Lo dice anche la Federal Reserve: aprite gli occhi.

Recce'd lo scrive da anni: il modello di business delle grandi banche globali è in grave difficoltà, e questo ha costretto molte fra loro, anche i nomi più altisonanti, a sacrificare l'interesse dei loro Clienti.

Molti però, tra gli investitori, anche in Italia, non lo vogliono vedere. Continuano a pensare che più il nome è "grande", più è grande la sicurezza, più è grande la qualità dei servizi offerti e dei prodotti per l'investimento. Non è così.

Adesso sul tema è intervenuta anche la Federal Reserve, ed in modo pubblico: oggi, e con una intervista in tv. Il Governatore Della Federal Reserve Daniel Tarullo ha dichiarato che troppe grandi banche NON fanno l'interesse del Cliente investitore:

Tarullo said too many banks still only respond to particular ethical lapses instead of putting in place comprehensive compliance programs. In an interview on CNBC, the Fed governor said he wanted regulators to hold individuals at bank responsible for inappropriate behavior rather than simply have firms pay fines. Even criminal prosecution of bank officers should be pursued "in order to make the point that there is individual culpability," Tarullo said.

Lo spunto è la multa a Wells Fargo:  non aspettate di leggere questa notizia sulla stampa italiana (neppure su quella specializzata) perché i nostri mezzi di comunicazione sono da sempre allineati (ed in alcuni casi persino "fiancheggiatori") del sistema bancario. Quanto pochi giorni fa il Presidente del Consiglio ha accusato la stampa ("Ci avete dormito sopra") ha detto una cosa vera, anche se per completezza avrebbe dovuto aggiungere "E noi più di voi".

Tornando a Wells Fargo, non è la multa a fare notizia, ma le motivazioni che la giustificano: non aspettatevi che in Italia si possa verificare nulla di analogo, perché le Autorità che sono preposte a questo tipo di indagini hanno, verso le banche, un atteggiamento molto meno incalzante (a dire poco). CONSOB poco più di un anno fa ha reso pubblico un "richiamo" alle Reti, spiegando che spesso utilizzano i Fondi Comuni di Case Terze contro gli interessi dei loro stessi clienti, solo per massimizzare le commissioni. Multe? Neppure l'ombra, solo un "richiamo", e poi si va avanti come prima.

Non abbiamo qui lo spazio per entrare nel merito della vicenda Wells Fargo: lo fare in una nota riservata, che sarà disponibile per i nostri Clienti a breve.

Conclusione: credete che in Italia pratiche come quelle di Wells Fargo non esistano? Davvero? Qualcuno alzi la mano!

Mercati oggiValter Buffo
Va detto: che il bazooka è una sciocchezza

Anche questa settimana, come ogni altra volta nei giorni che precedono le riunioni della BCE, sia la stampa in Italia, sia le Case di Fondi e le banche di investimento ci hanno ammansito le loro estese dissertazioni sul tema "bazooka".

Adesso, dopo due anni di ripetizioni, noi di Recce'd ci sentiamo di dirlo a chiare lettere: questa del bazooka è una vera fesseria.

Lo è sul piano della forma: che senso ha ripetere e ripetere sempre le medesime frasi, annunciare più e più volte una cosa che non arriva? Che evidentemente non arriva perché ... non esiste?

Ma lo è anche sul piano del contenuto. Perché è totalmente assurda l'impostazione che ricorre su tutta la stampa mainstream in Italia, e che poi viene ripresa dalle Reti dei promotori e dei private bankers. L'impostazione è che Draghi sa tutto, vede tutto ed è infallibile: la colpa di tutto è "dell'economia reale", che non ne capisce le buone intenzioni (come invece hanno fatto tutte le Goldman Sachs, tutte le Deutsche Bank, e tutte le Banca Intesa di questo mondo, che grazie a Draghi hanno messo a bilancio utili mai visti prima).

Questa impostazione, diciamolo finalmente, è assurda: se il bazooka spara a salve, è solo perché non è un'arma efficace. non serve a nulla (se non a salvare molte banche, specie italiane, dal Tribunale fallimentare) e non risolve nulla. Crea invece grandi problemi, che negli anni prossimi sarà la collettività a pagare. E a chi obbietta che "senza QE sarebbe andata ancora peggio", noi replichiamo: "E chi lo dice?". Una cosa è certa: andare ancora avanti in questo modo ci porterà avanti, ma sulla medesima strada percorsa fin qui, una strada che scende a valle e non sale al monte.

E naturalmente a sciocchezza si aggiunge sciocchezza: adesso siamo costretti a leggere che "la Germania dovrebbe spendere": ma che senso ha? Non è forse "spendendo e spandendo" che i vari Governi italiani ci hanno condotto fino a questo punto? E la risposta sarebbe: facciamolo ancora, facciamolo di più? Ma davvero volete essere presi sul serio?

