi necessari per superare le restanti sfide a breve termine. Ci lascerebbe anche in una posizione ancora peggiore per gestire i problemi secolari e strutturali che si pongono alla nostra generazione e a quelle dei nostri figli e nipoti.

Ecco: questo passaggio trova noi di Recce’ del tutto d’accordo con El Erian.

Noi vi suggeriamo in particolare di tenere a mente che

  • altri sforzi saranno necessari, ed inevitabili

  • esistono problemi secolari e strutturali

  • la Nuova Era durerà decenni e le ricadute andranno ad interessare i figli ed i nipoti della attuale generazione di investitori.

E adesso, completato per voi l’esame di un importate articolo, indispensabile per inquadrare l’attualità all’interno di una prospettiva più generale, ritorniamo all’attualità del luglio ed agosto 2023, realtà della quale in molti si ritrovano a commentare: non ci stiamo capendo nulla.

La domanda conclusiva di questo Post in tre parti non può che essere questa:

gli argomenti esposti in modo chiarissimo qui sopra possono essere sufficienti a spiegare l’attualità?

La risposta è: NO.

Ed ecco il perché il termine

“madness”,

ovvero follia, viene utilizzato con frequenza e insistenza senza precedenti, e da tutti, nell’estate 2023.

Perché i numeri della tabella che segue NON possono essere spiegati da ciò che avete letto da El Erian

Non possono certo essere spiegati da quanto è stato scritto in settimana da Mike Wilson di Morgan Stanley: lo potete leggere nell’immagine seguente..

Come tanti, anche Wilson ha scritto di “una spesa pubblica che fornisce ancora un forte impulso positivo (che vedete in una delle immagini più sotto), una situazione di liquidità abbondante (alla Sezione Operatività del nostro The Morning Brief ogni mattina abbiamo analizzato le “financial conditions” in esclusiva per i Clienti di Recce’d) e (ovviamente) il solito “ottimismo”.

Ma non basta. E non lo diciamo noi: lo dice lo stesso mercato internazionale: il mercato finanziario internazionale non è solo la Borsa di New York (la quale non è neppure la parte che guida, ma viene trascinata.

Fatevi spiegate l’immagine qui sotto: ma da qualcuno che ne sia in grado.

Abnormi contraddizioni come questa sono la più concreta espressione della follia del momento.

Esprimono un disagio, un’ansia, uno squilibrio, un momentaneo vuoto della ragione. Un vero e proprio crash, anche se ancora voi non riuscite a vederlo.

Le ragioni, le abbiamo chiarite nel Post datato 31 luglio che precede questo, anche utilizzando il grafico che vedete qui sotto.

Come abbiamo scritto il 3 giugno, proprio nel Blog, la politica ha fatto una scelta.

E’ stata scelta con decisione la strada del “fare finta di non capire e non vedere”, come altre volte nel passato recente.

Di tollerare, di continuare a sperare, facendo finta di nulla, e di spargere “ottimismo”. Abbiamo scritto, il 3 giugno, che il risultato di questa scelta è che rimane un solo scenario possibile, e stiamo tutti andando verso questo esito con massima velocità.

Il solo scenario possibile metterà in massima evidenza la differenza tra la ricchezza “soltanto sulla carta” e la vera ricchezza”: lo avevamo già chiarito sette giorni prima.

Come vi avevamo anticipato già il 24 giugno, ci aspetta un’estate calda (caldissima) e poi un inverno freddo (freddissimo).

Come invece abbiamo scritto in data 10 giugno scorso, il “punto di svolta” è stato ampiamente superato: ormai, siamo già tutti dentro quello scenario che noi anticipammo il 3 giugno.

Anche questo, ce lo dicono i dati.

I due dati per l’inflazione qui sopra si riferiscono agli Stati Uniti, e sono i dati pubblicati in luglio per il mese di giugno. Non raccontano la medesima storia: eppure, sono due dati entrambi riferito al giugno 2023. ma la storia, deve essere una sola. Uno dei due dati, quindi, NON è da prendere in considerazione quando si tratta di fare scelte di investimento e cambiare il portafoglio.

