I grandi guadagni del 2021, l'anno che risolve
 

Pubblichiamo oggi, 9 gennaio 2021, cinque nuovi Post, che concludono la serie avviata nel 2020 per ringraziare i lettori regolari del nostro Blog, ed augurare in questo modo a tutti loro un 2021 ricco di successo e buoni risultati sui mercati finanziari. Per ragioni che questo Blog ha esposto, in modo qualificato e dettagliato, negli ultimi due mesi, il 2021 sarà probabilmente l’anno più complicato e difficile degli ultimi 12. Ma proprio per questa ragione, sarà carico (ma davvero pieno zeppo) di opportunità di fare bene e quindi di fare performance. Noi, insieme ai nostri Clienti, davvero non vediamo l’ora. Con questi Post di fine anno ed inizio anno diciamo quindi addio al 2020, e benvenuto al 2021. Diciamo inoltre addio al nostro Blog nella forma attuale: il Blog (come abbiamo già annunciato) cambierà formato e natura, e questo sarà solo uno dei tanti sforzi che arriveranno a completamento nel 2021, e che stravolgeranno sia le modalità sia la strategia della comunicazione di Recce’d.

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Volete a costo zero una utilissima lezione su come investire i vostri risparmi?

Il giorno 8 gennaio 2021, l’indice della Borsa USA ha chiuso a 2825 punti. Un nuovo massimo assoluto nella sua storia.

Fatto celebrato, sia da CNBC, sia da Milano Finanza, sia da Corriere Economia, sia da Sole 24 Ore Plus, sia da un milione di milioni di siti Web. “Le Borse sono tutte in forte rialzo!”, “Prevale l’ottimismo”.

Ora, fate bene attenzione ai numeri: l’indice S&P 500 sta oggi a 3825 punti, ed era arrivato il giorno 9 novembre 2020, ovvero esattamente due mesi prima, a 3668 punti.

La differenza fa: 157 punti. Non è uno scherzo: è vero!

Volete che facciamo noi la percentuale, oppure fate da soli?

Dove sta la lezione? Se ve lo state chiedendo, allora proprio non ci siamo. Dovete correre ai ripari. E noi qui vi aiutiamo, gratis.

fate bene attenzione: negli ultimi due mesi abbiamo avuto:

  • l’annuncio di un vaccino

  • poi l’annuncio di un altro vaccino

  • poi l’annuncio di almeno altri 20 vaccini

  • l’avvio della fase di somministrazione dei vaccini

  • il piano di sostegno all’economia approvato dal Congresso USA

  • la vittoria dei Dem in Georgia

  • un secondo, e più grande, piano di sostegno all’economia che è stato promesso da tutti a tutti

  • almeno cento dichiarazioni della Federal Reserve che dice: “anche se sale l’inflazione, ed anche se l’economia si riprende, noi continueremo a fare QE lasciano i tassi ufficiali di interesse a zero”.

Lezione di investimento: se questo elenco ha prodotto un rialzo di 4,2 punti percentuali in sessanta giorni, sarà sufficiente per azzeccare le prossime scelte di portafoglio fare un secondo elenco, delle notizie che potrebbero arrivare nei prossimi tre, sei, dodici mesi (ad esempio: un terzo piano di sostegno all’economia, nei prossimi 12 mesi? ad esempio: un ulteriore aumento del QE da parte della Fed, nei prossimi 12 mesi? ad esempio: un miglioramento degli utili e della crescita del PIL, nei prossimi 12 mesi? noi pensiamo si possa escludere un’altra Elezione di Biden, ma non si sa mai), vedete un po’ voi ) , e ricavarne la più probabile variazione dell’indice S&P 500.

E per conseguenza, anche di tuti gli altri indici di Borsa del nostro amato Pianeta.

Non è un esercizio difficile, e può essere anche divertente. A questo elenco, poi aggiungete un ultimo punto: che a nostro giudizio, è il punto che avrà il peso maggiore sui risultati del vostro portafoglio di Fondi Comuni e titoli. Ne ha scritto Bank of America, e si tratta di una statistica, di un dato di fatto, di un dato oggettivo. Che avrà una grandissima influenza sui vostri risultati, e sui risultati di tutti.

