Dedicato a chi dice che i fondamentali non contano (più): parte seconda
 

Sul tema dei fondamentali e dei mercati finanziari, negli ultimi mesi gli argomenti che noi ascoltiamo più spesso sono due:

  1. i mercati non funzionano più come una volta, i tempi sono cambiati; e

  2. il potere delle Banche Centrali e dei Governi, è così grande che i mercati finanziari non avranno mai più una flessione

Da un lato, è più che comprensibile la frustrazione, l’irritazione e l’incertezza di chi, da anni, osserva sui mercati, senza poter reagire e quindi subendo, il gonfiarsi di anomalie di proporzioni storiche, una serie di cose che non è sufficiente definire strane: sono assurde, inconcepibili e folli.

Ma dall’altro lato, arrendersi ora sarebbe esattamente come cadere nella trappola, e nel momento più sbagliato.

Cosa ce lo dimostra? Tra le tantissime cose, anche la stampa internazionale: dalla sera alla mattina, i fondamentali dei mercati finanziari, proprio quelli che fino ai ieri “non contavano più”, oggi sono il solo tema che conta.

Fino al punto che neppure più ci informano sull’ultimo Tweet di Donald J. Trump. Figuratevi!

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Mercati oggiValter Buffo
Reaction function 2019
 

Se volete dedicare un po’ di tempo a ciò che davvero è importante, per il futuro dei vostri investimento e della performance del vostro portafoglio, un tema che noi vi suggeriamo è quello della “reaction function”, toccato tra i tanti anche da un recente articolo di John Authers di cui leggete qui sotto un estratto.

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La reazione negativa dei mercati (di cui vi abbiamo scritto anche in settimana ) alle più recenti mosse della Federal Reserve si spiega proprio con riferimento alla reaction fuction, che sui mercati nessuno capisce più come funziona.

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Sul Sunday Times ne ha scritto una settimana fa anche Niall Ferguson, ed il titolo scelto dal Sunday Times è esplicito. Dice Ferguson: “una volta erano loro, le Banche Centrali, a dettare le regole del gioco; oggi, sono loro, le Banche Centrali, ad essere giocate”.

Leggere questi articoli, ed approfondire questo tema, può essere per voi lettori molto proficuo, e non soltanto dal punto di vista intellettuale.

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Mercati oggiValter Buffo
Dal momento Bitcoin al momento Cramer
 

Del momento Bitcoin noi di Recce’d vi abbiamo scritto, e in numerose occasioni. In inglese, si chiama “the greater fool”. E’ quel momento in cui, su un particolare mercato, ci si rende conto che non esiste un “fesso più grande” a cui vendere ciò che si è appena comperato.

Quel momento, sui mercati globali, a nostro giudizio lo abbiamo già passato.

E adesso, andiamo al momento Cramer.

Noi NON abbiamo una grande simpatia per Jim Cramer, intrattenitore di CNBC che ha ispirato anche un noto film con George Clooney. Ma, come anche John Authers qui sotto, riteniamo giustificato dire che quella sua “sparata” a CNBC, il 3 agosto 2007, sia il pezzo più forte dell’intera storia della tv dedicata ai mercati finanziari.

Il momento Cramer è il momento nel quale anche i media, anche i giornalisti, anche ci non è operatore di mercato realizza che no, non ci siamo; le cose non vanno come vi avevamo raccontato, e questo perché “loro non sanno nulla”.

Loro chi?

Lasciamo a voi di scoprirlo, ma quello, nell’agosto 2007, fu davvero un “momento storico”, e non soltanto per modo di dire. Naturalmente, però, va anche aggiunto che a quel punto, per gli investitori i giochi erano fatti.

Ed era troppo tardi, per tutto.

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Allarmisti contro ottimisti? Vincono i realisti
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Arrivi a Ferragosto, e te la ritrovi lì sulla prima pagina dei quotidiani nazionali: la parola con la “R”, la “R” di recessione.

In un secondo, tutte le polemiche svaniscono. Le ironie facili su chi grida “al fuoco” ma è soltanto per farsi notare. La contrapposizione tra un certo allarmismo populista ed un ottimismo obbligato di chi sta sempre “dalla parte del sistema”, di chi cerca sempre di tranquillizzare, tenervi storditi sotto anestesia, perché tanto poi “nel medio termine tutto si risolve”.

Meglio un allarmismo populista oppure un ottimismo idiota?

Meglio vederla giusta, magari con 12 oppure 18 mesi di anticipo. Solo quello, è un contributo utile: che vi potrà orientare nelle future scelte di investimento.

Tutto i resto? Solo parole, parole, parole … parole fra noi.

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Ma figurati se succede!
 

Ci sono quelli che: “lo sanno loro, come va il Mondo”.

Quelli che (in particolare sui mercati finanziari) la sanno lunga: quelli che “hanno un amico che ne capisce”, oppure quelli che “hanno capito che tutti li vogliono fregare, e che è meglio arrangiarsi da soli”.

Sono quelli del “Ma figurati!”.

Ma figurati se Trump va alle Elezioni con l’economia in recessione!

Ma figurati se la Federal Reserve lascia scendere lo S&P 500!

Ma figurati se i mercati fanno l’opposto di quello che vuole la BCE!

A questi signori, la storia non ha insegnato nulla. Non ricordano, hanno rimosso, e vivono felici. Proprio come nel 2007, vivono beati sulla loro nuvoletta, immaginando che le cose andranno avanti così all’infinito.

E la regola del “Ma figurati!” si adatta a tutto: ad esempio, figurati se nel Paese più grande del Mondo, la democrazia più grande del Mondo, ed in una cella di massima sicurezza, in un carcere di massima sicurezza, un sorvegliato speciale riesce a suicidarsi impiccandosi.

Eppure.

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