Ma che fine hanno fatto? (parte 3)

Dove sono finiti, quelli che avrebbero dovuto spiegarvi quali sono le conseguenze della fine del QE? Oppure, per caso, vi dicevano che non sarebbe cambiato nulla?

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Dove sono finiti, quelli che vi raccontavano che l’economia globale era entrata in una (probabilmente lunga) fase di aumento del ritmo di crescita economica? Vi hanno aggiornati, tra settembre ed ottobre, sul come sta cambiando la situazione?

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Ma soprattutto: quelli che vi spiegavano di scommettere ad occhi chiusi sulle Borse, perché per molti anni il tasso di crescita degli utili sarebbe stato superiore alla media storica, adesso vengono da voi a spiegarvi perché sui mercati ci sono molti dubbi?

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Un suggerimento pratico: verificate se il vostro Private Banker vi ha già informati sulle revisioni al ribasso che sono in corso per quello che riguarda gli utili delle Società quotate. Nel grafico sotto, i dati aggiornati per gli Stati Uniti.

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Un secondo suggerimento pratico: se non vi hanno ancora spiegato l’importanza del cambio dello yuan cinese per le prossime settimane e mesi, meglio chiedere notizie in proposito (nella parte in basso del grafico sotto).

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Mercati oggiValter Buffo
Ma che fine hanno fatto? (parte 2)
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Se volete fare una cosa utile per i vostri interessi, per le vostre performances, e per i vostri portafogli, andate a rileggere che cosa dicevano, solo TRE mesi fa, sul tema delle banche italiane le ricerche della vostra Rete di Private Banking.

In aggiunta, fate bene attenzione ad una cosa: oggi, nessuno ne scrive più. Non è che vi spiegano il -35%. No. Non ne parlano più, e basta.

Poi, vi diamo anche un secondo suggerimento: andate a rileggere il commento della vostra Rete di Private Banking al nuovo Governo giallo-verde nel primo semestre 2018.

Rileggete quelle frasi rassicuranti e mielose. Dove si spiegava perché l’Italia non sarebbe mai andata allo scontro con Bruxelles. E che nei vostri portafogli non si stava correndo il minimo rischio.

Diciamolo: come analisti, questi signori valgono poco.

E gli interessi dei Clienti, li difendono male. pochissimi, ai loro Clienti, sono stati in grado di anticipare ciò che racconta il grafico qui sotto: ovvero che l’aumento dello spread questa volta ha aumentato, e non diminuito, la popolarità dei Partiti al Governo. Se non capisci questo dato, allora non hai capito nulla dell’Italia 2018.

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Mercati oggiValter Buffo
Ma che fine hanno fatto? (parte 1)

E’ stata una settimana movimentata, per i mercati finanziari globali.

La nostra analisi dei fatti più recenti la potete leggere … andando indietro nel tempo, ovvero ritornando indietro in questo stesso Blog a ciò che Recce’d scriveva uno, due, tre mesi fa.

Non ripeteremo, questa settimana, cose che nel Blog abbiamo già scritto. Questi sono momento nei quali, più che all’analisi, è necessario dedicarsi all’operatività sui portafogli.

Ci piace però sottolineare come, in pochi giorni se non in poche ore, siano del tutto spariti dalla circolazione tutti gli entusiasti. Tutti hanno dubbi, tutti si fanno domande: ma è un po’ tardi, adesso che la Borsa USA vale quanto valeva a giugno, e che la borsa in Europa vale quanto valeva al momento della Elezione di Donald J. Trump.

Ci piace anche riscontrare che si leggono, sempre più spesso, argomenti simili a quelli che sempre ispirano e guidano l’attività di gestione di portafoglio che Recce’d propone ai Clienti.

Ad esempio, come leggete qui sotto nell’immagine, Mohamed El Erian scriveva solo due giorni fa, che “mercati finanziari in salute devono essere sostenuti dai fondamentali, e non dalla liquidità della Federal Reserve”.

Ecco: questo è il punto a cui oggi si trovano i mercati finanziari globali.

