... ma ve ne abbiamo già parlato (parte 2)
wk2_may_2019_012.png
wk2_may_2019_001.png

Quando il 23 marzo abbiamo pubblicato il primo Post con il titolo che leggete sopra, sui mercati i prezzi delle maggiori classi di attività (Borse, obbligazioni, valute) erano non molto diversi da quelli che vedete stamattina sui vostri schermi. Facciamo subito un esempio concreto, ed importante: la curva dei rendimenti USA, ad esempio, allora era invertita ed oggi resta invertita. Un secondo esempio: l’indice principale della Borsa principale, lo S&P 500, si collocava vicino ai 2800 punti, ed è esattamente il livello dove stava ieri pomeriggio.

Era quindi azzeccato il nostro titolo di marzo, ed anche la nostra scelta di NON ripetere cose già dette. Una scelta che facciamo anche oggi.

Per questo, nel nostro unico Post riassuntivo che pubblichiamo oggi, ci limiteremo ad alcuni sintetici accenni ai temi di mercato di maggiore importanza.

wk2_may_2019_005.png

Un tema sul quale noi abbiamo insistito più volte è quello della volatilità, per alla quale avevamo pronosticato una impennata improvvisa. Era una previsione facile, che per ora si è realizzata soltanto nel comparto delle Borse, come vi illustra in modo chiaro ed efficace il grafico che potete vedere qui vicino. Anche qui, nulla di nuovo da dire: risulta probabile, non soltanto per noi, che l’aumento della volatilità coinvolga anche le valute e le obbligazioni, nel prossimo futuro.

wk2_may_2019_003.png

Un secondo tema sul quale Recce’d da tempo insiste, e che ha trovato una serie di conferme, riguarda la Cina e le sue difficoltà nel comparto dell’economia: difficoltà sulle quali si è agito con uno stimolo dal credito bancario, stimolo che però può durare soltanto per un breve tempo e che per questo esercita (anche stavolta, e come sempre) soltanto un effetto temporaneo. Soltanto un ingenuo può pensare che i dati economici (cinesi ed americani) non abbiamo determinato i recenti sviluppi della vicenda trattative. Ma ve ne abbiamo già parlato.

wk2_may_2019_006.png

E’ facile collegare il tema Cina al resto del Mondo: in tutto il Mondo, nei primi mesi del 2019, l’andamento dei mercati finanziari è stato profondamente influenzato dal cambiamento delle aspettative per la politica monetaria (da restrittiva ad espansiva): ma è la stessa esperienza ad insegnarci che quando i prezzi sui mercati salgono SOLO perché si prevede un costo del denaro in calo, questo tipo di spinta si esaurisce velocemente e si ritorna ai classici problemi di crescita e di inflazione. Anche di questo, ve ne abbiamo già parlato e scritto.

wk2_may_2019_002.png

E’ facile collegare ciò di cui abbiamo appena scritto al tema dei Mercati Emergenti, che da sempre soffrono in modo particolare nelle fasi di mercato in cui gli operatori decidono di ridurre i rischi nel loro portafogli. Vi invitiamo, per questo, a rivedere le notizie arrivate sia dalla Turchia sia dall’Argentina proprio nell’ultima settimana, e vi invitiamo a riflettere sul 2019 delle economie asiatiche. Come vedete bene nel grafico qui vicino, sono state notate alcune somiglianze tra ciò che abbiamo visto nei primi mesi del 2018 e ciò che si vede in questo inizio del 2019. Anche quest’anno le cose finiranno allo stesso modo? Il tema per i nostri lettori non è nuovo, proprio perché … ve ne abbiamo già parlato.

Infine, che cosa c’è ancora da aggiungere su Trump ed i suoi Tweet? Si può dire qualcosa di nuovo?

Come abbiamo scritto oggi nella pagina di ricapitolazione settimanale, Recce’d è fortemente convinta che (al di là delle apparenze) è sbagliato affermare che i Tweet di Trump muovono i mercati, perché a loro volta Trump con i suoi Tweet reagisce semplicemente ai fatti ed alla evoluzione della realtà (economica e politica) intorno a lui. Anche per Trump e per i suoi Tweet, ciò che conta sono i dati reali, come noi di Recce’d vi diciamo da sempre, ed anche qui nulla da aggiungere. Resta peraltro vero che nel breve termine i suoi Tweet producono notevoli turbative e grande volatilità, così come è vero che sui mercati circolano ipotesi sempre più fantasiose, ed estreme, su “quello che c’è dietro” ad ognuna delle mosse che Trump effettua, inclusa quella sulle tariffe, come potete leggere nell’immagine che chiude il Post.

In sostanza: non è questo il momento del DIRE, come invece era qualche mese fa. Adesso è il tempo del FARE, e i nostri Clienti in questo senso hanno già agito, al momento opportuno.

wk2_may_2019_007.png
Blade Runner: "Ho visto cose che voi umani ..."
 

Stiamo senza dubbio facendo la storia, e ve lo abbiamo già scritto. Noi investitori, volenti oppure nolenti, affrontiamo anni che resteranno nella memoria collettiva dei mercati finanziari.

Perché? Perché si vedono cose anomale, enormità senza precedenti, stranezze che potrebbero risultare molto pericolose.

