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2020: faremo una sola previsione
 

Si apre in queste settimane la fase finale dell’anno, che per gli operatori significa affrontare un diluvio di previsioni sull’anno che sta per iniziare. Inizia la giostra delle presentazioni, dei Rapporti 2020, delle Relazioni 20202, delle Rassegne 2020, delle Overview 2020.

Attività tradizionale delle banche globali di investimento, che nel corso degli anni si è dimostrato via via sempre meno utile, visto che poi, con grande regolarità, il quadro di inizio anno risulta già stravolto dopo tre mesi. Proprio come è successo nel 2019.

Chi segue il lavoro di Recce’d da qualche tempo, sa che Recce’d NON partecipa a questo gioco delle “previsioni 2020”: così come sa che noi riteniamo questa attività inutile, o meglio utile unicamente per gli scopi commerciali (di vendita) delle banche globali di investimento.

Come ogni anno, quindi, eviteremo di indicare ai Clienti i target e le previsioni per il 2020: questo mestiere richiede a chi lo svolge con coscienza professionale di rivedere le proprie previsioni su base quotidiana, utilizzando le informazioni che si rendono disponibili, nel momento in cui sono disponibili.

Con qualche eccezione, ovviamente: ad esempio, in questo Post mettiamo alla vostra attenzione un tema che nel corso dei prossimi 12 mesi risulterà dominante, ed avrà influenza su ognuna delle componenti del portafoglio in titoli: azioni, obbligazioni, valute ed anche materie prime.

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Il grafico che vedete qui sopra ci riporta alle operazioni della Federal Reserve per contrastare l’instabilità nel mercato della liquidità interbancaria negli Stati Uniti: operazioni che hanno avuto una influenza determinante sul comportamento di tutti i mercati finanziari negli ultimi mesi.

Lo spunto è questo, ma il tema è molto più ampio: l’emergenza che la Federal Reserve ha contrastato è una emergenza che va ben al di là del mercato della liquidità interbancaria, e va al di là degli Stati Uniti.

Come detto poco sopra, toccherà tutte le componenti del portafoglio.

Per una analisi più dettagliata, vi rimandiamo alla nostra pubblicazione quotidiana, The Morning Brief. In questo post, vi offriamo le considerazioni sul tema della liquidità (si intende la liquidità dei mercati finanziari, e non quella interbancaria) scritte da Goldman Sachs nel suo Rapporto Annuale sul 2020, pubblicato pochi giorni fa.

In other words, central banks - and central banks alone - were entirely responsible for this year's 25% gain in the S&P.

With that admission out of the way, we will also point out the other notable theme for 2020 which will certainly dominate markets: market liquidity. Here we disagree with Goldman that this is the "unknown known" - market liquidity is by far the biggest risk facing markets where central banks are now a standard backstop. In fact, if there is to be a crash, or any other "event" which cripples central bank credibility, it will have to go through the liquidity channel, and 2020 may be the perfect year to test just that. 

This is what Goldman writes on that topic:

For fixed income investors, particularly in less liquid markets like corporate credit or mortgages, episodes such as the one experienced in the repo market offered yet another valuable lesson: putting a price on liquidity risk has rarely been more challenging. Unsurprisingly, investors have responded by demanding a higher premium against liquidity risk. In the relatively liquid agency MBS market, the steady spread widening throughout the year has partly been driven by a gradual increase in the liquidity premium. This repricing reflects the strong reliance of the “To Be Announced” (TBA) agency MBS market on so-called Dollar roll transactions. The same forces that have fueled stress in the repo market have also increased the costs of financing TBA trades.

In our view, the deterioration in market liquidity conditions is a major source of vulnerability that investors need to constantly anticipate and appropriately price, especially in the less liquid corporate bond market. The combined effect of higher capital and liquidity requirements has improved the resilience of banks. But this improved resilience has also reduced bank balance sheet flexibility and diminished the ability to respond to stronger liquidity demand at times of elevated market stress.

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Mercati oggiValter Buffo
Barzellette: la più forte del 2020
 

Da anni uno dei più conosciuti commentatori di mercati finanziari, Mohamed El Erian, ci dice e ci scrive (anche nel suo libro best-seller) che tutti dobbiamo addattarci a “pensare l’impensabile”.

Solo nel 2019, ha ripreso questo medesimo argomento decine e decine di vote.

Ma ci sono cose che risultano impensabili anche per chi, come noi di Recce’d, si è adattato da tempi a “pensare l’impensabile”.

Un esempio concreto: che fine ha fatto il senso comune, il buon senso, il senso della realtà (lasciamo stare la coerenza, che ormai è per la gran parte ritenuta “un punto debole”) se la Banca Centrale Europea, massima Istituzione Monetaria del Continente, istituzione a cui tutti guardano con rispetto ed ammirazione, nel novembre 2019 fa una cosa del genere?

Dunque: all’interno della Banca Centrale Europea c’è una divisione che vigila sulla stabilità dei mercati finanziari. Gente autorevole, nomi conosciuti, e gente che guadagna parecchi soldi per quell’incarico (soldi del pubblico).

Questa divisione si chiama Financial Stability Board (ovviamente) e pubblica ogni anno (ovviamente) un Rapporto, ovvero un volumone che si chiama (ovviamente) Financial Stability Report.

