Dr. Frankestein, I suppose
 

Il team di professionisti che collabora al servizio dei Clienti di Recce’d mette insieme alcune decine, e probabilmente centinaia, di anni di esperienza sui mercati finanziari internazionali.

E quando si osservano giornate di mercato come quella che viene documentata sotto nel titolo, la conclusione è unanime.

Si pensa che ormai la Creatura ha preso vita: ed ora, il suo stesso creatore non ha idea di come fermarla.

Non c’entrano le tariffe. Non c’entra la recessione. Non c’entra la Federal Reserve. I mercati finanziari, nel breve termine, hanno una loro … psicologia, che si manifesta anche attraverso la volatilità.

Ricordate, amici lettori, in quante occasioni noi di Recce’d vi abbiamo segnalato che la calma sui mercati finanziari era “falsa”? Che non era un buon segno? Ed anzi, che era un segnale di disagio?

Bene: oggi la Creatura si è alzata dal lettino operatorio.

Giornate come quella del titolo in basso a noi dicono che la falsa calma sta per lasciare il posto ad una genuina volatilità, tanto più marcata quanto è stata prolungata la fase di “falsa” calma.

Ed ecco il tema di investimento più evidente, più forte, in questa parte finale del 2019.

Come gestirla? Partite da questa riflessione: chi è, in ambito finanziario, il dottor Frankenstein che ha creato il Mostro?

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Mercati oggiValter Buffo
Ma davvero credete che non conti?
 

Per il sistema italiano dell’informazione, specializzata e non, questa notizia non è una notizia. Ed invece, è una notizia che per noi investitori è tra le più importanti di questo 2019. Spiega la crisi delle tariffe, spiega le mosse della Federal Reserve, spiega anche per certi aspetti il rallentamento dell’economia globale e la forza del cambio del dollaro USA.

Sui nostri quotidiani? Zero. Eppure, quante cose ci sarebbero da scrivere: e quanto paragoni efficaci, con lo stato della finanza pubblica in Italia, e le sue implicazioni per l’economia.

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Eppure, tra i lettori dei quotidiani siamo certi che ci sono anche moltissimi investitori. E siamo sicuri che non esiste al Mondo un investitore, per quanto distratto, che a fronte della notizia qui sopra fa spallucce, e conclude che non abbia importanza per il proprio portafoglio di investimento.

C’è l’intera storia del Mondo moderno a dimostrarlo, che questi eccessi si pagano. Sempre, e duramente.

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Trump afferma che questo dato non è importante, e che farà altri tagli alle tasse? Ma lui forse tra un anno andrà a giocare a golf, e tanti saluti a noi investitori, che dovremo … arrangiarci, tutti.

Credete che esista una mano santa, lassù, che protegge gli Stati Uniti e l’Italia, e che impedisce che questi due Paesi, o altri Paesi, facciano la medesima fine dell’Argentina 2019?

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Mercati oggiValter Buffo
Ma non voleva fare il Re di Groenlandia?
 

A tutti piacciono i complimenti, e ci mancherebbe altro: “un complimento fa sempre piacere”, come si usa dire.

I complimenti esagerati a volte però suscitano imbarazzo in chi li riceve: c’è sempre il dubbio che si tratti di frasi eccessive utilizzate con un secondo fine. In qualche caso, poi, in chi li riceve suscitano il dubbio di … essere in realtà preso in giro.

Al Presidente Trump, in questa occasione, però NON è venuto in mente.

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Dev’essere a causa di quella frase, ripetuta due volte “nell’intera storia del Mondo”. Una frase che a Trump piace molto: lui la utilizzava spesso, per dire che “l’economia americana era la migliore di tutta la sua storia”.

Oggi, quella frase, che tanto amava ripetere, Donald ha dovuto metterla da parte: almeno, temporaneamente.

Ci stupisce però che Donald accetti con tanto entusiasmo il titolo di Re dei Giudei, quando invece sembrava chiaro che le sue mire puntassero in un’altra direzione.

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E’ successo che il Presidente Trump voleva acquistare un terreno, e precisamente tutta la Groenlandia, e in Groenlandia (ma pensa tu che brutta gente ‘sti Groenlandici!) non hanno accettato l’offerta.

Donald aveva buone ed oneste intenzioni, ed infatti la sua reazione è stata quella di un’anima candida: ha dichiarato, letteralmente, che “Il primo ministro danese è stata cattiva”. Lo leggete sotto, ed è il Times di New York che lo scrive.

“Cattiva”: proprio come un bambino all’asilo dice ad una bambina che gli ha fatto lo sgambetto.