A differenza dell’androide di Blade Runner, si vedono cose fantascientifiche, ma le vedono proprio tutti.

Un esempio? Facile. Ve lo ricordate il titolo qui sotto? Ve lo avevamo riportato ed avevamo anche commentato i contenuti dell’articolo solo pochi giorni fa.

wk5_apr_2019_003.jpg

Leggete anche il titolo che segue: medesimo gruppo editoriale, in un certo senso anche medesima redazione, a sei giorni di distanza. Provate a spiegare, a voi stessi e a noi, il titolo qui sotto: ci vorrebbe l’androide di Blade Runner.

wk1_may_2019_001.jpg
Sherlock Holmes: "Perché il cane non abbaia?"
 

Nel racconto di Conan Doyle Silver Blaze (incluso nell’antologia “Le memorie di Sherlock Holmes“) l’investigatore risolve il caso notando un cane che non aveva abbaiato.

“… e poi c’è il curioso incidente del cane”

“Ma il cane durante la notte non fece niente”

“Proprio questo è l’incidente curioso”.

wk1_may_2019_002.png

Il cane non abbaia. L’inflazione neppure. Ed è per questo che Trump ed il suo fidato Kudlow (non è un cane, vediamo di non essere maliziosi per cortesia…) strillano per avere dalla Fed il taglio dei tassi ufficiali di interesse.

wk5_apr_2019_037.png

E poi c’è la Fed, che mercoledì sera 1 maggio ci ha detto che il calo dell’inflazione nei primi mesi dell’anno è “transitorio”, fatto che ha modificato in modo significativo le aspettative degli investitori sul futuro dei tassi ufficiali di interesse negli USA.

Aggiungete che il giorno prima, ovvero il 30 aprile, è stato pubblicato il dato che vedete sotto: l’indice ufficiale ECI del costo del lavoro nel settore privato.

Come fanno, a stare nella medesima pagina, il grafico sotto e quello sopra?

Ci potrebbero aiutare a capire meglio la situazione i dati che vedremo la settimana prossima per l’inflazione negli Stati Uniti, ed anche i dati per l’inflazione in Cina.

wk1_may_2019_003.png
Stanlio e Ollio: "Umido e ventoso"

Ollie: You’d better take my temperature….. get that thermometer.
Stan: The what?
Ollie: Thermometer! You’ll find it on the shelf.
(Stan places the thermometer into Ollie’s mouth and starts to take his pulse)
Ollie: What does it say?
Stan: Wet and windy.

Molto anni fa, i mercati finanziari erano il “termometro dell’economia”.

Oggi tutti ci pasticciano dentro, ai nostri amati mercati finanziari, e per questo il termometro è diventato molto meno preciso. Per alcuni periodi di tempo, brevi e a volte anche lunghi, invece di misurare la temperatura dell’economia, ci dicono … se c’è vento, proprio come Stanlio citato sopra.

wk1_may_2019_011.png

I dati qui sopra ci raccontano come sta oggi l’economia in Europa: ma i mercati, loro, al momento non mostrano alcuna reazione.

Vale per i mercati delle obbligazioni, come pure per la Borsa. Sarà forse che gli utili delle Società quotate in Europa vanno bene?

Proviamo a dare un’occhiata ai dati …

Commento finale per gli investitori. Fate bene attenzione, che anche se il termometro non funziona, poi la febbre farà comunque il suo corso e come tutti sapete sottovalutare la febbre potrebbe avere conseguenze gravissime.

wk1_may_2019_008.png
C'era una volta in America
 

Nessuno ve lo ha detto, ma non c’è più Trump.

Spieghiamo meglio: Trump è ancora il Presidente degli Stati Uniti, ma nei dati economici non c’è più.

Ai lettori quello che abbiamo appena scritto potrebbe sembrare in contrasto con i dati appena pubblicati per il PIL USA (la settimana scorsa) e poi per l’occupazione (venerdì 3 maggio). Dati che ad una prima lettura sembrano indicare un’economia che fa “boom”, una affermazione che noi investitori dobbiamo prendere con cautela, esattamente come nel recente passato fu giustificata la cautela di fronte alle affermazioni di quelli che annunciavano la “crescita globale sincronizzata”

Per questa ragione vi chiediamo di fare attenzione al grafico che segue.

wk1_may_2019_010.png

Gli indici ISM sono due tra i più influenti indici per l’economia degli Stati Uniti. Trovate con facilità sul Web una definizione, ed anche una conferma dell’importanza di questi indici per l’economia USA.

Proprio mercoledì 1 e venerdì 3 maggio sono stati pubblicati i valori di questi indici per il mese di aprile: sia l’indice ISM per il settore dell’industria (la linea di colore azzurro) sia l’indice per il settore dei servizi (la linea di colore azzurro) sono scesi al livello a cui stavano alla fine del 2016, quando Trump fu eletto.

La linea di colore rosso, invece, sono le “sorprese” economiche arrivate dagli Stati Uniti: in altre parole, la differenza tra quello che era stato previsto, ed i dati che poi, effettivamente, sono stati pubblicati.

Il significato dei dati che vedete qui nel grafico, è chiaro: per noi di Recce’d, è rilevante sia per il presente sia per la parte restante del 2019.