Quale dei due dati?

Seguiteci, ve lo diremo tra dieci giorni

In agosto, verso la metà del mese, saranno pubblicati i dati per il mese di luglio.

E saranno, vi anticipiamo, dati di grande interesse, specie quelli per la parte “core”.

Nel frattempo, ovviamente, i media, la stampa e la TV suonano la marcetta, quella che si suona alle feste di paese, per rallegrare i paesani e distrarli dalle fatiche quotidiane.

Media e Tv spiegano che i sogni non sono solo sogni, i sogni poi si avverano: “la grande inflazione è finita”, nessuno ha sofferto, non c’è stata recessione, non c’è stata disoccupazione, nessuno stress, e siamo tutti più ricchi. E la luna è fatta di buonissimo formaggio svizzero.

Non è la prima volta: regolarmente, ogni tre mesi, da ormai due anni, siamo tutti costretti a leggere che “l’inflazione è finita” e il debito non conta, il deficit non conta, gli interessi non contano, e i prezzi al supermercato poi scenderanno, e anche la benzina alla pompa.

Si chiama panna, la panna che viene montata e poi guarnisce la torta.

Fino ad un anno fa, media, Tv e banche di investimento aggiungevano come ciliegina sulla torta che “saremo al 25 entro fine anno”, ma quella parte della storia adesso hanno deciso di eliminarla.

Dopo due anni, suonava in effetti un po’ cretina: che è ciò che emerge dalla lettura del grafico che segue. La panna della torta è diventata acida, con il passare dei mesi.

Ma non fa niente, perché come slogan di vendita a noi rimane il “soft landing”.

Tutti i promotori finanziari, tutti i private bankers, tutti i wealth managers, tutti i financial advisors hanno già speso questa favoletta che si chiama “soft landing” almeno una decina di volte con i loro Clienti.

“Fateli pensare a qualche cosa di bello, solare, rassicurante”

dicono le Direzioni Marketing alla truppa di vendita.

E non importa, la storia non sta in piedi: tanto, la gente è disperata, e crederebbe a qualsiasi cosa.

Ma allora, se la massa è manipolabile, e se domina la disperazione, e per conseguenza domina la follia, come va gestito il portafoglio titoli?

Esiste un modo solo?

E’ indispensabile correre dietro alla follia?

Proprio per nulla.

Ad esempio, per noi di Recce’d, la follia dei mercati … è un divertimento, un piacere, una opportunità da cogliere, per generare in futuro nuovi e più grandi guadagni per i nostri Clienti.

E qui arriviamo alla gestione dei portafogli modello in queste settimane.

Noi NON spiegheremo in questo Post il cosa, come quanto, quando e con chi in questo Blog.

Comprensibilmente noi riserviamo questo prezioso lavoro a chi sceglie di procedere insieme a noi, di dare credito al nostro metodo di lavoro, di supportare anche attraverso i frequenti confronti il nostro sforzo quotidiano, e a chi sceglie di sfruttare il solido ancoraggio che la nostra strategia di investimento offre, attraverso i nostri portafogli modello bastati sul nostro modello proprietario di allocazione.

A chi non è Cliente ma ci segue e legge il nostro sito, diamo gratuitamente alcuni spunti di riflessione, alcuni dati selezionati, alcuni spunti di analisi, ed inoltre due pratiche ed utili indicazioni.

Prima indicazione: ogni vostra riflessione, ragionamento e decisione deve partire dai dati, e tra questi dati vi suggeriamo di dare importanza al grafico che segue.

Nel riquadro giallo, in basso a sinistra, il rendimento di azioni ed obbligazioni nel 2022, ovvero lo scorso anno.

Non era mai successo prima.

Ora: toglietevi dalla testa quella fantasia che tutto ritornerà come prima. Il grafico qui sopra (ed il buon senso) vi dice che è impossibile. Oggi, le cose non funzionano più come prima del 2022, sia sui mercati finanziari, sia nel sistema dell’economia reale.

