Sei settimane al 2019 (8): la sveglia è suonata, per tutti
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I due commenti che accompagnano i due grafici di questo Post devono fare riflettere tutti gli investitori. Ci sono informazioni, importantissime, nel comportamento intra-day della Borsa di New York. Ne abbiamo scritto anche nella nostra pagina settimanale che ricapitola i fatti principali e che offre sempre una serie di utili spunti. In questa fase di mercato, va capito, ed analizzato, il fatto che la psicologia della Borsa di New York è cambiata. La sveglia è suonata, per tutti.

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Sei settimane al 2019 (7): l'eterno problema delle banche

L’immagine sotto ci ricorda che tre colossi del settore bancario europeo, come Intesa, Barclays e BBVA potrebbero, a breve, uscire dall’indice Stoxx 50.

Lo spunto ci consente di ripetere che tutto il settore banche è soggetto a una crisi, che parte dal sovra-dimensionamento e che si esprime nella incapacità di generare VALORE per i propri Clienti attraversi i servizi offerti.

La posizione sulle banche, che noi facemmo mesi fa, si basa proprio su questa considerazione. Ci ha dato soddisfazione, ce ne darà ancora, e potrebbe aumentare.

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Sei settimane al 2019 (6): la sterlina GBP e Brexit

Lo abbiamo chiarito più e più volte, che la nostra posizione sulla sterlina GBP parte dai dati, e non dai titoli sui giornali oppure in tv.

Per questo, il titolo qui sotto NON ci mette paura.

E’ vero che “non sappiamo” di Brexit, ma è altrettanto vero che sappiamo, con certezza, dove va l’economia del Regno Unito.

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Settimane come quella appena conclusa sono state tumultuose, e sempre per un’unica ragione: che è Brexit. Lo vedete sotto nel grafico.

Per questa ragioni, sono in molti a sostenere che tutto il Regno Unito è “non investibile”, come dice ad esempio il titolo che segue.

Recce’d la vede in modo opposto: nei momenti di caos, sapere individuare il VALORE è proprio il compito principale di un gestore di portafoglio.

Quando il caos sarà finito, allora sarà davvero troppo tardi per fare le proprie scelte.

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Sei settimane al 2019 (5): il dollaro USA

Come ci si fa un’opinione? Come si fa una valutazione? Come si decide un’operazione?

Tutto ciò che conta, nella professione di gestore di portafoglio, sta in queste domande.

Prendiamo, ad esempio, il dollaro USA: una importate banca di investimento globale, come vedete nell’immagine qui sotto, prevede che arriverà a 1,1000.

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Nel medesimo momento, un’altra importate banca di investimento dice che il rialzo del dollaro USA è già finito. Lo leggete sotto nella seconda immagine.

Un gestore di portafoglio inizia a lavorare da qui: e poi (se ne ha la capacità) rivede ogni giorno le proprie idee e posizioni, tenendo conto sia delle banche di investimento, sia di Trump, della Cina, di Merkel, dei dati macroeconomici, dei dati microeconomici e di tutto quanto fa muovere un cambio così complesso come è quello più scambiato al Mondo, il dollaro/euro.

Sul quale noi di Recce’d da tempo, siamo posizionati con più posizioni in portafoglio.

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Sei settimane al 2019 (4): i mercati che guardano ai mercati

Sono mesi, e tanti mesi, che nessuno ci chiede più del Bitcoin. A gennaio, pochissimo tempo fa, ne parlavano tutti. Oggi zitti, tutti. Zitti … e mosca.

Ma non era qualche cosa che doveva modificare le sorti dell’umanità intera?

Come può, essere interessante qualche cosa che costa 12 mila. Ed esserci zero interesse quando la stessa cosa costa 6000.

La risposta è molto semplice: accade sempre, in tutte le fasi di bolla, che gli investitori individuali aumentino il loro ego e si sentano superuomini, capaci di fare da soli, capaci di dare giudizi definitivi. Perché “non si può sbagliare”: è tutto chiaro. Perché i soldi “li fanno tutti”.

Accade sempre anche una seconda cosa: che le bolle finiscono. Per il Bitcoin, la settimana appena conclusa potrebbe essere l’inizio di una nuova fase critica (grafico qui sotto).

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Ovvio che il discorso non vale solo per il Bitcoin. Ed è un discorso che, ovviamente, va molto al di là della semplice psicologia dell’investitore individuale.

