Crime fiction (parte 3)

Spoiler: tutti sanno chi è "l'assassino".

Lo scriviamo da tempo, ed abbiamo lavorato proprio su questo tema la settimana scorsa, nel Morning Brief dedicato ai Clienti: la svolta a favore della "politica fiscale" che mette da parte la politica monetaria, ha un chiamo messaggio per tutti.

L'obbiettivo prioritario, ora, è supportare l'economia reale. Non è più, quindi quello di supportare "i mercati" e soprattutto le grandi banche globali.

E' stato deciso ed annunciato da tempo, ma moltissimi non hanno ancora capito. Nulla oggi è più come prima. I "mercati" non verranno più messi davanti a tutto. E' stato detto molto chiaramente.

Questo ci obbliga a perdere soldi in futuro sui nostri investimenti in titoli? Assolutamente no. Ma ci obbliga, ora e subito, a fare scelte forti.

Perché qualcuno guadagnerà (molto) e molti invece perderanno. E curiosamente a perdere saranno proprio quelli che, fino ad oggi, hanno giocato la parte dei "fan" di Draghi e della BCE.

Mercati oggiValter Buffo
Crime fiction (parte 2)

Qualcuno considera alcuni nostri Post troppo forti. Altri invece ci ringraziano per la capacità di esprimere una visione non convenzionale, magari non sempre non tranquillizante ma che contribuisce allo sviluppo di idee nuove.

Abbiamo insistito, ormai da anni, sul tema della scomparsa dei "dinosauri" del risparmio e della finanza, un tema che poi l'attualità ha portato a galla in modo molto urgente, anche nelle ultime settimane.

La "scomparsa dei dinosauri" non riguarderà però soltanto il settore bancario, e non siamo noi di Recce'd a dirlo. Lo sostengono in molti. John Chambers, che ha creato Cisco, proprio ieri ha dato su questo tema il suo parere in una riunione del Fondo Monetraio Internazionale, e vi riportiamo la sua visione delle cose qui sotto, con le parole originali: come vedete, non tutti i cambiamenti sono da respingere, perché ne potranno derivare anche importanti benefici. Non per i dinosauri, certo. 

Technology will fuel an increase of up to 3% in the gross domestic product of every country over the next decade, the executive chairman of Cisco Systems said at an International Monetary Fund panel Wednesday. “If you look at what is in front of us, I think it will transform every person’s life. A digital world that we are now about to encompass will transform every country. Economically, my view is that the next decade, incrementally we’ll have $19 trillion in economic growth.  Average median income will also “increase dramatically,” Chambers predicted, as long as “technology is done right.” Technology should drive up a country’s GDP anywhere from 1% to 3%, he said. "But more than 40% of businesses will disappear over the next decade”.

Mercati oggiValter Buffo
Crime fiction (parte 1)

Per distrarre la mente dai problemi di ogni giorno (siano essi le bollette il dentista oppure la volatilità della sterlina) può essere utile un libro giallo: l'Italia ha una tradizione limitata (con eccezioni di notevole livello), ma nella tradizione anglosassone c'è abbondanza di offerta, e una qualità media elevata.

Chi è appassionato di libri gialli sa che c'è un momento in cui tutti i tasselli sembrano andare al loro posto. la medesima impressione si potrebbe avere stasera, 5 ottobre 2016, con il Treasury a 10 anni che sale al rendimento più alto (prezzo più basso) dal giorno di Brexit, mentre però lo S&P 500 sale verso quota 2.200 punti. Come sarebbe? E poi lo yen che sale sopra 103 contro dollaro, ed il petrolio che in questo momento scambia a 49,80$ sul mercato Nymex. Proprio mentre la Bank of Japan, e poi la BCE, annunciano al Pianeta che la fase di discesa dei rendimenti obbligazionari è finita per sempre.

Ma come? Come funziona, adesso?

La vita reale, però, è diversa dalla crime fiction perché non succede mai, che tutti i tasselli vadano al loro posto. O magari poi ci vanno, ma spesso in modo caotico, disordinato, e purtroppo in qualche caso violento. Le cose continueranno a tenere questo ritmo lento? Questo ritmo di valzer lento Fine-di Secolo?

Oppure, domani o lunedì, si comincerà magari a ballare una sfrenata rumba? Ah, Sudamerica, Sudamerica ...

Mercati oggiValter Buffo
MPS: tragicommedia (parte 3)

Non vale il nostro, né il vostro, tempo un ulteriore commento alla vicenda MPS nelle sue più recenti evoluzioni: la denuncia del Corriere (De Bortoli) e la reazione del'imprenditore Carrai che annuncia querela.