Perché oggi noi prestiamo attenzione a quello che fanno i bambini all’asilo? Semplice: la persona di cui stiamo parlando è la medesima persona che, ogni giorno, spiega a Jay Powell come lui, e la sua Fed, dovrebbero manovrare le leve della politica monetaria.

Vedete un po’ voi che conclusione trarre da questo dato di fatto.

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Mercati oggiValter Buffo
Ma chi è che paga quei cameramen?
 
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La sproporzione è clamorosa, abbacinante, anche angosciante: nel corso dei nostri TG, oppure nel corso degli Speciali, abbiamo visto, così come voi avete visto, decine di giornalisti e cameramen passare noti e giorni esposti alla furia degli elementi (e per fortuna che siamo d’estate) ad aspettare che da una porta esca Di Maio, oppure Salvini, oppure Zingaretti (in rigoroso ordine di peso al Parlamento).

Noi, che seguiamo in modo distratto le maratone televisive (per ragioni che abbiamo già dettagliato anche nel Blog) siamo davvero stupiti. Ma chi paga, per questa folla urlante di professionisti che non distinguono più la notte dal giorno?

Voi lettori di questo Blog sicuramente avete notato che la reazione dei mercati finanziari alla crisi di Governo in Italia è stata pari a ZERO. L’esatto opposto dell’affanno con i quali i cameramen inseguono il sorriso di Di Maio, di Salvini, di Zingaretti.

Abbiamo come sapete centinaia di contatti settimanali con operatori ed analisti di tutto il Mondo: nel corso dell’ultima settimana, neppure uno di loro ha trattato l’Italia come un fattore, nell’analisi dei movimenti dei mercati finanziari.

Per noi, questa non è una sorpresa. Da mesi e mesi e mesi noi abbiamo offerto questa nostra lettura dei fatti: se l’Europa tiene, l’Italia non è un problema, e può fare … il cavolo che vuole, tanto conta poco o nulla.

Dall’altra parte, che cosa c’è? C’è il burrone: questo Paese non è in condizione di dire “vado per la mia strada”, oppure “cammino con le mie gambe”. Se per ragioni le più diverse (IRAN, Corea, Cina, Russia) la solidità delle Istituzioni Europee soffrisse nei prossimi mesi, l’Italia pagherebbe il prezzo più alto possibile.

Anche se al capo del Governo ci fosse in quel momento Mario Draghi, o magari l’imperatore Traiano.

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Mercati oggiValter Buffo
Trump 2.0: big changes are coming (soon)
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Scriviamo così spesso di Trump per una sola, ed unica ragione: perché lui parla così spesso di noi. Non di Recce’d, ovviamente: ma del nostro lavoro. E lo fa ogni giorno.

Purtroppo per Donald, i fatti ci dicono che NON è un buon economista. Non ne ha le conoscenze, la formazione, gli strumenti.

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Ed è per questo che, come ci dicono i dati, non ci prende. Non ci piglia proprio. E questo fatto lo costringe, proprio in questo agosto 2019 (come vi avevamo già messo in evidenza in questo Blog) , ad una imbarazzante, colossale e clamorosa marcia indietro.

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Ma va detto che un Presidente, ogni Presidente, e non soltanto negli USA, si appoggia su un vero e proprio esercito di pagatissimi consiglieri.

Per questo, non siamo in grado di anticiparvi una cosa: vedrete tutti un nuovo Trump, un Trump 2.0, e lo vedrete a brevissimo. E questo porterà cambiamenti: prima delle Elezioni, e forse già in questo 2019, Trump cambierà i suoi principali consiglieri economici.

Le voci che girano a Washington e New York crescono di intensità ogni giorno. Ed il profilo dei suoi consiglieri, che lo stesso Trump ha selezionato pescando tra personaggi eccentrici ed estranei alla comunità degli economisti, a questo punto diventa per lui un punto debole anche di fronte all’elettorato. Gli servono più che mai oggi “cattivi consiglieri” da eliminare per indicare agli elettori chi sono i colpevoli del fallimento.

A questa anticipazione aggiungiamo un commento: questa mossa di Trump aggiungerà danni a danni: perché per Trump conta solo il novembre 2020, e nessuno al Mondo potrebbe fare compiere l’inversione ad U per l’economia degli Stati Uniti di cui Trump fantastica in queste settimane.

Neppure Roger Federer o un altro grandissimo campione di tennis potrebbe vincere un match di tennis sui tre set disputando soltanto cinque games. E quindi, almeno da questo punto di vista, noi riteniamo che si sia già arrivati al GAME OVER

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Mercati oggiValter Buffo