Ogni investitore farà bene, in futuro, a tenere sempre presente il fatto che i mercati finanziari sono fatti da molte categorie di operatori. Tra queste categorie, alcune (come le banche di investimento, e come le Reti che vendono Polizze Vita e Fondi Comuni) hanno obbiettivi molto concreti e molto, molto diversi da quelli dell’investitore finale.

Solo se ragionate in questo modo, potrete capire che cosa è successo al petrolio nell’ultimo mese (lo vedete sotto nel grafico).

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L’investitore individuale farà bene a ricordare sempre che nelle fasi di bolla, tutti sono sicuri di trovare sempre “il prossimo compratore”. Poi, all’improvviso, questo prossimo compratore non c’è più. Iniziano le vendite forzate. Ci si dimentica del tutto dello “scenario di crescita economica”. I più fortunati corrono ai ripari: e non sono mai gli investitori finali.

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Come vedete, sopra, c’è chi sopporta pensati punizioni per avere ricorso il trend e seguito una bolla. E come vedete sotto, c’è poi anche chi rischia di perdere non soltanto i soldi, se il Bitcoin non sale a 1 milione di valutazione entro la fine del 2020.

Auguri.

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Sei settimane al 2019 (3): le Borse

Recce’d ha spiegato, ai propri Clienti, perché oggi le Borse sono soltanto uno “side-show”, ovvero uno spettacolo laterale, a fronte del ben più importante cambiamento in corso nel comparto delle obbligazioni.

L’interazione tra i due comparti, come sapete, è complessa, non regolare: in questo preciso momento, è difficile immaginare come la Borsa reagirebbe, a fronte di un calo dei rendimenti obbligazionari, se questo calo fosse indotto (come dice ad esempio 'l’immagine che segue) da un rallentamento della crescita con timori di recessione.

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La complessità del momento è poi aumentata dalla storia recente della Borsa: soltanto alla luce delle folli esasperazioni viste negli ultimi 18 mesi si può spiegare un grafico come quello che segue, dove si racconta che il titolo Apple è appena entrato in un “bear market”.

Le Borse hanno appena iniziato a pagare il prezzo degli eccessi degli ultimi 18 mesi: che cosa succederà, nei prossimi 6-12 mesi?

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Sei settimane al 2019 (2): il mercato delle obbligazioni

Nelle due ultime settimane, Recce’d ha dedicato la Sezione Operatività del proprio bollettino quotidiano The Morning Brief al comparto delle obbligazioni. Il nostro lavoro proseguirà anche la settimana prossima: la ragione è chiaramente spiegata qui sotto, nel grafico.

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Da mesi, poi, Recce’d ha messo in grande evidenza ai propri Clienti (ma pure ai lettori del Blog) quanto sia importante il segnale che viene dal grafico qui sotto.

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Il grafico che segue, e che chiude il Post, ci conferma che stanno succedendo cose piuttosto importanti, nel mondo delle obbligazioni: ed in particolare nel comparto degli High Yield. Di questo, scriveremo nel The Morning Brief la settimana prossima.

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Sei settimane al 2019 (1): la crescita delle economie

Recce’d vi ripete sempre: fate attenzione ai dati. Massima attenzione. Analizzateli, scomponeteli, esaminateli in modo critico. Non correte dietro agli slogan. Ai titoli dei quotidiani. Ai documenti delle banche di investimento. E ancora meno, alla cosiddetta “ricerca” che vi sottopone chi punta, soltanto, a vendervi i Fondi Comuni e le Polizze Vita.

I dati, nel 2018, hanno offerto in questo senso conferme clamorose, e sarà sufficiente guardare il grafico qui sotto, per capirlo.

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Per voi investitori sarà molto utile andare indietro, a rileggere documenti e titoli come, ad esempio, quello che c’è qui sotto.

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Guardando in avanti, invece, e chiedendovi se i vostri investimenti di oggi sono stati guidati dalla realtà dei fatti, oppure dalle parole dei venditori, farete bene a tenere davanti agli occhi il grafico che chiude questo Post. Recce’d ha scritto, ai propri Clienti, e per due settimane, della situazione della Cina nella Sezione Analisi del proprio quotidiano The Morning Brief, dove abbiamo fornito al Cliente ogni informazione che è necessaria per comprendere quali sono le implicazioni per i portafogli titoli.

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