Una seconda indicazione ve la regaliamo con un secondo dato, di estrema utilità nelle scelte di investimento, per la gestione del vostro portafoglio nel luglio 2023.

Osservate con attenzione il grafico qui sotto: si parla di premio al rischio delle azioni. Recce’d NON attribuisce rilevanza pratica a questo concetto, per le scelte di investimento, ma la massa degli investitori lo fa e noi quindi lo seguiamo con attenzione quotidiana.

La massa degli investitori è stata convinta che nel medio termine le azioni rendono sempre più delle obbligazioni.

Nel grafico, vedete che oggi questo “maggiore rendimento” risulta invece NEGATIVO: sulla base dei dati oggi disponibili, si prevede che le azioni renderanno il 7% MENO delle obbligazioni.

Ed anche qui, come già nel grafico precedente, ci troviamo ad un punto estremo dell’intera storia dei mercati finanziari (lo vedete grazie al grafico sotto).

Le due pratiche e concrete indicazioni, che Recce’d vi ha offerto con i due grafici qui sopra, possono essere sufficienti per salvare voi, ed i vostri risparmi, dalla fase di follia dei mercati, e dalle sue future, gravi, conseguenze.

Ricordiamo ai nostri lettori in che tipo di contesto economico-politico ci troviamo oggi, ripresentando un grafico che tutti avete già visto.

Come vedete, anche in quel periodo storico ci fu la fase “di soft landing”. E più di una.

E come vedete, anche in quel periodo ci furono momenti nei quali la liquidità era abbondante e la spesa pubblica agiva in modo espansivo.

Le conseguenze, poi, furono quelle che vedete nel grafico, e che oggi si possono facilmente immaginare per il nostro futuro. Anche senza necessità di essere economisti di professione.

Chiudiamo questo lungo Post (che abbiamo per questo pubblicato in tre parti) con un articolo che è stato firmato dal Comitato Editoriale del Financial Times.

Il Comitato Editoriale, in ogni giornale (o altro media) esprime la linea del quotidiano stesso, sui temi di maggiore importanza per il giornale.

L’articolo che abbiamo tradotto qui per voi NON dice cose uniche, eccezionali o sorprendenti: dice però molte cose di buon senso.

Ed il buon senso è il bene più raro e prezioso, in tutte le fasi nelle quali si diffonde il virus della follia tra gli umani.

Come è questa calda estate 2023 sui mercati finanziari.

L’articolo fu pubblicato otto giorni fa, prima delle riunioni di Federal Reserve e BCE. resta della massima attualità anche oggi.

Financial Times. Il comitato editoriale 23 luglio 2023

La Federal Reserve statunitense potrebbe sentirsi un po' compiaciuta questa settimana, quando il suo comitato per la fissazione dei tassi di interesse si riunirà per l'ultima volta prima della pausa estiva. L'inflazione annuale in America è rallentata ad appena il 3% a giugno, il minimo da marzo 2021. È scesa al di sotto anche del Giappone, tradizionalmente in crisi d'inflazione, dove la crescita dei prezzi ha raggiunto il 3,3%. Il dato forse più impressionante è che la disoccupazione è aumentata appena e le probabilità di recessione sono in calo, nonostante l'aggressivo aumento dei tassi della Fed di 500 punti base negli ultimi 18 mesi. Il presidente Jay Powell può davvero portare a termine una "disinflazione immacolata" dell'economia statunitense?

Se ci riuscisse, sarebbe uno dei capi della Fed di maggior successo. Persino il lodato Paul Volcker, che notoriamente spinse i tassi di interesse al 19% all'inizio degli anni '80, finì per spingere la disoccupazione statunitense ai massimi dalla Grande Depressione. Goldman Sachs vede ora solo il 20% di possibilità di recessione negli Stati Uniti per il prossimo anno. L'attività economica è resistente. Questo mese il sentimento dei consumatori ha raggiunto un massimo quasi biennale. Anche i mercati sono fiduciosi. Un'ampia gamma di titoli statunitensi, non solo le aziende tecnologiche, ha registrato un'impennata. Ma un "atterraggio morbido" - quando l'inflazione si riduce senza innescare una flessione significativa - è tutt'altro che garantito.

