Dove la CONSOB si sbaglia (parte 3)

Proprio non ci piacciono i risultati del sondaggio Gfk Eurisko commissionato da CONSOB: non ci piacciono perché a nostro giudizio consolidano una visione falsa della realtà nel settore del risparmio in Italia. Settore in cui è vero che la cultura manca: ma se manca tra i risparmiatori manca ancora di più, ed a maggiore ragione, tra gli operatori del settore.

Dei conflitti di interesse che a tutto oggi mantengono in vita grandi e piccole realtà della distribuzione (Reti non bancarie e parte delle Reti bancarie) con la vendita dei famigerati "prodotti finanziari", Recce'd ha già scritto in cento occasioni, riprendendo anche spunti dalla stampa e dai mezzi di informazione, ed in rare occasioni anche della stessa CONSOB.

Il Porto delle Nebbie oggi sono le SGR: le società che dovrebbero (ma non è così, nella realtà) detenere una specie di "monopolio regolamentare" su GPM e Fondi Comuni di Investimento. E' noto a tutti, operatori ma anche nel pubblico dei Clienti, che non esiste una vigilanza di merito. I controlli di Banca d'Italia e CONSOB guardano al rispetto delle forme, poi nel merito delle scelte la libertà è pressoché assoluta.

L'esempio classico è il famoso Comitato di Investimenti: chiunque, anche un neolaureato privo di esperienza, è in grado di imbrattare tre pagine con qualche grafico e poi scrivere che "la Borsa sale". Il classico lavoro che "puoi affidare ... a tuo cognato". Il Comitato a quel punto è verbalizzato, e nessuno dall'esterno andrà mai ad esaminare come sono maturate quelle risoluzioni.

La SGR passa quindi alla fase di implementazione: che in alcuni casi partirà con la domanda "Quali sono i prodotti a più alto margine che possiamo mettere nei portafogli dei Clienti? Italiani, europei e magari svizzeri?". E da quel punto in poi, libertà pressoché assoluta.

Oggi sulla stampa internazionale leggiamo una notizia che riguarda la Banca Barclays, la Banca globale più grande tra quelle basate nel Regno Unito, che ha naturalmente anche lei una sua SGR (rendono così tanto che non è possibile rinunciarvi ..). Proprio a questa SGR fa riferimento una recente sentenza della CONSOB inglese, la FCA:

A former chief operating officer of Barclays Wealth and Investment Management should be banned from any senior management roles at financial companies because he failed to carry out his job with integrity, the U.K. Financial Conduct Authority said. Andrew Tinney is accused of concealing an external report that criticized senior management in the unit who "pursued a course of revenue at all costs and had a culture that was high risk and actively hostile to compliance," the FCA said in its decision published Wednesday.

Crediamo sia chiarissimo il significato della frase: "pursued a course of revenue at all costs and had a culture that was high risk and actively hostile to compliance," . Se succede in Barclays, figuartevi cosa succede nelle SGR di medie e piccole dimensioni.

Sul piano personale, abbiamo osservato in decine di occasioni atteggiamenti come questi, a partire dal 1986 fino al 2015. Escludiamo però che in futuro verrà mai presa alcuna misura efficace e sanzionatoria. O almeno: dovranno passare così tanti anni che probabilmente per allora tutte le SGR italiane saranno già fuori dal business.

Mercati oggiValter Buffo
E voi con chi volete stare: con i vincenti oppure con i perdenti (parte 9)?

Il precedente Post della serie riprendeva alcune frasi pronunciate ieri, 13 settembre 2016, dal Presidente del Consiglio. In totale sintonia, leggiamo oggi su La Stampa che, di fatto, è stata la banca USA JP Morgan, alla quale è stato affidato per intero il dossier MPS, a defenestrare il vecchio AD Viola e a scegliere "uno dei suoi, uno nel giro", tale Marco Morelli, al suo posto.