Dove si faranno i soldi, nel 2021? Sta scritto qui sotto, in poche parole..

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Mercati oggiValter Buffo
Molto, molto, molto peggio del 1999
 

Pubblichiamo oggi, 9 gennaio 2021, cinque nuovi Post, che concludono la serie avviata nel 2020 per ringraziare i lettori regolari del nostro Blog, ed augurare in questo modo a tutti loro un 2021 ricco di successo e buoni risultati sui mercati finanziari. Per ragioni che questo Blog ha esposto, in modo qualificato e dettagliato, negli ultimi due mesi, il 2021 sarà probabilmente l’anno più complicato e difficile degli ultimi 12. Ma proprio per questa ragione, sarà carico (ma davvero pieno zeppo) di opportunità di fare bene e quindi di fare performance. Noi, insieme ai nostri Clienti, davvero non vediamo l’ora. Con questi Post di fine anno ed inizio anno diciamo quindi addio al 2020, e benvenuto al 2021. Diciamo inoltre addio al nostro Blog nella forma attuale: il Blog (come abbiamo già annunciato) cambierà formato e natura, e questo sarà solo uno dei tanti sforzi che arriveranno a completamento nel 2021, e che stravolgeranno sia le modalità sia la strategia della comunicazione di Recce’d.

 

Avete letto, sia qui in questo Blog, sia in numerosissime altre sedi (dai quotidiani, alle pubblicazioni per la vendita di banche di investimento come Morgan Stanley e Goldman Sachs, fino al materiale pubblicitario di Fideuram, Fineco, Mediolanum e compagnia) il paragone fra la situazione di Borsa del 2020 e la situazione delle Borse nel 1999.

Il tema non ci appassiona: “la storia non si ripete mai, ma spesso fa rima”, scrisse Mark Twain, e ci pare che la frase sia sufficiente a chiudere ogni questione.

Ma lo spirito di servizio gratuito, che da sempre ha animato il nostro Blog, ci spinge ad offrire al lettore un supporto informativo, un ancoraggio alla realtà, un set aggiornato di informazioni: che spieghi perché il paragone tra il 1999 ed il 2020 è totalmente sbagliato.

La situazione, nel 1999, era gravissima, e produsse danno profondi per le economie di tutto il Mondo.

Ma tutto ciò che si vide allora è NULLA rispetto a ciò a cui andiamo incontro oggi. Il rapporto è di 1 a 100, oppure di 1 a 1000. Negli anni 2000-2003 ci furono conseguenze gravi, ma controllabili, per gli investitori, per le famiglie, per le imprese, per i Governi.

Oggi, la situazione è fuori da ogni possibile controllo.

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Sarà sufficiente un semplice grafico, come quello qui sopra, ad illustrare la differenza. Nulla, di ciò che successe nel passato, può essere paragonato agli eccessi che si stanno verificando oggi.

Ci sono, va riconosciuto, una serie di tratti in comune: primo di tutti, il ruolo attivo delle banche globali di investimento, attive nel buttare tutta la benzina che è a loro disposizione per alimentare l’incendio, incuranti delle conseguenze per l’insieme dei mercati finanziari e delle economie.

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Non si tratta di una novità: ma questo fatto supporta però la nostra affermazione. la situazione è molto, molto più grave rispetto al 1999, perché tutti sono coscienti ed informati di come vanno le cose. basterà una semplicissima tabella per dimostrarlo, tabella che è a disposizione di chiunque (sotto).

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L’industria della Finanza e del risparmio gestito non ha alcuna intenzione di aiutare gli investitori: in frangenti come questi, il solo scopo di banche, promotori finanziari e private bankers è rendere massimo il profitto di brevissimo periodo, come viene documentato anche dalla pagina che riproduciamo sotto, che dovreste leggere con attenzione e tra le righe, perché illustra in modo chiarissimo “come gira il fumo” all’interno dell’industria delle banche di investimento e delle grandi Reti di promozione finanziaria.

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Il risparmiatore, ed in generale il cittadino che sarà poi chiamato a pagare, lui e non altri, del disastro economico che seguirà, della Grande Depressione che sarà superiore a quella degli anni 2007-2009, delle turbolenze finanziarie che dureranno per anni, non viene aiutato neppure dai mezzi di informazione.