Per cominciare, i tassi d'interesse potrebbero ancora dover salire. Gli investitori si aspettano un aumento di 25 pb questa settimana. Il "dot plot" delle proiezioni sui tassi dei membri del comitato della Fed ne prevede un altro quest'anno. Il calo dell'inflazione del mese scorso, ai minimi di due anni, è stato in gran parte attribuito al calo dei prezzi dell'energia, e l'inflazione di fondo rimane oltre il doppio dell'obiettivo del 2%. Schiacciare ulteriormente la domanda per far scendere la pressione sui prezzi comporterebbe una maggiore perdita di posti di lavoro. I posti vacanti sono diminuiti, ma il mercato del lavoro appare ancora forte con una robusta crescita dei salari. La Fed potrebbe trovarsi di fronte a un difficile compromesso tra il suo duplice mandato di massima occupazione e stabilità dei prezzi all'avvicinarsi dell'obiettivo. Secondo la Banca dei Regolamenti Internazionali, infatti, l'"ultimo miglio" del processo di disinflazione potrebbe rivelarsi il più difficile.

Inoltre, non è chiaro quanto velocemente i precedenti aumenti dei tassi della Fed si siano già trasmessi all'economia reale e continueranno a farlo. Un recente documento della Fed di Kansas City afferma che il picco di decelerazione dell'inflazione potrebbe verificarsi un anno dopo l'inasprimento, ma aggiunge che esiste un'elevata incertezza intorno a questa stima. In ogni caso, la maggior parte degli economisti concorda sul fatto che una parte significativa dell'aumento dei tassi deve ancora essere percepita. Questo potrebbe trascinare la crescita più di quanto attualmente previsto. Le idiosincrasie post-pandemia contribuiscono in parte a spiegare la peculiare tripletta di tassi elevati, inflazione in calo e disoccupazione limitata.

La creazione di risparmio e il sostegno fiscale hanno sostenuto la domanda, mentre lo spostamento della spesa dai beni durevoli ai servizi ha attenuato alcune tensioni sui prezzi. Uno scenario immacolato di disinflazione dipenderà dal modo in cui questi fattori si manifesteranno.

L'ottimismo da atterraggio morbido non è un fenomeno esclusivamente statunitense.

Alcuni mercati emergenti che hanno aumentato i tassi d'interesse prima delle economie avanzate sono già riusciti a ridurre l'inflazione senza danneggiare eccessivamente la produzione.

Anche i mercati europei sono sempre più fiduciosi. Il mese scorso l'inflazione nell'eurozona e nel Regno Unito ha fatto un notevole passo indietro e le loro economie stanno mostrando una certa resistenza.

Ma vale la pena ricordare che in questo clima di incertezza, il pendolo tra scenari di atterraggio morbido e duro ha oscillato spesso.

Infatti, se da un lato è indubbiamente positivo che l'inflazione negli Stati Uniti e nel resto del mondo stia scendendo, dall'altro questo ciclo dei tassi d'interesse post-pandemico è abbastanza strano da far riflettere gli investitori che puntano su un atterraggio morbido.

Valter Buffo
Trending oggi su Twitter: la follia (parte 2)
 

Come abbiamo scritto in questo Blog, nella prima parte del Post che proseguiamo oggi, in data 22 luglio scorso, la parola che si ascolta più spesso, e che si legge più spesso, quando ci si occupa di mercati finanziari è

madness.

In italiano: follia.

Recce’d quindi, con la tempestività che tutti ci riconoscete, si concentra proprio su questo: la follia tra gli operatori di mercato, e le implicazioni per la gestione nel proprio portafoglio titoli.

Ovvero: come noi gestiamo i portafogli modello nelle fasi di mercato che tutti chiamano

madness.

Pur avendo, collettivamente ed anche individualmente, una vasta e profonda esperienza di mercati finanziari, noi di Recce’d non abbiamo memoria di una situazione simile a questa.

Neppure durante gli episodi, spesso citati anche dai media, del 1999-2003 e poi del 2007-2009.

