Il dopo-bolla: guai a dimenticarsi di Europa e Giappone
 

Come sempre accade, i mass media, i giornali e le televisioni, in particolare quelle specializzate come CNBC, distorcono i fatti selezionando le notizie da mette in primo piano.

Il chiasso, enorme, provocato dagli alti e bassi della Borsa di New York ha distratto gli investitori da questioni che per loro, per chi ha un portafoglio titoli, sono importantissime.

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I due soggetti che vedete nell’immagine sopra hanno nelle loro mani il destino dell’Eurozona. Entrambi non attraversano un momento favorevole, entrambi sono attesi a prove decisive, come le Elezioni Europee e la nomina del nuovo Presidente della BCE, ed entrambi non hanno, in questo momento, le idee chiare su dove andare.

Aggiungete che in Eurozona, come ci ricorda il brano del Financial Times che vedete qui sotto, è evidente il rallentamento dell’economia reale, che nel 2019 peserà soprattutto sui paesi con maggiore debito (come l’Italia) e che per conseguenza tirerà dentro (nel loop che conoscete) anche le banche quotate.

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Un secondo argomento che è del tutto sbagliato ignorare (come fa al titolo di esempio CNBC) è la situazione difficilissima del Giappone, che si riflette in questo caso nella forza dello yen, che contro dollaro per tutta la scorsa settimana ha fatto un test di quota 110, come vedete sotto nel grafico.

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Mercati oggiValter Buffo
Il dopo-bolla: tra liquidità e fiducia
 

La volatilità che tutti avete visto in dicembre è spiegata da un ritorno alla realtà che era dovuto da tempo, e che Recce’d ha anticipato in modo corretto.

Oggi le Borse sembrano impazzite perché sono venuti a mancare i punti di riferimento: l’euforia chiassosa non c’è più, ma adesso c’è da valutare con dettaglio ed attenzione lo stato delle cose nella realtà. Molti sono capaci di cavalcare l’euforia, pochi sono in grado di fare un lavoro analitico e dettagliato sui dati.

Le stesse Autorità, negli Stati Uniti come negli altri Paesi, sono in questo momento in forte difficoltà, come ci dicono i fatti dell’ultima settimana. Lo leggete anche nell’immagine che segue, che commenta la sfortunatissima ed improvvisa iniziativa del Ministro del Tesoro Mnuchin durante lo scorso weekend.

Ne vedremo altre, altrettanto fuori misura, nelle prossime settimane.

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Ed è per questa ragione che anche i famosi o famigerati sondaggi, gli “indicatori di fiducia” che hanno contribuito a gonfiare la bolla del 2017 adesso ripiegano verso il basso, come leggete nell’immagine che segue.

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Passando dalle parole ai fatti: la mancanza di liquidità sui mercati è l’immediata conseguenza del fatto che molti operatori non capiscono, e quindi rinunciano ad operare sui mercati. Come dice qui sotto El Erian, questo oggi è il “main focus”, il tema principale.

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Più in generale, viene messo in crisi l’intero meccanismo della vendita di prodotti che a tutto ggi domina nel settore del riaprmio.

Un esempio concreto. Nell’immagine che segue, una notizia importante per chi investe: il taglio delle previsioni per le vendite degli i-Phone Apple del 48% da parte di una delle maggiori banche di investimento globali.

Ma attenzione: la notizia NON è il taglio delle stime di vendita del 48% per i telefoni Apple. La notizia sta nel fatto che fino a ieri le stime erano del 48% più alte. E nessuno che si chiede 1) sulla base di cosa erano state fatte QUELLE stime di Citigroup pochi mesi fa? Di stupidaggini come la “crescita globale sincronizzata”? E nessuno che si chiede 2) se questo presunto “analista” non stava semplicemente cercando di “tirarmi dentro”? Ed infine nessuno che si chiede “come fa questo soggetto ad avere ancora il suo lavoro”? Ma CHI … lo compra?

