Goldman Sachs, il web ed i gadget (parte 1)

Ha fatto grandissimo rumore, sulla stampa specializzata, la notizia che Goldman Sachs, la più nota tra le banche globali di investimento, ha aperto un nuovo canale di raccolta. Ha fatto sensazione l'utilizzo del web come canale di raccolta, ed ha fatto sensazione anche la mancanza di un limite minimo: si potranno aprire conti presso Goldman Sachs anche a partire da 1 dollaro.

Ci sono moltissimi spunti in questa notizia anche per Recce'd: e ve li offriamo riassunti qui sotto.

  1. Questa notizia segna la fine della cultura del Club, sulla quale hanno fatto leva per decenni proprio le grandi banche globali: o sei "nel giro", oppure con noi non puoi neppure parlarci; bene: è finita, non funziona più, non produce più business, non ci crede più nessuno; il Financial Times ha titolato: "Goldman Sachs opens to the masses" due giorni fa, scrivendo poi: For almost 150 years Goldman Sachs has been the go-to bank of the rich and powerful. But now the Wall Street titan is opening up to the masses on Main Street by offering online savings accounts for as little as $1 on deposit. Goldman’s shift down market comes as the bank is under pressure to develop new streams of funding. Weak first-quarter results from the big US banks have highlighted the challenges faced by their investment banking units, under pressure from volatile markets and tight regulations.
  2. questa notizia ci dice anche che il web è il canale che dominerà il mercato del risparmio: è la fine del dominio della "reazione personale", si decide sulla base di quello che c'è scritto sul web e non "facendosi portare fuori a cena"; il Cliente non si fa più ... portare a spasso; le vecchie tecniche di vendita di Fondi e strutturati, del tipo "ho un nuovo prodotto eccezionale, e solo per te", finiranno nella spazzatura
  3. questa notizia poi ci dice che il web metterà sempre di più a fuoco le differenze di contenuto: fino ad oggi, nella prima ondata di servizi Internet, il "fornire servizi via web" era presentato come il contenuto; in sostanza, il solo fatto di essere via web, la novità tecnologica, dava valore alla proposta: "che bello, si può fare sul pc!"; in realtà si tratta poi di servizi a scarso valore aggiunto, di gadget che divertono, come se fossero video giochi; la maggior parte dei servizi di gestione, ad esempio, ricalca in fotocopia quelli che da dieci, venti, trenta anni vengono prodotti dalle Reti bancarie, dalle reti di promotori, dalle Reti di Private Banking, la solita asset allocation statica, con dentro un po' di tutto senza una logica, e soprattutto ... "per il lungo termine", quando noi non ci saremo più; questa tendenza andrà ben presto a finire, perché saranno i Clienti a chiedere più contenuto e più qualità, proprio quei Clienti più evoluto e più esigenti che si avvicineranno via via al web sulla scia dell'ingresso di operatori come Goldman Sachs 
  4. questa notizia ci dice anche che siamo all'inizio della fine del dominio delle banche globali: a che serve avere strutture gigantesche quando i servizi vengono veicolati attraverso il web? quale è il vantaggio dei grattacieli e delle locations esotiche? delle conventions nei resorts di lusso? quella stagione è finita, e sempre di più il Cliente che investe si renderà conto che in questo settore come in molti altri la dimensione non garantisce il risultato: il vino di più alta qualità, quello battuto alle aste per centinaia di migliaia di dollari, è quello che viene prodotto in quantità limitate. Il Cliente capirà presto che differenza passa tra uno Chateau Laffite ed il vino venduto nel cartone al supermercato.
Mercati oggiValter Buffo
Ora che il vostro Fondo ha recuperato ...

Ci sono Fondi Comuni Bilanciati che, nella prima settimana di febbraio, erano arrivati a perdere più del 10% in un solo mese: un dato che illustra, in modo non controvertibile, sia quanto rischio c'è in prodotti finanziari di quel tipo, sia quanto sia passivo (e perciò inutile) il ruolo del gestore, che è un "gestore attivo" solo per l'etichetta appiccicata sul prodotto, ma in realtà vi trascina su e giù a seconda di quello che fanno i mercati, come una barca di carta sulle onde del mare.

