Può essere utile rileggere (1): come si fa la gestione del portafoglio

Tutte le Reti che piazzano Polizze vita e Fondi Comuni, da FINECO a Mediolanum, da Fideuram a Azimut a Banca Generali, a fine anno scrivono documenti di previsione per l’anno successivo.

Queste Reti di promotori finanziari, così come le banche che fanno collocamento attraverso gli sportelli, nei loro documenti hanno una regola ferrea: dire il meno possibili, non prendere (mai) una posizione netta, lasciare sempre tutto in sospeso. Tutti i clienti delle Reti, sia di private banking, sia bancarie, sia di promotori finanziari, sanno di che cosa stiamo parlando qui.

Tutto ciò detto, noi in questo Post vogliamo trarre uno spunto proprio da una pubblicazione di una di queste Reti, ovvero Allianz Investor Italia (la scelta è del tutto casuale, non implica alcuna selezione né alcun giudizio sulla Rete medesima, che non saremmo in grado di dare).

Nel testo, troviamo alcuni spunti utili. Ne abbiamo selezionata per voi una parte:

  • Il rialzo dei tassi d’interesse negli Stati Uniti, oltre che la riduzione del quantitative easing da parte della Federal Reserve (Fed) e della Banca Centrale Europea (BCE), con ogni probabilità nel 2019 comporteranno una diminuzione della liquidità e un aumento della volatilità. Affrontare con successo le sfide dei mercati potrebbe richiedere maggiori competenze: gli investitori dovrebbero puntare sulla selezione attiva degli investimenti piuttosto che accettare passivamente l’andamento di mercato, anche se nessuna strategia è in grado di offrire garanzie in termini di sovraperformance.

  • Negli ultimi anni, gli investitori si sono potuti permettere di “andare a traino” perché i mercati erano in rialzo, ma continuare oggi con questo approccio rischia di portare alla distruzione di valore anziché alla sua creazione. Entrando in un periodo di ridotta correlazione fra le asset class, maggiore volatilità e rendimenti inferiori, soprattutto sul fronte azionario, adottare un approccio attivo nell’allocazione degli investimenti e nella selezione dei titoli assumere un ruolo sempre più rilevante.

A noi di Recce’d questi due paragrafi sembrano utilissimi: siamo del tutto d’accordo con Allianz su questi punti. Specie sullo “andare a traino” e poi sul non “accettare passivamente”.

Non sappiamo però COME Allianz suggerisce ai suoi Clienti di reagire a queste sfide: con quali strumenti finanziari? Con quale movimentazione dei portafogli? Con quali obbiettivi? Comunicando le scelte in quale modo al Cliente che investe?

La sfida, dunque, è quella che dice Allianz: d’accordo. Ma come si fa?

Recce’d ha una soluzione, ed è molto probabilmente diversa e distante da quella di Allianz così come da quella di FINECO e da quella di Mediolanum e di tutte le altre già citate e non citate. Noi NON operiamo in confitto di interesse, e questo fa tutta la differenza.

In precedenti occasioni, ed in precedenti serie di Post, negli ultimi anni, abbiamo fornito ai lettori del sito una serie di indicazioni specifiche su come sia possibile realizzare una gestione che offre rendimenti assoluti, slegati dal benchmark, con un rischio di portafoglio mantenuto sempre al di sotto di certi limiti.

La nostra soluzione operativa per gli anni a venire è ispirata dalle parole che potete leggere qui di seguito: è questa la sfida di cui parla Allianz, ma qui viene descritta in modo più specifico.

There’s a growing consensus that extreme moves point to a paradigm shift: A new era where the Federal Reserve is no longer propping up markets, growth is topping out, U.S. protectionism derails earnings and rising rates upend developing-nation economies.

There’s evidence to suggest that, rather than being assailed by a brutal new era of big moves, investors have simply spent too long cosseted by low volatility and one-way markets. In psychological terms, it’s known as the recency bias. Traders got used to tranquility, making the current ride seem rougher than it is.

“This always tends to happen when you introduce some fear into the equation, and generally when the market goes south, people’s fear escalates,” said Jim Paulsen, chief investment strategist at Leuthold Weeden Capital Management LLC. “Their time horizons shorten.”

“Volatility we’ve experienced in the past few years was pretty low by historical standards, and it was suppressed by the coordinated easy monetary policies across the world,” said Alex Bellefleur, chief economist and strategist at Mackenzie Financial Corp.

“We’re slowly returning to a more normal volatility regime. It’s unlikely that we go back to the lows, but there’s nothing abnormal about that.”

