Avrà sbagliato strada Babbo Natale?
wk1_gen_2018_021.png

Sui mercati finanziari, e in particolare a diretto contatto con la Clientela finale, operano un buon numero di sprovveduti e spregiudicati.

In Italia e nel Mondo, in questo comparto si sono purtroppo riversate a migliaia persone con capacità da venditore, ma con zero capacità di gestore.

Persone che, forse, questa volta, avranno imparato la lezione, e che forse si faranno da parte o verranno messe da parte, di modo che non facciano più danni.

Persone che, come detto, non hanno capacità di analizzare e capire i mercati, e quello che succede sui mercati. Persone che, per questa ragione, si aggrappano alle frasi fatte del tipo “non ci sono più le mezze stagioni”.

Noi, come voi ne abbiamo ascoltati a migliaia, parlare e scrivere di “rally di Fine Anno in Borsa”, di “seguire il trend di mercato” come metodo infallibile per guadagnare soldi, e di supporti che terranno su l’indice di Borsa.

Poi un giorno di dicembre apri lo smart phone e leggi titoli come quelli che leggete qui sotto. E la questione è chiusa, in un attimo.

wk1_gen_2018_010.png
Mercati oggiValter Buffo
Dopo un 2018 che per noi è stato buono, potrebbe esserci un 2019 molto buono?
 

Come nostra tradizione, da lungo tempo, invitiamo i lettori e i Clienti a fare confronti concreti.

Presentiamo qui sotto una tabella, aggiornata ad oggi, che i lettori conoscono già.

Il nostro suggerimento è di riflettere:

  1. sui vostri risultati 2018, e del triennio 2016-2018

  2. su come funziona l’industria dei Fondi Comuni e sui prodotti che offre (e perché)

  3. su quello che potrebbe succedere ai vostri portafogli titoli nel 2019.

wk4_dec_2018_030.png
Valter Buffo
Ricordate quell'orologio che si era rotto?
 

Torniamo su questo tema per l’ultima volta: è una promessa.

Dal 2019, cambieremo registro. Anche perché cambieranno i mercati finanziari.

Ma oggi ci torniamo non a caso: bensì con uno specifico obbiettivo.

Ricordate l’orologio rotto che segna l’ora giusta due volte al giorno? Anche sui mercati finanziari, capita sempre di attraversare momenti anomali, e proprio in quei momenti c’è chi si lascia ingannare.

Sono quegli investitori che, nel momento in cui il famoso orologio rotto segna l’ora giusta, si convincono che quell’orologio funziona.

I mercati hanno risvegliato dal sogno chi si era convinto, o illuso, di poter tirare delle conclusioni sulla base di un anno assurdo come il 2017.

E’ stata, per alcuni investitori, una lezione severa.

Lo scopo di questo Post è tentare di fornire un aiuto: quelli che oggi, a dicembre 2018, vi dicono di avere capito che l’orologio in questione in effetti è rotto non fanno il vostro interesse, arrivano con 12-18 mesi di ritardo, e vi metteranno in difficoltà poi anche nel 2019, nel 2020, nel 2021.

Dire oggi, come si fa nell’immagine sotto, che le aspettative erano IRREALISTICHE è del tutto inutile. Le aspettative erano totalmente IRREALISTICHE e folli 12-18 mesi fa. Oggi, sono meno IRREALISTICHE.

Oggi un buon investitore, ma soprattutto un buon gestore ed un buon consulente, ragione e valuta ciò che succederà dopo. E muove i portafogli sulla base di questa nuova fase di mercato. Nella quale, a puro titolo di esempio, potrebbero succedere cose imprevedibili come questa.

Recce’d lo ha già fatto, proprio 24 ore fa, con una profonda modifica dei portafogli RNI.

I nostri Clienti, che insieme a noi hanno tenuto duro durante la tempesta, oggi sono piazzati meglio di chiunque altro per il 2019.

wk4_dec_2018_025.png
Mercati oggiValter Buffo
Retrospettiva 2018: l'anno del miraggio
 
wk4_dec_2018_008.png

Miraggio è il termine con il quale noi di Recce’d ricorderemo il 2018.

Tra ottobre e dicembre, sulla stampa specializzata e nelle ricerche delle banche globali di investimento abbiamo letto il termine “miraggio” migliaia di volte.

E’ piaciuto, all’industria, alle tv come CNBC, alle banche di investimento, alle Reti di promotori finanziari che vendono i Fondi Comuni: piace usare il termine “miraggio” per risolvere il problema. Quale problema? Quello di non averci capito nulla.

Tutti quelli che tre mesi fa, a settembre, scrivevano e parlavano dello S&P 500 sopra i 3000 punti della crescita USA al 4%, degli utili che crescono del 20% l’anno, oggi dovrebbero ammettere di non conoscere i mercati, e di non potere esercitare professioni che riguardano gli investimenti, dal consulente al gestore di portafoglio. Farsi da parte.

Ovvio che invece si cerchi di sbrigarsela parlando di un “miraggio”: la colpa è di tutti, la colpa è di nessuno.

Noi, per ragioni che abbiamo spiegato in numerose precedenti occasioni, siamo del parere che “miraggio” è una espressione facile da usare, ma che inganna l’investitore finale.

La realtà è che alimentare le fasi di euforia collettiva, di bolla, sui mercati, CONVIENE A MOLTI.

Conviene al vostro private banker, conviene al promotore finanziario che vende i Fondi Comuni, conviene al consulente che non è in grado di analizzare e capire i mercati finanziari, conviene alla banca di investimento che fa commissioni, e conviene persino alle Banche Centrali.

Quando poi la bolla si sgonfia, loro intanto hanno messo in tasca i soldi, e voi investitori restate con il cerino in mano, soli coi vostri FondiComuni. E dovete arrangiarvi.

Ma anche l’investitore finale, in molti casi, ha le sue colpe. Nel nostro documento settimanale di ricapitolazione, riproponiamo anche oggi l’esempio del Bitcoin: che ci ricorda di come l’euforia collettiva possa facilmente trasformarsi in un momento di stupidità collettiva.

E ripetiamo anche qui che il Bitcoin oggi non è un fatto isolato. Ci sono altre aree di mercato che sono state interessate da episodi simili, e per di fatti simili a quelli che racconta il grafico del Bitcoin oggi se ne vedranno altri, e proprio nel 2019.

Mercati oggiValter Buffo
Il punto di svolta (5): il petrolio
 

Il grafico che segue non merita un lungo commento.

Chi segue il Blog, ricorda sicuramente i Post precedenti nei quali abbiamo offerto la nostra analisi sulle cause del ribasso del petrolio.

Oggi, le potete leggere anche nel testo che accompagna l’immagine qui sotto: preciseremo solo che i CTA sono una categoria di Fondi Comuni, quelli che operano affidandosi in modo esclusivo alla analisi grafica del trend.

E poi pensate alle decine di migliaia di pagine che avete letto, sulla domanda e sulla offerta di petrolio, sui tetti alla produzione, sull’OPEC, e così via.

wk4_dec_2018_017.png
Mercati oggiValter Buffo