Avviso ai naviganti (ennesimo): o meglio a chi è stato trascinato "a caccia dei rendimenti".

William Dudley è il Vice Presidente del Comitato che si chiama FOMC, a cui la Federal Reserve attribuisce il compito di fissare il costo ufficiale del denaro. Ieri, 16 agosto, ha parlato in pubblico ed ha detto parole chiarissime, che Bloomberg riporta nel brano che segue. Recce'd ve ne ha parlato in molte occasioni negli ultimi 24 mesi.

“We’re edging closer towards the point in time where it will be appropriate, I think, to raise interest rates further.”. Asked whether the FOMC could vote to raise the benchmark rate at its next meeting Sept. 20-21, Dudley said, “I think it’s possible.” Investors expect about one rate hike between now and the end of next year, according to federal funds futures contracts, and they marked up probabilities only slightly on Tuesday. Dudley said such estimates are “too low” and that “the market is complacent about the need for gradually snugging up short-term interest rates over the next year or so.” “We are looking for growth in the second half of the year that will be stronger than the first half,” Dudley said. “I think the labor market is going to continue to tighten, and in that environment I think we are getting closer to the day where we are going to have to snug up interest rates a little bit.”

Forse sarà bene fare due conti sul retro di una busta: chi ha investito in titoli a 30 anni del Tesoro USA perderebbe il 15% se il rendimento tornasse al livello dello 1 gennaio. Chi ha investito nelle obbligazioni giapponesi a 40 anni perderebbe il 25% se il rendimento tornasse ai livelli di inizio anno. Perdite non recuperabili: ci vorrebbero 65 anni di cedola, per coprire la perdita.

Mercati oggiValter Buffo
Estate: esercizi sotto l'ombrellone (parte 9)

Oggi vi proponiamo di partecipare ... alle Olimpiadi di Recce'd: vi elenchiamo qui sotto quindici famose affermazioni sull'economia e la finanza, che poi nel tempo si sono rivelate del tutto sbagliate, ed in qualche caso dannose.

Invitiamo i nostri lettori non solo a scoprire chi fece queste affermazioni e in quale anno, ma pure ad attribuire a tre autori di queste affermazioni le medaglie olimpiche (oro, argento e bronzo). Vi anticipiamo che tra i vari autori, ce n'è uno che è un autentico ... Campione Olimpico, con ben tre citazioni su quindici. Giovedì 18 agosto il nostro Blog pubblicherà le risposte esatte.

Come vedrete, abbiamo lasciate le fasi celebri nella loro lingua originale, e questo potrebbe aiutarvi.

1.       "Remote shopping, while entirely feasible, will flop—because women like to get out of the house, like to handle merchandise, like to be able to change their minds.”

2.       "The Internet will soon go spectacularly supernova and in 1996 catastrophically collapse"

3.       "Stocks have reached what looks like a permanently high plateau."

4.       “I am 100% sure that the U.S. will go into hyperinflation. Not tomorrow, but the problem with the government debt growing so much is that when the time will come and the Fed should increase interest rates, they’ll be very reluctant to do so and so inflation will start to accelerate.”

5.       "Nessuno di voi due anni fa avrebbe scommesso sul fatto che Mps sarebbe uscita da questa situazione: ora la banca è tornata ad essere una banca normale e con dei risultati che non sono così male. Sono davvero dei buoni risultati, c’è una squadra di manager eccellente. Un minimo di attenzione a questi aspetti bisogna metterla. Mps non è più un problema per il sistema bancario italiano e per questo Paese"

6.       "We’ve never had a decline in house prices on a nationwide basis. So, what I think what is more likely is that house prices will slow, maybe stabilize, might slow consumption spending a bit. I don’t think it’s gonna drive the economy too far from its full employment path, though."

7.       "With respect to their safety, derivatives, for the most part, are traded among very sophisticated financial institutions and individuals who have considerable incentive to understand them and to use them properly"

8.      "Il sistema del credito in Italia funziona alla grande. Ci sono le difficoltà e i problemi che tutti conosciamo, ma abbiamo realtà che sono autentici campioni europei"

9.       "All that said, given the fundamental factors in place that should support the demand for housing, we believe the effect of the troubles in the subprime sector on the broader housing market will likely be limited, and we do not expect significant spillovers from the subprime market to the rest of the economy or to the financial system.  The vast majority of mortgages, including even subprime mortgages, continue to perform well.  Past gains in house prices have left most homeowners with significant amounts of home equity, and growth in jobs and incomes should help keep the financial obligations of most households manageable."