Mezzi di informazione che (come disse nel 2007 l’allora Amministratore Delegato di Morgan Stanley) “fino a che la musica suona continuano a ballare”, pur sapendo di trovarsi sul Titanic.

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Ciò che colpisce, ciò che è diverso dal passato, ciò che è nuovo, del 2020, è che tutti sanno tutto e tutti sanno come andrà a finire. Ma restano ugualmente incantati, come le falene che vanno verso la fiamma che le brucerà.

Chi ha fatto giuramento di servire gli interessi della collettività, assumendosi dieci e venti anni fa la responsabilità di garantire che MAI si sarebbero ripetuti disastri come quelli del 2000-2003, e poi del 2007-2009, ha tradito il giuramento ed ha cambiato la casacca: ora gioca nel campo di tutti quelli che alimentano questa delirante euforia. Le parole che leggete sotto sono state pronunciate, 48 ore fa, dal numero due della Federal Reserve, il vice di Jay Powell.

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Il pubblico degli investitori finali quindi è lasciato solo a fronteggiare le onde altissime dello tsunami: “decidete un po’ voi, non è responsabilità nostra”..

Il pubblico degli investitori però ha anche lui, nel suo insieme, gravi e profonde reponsaibilià.

Si è fatto accecare dagli specchietti per le allodole, e reagisce come gli animali delle gabbiette del laboratori, che corrono verso la vaschetta del cibo anche quando il cibo è avvelenato.

Il cervello viene anestetizzato e paralizzato: non c’è reazione, non c’è uno scatto di dignità neppure di fronte a fenomeni, come quello che vedete qui sotto, che fanno semplicemente ridere.

Come avete letto poco più sopra, Clarida ritiene che nel grafico si vedono “investitori che reagiscono al miglioramento delle prospettive dell’economia”.

Un clown.

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Come dicevamo, ciò che oggi fa gelare il sangue nelle vene è questa incapacità di reazione della massa degli investitori, tutti con il cervello scollegato: persino incapaci di ricordare il proprio passato di investitori.

Perché i fatti che vediamo oggi erano già successi in passato, un passato non molto distante.

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Nella parte alta dell’immagine qui sopra, la storia di CISCO nel 1999, nella parte bassa il prezzo di Tesla nel 2020.

CISCO era una delle Società leader nella fase di mercato chiamata “dot.com”. Vi ricordate: era la “New Economy”. Tutti ci avevano creduto, Dove sta oggi la New Economy? Chi ne parla più?

E’ stato per un anno o due un grande argomento di vendita per le banche di investimento ed i private bankers. Dopodiché, è stato buttato nella spazzatura.

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Come vedete grazie ai tre grafici qui sopra, il titolo CISCO valeva 15 dollari USA a metà 1998, valeva 80 dollari USA nel gennaio 2000, e poi valeva ancora 15 dollari USA a distanza di QUATTORDICI anni. Ripetiamo: sono passati quattrodici anni tra il 1998 ed il 2021.

Oggi, vale 45 dollari USA, per effetto, anzi per grazia, della “più grande bolla di Borsa di ogni tempo”.

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Di fronte a questi dati di fatto, che vi presentiamo senza commento, ci sono soltanto due strade da prendere, sul piano dell’operatività:

  1. la prima strada consiste nel cavalcare l’onda: lo fanno tutte le banche di investimento, che incaricano qualificati analisti di svolgere il ruolo del cosiddetto “utile idiota” (nell’immagine qui sopra si dice “il P/E non è più un parametro di riferimento”, e questo perché ovviamente oggi siamo di nuovo in una “New Economy”); e lo fanno anche certi “nuovi operatori di mercato” (immagine che vedete più in basso) dei quali tra 12 mesi non resterà traccia

  2. la seconda strada è quella di Recce’d: mantenere la consapevolezza, ed il contatto con la realtà, e sapere cogliere le opportunità che sono autentiche opportunità: quali sono, ve lo ha spiegato perfettamente, chiaramente, ed indiscutibilmente il grafico di CISCO che avete appena esaminato

Ed ecco perché dal nostro punto di vista il 2021 sarà un anno di grandi opportunità (autentiche) e di guadagno ancora più grandi

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Mercati oggiValter Buffo
E adesso? Che cosa faranno alla Borsa di New York senza il Tweet?