Ora che grazie ad un recupero degli indici (che quegli stessi gestori NON avevano previsto in febbraio) i vostri Fondi Comuni hanno recuperato quasi tutte le perdite del 2016, avete una grandissima occasione. Potete decidere: se accettate quel tipo di rischio, ed apprezzate quel tipo di gestione, allora dovete avere ben chiaro che se in giugno si ripeterà un evento simile a quello di gennaio, perderete magari il 10%, magari il 20% oppure il 30%. Se invece cercate qualcosa di diverso, per il vostro portafoglio, da questi prodotti "da scaffale", se non amate di sentirvi come i clienti di un grande magazzino, di avere in portafoglio prodotti da ingrosso, allora questo è un buon momento per passare a soluzioni più evolute, a gestioni attive in modo autentico, alternative alla tradizione delle Reti ed al bla-bla dei venditori. Oggi, perché domani già potrebbe essere troppo tardi.

Mercati oggiValter Buffo
Il fantastico Fondo Comune "Core Selection Brand Top Dividend Income Absolute Arbitrage"

Ci capita, quasi ogni giorno, di confrontarci con risparmiatori italiani che sono clienti delle Reti, ed in particolare di alcune Reti di vendita molto grandi e molto note. Di queste Reti di promotori e bankers, i quotidiani ed i settimanali hanno documentato, in più occasioni negli ultimi anni, gli innegabili e in molti casi spudorati conflitti di interesse: e da ultima, ne ha scritto persino CONSOB nel luglio scorso. Abbiamo un'ampia raccolta di documenti, e chi fosse interessato non ha che da chiedere.

La nuova moda, l'ultima moda di queste Reti, è quella di proporre (spingere) ai loro Clienti Fondi Comuni il cui nome e la cui descrizione (sempre breve, sempre sintetica) non consentono al Cliente che investe di comprendere 1) quali sono gli obiettivi del Fondo; e 2) in quali strumenti e mercati investe.

L'obiettivo (della Rete, non del Fondo) è sempre uno solo: tenere il Cliente, il più a lungo possibile  su prodotti finanziari che al Cliente costano dal 3% al 5% (più le eventuali commissioni di ingresso; più le eventuali commissioni di performance). E quindi: avanti a proporre "nuovi" Fondi del tipo "Core Selection Brand Top Dividend Income Absolute Arbitrage" il cui nome dice assolutamente nulla, e che poi vengono illustrati al Cliente con documenti commerciali, in tre righe, con termini che il loro Ufficio Marketing ha appena copiato dalla brochure di qualche Fondo HEDGE (ma che ovviamente non sono Fondi HEDGE, e neppure i loro "parenti poveri": c'entrano nulla). Quando sarebbero da sottoscrivere? In quali situazioni di mercato sono vantaggiosi? Rispetto a quali altri Fondi? E quando sarebbero invece da liquidare? E sulla base di che cosa generano la loro performance? E che cosa invece ne mette a rischio il patrimonio? Assolutamente nulla viene risposto, a queste precise domande. Zero: il promotore banker ne sa nulla (perché è impossibile saperlo).

Cosa sono in realtà questi Fondi "nuovi"? Il promotore banker utilizzerà questa formula: sono "come le obbligazioni, ma rendono di più". In pratica che significa questa frase? In pratica vuole dire nulla, assolutamente nulla: sono parole prive di senso pratico, se "rende di più" allora non è un'obbligazione, punto e a capo. Non diciamo sciocchezze, almeno. Questa è solo un formula commerciale, una propaganda a tappeto sulla quale nessuno, ma proprio nessuno, oggi vigila in modo attivo in Italia. Tutti aspettano: che succeda qualche disastro, come è già successo per le "obbligazioni subordinate" (vendute da tutti come qualche cosa che "garantisce un rendimento" (una balla spaziale), per poi dire dopo che "era necessario spiegare meglio, ma ... anche il risparmiatore ha le sue colpe".

In tutto questo noi di Recce'd vediamo un (altro) segnale della obsolescenza delle Reti e del loro approccio commerciale di vendita, della obsolescenza del "prodotti commerciali" da fare digerire al Cliente, e in poche parole della fine di un'epoca. Forse vinceranno la battaglia, ma hanno perso la guerra: i Clienti, invece, sono ancora in tempo, da oggi stesso, a liberarsi dalla schiera dei perdenti.

Mercati oggiValter Buffo
Quante cose ci dice il mercato in 12 ore

Oggi, lunedì 18, la giornata dei mercati finanziari era iniziata con il rosso in Asia, dopo il fallimento del vertice di Doha (petrolio) e lo scontro del vertice di Washington (sullo yen). Grande paura tra i commentatori per il vertice di Doha, come potete leggere qui sotto:

(dal web alle ore 8 italiane di lunedì 18 aprile) Where now for oil prices?