10.   “As the rate of technological change in computing slows, the number of jobs for IT specialists will decelerate, then actually turn down; ten years from now, the phrase information economy will sound silly.”

11.   "The use of a growing array of derivatives and … more-sophisticated approaches to measuring and managing risk are key factors underpinning the greater resilience of our largest financial institutions ... Derivatives have permitted the unbundling of financial risks."

12.   "In today's regulatory environment, it's virtually impossible to violate rules. This is something that the public really doesn't understand.... It's impossible for a violation to go undetected, certainly not for a considerable period of time."

13.   "La Banca d'Italia non ha elementi per verificare la correttezza dei bilanci delle aziende in cui essi investono o di cui comprano obbligazioni"

14.   "Today the adoption of further balance sheet measures has become warranted to achieve our price stability objective, given that the key ECB interest rates have reached their lower bound. Looking ahead, today’s measures will decisively underpin the firm anchoring of medium to long-term inflation expectations. The sizeable increase in our balance sheet will further ease the monetary policy stance. In particular, financing conditions for firms and households in the euro area will continue to improve.

15.    "Non esiste il benché minimo indizio che faccia pensare che l’energia nucleare diverrà mai accessibile, perché questo comporterebbe essere in grado di scindere l’atomo a comando"

Mercati oggiValter Buffo
Gestione del portafoglio titoli: che cosa è, e come si fa (parte 4)

Ha suscitato grandissimo interesse tra i nostri lettori questa serie di Post, che si propone di chiarire nel dettaglio le ragioni per cui la gestione del portafoglio titoli è un'attività specifica, che richiede regole, coerenza intertemporale e conoscenze, e non può quindi essere improvvista o svolta sulla base di principi fragili o peggio "ad orecchio".

In questo Post, vogliamo entrare nel merito di che cosa è gestione per Recce'd: ovvero spiegare, per sommi capi, i criteri sulla base dei quali Recce'd gestisce i portafogli modello.

Come abbiamo già scritto in passato, la nostra precisa missione è spiegare al Cliente che può pretendere di più, sia in termini di qualità sia in termini di risultati, di quanto gli è stato offerto sino ad oggi per la sua gestione del risparmio. E Recce'd lo dimostra, ogni giorno, con i fatti.

Non ci è però possibile rendere pubblici tutti i dettagli del nostro lavoro: come in molti altri settori, anche nel settore del risparmio per ogni innovatore ci sono 9999 soggetti che cercano di copiare ogni mattina, per colmare le proprie lacune e le proprie incapacità. Ci limiteremo quindi a fornire qui alcuni concetti chiave, mentre verso i nostri Clienti noi continueremo a praticare, anche su questo argomento, una totale trasparenza ed una massima disponibilità.

Utilizzeremo, come spunto iniziale, il termine tedesco weltanschauug, che viene dalla Filosofia, e definisce una "visione del Mondo".  Questa "visione" è proprio il punto di partenza della nostra attività di costruzione e poi gestione dei portafogli, ed è composta di quattro parti maggiori:

  1. i mercati finanziari sono TUTTI interconnessi tra loro; è un errore valutare e decidere su un asset oppure una classe di asset senza aver chiaro il quadro di insieme; il mercato finanziario globale deve, necessariamente, essere visto, e trattato, come un TUTTO
  2. ci sono fattori che influenzano tutti gli asset e tutte le classi di attività: ma per ognuna, il tipo di influenza è differente, e a volte molto differente
  3. l'influenza non è mai immediata, e non è mai perfetta
  4. c'è quindi spazio, tra tutte queste differenze, per fare profitto valutando in modo più efficiente e più rapido della media degli operatori i nuovi prezzi di equilibrio

Non si tratta quindi di avere una Teoria del Tutto, un unico modellino matematico dell'universo investibile: semplicemente, non può esistere perché la realtà dei mercati, e delle economie, è in continua evoluzione e continuamente modifica i nostri parametri di valutazione.

