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E voi con chi volete stare: con i vincenti oppure con i perdenti (parte 9)?

Il precedente Post della serie riprendeva alcune frasi pronunciate ieri, 13 settembre 2016, dal Presidente del Consiglio. In totale sintonia, leggiamo oggi su La Stampa che, di fatto, è stata la banca USA JP Morgan, alla quale è stato affidato per intero il dossier MPS, a defenestrare il vecchio AD Viola e a scegliere "uno dei suoi, uno nel giro", tale Marco Morelli, al suo posto.

Di Morelli inutile aggiungere cose: il suo profilo si trova in Rete, è facile riscontrare il suo percorso, e quali responsabilità ricopriva tra il 2006 ed il 2010 proprio in MPS. Quelli furono gli anni d'oro, per un certo modo di fare finanza nelle banche, quelli che produssero il cash del 2009.  Quelle responsabilità costarono proprio a Morelli una vicenda giudiziaria che si è risolta poi con la solita multa.

Morelli ci viene raccontatato dai quotidiani come "selezionato" da Egon Zendher ed anche come "vagliato" dalla BCE. Che dire? E' la solita storia: anzi, solitissima. Come credete sia arrivato fino a questo punto MPS? E le altre banche italiane? Esattamente procedendo in questo modo e "selezionando" in questo modo anche le persone.

Il dossier MPS oggi è stato consegnato, ad occhi chiusi, nelle mani di JP Morgan: che naturalmente punta ad azzerare del tutto i vecchi azionisti. Una beffa clamorosa anche per i più recenti, quelli dell'aumento di capitale 2013, quello di Profumo e Viola. In precedenza, lo stesso trattamento fu riservato agli azionisti di Veneto Banca ed anche per Popolare Vicenza.

Altre banche americane, negli anni Novanta, ricevettero simili "incarichi senza condizioni", poi rivelatisi costosissimi, e proprio da lì partirono le carriere di Draghi (oggi BCE) e Costamagna (oggi Cassa Depositi e Prestiti). Ci sarebbe bisogni di aprire le finestre, e fare entrare aria nuova e pulita: perché procedendo in questo modo non se ne uscirà, né oggi né mai.

Ma ricordate: un'altra Italia, del tutto estranea a questi "circuiti venefici", esiste già, lavora ogni giorno procedendo in modo indipendente tra mille ostacoli, e potrà rendersi utile anche a voi. Al di là dell'Italia poi c'è tutto un Mondo: che avrà pure mille difetti, ma dove storie come quella che abbiamo raccontato qui sopra sarebbero, semplicemente, impensabili.

Mercati oggiValter Buffo
E voi con chi volete stare: con i vincenti oppure con i perdenti? (parte 8)

Dopo avere annunciato ben 250.000 esuberi nel settore bancario, la Presidenza del Consiglio italia fa una inversione ad "U", ma non nel senso di UBER: torna indietro sulla strada imboccata. Leggiamo ieri sul Sole 24 Ore:

Il premier ha toccato anche argomenti più generali sulla crescita del paese: «Se l'Italia efficiente e semplifica può essere il posto più attraente per l'economia di domani, il Paese leader del futuro. Tanti dicono c'è il problema della banche, è vero ma altri Paesi hanno problemi come i nostri», anche se «forse sono più bravi a raccontarli», ha detto Renzi. «I problemi delle banche sono problemi che l'Italia può risolvere - ha aggiunto Renzi - che sono meno importanti rispetto a altri Paesi forti, ma che l'Italia può risolvere perché la classe dirigente è decisamente migliore rispetto a altri Paesi».

Rieccoci al punto a cui eravamo in gennaio: la classe dirigente è decisamente migliore. Qui scatta la difesa di tipo "corporativo", la difesa del "cartello". Capiamo alla perfezione quali sono gli interessi che Renzi difende e di che cosa Renzi ha disperato bisogno: arrivando per queste ragioni fino a negare l'evidenza, ovvero che la "classe dirigente" di cui Renzi parla ha condotto quel sistema bancario al disastro che oggi tutti vedono e per cui tutti noi pagheremo. 

Vogliamo chiarire ancora, ai nostri lettori, che questa difesa della "vecchia" Italia è contraria, e non a favore, degli interessi collettivi di chi in Italia lavora, vive ed investe. L'Italia nuova esiste, ma in questo modo non potrà mai emergere.

 

Mercati oggiValter Buffo
Dove la CONSOB si sbaglia (parte 2)

Proseguiamo nel ragionamento avviato nel primo Post di questa serie.

Il titolo di ieri pomeriggio (13 settembre 2016)

Il titolo di ieri pomeriggio (13 settembre 2016)

La più grande banca per capitalizzazione del Pianeta Terra è Wells Fargo: o meglio, era, fino alla settimana scorsa. Poi la banca più grande del Mondo (quanta sicurezza, in quei Grandi Nomi ...) ha beccato una multa da 200 milioni di dollari per pratiche scorrette ai danni dei propri Clienti, e la sua capitalizzazione è scesa sotto quella di JP Morgan.

Ecco che l'attualità ci offre una ricetta facile, semplice e a costo zero (per i Clienti) per uscire dalla situazione di difficoltà di cui parlava il sondaggio Gfk Eurisko: ieri Wells Fargo ha annunciato che azzererà tutti gli obbiettivi di vendita, tutti i target di collocamento prodotti, per i propri dipendenti e promotori, per eliminare il conflitto di interesse.