Pubblichiamo oggi, 9 gennaio 2021, cinque nuovi Post, che concludono la serie avviata nel 2020 per ringraziare i lettori regolari del nostro Blog, ed augurare in questo modo a tutti loro un 2021 ricco di successo e buoni risultati sui mercati finanziari. Per ragioni che questo Blog ha esposto, in modo qualificato e dettagliato, negli ultimi due mesi, il 2021 sarà probabilmente l’anno più complicato e difficile degli ultimi 12. Ma proprio per questa ragione, sarà carico (ma davvero pieno zeppo) di opportunità di fare bene e quindi di fare performance. Noi, insieme ai nostri Clienti, davvero non vediamo l’ora. Con questi Post di fine anno ed inizio anno diciamo quindi addio al 2020, e benvenuto al 2021. Diciamo inoltre addio al nostro Blog nella forma attuale: il Blog (come abbiamo già annunciato) cambierà formato e natura, e questo sarà solo uno dei tanti sforzi che arriveranno a completamento nel 2021, e che stravolgeranno sia le modalità sia la strategia della comunicazione di Recce’d.

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La Borsa di New york, da oggi 9 gennaio guardando avanti di una settimana, un mese, un anno ed un decennio ha una montagna impressionante di problemi ed ostacoli da scalare.

Ha una montagna di crepacci da attraversare. E rischierà più di una volta di precipitare in precipizi dei quali nessuno vede il fondo.

Tra gli ostacoli citati sopra (non vi rifacciamo l’elenco: lo trovate nei nostri Post più, e meno recenti), oggi ne mettiamo in evidenza uno, che per alcuni aspetti (non tutti) risulta persino comico. Ed allora, facciamoci insieme quattro risate.

Dunque. è accaduto, per quattro anni, che la parte del mercato che è composta di fanatici (li potremmo chiamare “fanatici dell’ottimismo”), quei soggetti per i quali “i fondamentali non contano più”, quelle figure che sostengono che “la Borsa può solo salire”, hanno contato per quattro anni su un potentissimo alleato.

Potentissimo a causa della sua capacità di garantirsi spazio su tutti i media del globo, spazio che il personaggio in questione per quattro anni ha utilizzato (anche) per diffondere messaggi come

“THE STOCK MARKET AT ALL TIME HIGHS. ENJOY!”

scritto sempre, rigorosamente, tutto in lettere maiuscole, e poi inoltrato attraverso TV, quotidiani, e siti compiacenti al Mondo intero. Il messaggio è questo: “evviva, siamo tutti più ricchi”. .

Ora è necessario aprire una parentesi.

Il fatto è che NO, non è vero che siamo più ricchi, se NON è vero che l’economia funziona meglio, produce di più, cresce più rapidamente, perché NO, non è vero che contano i numeri che leggete sullo schermo del pc, perché NO non è vero che potrete vendere TUTTI a questi prezzi che leggete sullo schermo, se là fuori, nel Mondo reale, NON esiste la maggiore ricchezza ed al contrario tutti, tutti noi, tutti quanti siamo più POVERI.

Come Recce’d ha già ampiamente dimostrato, da anni si fa leva sui più superficiali, sui più ingenui, sui più deboli, sui soggetti con minore tenuta nervosa, allo scopo di alimentare un clima di euforia. Anche nel gennaio 2021, abbiamo già letto centinaia di volte questa medesima frase: “i dati sino brutti, ma noi guardiamo già oltre, guardiamo più avanti, perché è questo il momento di investire”. La avrete sentita anche voi, decine e decine di volte, non è vero?

Ora fatevi una domanda: ma per quale ragione questo “oltre” poi non arriva mai, e siamo sempre daccapo a dodici, come usa dire a Napoli?

Chiusa parentesi: torniamo al tema di questo Post, e torniamo ai problemi della Borsa di New York nel 2021.: non ci sarà più quel “personaggio importante” che si era dato come missione della vita di alimentare l’euforia sulla Borsa di New York. Lui, lo faceva quotidianamente con i suoi Tweet.

Da oggi in avanti, quei Tweet non esisteranno più.