Si deve però, allo stesso tempo, non affidarsi al caso: è necessario avere metodo, e continuità di valutazione nel tempo (real-time), ed anche di disporre di modelli di valutazione flessibili ma testati in modo scientifico. Affidarsi al caso non può che produrre danni: occorre invece il metodo, proprio per gestire l'incertezza, come si sostiene anche nel brano molto efficace che citiamo qui sotto:

  1. The are a host impacts which that have to work through the financial markets. One shock can affect many markets, but the impact or the realization of the potential impact will not happen all at the same time or with the same intensity.
  2. Markets can be out of equilibrium for reasons as simple as costs and liquidity or through behavior biases. Nevertheless, dislocations allow for opportunities for those who can better understand the linkages. There will be dislocations that will eventually need to be corrected. It is not that markets are inefficient, but rather there is some slack in the level of efficiency that may allow some to profit.
  3. Some like managed futures managers may find these connections and dislocations through trends in prices. Others can see them through comparison to past fundamentals. Still others may be able to tell complex stories and see linkages t hrough detailed analysis.

Questo, in estrema sintesi, è il servizio che Recce'd produce a favore di tutti i suoi Clienti ogni giorno. Ferragosto 2016 incluso: noi siamo qui al lavoro per voi.

Ferragosto: la differenza tra gestire e chiacchierare

Abbiamo scritto più e più volte, in questo Blog e nelle altre nostre sedi per la comunicazione, che oggi gli investitori, tutti gli investitori, in Italia ed all'estero, debbono prima di tutto difendersi dall'eccesso di informazioni. Per questo, nella pagina HOME del nostro sito noi scriviamo del nostro lavoro di selezione delle fondi e di "priority-based aggregation": nessuno al mondo ha il tempo e la capacità di concentrazione per leggere TUTTO, ed anche leggendo molto poi si tratta di ordinare, catalogare e poi utilizzare in modo corretto.

Per questo, non ci sorprende riscontrare ogni gionro, in Rete, una abbondanza di nuovi siti di "informazione" finanziaria che poi informazione non è: molti operatori, grandi e piccoli, del settore, presentano i loro contenuti utilizzando categorie come "azionario", "obbligazionario", "valutario", "economia"e così via.

Con una lunga lista di osservazioni e interventi, si vuole confondere il lettore, facendogli credere che "noi teniamo tutto sotto controllo": peccato che non è vero. Quando il lettore passa ai contenuti, scopre in pochi minuti che il contenuto è ... nulla. Mai una indicazione operativa, mai una performance, mai un dettaglio dei costi che sopporta il prodotto (c'è sempre un prodotto da vendere ...) sottostante, che sia una GPM oppure un Fondo Comune. Mai una parola che spieghi perché, lavorando in quel modo a cui si allude, si siano prodotti certi ben precisi rendimenti. Questo non c'è mai: triverete invece generiche considerazioni che, alla stretta finale, lasciano chi legge nella scomoda posizione di chiedersi "sì, e adesso, che cosa faccio?".

Questo tipo di siti, questa organizzazione della comunicazione, sono tradizionali delle Reti di vendita, e delle Reti di promotori o bankers in particolare: butto lì sul tavolo centinaia di notizie, e poi la scelta importante, quella della composizione del portafoglio, la lascio al Cliente. Così se sbaglia, sarà una sua responsabilità: se le cose invece andranno bene, il merito sarà appunto della Rete. Lo hanno fatto per trent'anni, favoriti da una normativa costruita per privilegiare i venditori sui gestori.

Come dicevamo in altri Post, finalmente la pressione del mercato sta cambiando tutto alla radice: ed è già oggi molto facile,  per il Cliente investitore che cerca informazioni, cogliere la differenza tra chi va avanti a chiacchiere e chi è invece in grado di supportarvi con scelte concrete, con scelte di portafoglio. Diffidate di chi non offre supporti concreti operativi, di chi non commenta e analizza le proprie performances e le proprie scelte, di chi descrive in modo fumoso la composizione dei propri Fondi Comuni oppure delle proprie GPM. In generale, diffidate di chi vi bombarda di parole che non arrivano mai al dunque.

