Ve lo avevamo anticipato (parte terza)
 

Vi abbiamo segnalato, nelle ultime settimane, che il vento è cambiato.

Ed abbiamo aggiunto che i primi a rivoltare la giacca sarebbero stati i cosiddetti analisti e strategisti delle banche globali di investimento.

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Come vi testimonia l’immagine qui sopra, è ormai partita la corsa del gambero, e tutte le banche di investimento hanno innestato la marcia indietro: c’è chi si limita a buttarsi su termini come “cautela” e “prudenza”, c’è chi invece si spinge ad evocare la Lehman Brothers e i crolli tra il 2007 ed il 2009.

Come sei mesi fa, anche oggi questi cosiddetti analisti ci capiscono poco o nulla: sei mesi fa, il loro scopo era solo quello correre dietro al mercato, e per questo l’ottimismo era un obbligo, mentre allora si deridevano quelli che “gridano al lupo, al lupo”.

Oggi, l’atteggiamento è il medesimo (ovvero rincorrere ciò che è già successo), ma la moda suggerisce di adottare un atteggiamento che non soltanto è diverso, ma è opposto. Insomma, siamo tutti pessimisti.

Naturalmente, in questo gioco a rincorrere la realtà si distingue la stampa ed i mezzi di informazione, specializzati e non. Un esempio lo trovate nell’immagine che chiude il Post, dall’autorevole rivista USA Barron’s: un titolo che solo sei mesi fa nessuno si sarebbe sognato di pubblicare.

Agli amici lettori ripetiamo: quando si tratta di investimenti, diffidate dei mezzi di informazione e delle banche di investimento, perché il loro scopo è soltanto quello di vendervi “quello che si vende”, e non è certamente quello di massimizzare il rendimento dei vostri investimenti finanziari.

Quello, è il mestiere che facciamo noi di Recce’d.

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Mercati oggiValter Buffo
Ve lo avevamo anticipato (parte seconda)
 

Con quella magica tempestività che tutti i lettori ci riconoscono, anche in questa occasione Recce’d vi ha anticipato quello che sarebbe poi diventato un importantissimo tema di mercato.

In un Post di otto giorni fa, abbiamo scritto delle ambizioni di Donald J. Trump nella sua versione 2.0: l’ambizione di farsi Re

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Qui sotto, vi riproduciamo una parte di un articolo del Wall Street Journal sul tema “il Re d’America”: dubitiamo che chi lo ha scritto sia tra i lettori del nostro Blog, ma ci pare nondimeno importante segnalare a chi ci segue questa coincidenza.

Appuntamento alla prossima puntata: l’Imperatore del Mondo.

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Mercati oggiValter Buffo
Ve lo avevamo anticipato (parte prima)
 

Ricordate ciò che vi abbiamo scritto in un Post della settimana scorsa?

Vi ricordiamo, in particolare, le tre frasi che seguono.

Detto tutto questo, ovviamente la conseguenza è una specie di “liberi tutti: e infatti, capito che il sistema è come minimo poco selettivo (se non un sistema che premia al contrario), e che a nessuno in Parlamento interessa dell’investitore finale, adesso tutti vanno all’assalto della consulenza finanziaria. Se siamo tutti figli di mamma, allora perché non anche noi, dicono tutti?

Da questo punto di vista, si fa notare nel 2019, in particolare, la categoria dei giornalisti (in attesa dei sarti, dei lattai, dei dentisti e dei commercianti di legname).

I giornalisti tutti si stanno spostando dal mestiere dell’informazione, ovvero di portare al lettore la notizia nel modo più imparziale possibile, al prendere una posizione, sbilanciarsi, prendere una parte, azzardare commenti e parerei, su tutto. E in particolare sugli investimenti finanziari.

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La pagina qui sopra, che risale a qualche giorno fa, fornisce una conferma questa nostra affermazione, e lo fa in due modi.

Il primo è l’insistenza del supplemento Economia del maggiore quotidiano italiano sui temi di Finanza: l’Economia del Corriere non parla mai … di economia, e si concentra invece sui temi dell’investimento e dei mercati finanziari. Sarà che è più interessante per i lettori? Oppure sarà che richiama un maggior numero di click? Oppure sarà semplicemente una moda?

Non lo sappiamo, e ci ritorneremo dopo avere indagato.

Il secondo modo nel quale viene confermata la nostra affermazione riguarda il Signor Borghi, che è un politico italiano (Lega) che comunica via social. E ci fa sapere di avere acquistato BTp alla fine del 2018, e di averli venduti nell’agosto 2019. E ci ha guadagnato.

Wow, c’è di che rimanere a bocca aperta. E siamo impressionati: anche per il testo che accompagna la notizia, testo nel quale Borghi ci spiega: “non è un suggerimento, è un’informazione”.

Il Borghi qui si tradisce: tradisce la sua reale ambizione, che è quella di qualificarsi come consulente, anzi come genio della finanza.

Il Borghi forse è un genio: ma gli chiediamo, per esserne davvero persuasi, qualche altra informazione. Per questo facciamo tre domande.

