Coincidenza di date
 

Tutti i nostri lettori lo ricorderanno perfettamente, ma vogliamo comunque ripeterlo: il nuovo Presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, fu eletto il martedì 3 novembre 2020, e sei giorni dopo, il lunedì 9 novembre, alle ore 8,30 degli Stati Uniti, e quindi un’ora prima dell’apertura delle Borse, Pfizer annunciò il primo vaccino anti-COVID.

Coincidenze? Noi non ci abbiamo mai creduto.

Ed ora, fate bene attenzione: la nuova variante Omicron arriva in prima pagina sui quotidiani il Giorno del Ringraziamento del 2021. Ed è un giovedì.

Ed il giorno successivo, venerdì, la metà degli operatori delle grandi banche ha fatto il ponte. Ed i mercati finanziari, negli Stati Uniti, operano con un orario ridotto rispetto al normale.

La variante sudafricana, però, non era comparsa quel giovedì 25 novembre: ce lo conferma il grafico del Financial Times che vedete in apertura di Post.

Ad un anno esatto di distanza, le coincidenze ed il destino fanno sì che tutto viene rimesso in discussione.

Come usa dire il Governatore del Veneto Zaia …

Mercati oggiValter Buffo
Perché il COVID non c'entra (parte 1)
 

I nostri Clienti lo hanno per certo: ci siamo confrontati, ne abbiamo discusso, e ne abbiamo trattato ogni mattina nel nostro The Morning Brief.

Ma per alcuni tra i lettori del Blog, i meno assidui, o i più distratti, potrà risultare utile un chiarimento, una precisazione: non è vero quello che questa mattina leggono in prima pagina sui quotidiani. Non è vero che “il COVID affonda le Borse”.

Non è certo possibile (su questo sarà d’accordo ognuno dei nostri lettori) spiegare il calo del 5% dell’indice di Borsa di Parigi con le notizie sulla nuova variante dal Sudafrica.

Ovviamente, ci sarà un grande numero di “finti tonti” (qualcuno sarà forte tonto per davvero) che diranno e scriveranno: “Del resto, chi lo poteva prevedere?”.

Ma la realtà è diversa: il tema COVID era in prima pagina da settimane, con toni allarmati, come ci racconta la prima pagina del sito del Corriere della Sera di martedì 23 novembre che vedete qui sotto.

E visto che stiamo parlando dei vostri soldi, vi sarà davvero utile capire perché martedì scorso le Borse erano tutte in salita, e poi tre giorni dopo il CAC di Parigi è sceso del 5%.

Se non capite questo, non potete neppure sperare di capire che cosa succederà, ai vostri soldi, nelle prossime settimane.

Il nostro suggerimento, in questo caso operativo ed urgente, è quello di rileggere alcune delle cose che Recce’d ha pubblicato in questo Blog negli ultimi mesi.

Recce’d di recente aveva scritto proprio di COVID. Aveva richiamato l’attenzione dei propri lettori su questo tema PRIMA della variante dal Sud Africa.

Sempre nel Blog, Recce’d aveva scritto anche di Borsa, ed in particolare dei fattori che stanno alla base delle valutazioni e dei prezzi in questa parte finale del 2021.

Mettendo in guardia i lettori sugli eccessi di una vera e propria “industria dell’ottimismo”.

Poi nel Blog Recce’d aveva illustrato le numerose ragioni per le quali oggi non sarebbe possibile agire utilizzando gli strumenti (lo “stimolo”) messi in campo 18 mesi fa.

Spiegando poi anche perché il rischio più grande per tutti noi investitori oggi è una crisi generalizzata di fiducia.

In aggiunta, in questo Blog Recce’d aveva illustrato con chiarezza lo stato di stagflazione nel quale si ritrova l’economia globale.

Ed infine, sempre nel Blog Recce’d ha dettagliato i criteri alla base di una sana, e produttiva, gestione dei propri investimenti.