Per essere più specifici: diffidate di chi ha i medesimi toni dei venditori di pentole che si vedono in televisione. Diffidate di chi vi dice "il nostro prodotto è il migliore", ma poi scappa sempre di fronte all'ostacolo, e mai, in alcuna occasione, prende una posizione spiegandovi che "a fronte di questo problema è preferibile agire in questo modo". Recce'd lo fa ogni mattina, ogni giorno, in modo pubblico e senza paura: ha combattuto battaglie importanti, di recente sul bazooka di Draghi nel 2015, e poi su un certo "prudentismo" di maniera da febbraio 2016, e poi ancora su Brexit tra giugno e luglio 2016, Battaglie che sono state molto utili, a chi ci ha seguito, se applicate nel concreto del portafoglio titoli.

Mercati oggiValter Buffo
Ferragosto: troppa esposizione porta ed una brutta scottatura

ll Governo italiano si era preparato il terreno (con abilità) per Ferragosto: l'operazione prevedeva di occupare le prime pagine sui quotidiani con argomenti come gli aumenti per le pensioni più basse (a inizio agosto l'argomento "pensioni" è ritornato sulle prime pagine senza alcuna ragione o novità, solo perché spinto dagli uffici stampa del Governo) ed argomenti "più alti e più elevati" come un dibattito, lontano dai temi concreti, sul referendum di autunno.

Non gli è andata bene: stamattina 14 agosto tutti i quotidiani italiani titolano in prima pagina sulla "crescita zero" che risulta dai dati per il GDP pubblicati ieri. Temi caldi, ruvidi ed aridi, come la sabbia di agosto, altro che Referendum. E ovviamente, c'è una abbondanza di commenti.

Perché Recce'd aggiunge un (ennesimo) commento ai tanti già letti? Di certo, non per i portafogli e gli investimenti. Il dato italiano per il GDP conta zero, proprio nulla per ciò che riguarda le scelte di portafoglio, e per gli stessi mercati finanziari: questo perché l'economia italiana pesa poco, e poi perché non è che nei trimestri precedenti dall'Italia fossero arrivati dati molto diversi. In sintesi, non è una notizia, per i nostri portafogli modello.

Ma lo è per i quotidiani: e quindi, per molti nostri amici e lettori, che potrebbero cadere in confusione, e per questo non vogliamo offrire un punto di vista che deve essere anche un punto di appoggio, un punto di ancoraggio nella grande confusione.

Dicevamo della abbondanza di commenti, che è anche abbondanza di banalità: i commentatori dei quotidiani e delle tv non aspettavano altro, per poter scatenare un diluvio di parole, frasi, luoghi comuni, su quello che il Governo dovrebbe fare, potrebbe fare, non ha fatto. E si sprecano parole come "riforma", "efficienza", "mercato del lavoro", "aliquote fiscali", "infrastrutture", "investimenti", e poi naturalmente le "rigidità tedesche", un pizzico di "Brexit" e così via. E' il solito bla-bla degli ultimi trent'anni.

Parole a vanvera, nella maggior parte dei casi. Gli interventi di breve periodo, il sostegno alla domanda delle famiglie, come tutti i "ritocchi", in questa fase servono a nulla: lo squilibrio è strutturale. E sostenere più e più volte che "tutto va alla grande", oltre che irresponsabile, è anche sciocco. Una bugia subito scoperta. 

Il Governo in carica ha già dimostrato chiaramente di non POTER fare nulla, neppure se Draghi ci regala una diminuzione del costo del debito pubblico che non ha precedenti nella storia. Pensateci: se neppure il calo dei rendimenti dei BTp dal 7% allo 1,5% mette il nostro Governo nelle condizioni di incidere in profondità (come dimostrano le vicende Telecom, ENEL, Atlante, MPS), se la sola politica che viene messa in campo resta quella del "comperare tempo" e "mantenere tutto il più possibile così come è oggi", allora è chiaro che sperare in improbabili "riforme" è una perdita di tempo. Pensare che il "Jobs act" incida sul tasso di crescita, lasciando tutto il resto così com'è, è puerile.