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Mercati oggiValter Buffo
Italia di fine 2018 (4): quelli che hanno sempre ragione

Non vediamo alcune elemento di novità nella Lettera dalla UE: è tutto già calcolato … a parte il finale. Commenti come quello pubblicato dal Corriere della Sera nel weekend 6-7 ottobre (https://www.corriere.it/opinioni/18_ottobre_05/illusione-crescere-decreto-ab7fe5f2-c8d5-11e8-81ab-863c582a99f0.shtml?refresh_ce-cp  ) sono una collezione di affermazioni che prese ad una ad una sono condivisibili (anche se scontate), ma non ci aiutano a capire … come l’Italia sia arrivata dove si trova oggi. In altre parole: gli autori Alesina e Giavazzi dovrebbero, prima, spiegare perché l’azione dei governi “non-populisti” che rispettava il Patto di Stabilità europeo ha prodotto come reazione un Governo che apertamente lo contesta.

Forse, qualche cosa che non va benissimo c’è: e non sta nella Manovra Tria. Forse sta proprio in quel “circolo dorato” che va da Banca Intesa ad Unicredit, da ENEL ad ENI, da Telecom a Mediaset ed alla RAI, dal Corriere della Sera a Repubblica, ed anche perché no da Alesina a Giavazzi. Ovvero, in quello che a qualcuno piace chiamare “il sistema”: e che, se davvero fosse un sistema, è un sistema che da tempo non funziona e odora di stantio. Perché se oggi Alesina e Giavazzi hanno ragione a scrivere ciò che scrivono, allora significa che leggere le decine e decine di articoli a loro firma pubblicati dal Corriere della Sera negli ultimi anni è stata una perdita di tempo. Non si può avere sempre ragione, e continuare a dare lezioni, se la realtà poi ti sbatte in faccia che hai fallito nei tuoi intenti.

Tornando invece alla Finanziaria oggi in discussione, ripetiamo ancora una volta che come investitori non siamo a favore della “finanza pubblica allegra” (in Italia, e neppure negli Stati Uniti oppure in Giappone, e neppure, sia chiaro, quando viene favorita dalla BCE); al tempo stesso, la situazione attuale dell’Italia e dell’Europa ci suggerisce di valutare in modo flessibile gli avvenimenti, senza pregiudizi negativi oppure positivi, nell’interesse dei nostri Clienti.

Il commento più azzeccato, per tornare alla Legge Finanziaria 2019, a nostro giudizio lo scrive UBS il 4 ottobre scorso “Italy's budget deficit projections have been revised down twice in the past twenty-four hours. The unreliable deficit projection expressed as a % of an unreliable GDP projection is now an unreliable deficit projection, expressed as a lower % of an unreliable GDP projection"

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Le opportunità di fine 2018 (9): non ci vuole un genio

Le domande che i mercati finanziari di tutto il mondo si stanno facendo sono semplici. Talmente semplici, che non serve avere esperienza di finanza per rispondere.

Domanda che aiutano a capire, senza particolare difficoltà, quale è la grande trappola che è stata preparata per la grande parte degli investitori.

Domande che partono dagli Stati Uniti: perché è proprio dagli Stati Uniti che parte il problema.

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In questo mese di ottobre, i mercati si domandano:

  1. se è vero, che l’economia degli Stati Uniti è in uno stato di forma eccezionale (lo dice Trump, ma anche la Federal Reserve) allora perché oggi per comperare un euro servono ancora 1,1500 dollari USA, proprio come nel 2014?

  2. se è vero, che l’economia USA va così forte, con un PIL che cresce del 3% annuo e l’inflazione al 2,5% (due dati che sommati fanno il 5,5%) allora perché le obbligazioni del Tesoro rendono solo il 3%? Tutti quelli che hanno in mano i Titoli di Stato USA sono … degli idioti, che non si rendono conto che è facilissimo ottenere rendimenti più alti investendo altrove?

  3. e se invece non è vero, che l’economia USA è in una condizione eccezionale, allora che cosa ci fa la Borsa di New York ai suoi massimi di ogni tempo?

Da qui, poi, le migliaia e migliaia di pagine e di considerazioni su argomenti come la divergenza e la compiacenza. Parole che sembrano arrivare da Marte, che sembrano occuparsi di cose che non esistono, che non si vedono, che non si toccano.

Per settimane, e settimane: fino a che, poi, i rendimenti non salgono al 3,23%.

In quel momento, qualcuno inizia a domandarsi se tutto questo non sia poi … una grande fregatura. E se quello che ti consiglia di investire sui FAANG è veramente in grado di dare consulenza su argomenti come questi.

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Mercati oggiValter Buffo