Ma soprattutto (e dovreste rifletterci bene) nel gennaio del 2020 Recce’d scriveva di COVID anticipando, in una serie di nove Post, i fatti che poi tutti avete visto e seguito da allora fino ad oggi.

Mercati oggiValter Buffo
Chi lo poteva prevedere? (parte 3)
 

Abbiamo chiamato in causa Totò, nel nostro Blog su “petrolio e crisi energetica” di metà ottobre, perché come sapete a noi faceva un po’ ridere tutto quello che si leggeva (da ogni parte) sulla “inevitabile corsa del petrolio verso i 100$”. Ottimismo e sicurezza.

Non vogliamo certo dire che la corsa del petrolio verso i 100$ non possa avvenire in futuro: i mercati finanziari sono stati spinti verso il caos da mani potenti, e tutto, ma proprio tutto, deve essere preso in considerazione, perché tutto è possibile.

Nel caso del petrolio, in modo particolare.

E tuttavia, oggi è il caso di parlarne, per ricordare una cosa che Recce’d ha scritto e detto più volte, in particolare ai propri Clienti.

A noi continua a risultare ridicolo lo sforzo, a volte eccessivo, di giustificare i recenti movimenti del petrolio con domanda ed offerta di carburante. Un esempio è l’immagine qui sopra, nella quale è scritto che “i traders sul petrolio si comportano come se fossero sinceramente sorpresi e costretti a valutare il significativo impatto su economia, viaggi e consumo di petrolio.”

Questa è una nota di ieri, venerdì 26 novembre.

Sotto, la prima pagina del Corriere della Sera di tre giorni prima.

“Sinceramente sorpresi”???

Recce’d ripete anche oggi che le ragioni che hanno spinto prima giù e poi su il prezzo del petrolio, nel 2020 e nel 2021, sono altre. Aggiungendo che l’altalena non si è ancora fermata.

In questo senso, il mercato di venerdì 26 novembre toglie ogni dubbio al proposito. A nostro giudizio, chiude la questione eliminando ogni dubbio.

Mentre è giustificato domandarsi se questa variante sudafricana sarà “transitoria”. Sì, proprio “transitoria” come l’inflazione.

Se siete interessati ad approfondire, contattateci. Ci troverete a vostra disposizione.

Ma in ogni caso …

Mercati oggiValter Buffo
Imbianchino e giardiniere
 

In numerose occasioni, ognuno dei nostri lettori avrà già visto un grafico come quello che apre il nostro Post, un grafico che riassume, semplificando, le varie fasi dei mercati finanziari.

Oggi lo riproponiamo perché, come diremo più sotto, questo grafico va adattato ed aggiornato se vogliamo applicarlo all’ultimo decennio del mercati finanziari.

Un decennio, come tutti sapete, caratterizzato da forti anomalie, crescenti nel tempo e tutt’ora presenti: un decennio che ha messo in discussione, in dubbio (e secondo alcuni addirittura cancellato) i tradizionali principi dell’investimento.

Come scritto più volte, Recce’d non è di questo parere: non siamo tra quelli che sostengono che “questa volta è diverso”.

Tutto il contrario: noi abbiamo una fortissima convinzione, ed è quella che proprio in questi anni i soldi di investono, e producono guadagni duraturi nel tempo, SOLO se si è capaci di investire CONTRO la narrativa del “questa volta è diverso”.

Questo perché NON è diverso: è come ogni altra volta, segue il copione del grafico di apertura, con una piccola correzione che vedremo più sotto.

Ma persino oggi, persino in un mercato esasperato e folle e stanco ed annoiato persino, è utilissimo ricordare le parole del Premio Nobel Paul Samuelson che riportiamo qui sotto.

Resta vero anche in questo mercato distorto che “investire è come guardare la vernice che asciuga sulle pareti” ed anche che “se vuoi eccitazione ed intrattenimento prendi 1000 euro e vai al Casinò”. Senza speranza di guadagnare, però.

Il mestiere di riferimento, per noi gestori professionali del portafoglio in titoli, è quindi proprio l’imbianchino? Non solo, non basta: l’articolo qui sotto spiega benissimo che un gestore di portafoglio professionale e responsabile deve tenere tra i suoi riferimenti anche la professione del giardiniere.