Si può dire qualche cosa di utile per il futuro? Qualche cosa che indichi una strada alternativa? Qualche cosa che almeno faccia vedere che sono possibili modifiche strutturali a questo modo di gestore l'economia nazionale? A Recce'd sembra che il solo ad andarci almeno vicino è Luigi Zingales. Di Zingales, Recce'd ha criticato con forza il paragone tra a TARP degli Stati Uniti e le disastrose ed improduttive operazioni di salvataggio di banche decotte in Italia: è un paragone che non ci sta, non ha senso. In questo caso però ci pare opportuno riprendere alcune sue frasi di ieri.

“Il problema di fondo è che l’Italia è in crisi da vent’anni. La Spagna ha avuto una grande crescita negli anni 2000 e poi una grande crisi. L’Irlanda ha ripreso a crescere a ritmi straordinari. Il nostro problema non dipende dal fatto che al governo ci sia Berlusconi, piuttosto che Letta o Renzi. C'è un problema di fondo. Per esempio molti si sono appigliati al fatto che bastava aumentare la flessibilità del lavoro, ma si è fatto e la situazione non è cambiata”

Ecco, questo è un buon inizio: chiamare le cose con il loro nome, invece di buttare fumo negli occhi dei lettori. Ma vediamo se c'è una strada percorribile per andare avanti, secondo Zingales:

“Serve quella che io chiamo la flessibilità del capitale, cioè la flessibilità della capacità di spostare gli investimenti e i capitali da imprese che oggi sono marginali a imprese che sono più dinamiche. Serve una maggiore capacità di crescere, che significa anche tagliare i rami secchi. Questa dinamicità in Italia si è persa ed è un grande ostacolo per la crescita”.

Ecco, qui ci avviciniamo al nocciolo della questione: mettere miliardi in MPS sarebbe forse un modo di allocare quel capitale? Non c'è modo di andare avanti "senza disturbare": se si vuole andare avanti sarà necessario disturbare, e probabilmente distruggere, molte posizioni di comodo oggi consolidate, bisognerà non solo cambiare i Consigli di Amministrazione ma pure eliminarne molti, perché inutili. Se non lo faremo noi, comunque verrà fatto dal mercato. Leggiamo ancora una frase di Zingales:

“Una riduzione generalizzata del costo di fare impresa. Uno va in Austria e costa molto meno, costa molto meno anche in Slovenia. Perché i nostri imprenditori devono stare in Veneto quando possono andare in Slovenia e stare molto meglio?”.

Ecco, qui ci siamo: ridurre i costi di fare impresa va tradotto in pratica. E non si tratta solo di ridurre la burocrazia statale: ad esempio, le banche potrebbero dare credito non solo ai grandi immobiliaristi che pagano anche sottobanco, oppure ai grandi gruppi statali, oppure ancora al Fondo Atlante. Comunque, bravo Zingales!

E chiudiamo il cerchio, dicendo in modo chiaro anche come stanno le cose a proposito dell'Eurozona.

“Fino ad ora il governo italiano si è più preoccupato di ottenere margini di flessibilità piuttosto che ridiscutere la situazione dall’inizio. La Germania non ci sente: non solo ha negato la promessa di fare una garanzia unica sui depositi, ma ha imposto nuove condizioni e quando si vogliono imporre nuove condizioni significa che le cose non si vogliono fare. A questo punto ci dicano loro cosa sono disponibili a fare: se la risposta è niente, allora la sopravvivenza dell’area euro è in bilico”. 

Ecco, anche qui ci piace molto il tono schietto: smettiamola però di dire che i tedeschi hanno torto e noi ragione: se i tedeschi "impongono nuove condizioni" forse è anche perché l'Italia ha tirato la corda ogni anno, per decine di anni, portandola al punto di rottura. E adesso gli altri si sono veramente rotti le scatole. L'Area Euro è in bilico per questa ragione: e la responsabilità è nostra, dell'Italia.

In conclusione, però, vogliamo tornare ai portafogli; un terreno sul quale ci muoviamo con più disinvoltura. Il dato italiano di ieri, per i nostri portafogli, significa zero: è solo una conferma. Sul piano dell'economia reale, per noi conta di più il dato tedesco di ieri, che sorprende al rialzo, e poi quello di Eurozona. E quanto alla Borsa di Milano, state certi che il suo andamento futuro non dipenderà in alcuna misura dai dati italiani, per il GDP o altro.

Mercati oggiValter Buffo