Ora noi chiediamo a voi, lettori: è concepibile, fa parte delle realtà di questo mondo, che il Financial Stability Board, nel suo Financial Stability Report, indichi come maggiore rischio alla stabilità dei mercati finanziari la politica … della Banca Centrale Europea, che ne paga i costi e gli stipendi?

Neppure durante gli anni d’oro della Parmalat si vedevano cose simili.

Eppure: per Lagarde, tutto questo NON esiste (per Draghi: figurati, lui ora sta in vacanza). Per la stampa, le parole che leggete sotto NON fanno notizia. Per i mercati finanziari, tutto questo NON importa. Almeno, fino a venerdì scorso.

E i Clienti delle banche lo sanno che alla BCE la vedono così? I clienti di Poste Italiane ne sono stati informati? I Clienti dei promotori finanziari ne hanno almeno sentito parlare, vagamente e sinteticamente?

No. E poi no. E poi no.

Tutto uguale a Parmalat: tutto verrà a galla all’improvviso, in pochi giorni.

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Mercati oggiValter Buffo
Barzellette: la più forte del 2019
 
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Chi non ricorda quella del “boom economico”?

La raccontavano tutti, fino a pochi mesi fa.

Anche il vostro consulente finanziario, anche il vostro promotore finanziario, anche la vostra banca.

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Poi come nelle migliori barzellette, c’è il colpo di scena finale. L’argomento “boom economico” sparisce, e NESSUNO viene e a spiegarci il perché ed il percome.

Non se ne parla più. E basta così.

La barzelletta è forte. Talmente forte, che ci viene il dubbio che anche quello che leggiamo OGGI, con l’indice S&P 500 ai “nuovi record assoluti” sia un’altra barzelletta, altrettanto forte, e dello stesso tipo di quella del “boom economico”.

Un esempio concreto, e delle ultime settimane: quante volte avete letto, oppure ascoltato, sostenere che per la crescita economica, per la crescita del PIL, il peggio è dietro le spalle, e si va verso una fase di mini-ripresa, e il rischio di una recessione è stato sventato (grazie alla miracolosa opera della liquidità delle Banche Centrali)?

Ma dove sono, le conferme? Dove stanno, i fatti? Ma chi lo dice?

Ma ci risiamo di nuovo, come 12 mesi fa? Siamo di nuovo alle prese con il miraggio?

Noi mettiamo alla vostra attenzione due soli dati, dell’ultima settimana, tra i tanti che si potrebbero proporre in questa sede, con i due grafici che seguono.

Con il primo grafico, vi raccontiamo dell’Europa. Con il secondo grafico, vi aggiorniamo sugli Stati Uniti.

Sul miraggio, siete voi investitori a dover decidere.

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Mercati oggiValter Buffo
Barzellette: un'altra fortissima del 2019
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Questa qui sopra è una divertente storiella, che per essere capita richiede però un piccolo sforzo di memoria: noi vi aiutiamo con una immagine che vedete qui sotto. Il nostro suggerimento? Fare attenzione alla data, che vi abbiamo messo in evidenza. Fate attenzione: NON si tratta di un titolo di venerdì scorso, il titolo è di 12 mesi fa.

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Portiamo alla vostra attenzione questa storiella, perché ha implicazioni che potrebbero trasformare la storiella in qualche cosa di molto diverso.

Se siete anche poco attenti a ciò che succede, nel giorno dopo giorno, avrete notato che la Cina ha decisamente cambiato tono, nelle ultime due settimane, e lo vedete sotto nell’immagine.

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Per i nostri Clienti, noi abbiamo affrontato ogni mattina questo tema, dove nell’ultima settimana abbiamo anche messo in evidenza il legame stretto tra questa vicenda e i dati macroeconomici e microeconomici che ogni giorno arrivano dalla Cina sui mercati finanziari.

Come, ad esempio, il comportamento della Borsa più importante della Cina, ovvero quella di Shanghai, proprio nelle settimane nelle quali l’indice della Borsa di New York ha messo a segno mille e poi mille “nuovi record assoluti”.

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Mercati oggiValter Buffo
Barzellette: la più forte del 2018
 
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Voi lettori vi ricordate la barzelletta della “normalizzazione”?

Uomini di grande potere, e di massima reputazione, avevano ripetuto per tutto il 2018 che si sarebbe andati verso la “normalizzazione”. Tutto tornerà normale, perché ormai l’emergenza è superata, la crescita economica è forte, la crisi non c’è più.

Uomini molto ascoltati. Uomini affidabili. Uomini molto stimati.

Mario Draghi. Jay Powell. Ed anche Mr. Kuroda. Oppure Mr. Praet, con le parole che potete legge sopra, del settembre 2018. Per mesi, settimana dopo settimana, ad indicare sempre la medesima strada, la normalizzazione. Presentata ai mercati, ed al pubblico degli investitori, come una CERTEZZA.

Sorpresa! Non era vero niente.

Già un mese dopo, la parola era del tutto scomparsa. messa da parte, cancellata.

Uomini che possono tutti, che sanno tutto. Uomini ai quali la maggior parte degli investitori affida le proprie scelte.

Dopo un solo mese, tutti insieme ad annunciare che “è stato tutto uno scherzo”. E senza una spiegazione: del perché quelle premesse erano sbagliate, del perché in pochi mesi il Mondo ha cambiato prospettive, ha cambiato problemi, ha cambiato tutto.

Questa sì, che è una storiella che fa ridere. E’ veramente ridicola.

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Mercati oggiValter Buffo