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Passando da un argomento ridicolo ad un tema molto serio, vi ricordiamo che la riduzione della liquidità dei mercati peserà, in modo molto più importante, sul comparto obbligazionario che su quello azionario. E l’immagine qui sotto serve per raccontare che il movimento dei prezzi sui mercati è già avviato. Recce’d ogni mattina ne scrive in The Morning Brief: sia la settimana scorsa, sia durante la prima settimana del 2019. E’ il “main focus” di cui abbiamo detto più in alto.

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Mercati oggiValter Buffo
Con i piedi sulla Terra: nel 2019 ci sarà molto da lavorare
 

Adesso, gli toccherà pure … di lavorare.

Dopo due anni spesi a sparare nel vento balle di fumo. Dopo due anni spesi ad inseguire un “miraggio”.

Adesso, chi vuole evitare di restare schiacciato da quella cosa meravigliosa, ma pericolosa, che si chiama mercato dovrà lavorare.

Sempre che ne abbia le capacità e i requisiti.

Oppure, in alternativa, andarsene a casa. Aprire un negozio di piante e fiori. Ma … piantarla di fare danni coi soldi dei Clienti.

Ricordate quando vi dicevano che “i fondamentali NON sono importanti?”. Ammettendo poi che “… sì, è vero, i fondamentali hanno una influenza sui mercati finanziari … ma solo ogni tanto, nel LUNGHISSIMO periodo … per fare soldi è semplice, basta andare dietro al trend di mercato”.

Dove sono finiti, oggi, questi signori? Tutti scappati sotto terra, come le talpe.

Adesso, per loro, sarà difficilissimo: dovranno studiare, analizzare, e utilizzare i dati per fare le scelte di investimento. Dovranno LAVORARE davvero. I tweet non saranno più sufficienti.

Per spiegarci in modo concreto: chi vuole fare questo lavoro, deve sapere attribuire la giusta importanza ed il peso corretto ai dati che leggete nel grafico che segue.

E deve essere in grado di associare nel modo appropriato le oscillazioni del prezzo del petrolio con i dati per l’economia reale, come vedete sotto nel grafico. Se no, è meglio che rimanga a casa sua.

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Per dare indicazioni ai Clienti, che siano efficaci e che nel tempo portino ai risultati promessi, è necessario seguire, non una volta al mese ma ogni giorno, i dati che vengono pubblicati, e modificare per conseguenza le proprie valutazioni: ad esempio, nell’ultima settimana sono stati pubblicati i dati del grafico che segue. Che cosa vi dicono?

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Non serve a nulla la “iscrizione all’Albo”: è soltanto un passaggio burocratico, che si compera, ma che ha nessun significato pratico se guardiamo agli interessi del Cliente finale. In Italia, in modo particolare, c’è un esercito di soggetti che sono “iscritti all’Albo” ma non possiedono i requisiti per svolgere nel modo efficace la propria professione: l’iscrizione serve per essere autorizzati alla vendita dei Fondi Comuni, come nel caso dei promotori finanziari che adesso chiamano “consulenti”. Per il Cliente finale ed i suoi interessi, non c’è alcuna attenzione.

Questo vuol dire, ad esempio, non sapere spiegare al Cliente l’importanza dei dati più recenti per il settore immobiliare USA, che vedete sotto nel grafico e che Recce’d ha analizzato e commentato, anche su SoldiOnline.it.

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Mercati oggiValter Buffo
Per Donald J Trump è cambiata l'aria
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A Donald J. Trump deve essere sembrato un sogno.

Seduto in poltrona, oppure sdraiato nel letto davanti al tv, con un piccolissimo sforzo poteva muovere i mercati finanziari: le dita sulla tastiera, faceva partire un tweet che suscitava immediatamente un coro di reazioni. E molti ingenui operatori di mercato si facevano tirare dentro, a fare operazioni mal calcolate.

