Le opportunità di fine 2018 (8): basta davvero pochissimo

Basta poco: pochissimo, per fare cambiare del tutto l’umore degli investitori e degli operatori, su tutti i mercati del Mondo.

wk2_oct_2018_010.png

E basta pochissimo anche per spiegarlo. Poche parole.

Pensate: basta uno 0,17%, ovvero 17 punti base, di rialzo nel rendimento dei Titoli di Stato a 10 anni emessi dal Tesoro USA, e … non si trova più, in giro, neppure un ottimista. Un aggressivo. Uno che ti dica “scommettiamo tutto sui rialzi, tanto … non succederà mai nulla”.

Invece, le cose succedono. E come dicevamo sopra, bastano poche, pochissime parole per capire quello che sta succedendo oggi. Nel caso di Recce’d, poi, parole non ne servono: perché noi ne avevamo già parlato, e scritto. Ed oggi, non troviamo nulla da aggiungere.

wk2_oct_2018_002.png

Per risparmiare tempo, il nostro ma anche il vostro, ci affidiamo quindi ad una sintesi offerta stamattina da Bloomberg. Notate bene: non c’è alcuna novità, ma (come noi abbiamo scritto più e più volte) la massa si risveglia all’improvviso, senza il minimo preavviso, apre gli occhi e si rende conto della realtà in pochissimo tempo.

Leggiamo questo estratto da Bloomberg.

If there’s one thing the prophets agree on, it’s that the end will come in the bond market. Even for stocks. Prophesies of doom are everywhere. There’s billionaire investor Stan Druckenmiller, who says our “massive debt problem” will ignite a crisis. Oaktree Capital’s Howard Marks warns that public and private debt will be “ground zero when things next go wrong.” And Citadel’s Ken Griffin, who sees a binge ending badly.

Recce’d di questo vi ha informati, e messi sull’avviso, con un notevole (ed utile) anticipo. Forse TROPPO presto? Vedremo, i conti si fanno sempre alla fine.

“There are a lot of people waiting for the world to end because of this bond market,” said Brad McMillan, chief investment officer for Commonwealth Financial Network, which oversees $156 billion. “Low rates will keep going forever -- a lot of justification for high valuations is based on the assumption. That assumption is largely broken.”  To be sure, the biggest weekly decline in a month for the S&P 500 wasn’t that big -- just 1 percent. Which is testament to how hard it’s been to worry stock traders. If this episode is different, if it rises above past threats that couldn’t lay a glove on stocks -- trade wars, emerging economy implosions -- it’s because it has its root in something investors have trouble brushing aside: credit.

Any number of bond market hypotheticals are capable of terrifying stock bulls. They pertain to the startling amount of credit swirling around the U.S. economy -- and the possibility it will turn sour. The government’s budget deficit has swelled, contributing to the country’s debt load, now at $21.5 trillion. Meanwhile, corporate America has gone on a borrowing spree to take advantage of near-record low rates. Excluding financials, S&P 500 companies have more than doubled their borrowings to $5 trillion over the past decade, data compiled by Bloomberg show.

Quella che avete appena letto è una sintetica, ma efficace, descrizione di quella che noi definiamo la più grande trappola per gli investitori che si sia mai vista.

E ricordate che sui mercati finanziari i cambiamenti arrivano in modo improvviso, e senza alcun preavviso.

Should interest rates rise and growth slow, companies are bound to see to their financial soundness deteriorate. More than $1 trillion of investment grade corporate bonds could be cut in the next downgrade cycle, according to analysis this week by Morgan Stanley.  “Leverage is near all-time highs, and companies used tax reform proceeds for buybacks instead of paying down debt,” said Max Gokhman, head of asset allocation for Pacific Life Fund Advisors, which manages $40 billion. “More than triple the debt that came due in 2018 will be due each year from ’19-’21. If yields go up, there’s real concern about companies’ ability to reissue and keep their leverage.” The Merrill Lynch MOVE Index tracking Treasury volatility rose almost 20 percent this week, the biggest jump since 2015.

E osservate quanto spazio per un rialzo ulteriore della volatilità delle obbligazioni è rimasto: nel grafico sotto.

wk2_oct_2018_008.png
Mercati oggiValter Buffo
Le opportunità di fine 2018 (7): guadagnare dalle (folli) divergenze

I dati, li avete sotto gli occhi: magari non in evidenza, almeno sui quotidiani e in tv. Ma almeno noi di Recce’d ve li mettiamo tutti all’attenzione.

Dai dati, potete ricavare senza fatica dove stanno oggi le opportunità. Dal rientro delle situazioni di eccesso.