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Certo: fa ridere, pensare che questo argomento è diventato un tema per i mercati finanziari, un elemento dell’analisi del comportamento degli investitori tra il 2017 ed il 2020. Ma per operare in modo da avere successo (generare performance ed insieme avere un elevato controllo del rischio) è necessaro essere sempre coscienti di come cambiano i mercati finanziari sui quali si opera, e proprio per questa ragione noi ogni giorno siamo in contatto con i nostri Clienti.

Siamo del parere che, anche ora che sono stati cancellati sia l’account Twitter di Donald J. Trump, sia lo stesso Donald J. Trump come figura politica, l’irruzione dei social media nel mondo dell’investimento procederà e provocherà altri cambiamenti. Si tratta di cambiamenti molto diffusi, ma superficiali: a contare alla fine saranno solo i fatti, i fatti di cui ogni mattina noi trattiamo in The Morning Brief, ma sono cambiati e cambieranno ancora i modi, i comportamento, gli atteggiamenti, le relazioni causa-effetto.

Anche a questi aspetti di superficie è bene fare quotidiana attenzione, se non si vuole essere trascinati nella confusione, nel caos e nell’ansia da … prestazione.

Ad esempio, si potrebbe farsi convincere da un paio di Tweet che si sta facendo la storia (sotto), e poi ritrovarsi fuori da ogni storia poche ore dopo.

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Mercati oggiValter Buffo
Wicksell parte 2

Pubblichiamo oggi, 9 gennaio 2021, cinque nuovi Post, che concludono la serie avviata nel 2020 per ringraziare i lettori regolari del nostro Blog, ed augurare in questo modo a tutti loro un 2021 ricco di successo e buoni risultati sui mercati finanziari. Per ragioni che questo Blog ha esposto, in modo qualificato e dettagliato, negli ultimi due mesi, il 2021 sarà probabilmente l’anno più complicato e difficile degli ultimi 12. Ma proprio per questa ragione, sarà carico (ma davvero pieno zeppo) di opportunità di fare bene e quindi di fare performance. Noi, insieme ai nostri Clienti, davvero non vediamo l’ora. Con questi Post di fine anno ed inizio anno diciamo quindi addio al 2020, e benvenuto al 2021. Diciamo inoltre addio al nostro Blog nella forma attuale: il Blog (come abbiamo già annunciato) cambierà formato e natura, e questo sarà solo uno dei tanti sforzi che arriveranno a completamento nel 2021, e che stravolgeranno sia le modalità sia la strategia della comunicazione di Recce’d.

 
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Dato l’interesse e la curiosità espressi a proposito del nostro Post precedente che chiamava in causa l’economista svedese Knut Wicksell (al quale la Federal Reserve ha dedicato un profilo, al quale potete accedere cliccando qui) torniamo rapidamente al tema di quel nostro Post.

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Lo spunto di quel Post era sottolineare il fatto che ogni nostra decisione fa riferimento ad una teoria: possiamo non rendercene conto, ma ogni decisione fa riferimento a uno schema astratto, su “come le cose dovrebbero andare”, poiché nessuno è in grado di conoscere il futuro con certezza.

Questa sottolineatura è importante per chi investe, sempre ma soprattutto nell’attuale contesto dei mercati e delle economie.

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Mercati ed economie che oggi sono pesantemente condizionate da una svolta epocale nella gestione della politica economica (fiscale e monetaria): la nuova Ministra del Tesoro USA, ed ex Governatore della Federal Reserve, ha dichiarato in uno degli ultimi giorni del 2020 che “possiamo sostenere molto più debito di quanto pensassimo”.

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Il riferimento teorico e chiaro, e diventa ancora più chiaro se guardiamo ai fatti degli ultimi giorni, con il Governo che da un lato viene finanziato direttamente dalla Banca Centrale e dall’altro mette questi soldi direttamente nelle tasche dei cittadini

Siamo nell’epoca della MMT, ovvero di una quasi-teoria della quale noi di Recce’d vi scrivemmo già due anni fa.

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Evidentemente, un po’ per convinzione, ma soprattutto per una palpabile disperazione, i vertici della Banca Centrale sono ricordi a questo estremo appiglio teorico, contestatissimo per varie ragioni, e mai supportato da alcuna evidenza statistica. Semplicemente, si afferma che visto che lo Stato emette moneta, allora il debito non conta più nulla. La storia economica del Mondo dice il contrario, ma in questo momento MMT è una cosa che si vende”, come Tesla e come il Bitcoin (non più l’oro: l’oro, è passato di moda).