As John Maynard Keynes once quipped:

“The markets can remain irrational longer than you can remain solvent.”

But you can take control.

Why Investing Is Like Gardening

The biggest mistake that investors make in the stock market over time is failing to manage investment risk. I have found over the years, the concept of “gardening” tends to resonate with individuals when it comes to portfolios management.

Investing has a lot of similarities to gardening. In the “Spring,” it is time to till the soil and plant your seeds for your summer crops. Then, of course, the ground must be watered and fertilized, and weeds pulled. Otherwise, the garden won’t grow. Then, as the “Spring turns into Summer,” it’s time to harvest the bounty the garden has produced and begin to rotate crops for the “Fall” cycle. Eventually, even those crops must get harvested before the “Winter” snows set in. 

Therefore, to have a successful and bountiful garden, we must:

  1. Prepare the soil (accumulate enough cash to build a properly diversified allocation)

  2. Plant according to the season (build the allocation based on cycles)

  3. Water and fertilize (add cash regularly to the portfolio for buying opportunities)

  4. Weed (sell loser and laggards, weeds will eventually “choke” off the other plants)

  5. Harvest (take profits regularly otherwise “the bounty rots on the vine”)

  6. Plant again according to the season (add new investments at the right time)

Just like all things in life, everything has a “season” and a “cycle.” When it comes to the stock market, the seasons are dictated by “technical constructs.” The long-term “cycles” are dictated by “valuations.”

Currently, as noted above, the “technical constructs” are warning us we are late into the “Fall,” and “Winter” is approaching. 

Such is why we are taking action to “tend to our garden” now. By doing so, we can get prepared for the first “cold snap” of winter.

Noi guardinieri/imbianchini doppiamo quindi attenerci ai sei criteri elencati qui sopra, anche nelle fasi di mercato più esasperate, come è la fase di mercato che ha dominato negli ultimi 12 mesi, la cosiddetta “everything bubble”.

Fase che ci obbliga, come abbiamo anticipato, ad una piccola correzione del grafico di apertura: noi nel grafico qui sotto abbiamo sintetizzato con l’etichetta “QE” tutti gli interventi delle Autorità Pubbliche, che siano Governo oppure Banca Centrale (ormai ogni differenza è stata azzerata) che sono stati chiamati di “stimolo”.

I fatti che anche voi conoscete, e che abbiamo riportato più di una volta qui nel nostro Blog (ma con quotidiano dettaglio ai nostri Clienti) dimostrano che il solo scopo di questi “interventi di stimolo” è quello che vedete sotto nel grafico da noi modificato: ovvero, prolungare la fase di “euforia” sui mercati finanziari.

Che cosa verrà dopo? Il grafico modificato vi aiuta a capirlo. Ci sarà comunque un ritorno alla “zona rossa” del grafico, ma proprio per il fatto che il QE ha allungato verso la destra del grafico la fase di entusiasmo o euforia la caduta non potrà he avvenire da un punto iniziale più alto.

Non si seguirà le curva del grafico originale. La caduta sarà in linea retta.

Come ricorda qui sotto l’ex Ministro del Tesoro USA (che oggi citiamo anche in un altro Post) le misure di “stimolo” 2020-2021 sono di cinque oppure dieci volte più grandi delle misure messe in atto dopo la Grande Crisi Finanziaria 2007-2009.

Le implicazioni di questo dato di fatto sono quelle descritte nel nostro grafico modificato, e spiegate molto bene anche qui sotto proprio da Lawrence Summers.

Former Treasury Secretary Larry Summers, who has repeatedly criticized loose central bank policies and has forcefully sounded the alarm on the upside risks of the current bout of inflation, has warned that global financial markets seem to be pricing in slow growth and low real interest rates for the next several years.