E se invece, finalmente, si applicasse un minimo di spirito critico? Se le persone fossero quelle sbagliate? Se le ricette fossero quelle sbagliate? Se per una volta si scrivesse nell'interesse di chi legge, dei Clienti, invece che per conservare lo status quo ("per tenere calme le masse")? Presentare Draghi come Papa Francesco è una cosa che, ci auguriamo, verrà a noia agli stessi lettori molto presto. Speriamo.

Mercati oggiValter Buffo
Credit Suisse e Morgan Stanley oggi "cancellano" Brexit (parte 2)

In aggiunta a ciò che abbiamo scritto ieri, nel primo dei Post di questa serie, oggi mettiamo in evidenza qui sopra una pubblicità, che si trova oggi in Rete. "Brexit è finito", annuncia il banner.

Come già abbiamo scritto, se c'è una cosa utile per tutti quelli che ci leggono, in questa vicenda di Brexit, è proprio quella di capire che il mercato oggi è questo. E che la comunicazione, sui temi del mercato, è questa. Questo tipo di comunicazione, che include anche i mezzi di informazione, e qualcosa da cui ogni investitore deve difendersi: i "falsi segnali" sono il 98% del totale.

Il nostro metodo di lavoro, nella prima delle sue tre fasi )BEAT) crea un vantaggio competitivo proprio nel saper tenere i nostri Clienti al riparo dalla marea, fuori dal "flusso": quel flusso di notizie e (false) analisi che fa sembrare la recessione nel Regno Unito una cosa ovvia a inizio luglio 2016 ("ma che cosa dice quello?"), ed una sciocchezza a inizio settembre 2016.

E a proposito di attualità: ogni volta che sentite qualcuno che parla di "bazooka", pensate a Brexit.

Mercati oggiValter Buffo
Credit Suisse e Morgan Stanley oggi "cancellano" Brexit (parte 1)

Non c'è più la recessione! Il Financial Times ci informa che, a soli 60 giorni di distanza dal Referendum, i sofisticati modellini matematici di previsione di due delle più grandi banche globali hanno "già" capito che era sbagliata la previsione di recessione provocata da Brexit. Fatto che segue la retromarcia di Deutsche Bank e Goldman Sachs, da lunedì scorso non più "ribassisti" sulla sterlina.

Quale lezione trarre dalla vicenda Brexit, che sia utile per chi investe? Ne abbiamo accennato anche questa mattina al The Morning Brief delle 7. Come Recce'd vi scriveva, in giugno:

  1. Molte cose vengono scritte, a commento dei mercati finanziari, soltanto per aumentare l'attenzione, e il numero di "click"; anche oggi e domani, ed anche su argomenti diversi da Brexit
  2. sulla emotività le banche globali di investimento spingono sempre: per metter giù commissioni di negoziazione, prendendole dalle tasche di chi prima vende e poi ricompra

Ma alla fine, forse, la cosa migliore è ancora ... farci una risata.

Mercati oggiValter Buffo
Abbiamo un nuovo concorrente!

Come vedete, alle 13,49 di oggi la prima pagina online del Corriere della Sera aveva, come titolo principale, una indicazione operativa sulla gestione del portafoglio, ovvero del risparmio. Recce'd subito si precipita a fare pubblicità, a una iniziativa di questo tipo, perché comunica un fatto: sono temi di grande importanza e di interesse generale.

Sono anche i temi dei quali Recce'd si occupa ogni giorno: ma in un modo diverso da come lo fa il Corriere della Sera. Sono mille gli elementi che ci differenziano, e diecimila le osservazioni che noi potremmo fare a proposito della iniziativa del Corriere della Sera (che, in ogni caso, noi vi suggeriamo di andare ad esaminare).

Non faremo quelle osservazioni. E non andremo a rimarcare le differenze. Ci limitiamo ad una sola, importante, precisazione: sulla parola "guadagnare".

Parola sulla quale, purtroppo, ogni giorno ci tocca di constatare che c'è una certa confusione, confusione che Recce'd ha più volte segnalato. Faremo un caso concreto: se oggi voi investite sulla obbligazione di Banca XYZ, che a scadenza rende il 3%, questo si tradurrà per voi necessariamente in un "guadagno" del 3%?

La risposta è: assolutamente no, almeno nei prossimi 12, 24, 36 mesi. L'obbligazione, tutte le obbligazioni, hanno un prezzo, che sale e scende: e può scendere del 3% in due mesi, azzerando la cedola e quindi quel presunto "guadagno".

A questo punto, qualche "consulente" vi dirà: "si, però a scadenza ...". A scadenza, secondo il Presidente del Consiglio italiano ... ci sono troppe banche. Qualche banca ci sarà ancora, altre banche non ci saranno più. Con questo non vogliamo dire che le obbligazioni non verranno rimborsate: ma al tempo stesso, ignorare del tutto il rischio di default, nel settore bancario, ci sembra, sul piano professionale, quanto meno poco scrupoloso.

Conclusione (di Recce'd): non c'è nulla al mondo che vi farà "guadagnare" il 3%: se non il gestire in modo attivo, attento, quotidiano ed intelligente il vostro portafoglio titoli. Recce'd può rendersi utile a questo scopo.

Mercati oggiValter Buffo