Rileggere Wicksell, e il suo lavoro sul “tasso naturale di interesse” in modo particolare, può risultare non solo utile per ogni investitore, ma anche indispensabile proprio in questo preciso momento dei mercati finanziari che vi abbiamo riassunto in questo Post attraverso alcune selezionate immagini. Per evitare di commettere errori irrimediabili, come pensare che se la Fed non vuole, i tassi di interesse non salgono.

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Mercati oggiValter Buffo
E' caduto il Muro di Berlino (per la seconda volta)
 

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Come su numerosi altri temi, della massima importanza per gli investitori, possiamo affermare senza paura di essere smentiti che abbiamo vinto noi.

Quanto meno, guardando alla vicenda di Donald J. Trump.

Abbiamo vinto noi, contro tutta la (foltissima) schiera di analisti, economisti, venditori di Fondi Comuni, promotori finanziari, che avevano scelto di allinearsi dietro a Donald J. Trump e sposarne le visioni non solo irrealistiche, ma spesso deliranti). Ricordate: vi raccontavano di una “economia che è la migliore di sempre”, di una “crescita del PIL al 4% annuo”, per non parlare del “più grande accordo commerciale della storia” con la Cina, che a rivederlo oggi, a distanza di soli 14 mesi, è una patetica storiella della quale non sappiamo se ridere o piangere.

A tutti i promotori finanziari, a tutti i private bankers, a tutti gli analisti, e a tutti i giornalisti che hanno portato in giro il verbo, le fanfaronate, e gli eccessi di Donald J. Trump noi oggi vogliamo fare un regalo, per consolarli della loro disperazione, e mitigare il loro dolore per la perdita di una figura di riferimento che per loro è stata così importante, così solida da essere indiscutibile, così sicura da eliminare ogni dubbio.

A tutti questi vogliamo spiegare, nel modo più chiaro e semplice, che cosa li aspetta dopo Trump. Perché quel Donald J. Trump che loro veneravano è cosa del passato, e quel Donald J. Trump non ritornerà (anche se noi non escludiamo, per nulla, che possa tornare sotto forma diversa).

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Se la parabola di Trump si è chiusa, se Trump è politicamente una cosa del passato, le conseguenze del suo operato come Presidente degli Stati Uniti si prolungheranno per un lungo periodo e in tutti gli angoli del Pianeta.

Sul piano internazionale è facilissimo immaginare le risate che si ascoltano sia in Cina (immagine sopra) sia in Russia). La perdita di status, di potere e di influenza degli Stati Uniti, per conseguenza dei fatti della prima settimana del 2021, sarà ampia. Il Mondo Occidentale, nel quale noi viviamo ed operiamo, aveva già subito un forte turbamento in quanto Trump aveva con atti concreti indebolito il legame tra il Paese leader (gli Stati Uniti) e gli altri Paesi, ma oggi siamo andati oltre e il ruolo degli Stati uniti come “più forte democrazia del Pianeta” è inevitabilmente messo in discussione.

Passiamo dal piano internazionale al piano interno: negli Stati Uniti la frattura tra le due maggiori componenti politiche non è mai stata così ampia: ma è molto facile prevedere che la prossima frattura a venire a galla sarà quella all’interno dei partiti politici tradizionali.

E se questo preoccupa meno dal lato del Partito Repubblicano (Partito che in questo momento non ha potere legislativo né esecutivo), ben diversa è la situazione dal lato del partito Democratico USA.

Restiamo per un attimo sul Partito Repubblicano: non non siamo tra quelli che ritengono che la recente irruzione al Campidoglio sia stata “solo un fatto folkloristico”. Noi siamo tra quelli che ritengono invece che la cosa fosse stata progettata e programmata, e noi siamo tra quelli che non dimenticano che le forze di polizia schierate a protezione del Congresso si sono fatte da parte (lo si vede in numerosi video, proprio girati dai manifestanti stessi). Noi quindi non siamo tra quelli che ritengono che la cosa sia finita qui, ed anzi crediamo che la ricaduta sul futuro del Partito Repubblicano sarà significativa.