·         “On its own, we view this outcome as bearish for oil prices, given consensus expectations for a ‘soft guidance’ freeze at January production levels,” wrote a team of analysts at Goldman Sachs led by Damien Courvalin and Jeffrey Currie, in a note to clients on Monday.

·         At some point in the next year, oil prices will start to draw support as slowly increasing demand catches up with slowly decreasing supply and the end of stock-building, said Kit Juckes, strategist at Société Générale, in a note to clients. But that point in time could still be some way off. “The fact that global oil demand has continued to increase is what separates this commodity from many others, but for now, the oil market is plagued by the presence of the rest of us — oil tourists — who drive the price up and down on sentiment about things like the Doha meeting,” he said.

·          “This is an extremely bearish scenario. Prices could touch $30 a barrel within days,” said Natixis analyst Abhishek Deshpande, according to Dow Jones Newswires.

·         Watch what happens Monday, as the extent of the oil-price fall will be telling for how deep the rout could get, Angus Nicholson, market analyst at IG, told clients in a note. “The key technical level in play is US$38, a break through this level is likely to see a major pullback this week. If hopes of a Doha deal were the only thing driving oil, then a pullback to around the US$30 level seems quite likely,” said Nicholson.

·         Ole Hansen, head of commodity strategy at Saxo Bank: “I see the line in the sand on Brent crude as being $39. Below that, we could see a 10% extension to $35, driven by a further reduction in speculative longs,”

·         ” Watch for renewed oil-price volatility, as the next major OPEC event won’t come until June, with the cartel’s semiannual meeting in Vienna, Austria, said Mike van Dulken, head of research, and Augustin Eden, analyst at Accendo.

·         “This leaves the market reaction early this week as uncertain, with risks skewed to a sharp selloff only should the Kuwait disruption prove much smaller than suggested so far,” said Courvalin and Currie.

La differenza, tra un gestore di portafoglio e ... un'altra cosa, sta proprio qui: nel leggere queste frasi, nel leggere centinaia di commenti, e poi nel sapere che cosa fare in pratica, e sapere come operare sui portafogli. Perché poi si esce, si va magari a mangiare un gelato, ed alle 18 italiane vedi il petrolio sopra i 40$ e l'indice Dow Jones sopra i 18000 punti, dove non tornava dal luglio 2015. Ci sono molte indicazioni, per un vero gestore, in una giornata come quella che si sta per chiudere.

Mercati oggiValter Buffo
... guarda un po' chi perde stavolta!

Oggi Bloomberg pubblica un articolo, dal titolo "The Beginning of the End of Central Bank Easing": nel bla-bla dei media e dei giornali, questo sta diventando un tema importante, di crescente evidenza. per gli investitori, è un tema vecchio, noi di Recce'd ne scrivevamo molto 18 mesi fa. Ora è acqua passata, che non fa più girare le pale del mulino della performance. Ci risulta però incredibile che nessuno abbia ancora iniziato a tradurre queste considerazioni in riflessioni operative: noi lo abbiamo fatto, e più di una volta, negli ultimi quattro-sei mesi, segnalando che esiste uno scenario, la cui probabilità non è zero e cresce ogni gionro, in cui si stringe una tenaglia.

La tenaglia è fatta, da un lato, dal fatto che le Banche Centrali hanno fallito nei loro esprimenti (fatti alle spalle del pubblico) e devono fare marcia indietro. E dall'altro, dal fatto che la deflazione/recessione non c'è più e ... cucù, potrebbe ripresentarsi alla porta un misto di crescita/inflazione che oggi nessuno vede ma che potrebbe essere dietro l'angolo.

E allora, che cosa succederebbe? Lo lasciamo concludere a voi lettori, perché fin troppo facile. Noi torniamo a scrivere, come abbiamo già fatto in passato, che la parte più fragile di qualsiasi portafoglio, oggi, è quella obbligazionaria. E che il rischio è consistente. Ed anche che si tratta di una via di uscita a costo zero, per quelli che hanno creato questo "eccesso di debito". E la asset allocation 60/40 perderebbe la partita anche questa volta (come sempre).

I nostri portafogli modello sono già pronti anche per questo scenario.

Mercati oggiValter Buffo