Il punto di svolta. Per l'industria del risparmio

Ci occupiamo in questo Post di un tema che vi tocca direttamente.

Questo perché la maggior parte di voi, che leggete il nostro Post, siete anche Clienti di questi signori di cui vi parliamo.

Il dato più importante, senza ombra di dubbio della prima fase delle trimestrali è la trimestrale di Blackrock. Cosa è Blackrock? La più grande Società di Fondi Comuni nel pianeta Terra.

Il vostro Private Banker, il vostro promotore finanziario, il vostro “consulente” finanziario, sicuramente vi ha fatto investire almeno in un Fondo Comune di Blackrock.

Tutti utilizzano i Fondi di Blackrock, almeno nelle cosiddette Linee Multimanager: tutte le grandi Reti di promotori finanziari in Italia, come a puro titolo di esempio Mediolanum, o Fideuram, oppure Azimut, o anche FINECO, e poi tutte le medie e piccole realtà italiane che vendono i Fondi Comuni. Spesso senza dirlo al Cliente, avete in portafoglio i “prodotti finanziari” di Blackrock, come di UBS, come di JP Morgan, e poi di Allianz oppure anche Fidelity, come di tanti altri “nomi” esotici. In Italia, si sono riempiti tutti.

A che vi serve? Dove vi porterà questa scelta?

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Per capire dove vi porterà, sarà bene che vi facciate spiegare il grafico qui sopra. Si tratta del prezzo di Borsa di Blackrock a New York, aggiornato alla settimana scorsa.

Nel grafico, c’è un calo del 30% dai massimi, un calo che continua dopo le trimestrali del terzo trimestre che sono in corso. Curioso? Di più, è stranissimo.

Diciamola tutta, e chiaramente, tanto si ragiona tra persone adulte, e nessuno crede più alle favole per i bambini.

Tutto quanto il QE, dal 2009 ad oggi, è stato solo e semplicemente un regalo fatto con soldi di tutti a questi signori qui: a Blackrock, a tutti i gestori di Fondi Comuni di investimento, e poi a tutte le Reti come le citate FINECO, Mediolanum, Fideuram e Compagnia.

Gente a cui lo Stato (attraverso la BCE, la Bank of Japan, oppure la Federal Reserve) ha regalato utili, utili fatti senza lavorare e restando semplicemente seduti a guardare (come una rendita di posizione) mentre le Banche Centrali si occupavano di gonfiare le loro masse gestite, e quindi le loro commissioni.

Grazie a questa operazione spregiudicata (i cui risultati, ad oggi, restano tutti da valutare), i Clienti finali, le famiglie e le Aziende (in Italia, in Europa, negli Stati Uniti), ancora oggi sono investiti in strumenti, o meglio in “prodotti finanziari” come i Fondi Comuni, che in nove casi su dieci fanno peggio del mercato di riferimento. I dati che lo documentano li trovate su qualsiasi mezzo di informazione, specialistico ma pure generalista (ed anche nel Blog).

I Clienti buttano via i loro soldi, pagano per l’inefficienza fatta ad industria: e lo sanno, ma continuano a farlo. Potere della normativa di settore e potere del marketing ossessivo, che NON FA CONOSCERE al pubblico dei risparmiatori quale è la realtà dei dati.

Ma allora, perché? Perché il mercato di Borsa ha girato violentemente le spalle proprio al leader di questa industria, che è appunto Blackrock? Perché ha azzerato ogni “effetto Trump”?

Fatevelo raccontare: dovete pretendere una spiegazione.

Oppure, leggete i Post di questo Blog nei quali Recce’d anticipava proprio questa fase, quella nella quale lo Zeppelin del risparmio gestito va verso la sua fine che poi ha molto di simile con quella dei supermercati, come dimostra il recentissimo fallimento della catena Sears negli Stati Uniti. Banalmente, è obsolescenza di strumenti e metodi vecchi, superati nel tempo da soluzioni che sono più efficienti e meno costose del 3% annuo che il Cliente oggi paga alla sua Rete di promotori finanziari travestiti da private bankers.

E in chiusura, cosa dire delle banche? Delle banche, non parliamone proprio. Fatevi raccontare come sono andate, di recente, in Borsa. I nostri Clienti, su questo tema, hanno operato in portafoglio.