Però, come già detto, queste sono conseguenze che vedremo in un tempo intermedio. Le cose stanno diversamente se guardiamo dal lato del Partito Democratico, dove le conseguenze verranno a galla da subito. E qui, in chiusura di post, ci ricolleghiamo all’attualità ed ai mercati finanziari: il nostro terreno di caccia.

Le (ormai abituali, e stantie) tiritere delle grandi banche di investimento ci raccontavano due mesi fa che una vittoria ampia dei Democratici (“la cosiddetta “blue sweep”) avrebbe prodotto sui mercati finanziari una ampia reazione negativa. Questo perché i Democratici avrebbero ampliato il deficit di bilancio.

A soli due mesi di distanza, le medesime banche di investimento (anzi: le medesime persone) e quindi anche il vostro private banker o promotore finanziari vi spiega esattamente l’opposto: ovvero, adesso vi spiega che … sì, è vero, i Democratici faranno ancora più spesa in deficit, ma questo adesso va bene, e non va più male, per i mercati finanziari, ed quindi “euforia a tutto andare”.

Questo argomento, ovvero il comportamento dei mercati nel brevissimo termine, è un elemento marginale del quadro che vi stiamo tracciando: è davvero un’inezia, se lo mettiamo al confronto con il profondo e globale cambiamento di peso politico, e quindi di prospettiva.

Se lo abbiamo preso in considerazione in questo Post, è per una sola ragione: ci sarà utile tenere il tutto a mente, quando tra soli due mesi le banche globali di investimento, e per conseguenza il vostro promotore finanziari, avranno di nuovo cambiato completamente la storia che vi raccontano.

Un esempio concreto? Oggi, il vostro promotore, il vostro private banker vi racconta che “è sicuro che in tempi brevi verrà approvato un nuovo piano di sostegno all’economia”.

Noi vi scriviamo oggi, 10 gennaio, che non soltanto non è sicuro, ma è sicuro l’opposto: perché è sicuro che da domani affioreranno profonde divisioni DENTRO al Partito Democratico USA, tra quelli che dicono “dobbiamo dare più soldi al popolo ed in particolare alle categorie più deboli” e quelli che dicono “non dobbiamo perderci per strada la parte moderata dell’elettorato”. E non abbiamo ancora citato la protezione dell’ambiente …

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Ritorniamo, in chiusura, su un piano di lettura dei fatti recenti più ampio: l’immagine qui sopra ci ricorda che negli Stati Uniti molti parlavano e scrivevano di un “colpo di stato costituzionale” ben prima dell’insurrezione al Congresso. L’espressione “colpa di stato” può risultare consueta, magari in Algeria ed in Egitto, e persino qui in Italia: ma negli Stati Uniti del dopoguerra, semplicemente non è mai esistita prima di oggi.

Oggi esiste, è una cosa concreta, lo hanno visto tutti. Oggi esiste: esiste. Questo semplice fatto noi lo giudichiamo un evento politico di portata epocale, non inferiore alla caduta del Muro di Berlino che viene richiamata nel nostro titolo.

Questo precedente consentirà di aprire altri fronti di scontro politico e sociale (le due cose non sempre coincidono, ma viaggiano in parallelo): leggete con attenzione le parole di Rabobank qui sotto, che a nostro giudizio anticipano un tema che diventerà di massima attualità da qui a poco tempo.

Chi ha votato, per attribuire alla Federal Reserve l’enorme potere che essa esercita ogni giorno? da chi ha ricevuto la delega? Da nessuno.

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Il tempo ci dirà se la nostra lettura dei fatti è sbagliata. E noi saremo qui a riparlarne. Ma è certo che chiunque oggi pretenda di dire anche la più piccola cosa, in merito ai mercati finanziari, deve essere ben cosciente del cambiamento epocale che investe la politica e la società, non soltanto negli USA.

Tirando le somme, amici che eravate fedeli di Donald J. Trump (al quale, con ogni probabilità, oggi avete già girato le spalle): di una cosa potete essere felici. Donald JTrump è il passato, ma le ricadute del suo operato le vedremo ancora per anni, ed anni, ed anni.

Mercati oggiValter Buffo