Di Morelli inutile aggiungere cose: il suo profilo si trova in Rete, è facile riscontrare il suo percorso, e quali responsabilità ricopriva tra il 2006 ed il 2010 proprio in MPS. Quelli furono gli anni d'oro, per un certo modo di fare finanza nelle banche, quelli che produssero il cash del 2009.  Quelle responsabilità costarono proprio a Morelli una vicenda giudiziaria che si è risolta poi con la solita multa.

Morelli ci viene raccontatato dai quotidiani come "selezionato" da Egon Zendher ed anche come "vagliato" dalla BCE. Che dire? E' la solita storia: anzi, solitissima. Come credete sia arrivato fino a questo punto MPS? E le altre banche italiane? Esattamente procedendo in questo modo e "selezionando" in questo modo anche le persone.

Il dossier MPS oggi è stato consegnato, ad occhi chiusi, nelle mani di JP Morgan: che naturalmente punta ad azzerare del tutto i vecchi azionisti. Una beffa clamorosa anche per i più recenti, quelli dell'aumento di capitale 2013, quello di Profumo e Viola. In precedenza, lo stesso trattamento fu riservato agli azionisti di Veneto Banca ed anche per Popolare Vicenza.

Altre banche americane, negli anni Novanta, ricevettero simili "incarichi senza condizioni", poi rivelatisi costosissimi, e proprio da lì partirono le carriere di Draghi (oggi BCE) e Costamagna (oggi Cassa Depositi e Prestiti). Ci sarebbe bisogni di aprire le finestre, e fare entrare aria nuova e pulita: perché procedendo in questo modo non se ne uscirà, né oggi né mai.

Ma ricordate: un'altra Italia, del tutto estranea a questi "circuiti venefici", esiste già, lavora ogni giorno procedendo in modo indipendente tra mille ostacoli, e potrà rendersi utile anche a voi. Al di là dell'Italia poi c'è tutto un Mondo: che avrà pure mille difetti, ma dove storie come quella che abbiamo raccontato qui sopra sarebbero, semplicemente, impensabili.

Mercati oggiValter Buffo
E voi con chi volete stare: con i vincenti oppure con i perdenti? (parte 8)

Dopo avere annunciato ben 250.000 esuberi nel settore bancario, la Presidenza del Consiglio italia fa una inversione ad "U", ma non nel senso di UBER: torna indietro sulla strada imboccata. Leggiamo ieri sul Sole 24 Ore:

Il premier ha toccato anche argomenti più generali sulla crescita del paese: «Se l'Italia efficiente e semplifica può essere il posto più attraente per l'economia di domani, il Paese leader del futuro. Tanti dicono c'è il problema della banche, è vero ma altri Paesi hanno problemi come i nostri», anche se «forse sono più bravi a raccontarli», ha detto Renzi. «I problemi delle banche sono problemi che l'Italia può risolvere - ha aggiunto Renzi - che sono meno importanti rispetto a altri Paesi forti, ma che l'Italia può risolvere perché la classe dirigente è decisamente migliore rispetto a altri Paesi».

Rieccoci al punto a cui eravamo in gennaio: la classe dirigente è decisamente migliore. Qui scatta la difesa di tipo "corporativo", la difesa del "cartello". Capiamo alla perfezione quali sono gli interessi che Renzi difende e di che cosa Renzi ha disperato bisogno: arrivando per queste ragioni fino a negare l'evidenza, ovvero che la "classe dirigente" di cui Renzi parla ha condotto quel sistema bancario al disastro che oggi tutti vedono e per cui tutti noi pagheremo. 

Vogliamo chiarire ancora, ai nostri lettori, che questa difesa della "vecchia" Italia è contraria, e non a favore, degli interessi collettivi di chi in Italia lavora, vive ed investe. L'Italia nuova esiste, ma in questo modo non potrà mai emergere.

 

Mercati oggiValter Buffo
Dove la CONSOB si sbaglia (parte 2)

Proseguiamo nel ragionamento avviato nel primo Post di questa serie.