Una sola cosa è certa: qui, la svolta c’è già stata, e si vede ad occhio nudo. La vede anche un bambino.

Mercati oggiValter Buffo
Il punto di svolta? Per le vostre performances

La tabella di Morningstar che già conoscete ci conferma qualcosa che noi già sapevamo.

A metà ottobre, i risultati dei portafogli di Recce’d sono migliori della media mercato, nel 2018: come quasi sempre è stato, dal 2007 ad oggi, con due sole eccezioni. I conti definitivi, naturalmente, si potranno fare poi a fine 2018.

Però già oggi, qualche riflessione si può fare, visto che il 2018 sicuramente NON è stato un anno di crisi.

Nei numeri della tabella in basso (prima colonna: risultati 2018; quarta colonna: rendimenti a tre anni) c’è la concreta dimostrazione di quanto noi abbiamo scritto più volte: il vecchio modello di costruzione del portafoglio, la asset allocation del Private Banking, è un modello perdente, superato dai tempi (se mai in passato fu efficace); mischiare un po’ di azioni ed un po’ obbligazioni, e diversificare chiudendo gli occhi, un po’ di qua un po di là, come fanno le Reti di vendita, è un modo di PERDERE denaro, non solo nel 2018 ma per tutto il prossimo decennio.

L’anno che per voi conta davvero non è il 2018: chiedetevi che cosa succederà nel 2019, invece.

Per dominare il rapido cambiamento di scenario, che tutti ormai stanno riscontrando, servono tecniche, strumenti ed analisi innovativi. Serve togliersi di dosso le ragnatele e guardare ai propri investimenti in modo diverso.

Recce’d nno fa miracoli, non li può fare né li promette. Ma può stare fuori dal gregge, e ci starà sempre anche in futuro. Conviene, a noi ed ai nostri Clienti.

A differenza del 2017, non ci sarà ogni anno un “regalo di Natale”, ovvero un Donald Trump che regala denaro alle Società quotate in Borsa. Non ci sarà per sempre un Draghi che si esercita con il bazooka (che poi spara … coriandoli). Anni come il 2017 sono, banalmente, eccezioni, eventi imprevedibili e non ripetibili.

Babbo Natale non esiste, smettetela di sognare ad occhi aperti. Oggi e qui, dovete cavarvela con i vostri mezzi, e non affidarvi alla Provvidenza. Quindi, buon lavoro.

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Mercati oggiValter Buffo
Il punto si svolta? Per lo S&P 500
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Resta una sola domanda, ovvero resta una sola cosa che non ha alcuna spiegazione, in tutto il panorama globale.

Borse Europee, Borse Asiatiche ed Emergenti, tassi di interesse, tassi di cambio, tassi si crescita dell’economia (nell’immagine che apre il Post): tutto sta rientrando verso la normalità, dopo le follie autentiche che abbiamo visto nel 2017. Persino il VIX, che adesso in molti vedono rimanere sopra 15 (nell’immagine sotto).

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Tranne la Borsa di New York: sostenuta da fattori come quelli che anche nel Blog sono stati documentati, primo fra tutti un malinteso ed assurdo “patriottismo” dei piccoli investitori negli Stati Uniti, che ha portato questi investitori ad investire senza riguardo per i rischi.

I rischi adesso ci sono e si vedono: ma chi spinge (ogni giorno) sul rialzo di Wall Street, dalle tv come CNBC alle Reti che vendono i Fondi ai consulenti come Zacks, continua ripetere che “gli utili negli USA crescono del 20%”, nascondendo a chi li ascolta il fatto basilare ed elementare dell’investire in Borsa, ovvero che ciò che conta per tutti gli investitori sono, solo ed unicamente, gli utili FUTURI e non quelli di oggi.

“This truly is a dogfight between the bulls and the bears, and really between strong fundamentals and nagging issues right on the horizon. What we’re seeing though is some consolidation as the market tries to find its course.”

“Everyone accepts that earnings growth will slow next year and that interest rates are going to rise. Historically that’s not a great cocktail for stocks.” Young also pointed to a weakening global economy and an overly hawkish Fed as reasons for caution going forward. “I think there’s a chance that the bull market has peaked,” he said.