Il mercato, oggi sembra spaccato e diviso, come tra due diverse fazioni di ULTRAS da stadio.

wk1_oct_2018_020.png

Come leggete qui sopra, negli Stati Uniti e SOLO negli Stati Uniti gli investitori individuali, i piccoli investitori, vivono una fase di euforia che è il risultato di un male inteso “nazionalismo” di Donald J. Trump. Ed hanno quasi azzerato la componente di CASH sui loro conti titoli, per comperare azioni, senza neppure sapere con precisione perché, spinti anche da consulenti come Zacks e molti altri.

wk1_oct_2018_021.png

Le banche di investimento, che hanno spinto sull’acceleratore dell’euforia per tutto il 2017 e fino a gennaio 2018, adesso però hanno paura, e tutte insieme hanno messo la marcia indietro: il tema del giorno, tra gli operatori, è la “recessione 2020”, come discuteremo anche domani mattina su SoldiOnline.it.

Valter Buffo
Le opportunità di fine 2018 (6): sapere riconoscere ciò che è davvero importante

Negli ultimi venticinque anni, per noi investitori, il panorama è cambiato in modo profondo e radicale.

Sono arrivate prima le banche di investimento internazionali, negli Anni Novanta, e sempre alla fine degli Anni Novanta il portafoglio dei Clienti investitori è stato spinto, a tutta forza, verso i prodotti finanziari, ed in particolare verso i Fondi Comuni di investimento. L’attenzione dei media, dai quotidiani alle tv, è diventato sempre più ossessiva, e non passa giorno senza leggere una notizia di finanza in prima pagina (a volte, anche se sotto la notizia NON ci sono fatti concreti). Infine la politica: i politici hanno imparato a usare i mercati finanziari, ognuno per il loro tornaconto.

In mezzo a tutto questo, c’è il … povero investitore finale, schiacciato tra spinte contrapposte, spinte fortissime: dei commerciali, ovvero dei venditori di Fondi Comuni (qualcosa di cui presto faremo tutti a meno, senza soffrire), della stampa che strilla, dei politici che vogliono farvi vedere qualche cosa che non esiste e non è mai esistito e delle banche di investimento che vi vendono un futuro bellissimo … ma utile soltanto per vendere.

L’investitore finale rischia, per questa ragione, di capire poco o nulla di ciò che succede sui mercati, e quindi di ciò che bisogna aspettarsi in termini di rendimento e rischio dai propri investimenti.

Abbiamo già in passato offerto esempi concreti, a questo proposito. Oggi, ne aggiungiamo un altro, concreto ed importante.

A qualche giorno di distanza, la riunione di mercoledì scorso della Federal Reserve acquista sempre maggiore importanza. E’ stata sicuramente la più importante dell’anno, e forse anche oltre.

Vi segnaliamo, qui, che le parole di maggiore peso, le parole più importanti pronunciate da Powell in conferenza stampa voi NON le avete lette. E non le avete lette, perché NESSUNO le ha riportate. Come se non fossero importanti. Noi oggi ve le riportiamo: lasciamo poi a voi di giudicare.

Noi, mano a mano che le vedevamo arrivare sullo schermo, siamo stati via via sempre più colpiti: perché Powell ha detto cose molto chiare e molto forti.

wk1_oct_2018_007.png

In primo luogo, ci ha colpito il fatto che la Federal Reserve la vede in modo molto, ma molto, diverso da come Trump ci racconta il futuro: “siamo su una traiettoria fiscale che non è sostenibile, e lo sanno tutti”, dice Powell, e sembra quasi di sentire parlare dell’Italia. E proprio nei medesimi minuti, Trump sceglie di mettere in giro la voce di una seconda manovra di taglio alle tasse (in blu qui sopra): sarà solo una coincidenza?

wk1_oct_2018_010.png

Come leggete, la Federal Reserve la vede in modo molto diverso da Trump: leggete quali sono le previsioni della Fed per la crescita del PIL nei prossimi anni. Ci vedete forse il boom economico? Ma c’è anche molto altro, nelle parole di Powell

wk1_oct_2018_008.png
wk1_oct_2018_011.png

Leggete che cosa dice Powell dei mercati finanziari, con parole molto chiare. E notate la singolare coincidenza, tra le parole di Powell sui mercati e le previsioni di Dalio, il più grande gestore di Fondi Hedge del Pianeta.

wk1_oct_2018_012.png
wk1_oct_2018_013.png
wk1_oct_2018_014.png

Le ultime frasi che vi proponiamo di rileggere (e di valutare con grande attenzione) riguardano tre temi 1) le politiche di Trump in materia di tariffe e tagli alle tasse (“noi SPERIAMO che abbiano un effetto significativo” ma NON lo sappiamo); poi 2) le condizioni finanziarie ovvero le famose financial conditions; e 3) il futuro dei tassi ufficiali di interesse ed il tasso “naturale” di interesse.