In pochi mesi, tutto è cambiato. E oggi, a fine 2018, i tweet di Trump provocano la reazione opposta. le reazioni sono spesso irritate, spesso criticate, e qualche volta anche dileggiate, come potete leggere qui sotto.

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Ma non è ancora finita: perché nell’ultima settimana Trump si è esibito anche in un vero e proprio “consiglio per gli acquisti”, proprio come fanno i promotori finanziari: lo leggete nell’immagine sotto.

E’ una specie di “all-in”, un tutto per tutto pokeristico di quelli che si vedono al casinò.

Non ci rimane che aspettare e vedere dove sarà la Borsa di New York tra 3, 6 e 12 mesi.

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Mercati oggiValter Buffo
Estratto dalla nostra più recente Lettera al Cliente del 26 dicembre 2018

Riportiamo qui di seguito un estratto dalla nostra più recente Lettera al Cliente, la numero 38 della Nuova Serie.

 

(…) dai mercati di questi giorni voi investitori potete ricavare qualche cosa di utile, ovvero qualche insegnamento importante per i vostri investimenti futuri. Ve ne segnaliamo tre qui di seguito

1.      Tornate con la mente a chi vi prometteva il “rally di Borsa di Natale”. E in quanti hanno scritto e detto che l’ultimo trimestre di ogni anno è sempre il migliore per le Borse. Ricordate chi, sulla base dell’analisi tecnica, solo tre medi fa scriveva di un indice S&P 500 a 3200 punti entro fine anno. In futuro, quando leggete di “stagionalità di Borsa”, oppure “trend di Borsa”, ripensate alla situazione che state vivendo oggi.

2.      Tenete sempre a mente con quale velocità avvengono i cambiamenti di clima, e di umore, sui mercati finanziari. Ritornate a voi stessi, alle vostre stesse parole, ai vostri pensieri nel mese di settembre 2018: solo tre mesi fa. Tenete a mente, in futuro, che sui mercati finanziari, così come sono oggi, i cambiamenti si verificano con grande rapidità. Di questo vi parla Recce’d quando insiste sulla “gestione dei rischi”: i rischi sono quelli che, a settembre 2018, “proprio non vede nessuno”. Quello è il rischio da gestire nel portafoglio.

3.      E tenete sempre a mente il Bitcoin, di cui scriveremo anche più in basso in questa Lettera: è un simbolo efficace dei comportamenti da “gregge”, della frenesia collettiva, e anche della stupidità collettiva che in alcune fasi assale i mercati finanziari. Anche questo, è il rischio finanziario che va gestito nella costruzione e nella movimentazione dei propri portafogli titoli.

Ricordate tutto questo e mettetelo sempre  a confronto con i numeri, i numeri veri (non quelli dei sondaggi): mettetelo a confronto, ad esempio, con la tabella che vedete qui sotto.

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Non c’è il minimo bisogno di fare confronti con i risultati di Recce’d: siamo certi che ogni Cliente li ha già fatti, e ne abbiamo già discusso con Voi al telefono. I nuovi supporti di Recce’d per la rendicontazione, che saranno a disposizione dei Clienti nel prossimo gennaio, renderanno ancora più facile questo confronto.

Vogliamo però sottolineare che sta qui, in questi numeri, il valore del lavoro di Recce’d.

Non sta nella singola operazione, che può essere andata bene o meno bene, e che anche in futuro potrà generare plusvalenze oppure minusvalenze. Recce’d non fa trading, ma gestione del portafoglio titoli, ed è una cosa completamente diversa.

Il nostro lavoro guarda unicamente all’interesse dell’investitore nel suo insieme. Il nostro lavoro genera, nel corso degli anni, risultati positivi indipendentemente dal fatto che gli indici dei mercati maggior vadano su oppure giù, e con un livello di volatilità sempre contenuto. Anno dopo anno, la storia e i fatti di 11 anni ci confermano questo.

Mercati oggiValter Buffo