In una sola occasione, noi ricordiamo di avere letto, con così tanta frequenza, il termine

madness

nei commenti ai mercati finanziari: ed è una recentissima occasione, ovvero

il 2021.

Ecco un esempio qualificato della “follia” che domina da alcune settimane.

Perché il termine

“madness”,

ovvero follia, viene utilizzato con frequenza e insistenza senza precedenti, e da tutti, nell’estate 2023?

Non è affatto difficile da spiegare: ci sono tanti, troppi, fatti concreti che possono dimostrare che sui mercati finanziari la follia ha preso il sopravvento.

Vi dimostriamo (senza difficoltà) che l’euforia che tutti osservate sui mercati NON è legata d un miglioramento generale delle condizioni dell’economia: l’euforia è fondata … su altra euforia, si tratta di un girotondo, come avevamo già scritto nella prima parte di questo Post.

Non esiste alcun miglioramento: i prezzi dei titoli sono saliti per una folle rincorsa, e questo si vede nei dati. Oggi i prezzi delle azioni a New York sono cari quanto mai sono stati in passato, con l’eccezione del 2021.

Leggete con attenzione i dati del grafico che segue.

Leggete nel grafico che tutte le misure di valutazione della Borsa di New York, in questo momento, sono nel “top 10%”: ovvero, solo nel 5-10% i prezzi delle azioni a New York sono stati più cari di oggi.

Datevi una spiegazione. pensateci, rifletteteci e fatevi magari aiutare.

Ma soprattutto: mettete ciò che avete appena letto a confronto con un fatto: negli ultimi mesi, il costo del denaro negli Stati Uniti è salito dallo ZERO al 5%.

Questa considerazione (e le altre che vorrete fare) va poi calata nei dati della tabella che trovate sotto.

Una volta che avrete raggiunto le vostre conclusioni, solo allora potrete tornare a leggere i dati del vostro portafoglio titoli, a valutarne la composizione alla luce delle vostre aspettative, ed a decidere che cosa fare dei vostri risparmi, domani, dopodomani, o magari tra un mese o due.

Uno stato di euforia come questo sfocia giustamente nella follia collettiva, nella isteria collettiva.

Isteria collettiva dalla quale, come sempre, Recce’d vi aiuta a proteggere il vostro denaro.

Così che nessuno, in futuro, venga più da noi a dirci frasi come

ah … certo che se vi avessi dato ascolto prima

Se non riuscite a capire come facciano fenomeni di massa così profondi e diffusi a ripetersi nel tempo (ed anche solo a distanza di due anni), Recce’d può aiutavi con un semplicissimo grafico

Negli Stati Uniti, come vedete nella parte alta, lo Stato nel corso del 2023 ha accumulato un deficit di bilancio superiore a quello di ogni altro anni, con l’esclusione degli anni 2020 e 2021 (seguite la linea di colore blu acceso).

Lo Stato fa spese pazze: e quindi anche gli investitori sono invitati a fare i pazzi.

In Europa, ed anche in Italia, la situazione in buona sostanza è la medesima: gli Stati spingono sull’acceleratore della spesa in deficit, e fanno aumentare i loro debiti, senza che il pubblico comprenda la gravità di questo fatto, e con il tacito benestare delle Banche Centrali.

Banche Centrali che hanno aumentato il costo del denaro, ma NON hanno ridotto le dimensioni dei loro attivi di bilancio (liquidando i Titoli di Stato) e non hanno imposti i tagli dei deficit statali abnormi che sono stati giustificati grazie al “miracolo della pandemia” (un miracolo per loro, i grandi debitori: non per noi, investitori grandi e piccoli nel Mondo).

E qui arriviamo alla storia del “soft landing”.

La storia del “soft landing” è una invenzione, quanto e più della “inflazione transitoria”.

Si tratta di una storia debole, che fa acqua da tutte le parti.

Ma si tratta anche della sola storia che può mantenere in piedi questo sgangherato carrozzone. Sempre che si riesca a venderla ai (poveri) investitori, la vittima designata del raggiro.