“Markets participants are more high-strung amid the downturn in global equities, credit, EM and commodities,” Alvin Tan, a director of FX strategies at Societe Generale in London, wrote in a note to clients this week. “Tape bombs can shake things up in this febrile atmosphere, at least temporarily.”

 

Mercati oggiValter Buffo
Il timone per evitare i miraggi

La parola del giorno, del mese e dell’anno, sui mercati finanziari è sicuramente “miraggio”: ovunque, potete leggere la parola “miraggio” come sola spiegazione possibile per il clima (irreale, assurdo ed anche un po’ stupido) che sui mercati si respirava solo 12 mesi fa.

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Tutto è (meglio dire: è stato) un miraggio: dagli utili delle Società quotate, alla crescita economica in Europa, di cui ci parla il brano che segue, alla fine di questo Post.

Come può un investitore difendersi dai “miraggi” creati ad arte dai media, dalle banche globali di investimento, e dalle nostre Reti di Vendita di Polizze Vita e di Fondi Comuni di Investimento?

Una delle possibili soluzioni è proprio il servizio di Recce’d.

The euro zone’s stronger than expected economic expansion in 2017, which gave rise to the notion of a “synchronized global recovery” and drove one of the most positive and least volatile years on record for world markets, increasingly appears to have been a mirage. The latest manufacturing PMI figures from MarkIt on Friday showed declines across the euro zone. 

The weakness in all of the region’s economies is conspicuous, as is Italy’s drop below the level of 50 that marks the dividing line between manufacturing contraction and expansion. The only shaft of light is that Greece for the first time in many years now has a healthier manufacturing sector than any of the four biggest euro zone economies. That should provide good cheer for all those who wish Greece well after its crisis-hit decade, but speaks volumes about the disappointments in the core of the euro zone.

What exactly happened? Jean Ergas, chief economist of Tigress Financial Partners in New York, put it this way: Europe enjoyed a “recovery” as domestic demand caught up after years of austerity. But it was never something that could be called an “expansion.” Any lasting expansion will need to survive the political risks now emanating from Italy, and from the Brexit process.

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Mercati oggiValter Buffo
Il timone che tiene la rotta (parte 1)

Quando nessuno capisce più nulla, i naviganti si aggrappano a quello che resta, cercano un appiglio il più solido possibile, e al tempo stesso si fanno prender dall’ansia.

Recce’d propone da molti anni una soluzione a questo problema: un timone che tiene la rotta, in modo affidabile e coerente, sia quando sui mari c’è “calma apparente” sia quando le onde si fanno più alte e c’è all’orizzonte la tempesta, come accade oggi.

Ci sembra utilissimo rivedere oggi una pagina del sito di Bloomberg di tre mesi fa (nell’immagine qui sotto), e chiedere ad ogni lettore: che cosa vi dicevano, tre mesi fa, i vostri promotori, private bankers, consulenti? Lo ricordate? No? Andate magari a rileggere qualche cosa che vi è stato mandato, in quelle settimane estive, e fate un confronto.

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E’ facile capire, alla luce di titoli come quello precedente, perché oggi la maggioranza degli investitori giudica il 2018 come “un anno da dimenticare” (nel grafico sotto). Di certo, non è così per i nostri Clienti.

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Ovvio che non è finita qui. Ovvio che è presto, per ricavare conclusioni. Ovvio che siamo nel pieno di una fase di turbolenza, e tutto dipenderà da come andrà a finire. Per aiutare il lettore del sito a analizzare la situazione, sotto proponiamo un grafico di Deutsche Bank, che spiega come si creò la fase di RISK OFF di inizio 2016. Così, potrete valutare meglio le prospettive per il gennaio 2019.

Ciò che oggi possiamo dire con certezza, anche prima della fine della fase di turbolenza, è che il 2017 resterà un fatto isolato. Il mercato oggi è fondamentalmente diverso, come spiega il grafico che segue.

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Il “cambiamento di umore” di cui si scrive qui sopra segue un cambiamento dei FONDAMENTALI, cambiamento che possiamo riassumere con il brano che segue, brano che commenta la settimana che si è appena conclusa. Ogni investitore che voglia essere consapevole delle sue scelte, almeno su questo punto deve avere le idee chiare. In caso contrario, forse la cosa migliore sarebbe vendere tutto e … tornare ai Buoni Postali.