Per i temi 2) e 3) ci saranno a breve nostri futuri approfondimenti di strategia: ma tutti e tre i temi meritano fin da subito tutta la vostra attenzione per ciò che riguarda la gestione degli investimenti.

Mercati oggiValter Buffo
Italia di fine 2018 (3): lezione per le gestioni del portafoglio
wk1_oct_2018_003.png

La cosa più utile tra quelle che noi investitori possiamo ricavare dalla vicenda della Legge Finanziaria in Italia, è semplice da riassumere. Basta guardare il grafico qui sopra.

I partiti oggi al Governo, prima e dopo le Elezioni, annunciavano misure molto più drastiche di quelle che poi vediamo, oggi, tradotte nella Legge di Bilancio. Ricordate? “Sfonderemo il tetto del 3%”.

E già allora, non mancarono appelli, allarmi, annunci di disastro da parte dei commentatori politici ed economici.

Ma i mercati, niente. Nulla, nessuna reazione fino a maggio: “Draghi garantisce”, “Non ci sono problemi”, “Lo scenario premia i Paesi Periferici”, “La caccia ai rendimenti premia i BTp”. Questi erano fino al mese di maggio i messaggi delle banche di investimento, e soprattutto le Reti dei promotori finanziari.

wk1_oct_2018_002.png

In quanti, ancora in settembre, spingevano le azioni delle banche italiane, che poi hanno perso il 10% in due sole sedute tra giovedì e venerdì?

Insomma, le solite parole rassicuranti, per tenervi sempre tutti investiti. E anche oggi, in quanti dicono di “non perdere la calma” perché “non è ancora successo nulla”?

Oggi sui mercati finanziari, da un giorno all’altro ci si sveglia: sempre tutti insieme, nel medesimo momento. Il rischio? O non esiste del tutto, oppure arriva tutto in un solo giorno. Così oggi funzionano i vostri mercati ed i vostri investimenti.

Chiediamoci, e chiedetevi: cosa succederà, quando tutti si sveglieranno a proposito della Borsa di New York?

Mercati oggiValter Buffo
Italia di fine 2018 (2): ma chi se ne importa?

Come sempre, il lavoro di Recce’d, in particolare a favore dei propri Clienti, è anche quello di metterli al riparo dalle distorsioni informative, dalle letture semplificate o peggio distorte dell’attualità.

Il caso della crisi italiana è un esempio forte e concreto.

Le banche di investimento internazionali, da un lato, e le Reti che vendono Fondi Comuni, dall’altro, scrivono pagine a migliaia sull’Italia, in questi giorni. Che poi i quotidiani riprendono, e le televisioni a loro volta rilanciano.

E così, l’investitore si convince che l’Italia sia la Madre di ogni instabilità finanziaria.

Il suggerimento di Recce’d è questo: domandatevi se chi vi propone questa lettura delle cose è semplicemente disinformato, oppure è proprio poco intelligente, oppure se lo fa apposta per ingannarvi.

I dati, per fortuna, sono dati. Non c’è interpretazione che tenga. per noi investitori, ora e qui, i dati sono il solo ed unico appiglio solido.

Come è possibile fare tutto questo chiasso sul deficit in Italia al 2,4%, quando è facilissimo, semplicissimo, banalissimo verificare i dati del grafico qui in basso? Che si riferiscono a Stati Uniti e Giappone? (la scala è quella a destra, ed attenzione che i numeri sono NEGATIVI).

Chi è così tanto ottuso da pensare che l’Italia meritare più attenzione ed enfasi di Stati Uniti e Giappone per il futuro dei mercati finanziari ed in generale delle economie? E perché (per ora) nessuno vi parla e vi spiega a proposito della situazione di Stati Uniti e Giappone?

wk1_oct_2018_016.png

E se qualche … fenomeno facesse notare che il problema è il debito accumulato, e non il deficit, potete immediatamente rispondere citando i dati per il debito pubblico negli Stati Uniti ed in Giappone. Andate a cercarli sul Web: è facilissimo.

Il messaggio è questo: se davvero tenere ai vostri soldi e se volte essere consapevoli delle scelte che fate, non andate dietro al “tema del giorno” che trovate sui giornali oppure in tv. Fatevi aiutare da qualcuno più responsabile e competente.

Mercati oggiValter Buffo