Ed allora, tutti al lavoro: banche internazionali di investimento, media della carta stampata e della TV, e naturalmente il feroce battagliano dei promotori finanziari che vendono al pubblico le GPM, i Fondi Comuni, le Polizze Vita e UCITS, i certificati.

Come dicevamo, questa storia del “soft landing” era stata già in passato utilizzata per vendere titoli al pubblico: noi di Recce’d la ricordiamo bene, sia nel 1989, sia nel 2000, sia nel 2007, sia nel 2021.

Ne ha scritto lo scorso weekend anche il New York Times, e noi ritorneremo probabilmente proprio su questo recente articolo qui nel Blog (sempre che ce ne rimanga il tempo, e l’energia)

I più recenti dati per l’inflazione sono stati accolti con il massimo clamore possibile, dai media, dalle banche di investimento e da tutte le Reti di promotori finanziari.

Nessuno di questi soggetti ha il rigore professionale, né la competenza, né la dovuta attenzione agli interessi degli investitori, che è necessaria per mettere proprio questi ultimi dati nella giusta prospettiva.

Recce’d lo ha fatto ogni mattina, in queste settimane, riservando ai propri Clienti un lavoro eccezionale ed estremamente accurato: l’immagine qui sotto ne è la sintesi estrema.

Al contrario dei dati per l’inflazione, le Reti di vendita, i media e le banche di investimento si sono affrettate a cancellare dalla vista del pubblico ogni possibile elemento che richiamasse l’attenzione degli investitori verso le contraddizioni (molto evidenti) che contraddistinguono questa fase di “follia dei mercati”.

I particolare, si nota l’assenza di ogni commento in merito alla curva dei rendimento: segnale forte, in passato molto significativo.

Segnale a cui tutti quelli che spingono l’azionario (per ragioni di interesse personale, ovvero di guadagno a spese degli investitori finali, che vanno spinti dentro la “tonnara”) ovviamente contrappongono l’argomento che questa volta è diverso. Ecco un esempio nell’immagine che segue.

Il tema del deficit dello Stato, già toccato poco più in alto, viene anch’esso nascosto da tutti al pubblico degli investitori.

la maggiora parte dei quali, a tutto oggi, NON si rende conto del fatto che negli Stati Uniti si registra un tasso di disoccupazione ai minimi di sempre ed un deficit dello Stato vicino ai massimi di sempre. Non era mai successo prima.

Tutta questa situazione si va poi a sfogare nelle valutazioni estreme che avete letto poco più in alto per i valori di Borsa, ed in generale sui mercati finanziari.

Ecco come si spiega, in modo molto semplice, la fase di

madness.

Come abbiamo scritto già il 3 giugno, proprio nel Blog, si tratta di una scelta politica.

E’ stata scelta con decisione la strada del “fare finta di non capire e non vedere”, come altre volte nel passato recente. Di tollerare, di continuare a sperare, e di spargere “ottimismo”.

Abbiamo scritto, il 3 giugno, che proprio a causa di questa scelta politica oggi tutti gli investitori (che non siano decisamente distratti, malissimo informati … oppure un po’ semplicioni) si trovano davanti un solo scenario possibile, e stiamo tutti andando verso questo esito con massima velocità.

Il solo scenario possibile metterà in massima evidenza la differenza tra la ricchezza “soltanto sulla carta” e la vera ricchezza”: lo avevamo già chiarito sette giorni prima.

Come vi avevamo anticipato già il 24 giugno, ci aspetta un’estate calda (caldissima) e poi un inverno freddo (freddissimo).

Come invece abbiamo scritto in data 10 giugno scorso, il “punto di svolta” è stato ampiamente superato: ormai, siamo già tutti dentro quello scenario che noi anticipammo il 3 giugno.

Per ragione di tempo, di spazio, e di scarsa energia, ci siamo decisi a pubblicare oggi questa seconda parte del lavoro, affidando poi le nostre conclusioni di questo ampio lavoro ad una

terza parte

che pubblicheremo poi tra qualche giorno.

Ripartendo dal grafico che chiude questo Post.

Valter Buffo