Ottima idea! perché non ci avevamo pensato prima? Perché non ci pensa CONSOB oggi stesso? La soluzione è lì, a portata di mano, semplice, facilissima da attuare. Possibile che non si siano accorti di nulla, qui a casa nostra?

Certo, poi qualcuno sarebbe costretto a chiudere i battenti: anche tra i nomi più importanti del settore, quelli che hanno prosperato per decenni solo grazie ai conflitti di interesse. Ma se è per il bene collettivo .... 

Scherzi a parte (non capiterà mai, purtroppo), noi di Recce'd vi ripetiamo ancora: fate attenzione, perché questi signori qui con "il nome importante" ormai sono arrivati a fine corsa.

Mercati oggiValter Buffo
Dove la CONSOB si sbaglia (parte 1)

Secondo il quotidiano la Repubblica, CONSOB ha commissionato alla Società Gfk Eurisko un sondaggio tra 2.500 risparmiatori italiani, ed ha fatto due importanti scoperte:

Prima scoperta: "L’investitore italiano non ha cultura finanziaria, ha scarsa comprensione degli andamenti e delle innovazioni dei mercati e mostra in alcuni casi distorsioni comportamentali (diversificazione di portafoglio e contabilità mentale).

Seconda scoperta: "Di certo, non piace pagare il servizio di consulenza ai professionisti, per cui si cercano più gli amici, i parenti e i colleghi per i consigli di Borsa. E anche una volta che il servizio viene pagato rimane una forte difficoltà nella valutazione del servizio ricevuto e una bassa consapevolezza dell’importanza dello scambio informativo con il consulente.

Siamo in totale disaccordo con i risultati di questo sondaggio: in particolare, ci sorprende, ed amareggia, che CONSOB non si sia fatta le seguenti due domande:

  1. se davvero "l'investitore italiano non ha cultura finanziaria", allora l'abnorme e sguaiato flusso di denaro che è stato preso dalle tasche di questo investitore, e messo nei conti di Banche, Fondi Comuni, Reti di promotori e di private bankers che cosa ha finanziato? Che tipo di costi? Non si può dire che mancassero i mezzi, per dare all'investitore finale supporti che ne aumentassero la cultura. Vuoi vedere che all'industria andava bene così? Vuoi vedere che l'industria è cresciuta in questo modo, ed è quella che è oggi, proprio "grazie" ad una certa "ignoranza"?
  2. di quale "scambio informativo con il consulente" si parla al secondo punto? e di quale "consulente"? Ad oggi, di fatto, in Italia non esistono "consulenti". Nel 99% dei casi, si sta parlando ancora di "puri venditori", salesman senza capacità di consulenza ma solo di vendita, di "piazzare i prodotti". Il "conflitto di interesse" domina ancora nel settore del risparmio. E la CONSOB che fa? Fa la "verginella" e si stupisce della diffidenza di tutti quei risparmiatori che si sentono spingere i "prodotti assicurativi" con commissioni al 5-6%. Ma parliamo sul serio, qui?

 

Mercati oggiValter Buffo
Primi segnali di cambiamento (parte 5)

Come vedete qui sopra, venerdì 9 settembre l'indice di Borsa più importante del Pianeta ha rotto la sua media a 50 giorni (la line di colore blu) ed a quel punto il flusso di vendite è aumentato e si è ingigantito.

Un segnale forte, da non trascurare: allo stesso tempo, un segnale che non ci preoccupa. C'è chi, autorevolmente, "chiama" la correzione dell'equity USA e globale dal mese di maggio. Almeno fino ad oggi, abbiamo avuto ragione noi. Vedremo per il futuro: sulla base delle nostre valutazioni ad oggi, 11 settembre 2016, ci sentiamo di ripetervi che oggi il vostro problema non è l'equity, come Recce'd vi dice ormai da più di un anno.

Sono ormai anni che Recce'd ha introdotto sui mercato un approccio diverso alla gestione del rischio: centrato sul fatto che il rischio riguarda il sottostante, e non lo strumento finanziario. la volatilità STORICA di azioni ed obbligazioni non ci interessa, perché non serve. Ci interessa la volatilità futura: e non è detto che chi in passato fu più volatile lo sia anche in futuro.

Quindi: chi oggi ha ancora un portafoglio titoli, e Fondi, ed ETF, o altro, costruito sulla base di quei vecchi criteri, farà bene a farsi, rapidamente, molte domande. Il suggerimento di Recce'd è di adattare, subito, criteri di valutazione, e quindi anche strategie di gestione, al Nuovo Mondo in cui tutti noi oggi operiamo ed investiamo.

Prima però che lo scrivano anche i giornali: anche perché adesso c'è da chiedersi, a proposito di molti Fondi e della maggior parte delle GPM, "come faranno ad uscirne?".

E chiudiamo con un dato: ve lo hanno spiegato (il vostro giornale o settimana, oppure il vostro consulente) perché nella giornata di venerdì 9 settembre il prezzo di un Titolo di Stato USA a 30 anni (la linea di colore verde)è sceso, in percentuale, più di quanto ha perso, nella medesima seduta, l'indice di Borsa S&P 500 (la linea di colore rosso)? Lo potete vedere nel grafico in basso.

Mercati oggiValter Buffo