  1. In primo luogo, vorremmo sapere se il signor Borghi ritiene che prezzi dei BTp, nel periodo in cui lui li ha detenuti, siano saliti per merito del Governo a guida Lega-M5S, oppure per ragioni che nulla hanno a che vedere con la politica in Italia e la sua Lega. La sua risposta ci aiuterà a comprendere se il Borghi è davvero competente, o semplicemente fortunato (fattore “C” che comunque non va disprezzato).

  2. In secondo luogo, vorremmo sapere come Borghi giudica il fatto che, come lui sicuramente riconoscerà, milioni di persone hanno guadagnato sui titoli obbligazionari a lunga scadenza, in questi mesi, esattamente con il signor Borghi. Dove sta quindi l’elemento di straordinarietà di cui lui ha inteso informare il Mondo attraverso i social?

  3. E per finire: da Borghi vorremmo sapere, appena la politica gliene lascerà il tempo, come sono andati nel frattempo i suoi investimenti sulla Borsa Italiana.

Mercati oggiValter Buffo
Vogliamo aiutare gli amici giornalisti
 

Disintossicarsi, è possibile, come dice una nota pubblicità sociale.

Disintossicarsi, per chi vive una vita di affanno, spesa all’insegumento dell’attualità che proprio non riesce a comprendere, dell’ultima voce, è possibile: ed è possibile in questo modo evitare pessime figure (come quella recentissima del bazooka d’agosto, ricordate?)

Un esempio concreto: non fate titoli di prima pagina come quello qui sotto.

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Amici: non pubblicate titoli come quello qui sopra: in particolare, non fatelo, se correte il rischio di dovere pubblicare, meno di due ore dopo, il titolo qui sotto.

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E se proprio non potete fare a meno, amici giornalisti, di mascherarvi da consulenti, utilizzate sempre un grammo di buon senso, e moderate le vostre prese di posizione.

Ci è stato segnalato da un amico Cliente questo articolo del Corriere Economia (riprodotto nell’immagine in basso), dove si arriva a suggerire al lettore un portafoglio obbligazionario con il 60%-70% di BTP decennali.

Ci auguriamo che nessuno, tra i lettori del Corriere Economia, sia così poco equilibrato da seguire un suggerimento del genere: ci stupisce, però, che questa forma di “consulenza abusiva” non venga preso in considerazione, in modo critico, da quelle Autorità che dovrebbero vigilare e filtrare i suggerimenti che il pubblico degli investitori riceve, e la fonte da cui li riceve.

Noi in Recce’d ovviamente questo articolo lo abbiamo messo da parte: e con voi che seguite il Blog ne riparleremo, sicuramente, entro la fine del 2019.

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Mercati oggiValter Buffo
Slowbalisation
 

Lo confessiamo pubblicamente: non ci piace scrivere di scenario e di strategia.

Forse perché, dopo anni ed anni di esperienza sui mercati finanziari di tutto il Mondo, ci siamo intossicati di “strategia”.

Ogni documento che abbiamo letto, che si annunciasse come un documento di “strategia”, era alla fine una somma di mille spunti, scelti però in modo da rendere massimo l’impatto immediato sui lettori, e non allo scopo di arrivare a una conclusione, che infatti non si trova mai, non si legge mai, non c’è mai.

Recce’d però non vuole rinunciare a rispondere alle richieste di moltissimi lettori e Clienti: e quindi ha deciso di avviare lei stessa una serie di contributi di strategia: che poi significa inaugurare una nuova serie di documenti, che avrà la sua fase di avvio tra settembre ed ottobre, ed avrà un obbiettivo di approfondimento delle analisi che già oggi produciamo, e di ampliamento dell’orizzonte delle valutazioni, e degli scenari che noi prendiamo in considerazione.

Questa serie di documenti sarà accompagnata, nel nostro progetto, da una serie di incontri via Webinar con i lettori, e stiamo valutando anche l’eventualità di un Seminario annuale.

Ci impegniamo ancora prima di iniziare: Faremo tutto ciò di cui siamo capaci per evitare di replicare quegli aspetti che abbiamo appena criticato degli altri “documenti di strategia”. Ovvero, mettere insieme tantissime parole, spunti, idee, per poi non arrivare ad alcuna conclusione.

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Per completare questo Post, con un esempio concreto che vi aiuti a comprendere di che cosa stiamo parlando, oggi noi vi segnaliamo un documento di qualità, pubblicato la settimana scorsa dalla Banca svizzera Pictet (Fondi Comuni di Investimento e gestioni patrimoniali), un documento che ci introduce al concetto di Slowbalisation.

In questo documento, Pictet disegna una nuova visione strategica, che loro hanno definito “era della slowbalisation”: molti degli spunti raccolti in questo documento si avvicinano a considerazioni e valutazioni che avete già letto in questo Blog, negli ultimi anni, e proprio per questo il documento a noi risulta condivisibile, ed apprezzabile.

Chi fosse interessato a riceverne copia in formato PDF non avrà che da scrivere al nostro indirizzo info@recce-d.com-

Mercati oggiValter Buffo