“The stimulus that we’ve enacted is 5 to 10 times—depending on how you do the calculation—as large as the fiscal stimulus enacted after the [2008] financial crisis,” Summers said in a Nov. 10 lecture hosted by the London School of Economics (LSE).

“Currently, the driving event is the extraordinary scale of the fiscal stimulus, along with extraordinary monetary policy, that has been put in place,” he said, adding that, “what markets are seeming to price is a return to secular stagnation, or another way to put it is … Japanization.”

Secular stagnation is a period of little or no economic growth, while the term “Japanization” is often used by economists to describe long-term stagnation and deflation, typically accompanied by symptoms like high unemployment, real interest rates near zero, weak economic activity, and central bank stimulus, including quantitative easing.

“Japanization has been in the spotlight since the global financial crisis of 2008,” wrote Dino Lauria Ubatuba de Faria, CEO at Lince Investimentos, in a note.

“The term Japanization refers to the economic conditions of Japan during the two lost decades, which resulted in both low growth and deflation.”

In a separate interview for International Economy magazine (pdf), Summers denounced what he called “woke central banking,” a condition where policymakers extend easy money policies in service of peripheral policy objectives, while losing sight of the need to rein in inflation.

“The climate today is of more woke central banking, where central bankers give speeches about challenges not proximally related to inflation or unemployment such as climate change, and reject the idea of preempting inflation in favor of the idea of waiting until inflation is firmly established,” Summers said.

“These things threaten a return to the kind of psychology that prevailed in the 1960s and 1970s and contributed to excessive inflation,” he warned.

It comes as consumer price inflation surged 0.9 percent over the month and 6.2 percent over the year in October, with the annual rate of inflation being the highest in nearly 31 years.

Summers, who served as chief economist at the World Bank and is an emeritus professor at Harvard, told LSE that he “came to a diagnosis a few years after the financial crisis that the right way to conceptualize the economic problem of the industrialized world in the 21st century was in terms of difficulty of savings absorption.”

He explained that the phenomenon entails excess savings combined with under-investment, along with very low real interest rates, economic sluggishness, high leverage and inflated asset prices, and “enhanced proclivity to financial crisis.”

He said that the years after 2013 bore out his hypothesis, with budget deficits considerably higher, interest rates considerably lower, and asset prices considerably higher than expected, yet growth far more sluggish than anticipated.

“That is exactly what we would expect if there was difficulty in generating excess demand—or adequate demand—because of a savings absorption problem,” Summers said.

“The judgment of markets is that real rates, for the next generation, are going to be negative, even in the presence of extraordinarily high, by historical standards, debt-to-GDP ratios and, prospectively for some significant number of years, relatively high fiscal deficits,” he said.

He said this shows that the problem of savings absorption is going to persist for “quite some time.”

Summers also said easy money policies raised the risk of asset bubbles and mis-allocation of capital.

“Extremely low interest rates set the stage for leveraging and the perpetuation of zombie enterprises and the perpetuation of financial bubbles,” Summers said.

“We’re seeing a lot of evidence of speculative risk. Extremely low and negative real interest rates are problematic.”


Mercati oggiValter Buffo
Chi lo poteva prevedere? (parte 1)
 

Risk refers to decision-making situations under which all potential outcomes and their likelihood of occurrences are known to the decision-maker, and uncertainty refers to situations under which either the outcomes and/or their probabilities of occurrences are unknown to the decision-maker.

In ogni gestione del portafoglio di investimenti (sia che si tratti di investimenti finanziari sia che si tratti di investimenti in beni reali) la gestione del rischio è altrettanto importante che la ricerca del rendimento.

Quando si scrive e si parla di gestione del rischio, è indispensabile tenere bene a mente che con la definizione “gestione del rischio” si definisce una materia ampia e complessa.

In particolare, per ogni investitore, grande medio e piccolo, sarà indispensabile comprendere bene la differenza tra rischio propriamente detto e incertezza.

Come spiega la citazione che trovate qui sopra, si definisce rischio quella situazione i cui possibili sviluppi sono tutti conosciuti da chi prende la decisione di investimento: in altre parole, nelle situazioni di rischio chi decide è in grado di attribuire una probabilità ai diversi esisti che sono possibili.