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Mercati oggiValter Buffo
Che cosa faremo per voi in Recce'd nel 2019

Può essere utile tornare indietro nel tempo, a rileggere alcuni dei nostri Post pubblicati molti anni fa nel Blog, per avere più chiaro ciò che Recce’d produce ed è in grado di offrire al risparmiatore che investe sui mercati finanziari.

Per questo, oggi 8 dicembre 2018 pubblicheremo, in alcuni Post che seguono questo, una serie di suggerimenti di ri-lettura.

In questo Post, vogliamo premettere alcuni punti fermi della storia di Recce’d.

Ci sembra utile ripetere, con parole nuove, quale è la sostanza del nostro lavoro, che servizio offriamo al Cliente, quale è la nostra collocazione nel settore dei servizi al risparmio. Le ragioni del nostro successo.

In estrema sintesi: i fatti che si sono accumulati lungo la nostra storia dimostrano che Recce’d è in grado di mettere a disposizione del Cliente investitore tre cose:

  1. strategie di investimento non tradizionali (NON asset allocation), innovative e di elevata qualità nella elaborazione, che dal 2007 ad oggi ci hanno messo nella condizione di offrire, a chi investe con Recce’d, rendimenti (medi) ben superiori a quelli medi di mercato per portafogli a volatilità controllata (tra 5 e 7 di deviazione standard annualizzata)

  2. massima efficienza e trasparenza nei costi del servizio: una messa in pratica di queste strategie di investimento effettuata con strumenti finanziari che AZZERANO le commissioni di gestione implicice in prodotti come i Fondi Comuni di Investimento, le Polizze Vita e le Polizze Assicurative

  3. una comunicazione del tutto innovativa con il Cliente: una comunicazione con standard di qualità elevati che (per la prima volta) mette il Cliente nella condizione di capire PERCHE’ il suo portafoglio viene investito in quella specifica posizione, con quali ragioni sottostanti, con quali obbiettivi e con quali rischi. Una comunicazione multicanale che utilizza il Web così come ogni altro canale che oggi è disponibile, e che verrà ulteriormente potenziata ed integrata già nei primi mesi del 2019

Ovvio, ma lo stesso utile, ribadire è che non facciamo promesse: sarebbe non solo azzardato, ma pure irresponsabile. Non si possono fare promesse. Come gestori, noi di Recce’d possiamo SFRUTTARE al meglio i movimenti dei mercati finanziari, ma non possiamo farlo andare dove i nostri Clienti vorrebbero nei tempi che i nostri Clienti vorrebbero. Per quello, serve … il Mago Silvan.

Ovvio, ma utile, ricordare anche che NON siamo capaci di AZZERARE la volatilità dei Clienti; i quali Clienti vedranno quindi le loro posizioni di portafoglio andare anche in MINUSVALENZA e vedranno anche il risultato complessivo del loro portafoglio scendere sotto zero per alcuni periodi. Come ripetiamo spesso, c’è però una grandissima differenza tra minusvalenze temporanee e minusvalenze irrimediabili, da investimenti SBAGLIATI.

Fatte queste due precisazioni, resta che Recce’d è in grado di offrire una combinazione di servizi UNICA: unica per affidabilità, unica per comunicazione, unica per trasparenza, unica per l’efficiente gestione dei costi che il Cliente sopporta. E (fatto anche più importante) unica nei risultati.

Mercati oggiValter Buffo
Che cosa succederà in gennaio? Parte 5: le Borse

Detto della Fed Put nel Post che precede questo, ci sono poi molti altri fattori che incidono ed incideranno sull’andamento delle Borse.

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Sarà utile riflettere, ad esempio, sull’andamento dei settori (banche e Tech in testa): come ci ricorda il grafico qui sopra, siamo passati in pochissimo tempo dai “nuovi record della Borsa di New York” ad altri tipi di record. E presto ne vedremo ancora altri.

Sarà utile poi ricordare che la Borsa di New York per 24 mesi ha fatto storia a sé, un fatto che certamente nel 2019 non potrà ripetersi. Nel grafico che segue, vedete l’andamento della Borsa europea.

Per chi ha la passione dei grafici, poi, potrebbe essere utile dare uno sguardo ad alcune “configurazioni” recenti, tra cui c’è la “death cross” di cui ci parla il grafico che segue.

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L’opinione di Recce’d è che guardando nel futuro delle Borse potrebbe essere utile tenere a mente ciò che abbiamo appena visto per il petrolio (grafico qui sotto) e riflettere sulle ragioni alla base di questo ribasso.

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Mercati oggiValter Buffo