Equities have had their three worst sessions since April in the space of eight days, narrowly escaping a fourth straight down week thanks to a Thursday rally. An earnings season everyone hoped would restore order has instead sent signals that the future is murkier than bulls realized, particularly on the inflation front, where many of their nightmare scenarios reside. It’s not that earnings are weak. S&P 500 companies are on pace to expand profit by 20.7 percent in the June-September period and are headed for the biggest annual increase in eight years.

Quando si risolverà questa, ultima ed estrema, anomalia? Non lo sappiamo.

Come si risolverà? Quello, noi lo sappiamo. Ed anche voi, se ci pensate bene.

Recce’d da lunedì 22 a venerdì 26 ne scriverà, ogni giorno, in The Morning Brief

Mercati oggiValter Buffo
Il punto di svolta? Per l'Italia
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Abbiamo più volte segnalato ai nostri Clienti, e poi anche nell’ultima settimana ai lettori di SoldiOnline.it, ed ovviamente anche qui sul nostro sito, il fatto che la lunga e sfiancante battaglia tra l’esercito degli entusiasti ed il resto del mercato stia avvicinandosi ad una soluzione finale.

La situazione italiana è un esempio tra i tanti che potremmo fare: non ripeteremo qui osservazioni già sviluppate, anche in questo Blog, negli ultimi mesi, ma ci limiteremo a segnalare la novità del momento, che potrebbe fare precipitare la situazione.

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Il collo di bottiglia va facendosi via via più stretto, ed oggi, sabato 20 ottobre, si terrà un Consiglio dei Ministri dal quale di certo NON uscirà una rottura, ma che allo stesso tempo può avere un solo sbocco.

I due partiti della coalizione NON vogliono oggi una caduta del Governo. Quindi, non possono litigare fra loro. La sola ed unica via di uscita (la ritirata, oggi, non è possibile: perché … ma quando gli ricapita?) è spostare lo scontro.

La pace nel Governo, nell’immediato, verrà preservata. A farne le spese non potrà che essere il rapporto con l’Europa. Il che significa: andare a guardare l’Unione negli occhi, e verificare quanto è solida.

Non sono rimaste altre strade per andare avanti, indietreggiare è fuori discussione, e si metteranno in conto nuove tensioni sui mercati finanziari (che al momento sono un costo sopportabile, almeno nell’immediato).

Il futuro? Per loro, oggi non importa: anche perché in primavera ci saranno le Elezioni Europee, che arriveranno comunque prima del primo rialzo del costo del denaro da parte della BCE (sotto nel grafico).

BCE che ha le sue evidenti responsabilità, in ciò che state vedendo: se il costo del debito italiano non fosse stato su livelli che si possono solo definire assurdi, sei mesi fa, i calcoli del Governo in carica sarebbero stati, gioco forza, meno disinvolti.

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Mercati oggiValter Buffo
Ma che fine hanno fatto? (parte 3)

Dove sono finiti, quelli che avrebbero dovuto spiegarvi quali sono le conseguenze della fine del QE? Oppure, per caso, vi dicevano che non sarebbe cambiato nulla?

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Dove sono finiti, quelli che vi raccontavano che l’economia globale era entrata in una (probabilmente lunga) fase di aumento del ritmo di crescita economica? Vi hanno aggiornati, tra settembre ed ottobre, sul come sta cambiando la situazione?

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Ma soprattutto: quelli che vi spiegavano di scommettere ad occhi chiusi sulle Borse, perché per molti anni il tasso di crescita degli utili sarebbe stato superiore alla media storica, adesso vengono da voi a spiegarvi perché sui mercati ci sono molti dubbi?

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Un suggerimento pratico: verificate se il vostro Private Banker vi ha già informati sulle revisioni al ribasso che sono in corso per quello che riguarda gli utili delle Società quotate. Nel grafico sotto, i dati aggiornati per gli Stati Uniti.

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Un secondo suggerimento pratico: se non vi hanno ancora spiegato l’importanza del cambio dello yuan cinese per le prossime settimane e mesi, meglio chiedere notizie in proposito (nella parte in basso del grafico sotto).

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Mercati oggiValter Buffo