Siamo di fronte a qualche cosa che può essere paragonato ad una "opera buffa" del Settecento, se non fossero in ballo così tanti soldi. Anche i soldi nostri e vostri, purtroppo: non come investitori (noi ci teniamo lontanissimi da storie come MPS, e non da oggi ma da dieci anni, a differenza della maggior parte dei consulenti e dei gestori di GPM e Fondi. Ma come cittadini, sono i nostri soldi che vengono spostati a destra e sinistra in questo balletto tragicomico.

Una sola certezza: si stanno facendo altri danni. Oltre a quelli fatti fino ad oggi, si aprono altri buchi: e questo perché si sinsiste, anche oggi, a procedere con la logica del circolo ristretto, degli "amici degli amici", quelli nel "circolo delle banche". Tutto, pur di tenerne fuori il mercato e la sua azioni di riordino: lo ha spiegato anche ieri il Ministro Padoan, che si è presentato come "facilitatore": ma di che cosa? Degli interessi di chi? Per conto di chi? Fate nomi e cognomi, grazie: non c'entra qui "l'interesse del pubblico".

Vi facciamo notare a questo proposito la mancanza di interventi, a tutto oggi, da parte delle Autorità: quando leggete che qualcuno nel settore del risparmio si fa pubblicità scrivendo "siamo viglilati da Banca d'Italia", riflettete sul fatto che sono viglilati anche MPS, Veneto Banca, Popolare Vicenza, e così via.

Mercati oggiValter Buffo
La sterlina GBP: una scommessa persa? (parte 3)

Il tema per noi è scottante: è questa la sola posizione in difficoltà, nei nostri portafogli modello, e lo è ormai da tre mesi. Un fatto insolito, anzi unico per i portafogli di Recce'd dopo il 2013. La performance dei portafogli modello resta oggi al di sopra di quelle medie di mercato, lontana da quelle dei portafogli ad asset allocation. E nondimeno siamo attivi ogni giorno per fare ancora di più.

Quindi seguiamo con massima attenzione la sterlina ed il suo cambio con l'euro, che è quello che conta per i nostri portafogli. Seguiamo con altrettanta attenzione però il cambio della stessa sterlina con il dollaro USA, perché è quel cambio (e non quello contro euro) che conta per il mercato FX.

Da questa mattina il nostro The Morning Brief dedica tutta la sua terza Sezione, l'Analisi, alla Brexit ed alla sterlina GBP, fino al prossimo venerdì: questo perché noi immaginavamo che l'intervento del Primo Ministro del Regno Unito, Theresa May, di stamattina avrebbe mosso le acque.

E le ha mosse: come vedete nel grafico sopra, ha riportato il cambio della sterlina contro euro sui livelli minimi del dopo-Referendum.

Il grafico è interessantissimo anche perché ci aiuta a mettere il cambio attuale in prospettiva: la sterlina viene scambiata oggi ai medesimi livelli di inizio 2013, sotto i livelli minimi della crisi del 2011. Da sottolineare il fatto che questo cambio oggi fa il paio con un euro forte, a 1,1250 contro USD.

La nostra posizione operativa sulla valuta del Regno Unito non cambia: e stiamo valutando se e quando operare ancora sulla sterlina GBP, che a questi livelli per noi di Recce'd è interessante. I nostri clienti saranno informati con i nostri ALERT operativi, se valuteremo che esista un'opportunità operativa.

La nostra linea resta la medesima: saranno i dati, e non altro, d dire dove sarà la sterlina tra tre, sei e nove mesi. May è stata costretta, nel suo intervento di oggi, a "ripredere in mano le cose" ed utilizzare il tono duro per la semplice ragione che da tre mesi è ferma e njon fa nulla. Noi prevediamo che si tornerà già domani mattina a toni più realistici, e la realtà su queste materie impone sia cautela sia gradualità sia senso pratico.

Nel frattempo, i dati escono ogni giorno: e non possiamo certo trascurare il fatto che, in barba alle più autorevoli previsioni catastrifiche, l'indice PMI stamattina ha toccato il suo livello più alto degli ultimi 27 mesi: avete letto bene, ventisette.  E proprio l'indice della manifattura, proprio quello che avrebbe dovuto "crollare" per la catastrofe annuncita della spesa per investimenti. Non tutto è come sembra.

Mercati oggiValter Buffo