L’incertezza, invece, è quel tipo di situazione per la quale chi deve fare una scelta non è in grado di attribuire delle probabilità ai diversi possibili scenari.

Chi ci segue con attenzione ricorda ciò che Recce’d scrisse del Coronavirus nel gennaio e febbraio 2020: ovvero un mese prima dello scoppio della crisi finanziaria.

Ciò che noi scrivemmo allora rimane valido anche oggi. per questo, non ci ripeteremo. E tuttavia, date le notizie apparse sui quotidiani negli ultimi giorni (immagine sopra ed immagine sotto), e vista anche la sensibilità che è stata dimostrata dai mercati finanziari, abbiamo ritenuto di aggiungere qualche parola.

Come detto non ripeteremo ciò che scrivemmo nel gennaio e febbraio del 2020: richiamiamo però la vostra attenzione sul fatto che la posizione di Recce’d già allora era vicina a quelle che dicono “non si ritornerà mai alla situazione economica, sociale e finanziaria precedente la pandemia”, e almeno fino ad oggi i fatti danno ragione a noi.

Lo spunto delle notizie citate più in alto, in questo novembre 2021, noi lo utilizzeremo per affrontare un tema più generale: quello degli “spargitori di ottimismo professionali”.

Il tema è più generale, perché tocca senza dubbio il tema della pandemia, ma tocca ancora di più quello degli investimenti, della finanza e del risparmio.

Sul tema della pandemia, ci sono persone che nel corso degli ultimi due anni si sono contraddistinte per avere ripetutamente assunto, in pubblico, posizioni molto nette e molto insistite, poco mediate, sull’argomento. In particolare chi, come il personaggio dell’immagine che segue, si è impegnato fin dal primo giorno a minimizzare, a ridurre, e a “spargere ottimismo”.

Lasciamo ovviamente ad ognuno dei nostri lettori piena liberta di giudizio, in materia di pandemia e dintorni. In Recce’d abbiamo idee molto chiare e precise, ma certamente non è questa la sede.

Ciò che invece tocca direttamente il nostro lavoro, la nostra professione, e anche l’atteggiamento della grande massa degli investitori, è il ruolo degli “spargitori di ottimismo”.

Che, nel mondo della finanza, del risparmio, della vendita di Fondi Comuni, dei private bankers, delle banche di investimento, e dei promotori finanziari, sono molto, molto, molto più numerosi, rispetto agli ottimismi in tema di pandemia.

Così come da sempre hanno fatto gli “ottimisti della pandemia”, anche nel mondo della finanza, del risparmio, della vendita di Fondi Comuni, dei private bankers, delle banche di investimento, e dei promotori finanziari ci sono quelli che fanno promesse che sanno benissimo di non potere mai vedere realizzate.

Non hanno le conoscenze per parlarne, non hanno gli strumenti per prevedere, in molti neppure hanno la minima idea di ciò di cui si parla (ripetiamo: nel mondo della finanza e degli investimenti, a questo ci stiamo riferendo qui).

E tuttavia, in questo Nuovo Millennio l’intera industria della finanza e del risparmio si fonda sulla capacità dei soggetti appena citati di rilanciare di continuo, di creare sempre nuove aspettative, sempre nuovi sogni, sempre nuove illusioni, allo scopo semplicissimo di fare comperare al Cliente finale (l’investitore) assets senza valore, oppure quanto meno di non vendere mai.

Come dice il professor Zangrillo nell’immagine che chiude questo nostro Post “le malattie fanno parte della nostra vita”: proprio per questo è bene adottare sempre un atteggiamento più possibilista, più aperto a varie eventualità, sia quando si parla di pandemia, sia quando si valutano il rischio e le incertezze nel proprio portafoglio di investimenti.

Noi in Recce’d facciamo questo lavoro per i nostri Clienti ogni giorno. E questo ha fatto, e farà, la differenza.

Mercati oggiValter Buffo