Il titolo di ieri pomeriggio (13 settembre 2016)

Il titolo di ieri pomeriggio (13 settembre 2016)

La più grande banca per capitalizzazione del Pianeta Terra è Wells Fargo: o meglio, era, fino alla settimana scorsa. Poi la banca più grande del Mondo (quanta sicurezza, in quei Grandi Nomi ...) ha beccato una multa da 200 milioni di dollari per pratiche scorrette ai danni dei propri Clienti, e la sua capitalizzazione è scesa sotto quella di JP Morgan.

Ecco che l'attualità ci offre una ricetta facile, semplice e a costo zero (per i Clienti) per uscire dalla situazione di difficoltà di cui parlava il sondaggio Gfk Eurisko: ieri Wells Fargo ha annunciato che azzererà tutti gli obbiettivi di vendita, tutti i target di collocamento prodotti, per i propri dipendenti e promotori, per eliminare il conflitto di interesse.

Ottima idea! perché non ci avevamo pensato prima? Perché non ci pensa CONSOB oggi stesso? La soluzione è lì, a portata di mano, semplice, facilissima da attuare. Possibile che non si siano accorti di nulla, qui a casa nostra?

Certo, poi qualcuno sarebbe costretto a chiudere i battenti: anche tra i nomi più importanti del settore, quelli che hanno prosperato per decenni solo grazie ai conflitti di interesse. Ma se è per il bene collettivo .... 

Scherzi a parte (non capiterà mai, purtroppo), noi di Recce'd vi ripetiamo ancora: fate attenzione, perché questi signori qui con "il nome importante" ormai sono arrivati a fine corsa.

Mercati oggiValter Buffo
Dove la CONSOB si sbaglia (parte 1)

Secondo il quotidiano la Repubblica, CONSOB ha commissionato alla Società Gfk Eurisko un sondaggio tra 2.500 risparmiatori italiani, ed ha fatto due importanti scoperte:

Prima scoperta: "L’investitore italiano non ha cultura finanziaria, ha scarsa comprensione degli andamenti e delle innovazioni dei mercati e mostra in alcuni casi distorsioni comportamentali (diversificazione di portafoglio e contabilità mentale).

Seconda scoperta: "Di certo, non piace pagare il servizio di consulenza ai professionisti, per cui si cercano più gli amici, i parenti e i colleghi per i consigli di Borsa. E anche una volta che il servizio viene pagato rimane una forte difficoltà nella valutazione del servizio ricevuto e una bassa consapevolezza dell’importanza dello scambio informativo con il consulente.

Siamo in totale disaccordo con i risultati di questo sondaggio: in particolare, ci sorprende, ed amareggia, che CONSOB non si sia fatta le seguenti due domande:

  1. se davvero "l'investitore italiano non ha cultura finanziaria", allora l'abnorme e sguaiato flusso di denaro che è stato preso dalle tasche di questo investitore, e messo nei conti di Banche, Fondi Comuni, Reti di promotori e di private bankers che cosa ha finanziato? Che tipo di costi? Non si può dire che mancassero i mezzi, per dare all'investitore finale supporti che ne aumentassero la cultura. Vuoi vedere che all'industria andava bene così? Vuoi vedere che l'industria è cresciuta in questo modo, ed è quella che è oggi, proprio "grazie" ad una certa "ignoranza"?
  2. di quale "scambio informativo con il consulente" si parla al secondo punto? e di quale "consulente"? Ad oggi, di fatto, in Italia non esistono "consulenti". Nel 99% dei casi, si sta parlando ancora di "puri venditori", salesman senza capacità di consulenza ma solo di vendita, di "piazzare i prodotti". Il "conflitto di interesse" domina ancora nel settore del risparmio. E la CONSOB che fa? Fa la "verginella" e si stupisce della diffidenza di tutti quei risparmiatori che si sentono spingere i "prodotti assicurativi" con commissioni al 5-6%. Ma parliamo sul serio, qui?

 

Mercati oggiValter Buffo