Dopo Ferragosto 2019: la parola d'ordine è difendersi
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In tutto il Mondo, gli investitori sono sotto attacco. E proprio come dice la copertina del Venerdì di Repubblica che sarà in edicola domani 16 agosto, non capiscono più quali sono le regole del gioco. A che gioco stiamo giocando?

Fino ad oggi, la grandissima parte di loro non se ne era resa conto. Oppure non voleva rendersene conto: svegliarsi la mattina dopo un bel sogno costa fatica come tutti sappiamo.

Fatto sta che questa è una opportunità di guadagno: così grande, che non ne ricordiamo altre.

Ma prima di pensare ai guadagno, noi di Recce’d suggeriamo sempre di pensare alle perdite, e difendersi proteggendo il proprio patrimonio dagli attacchi.

Se anche voi non capite più a che gioco stanno giocando con i vostri soldi, la prima cosa da fare è sempre quella di fare ordine, pulizia, eliminare ciò che è inutile, e tutto ciò che non si capisce fino in fondo. Prodotti con etichette strane, che non si capisce che cosa significano, oppure prodotti oltre la data di scadenza, vecchi e superati.

Si è aperta, con un po’ di anticipo, la stagione delle grandi pulizie: e per ragioni di sostanza, che stanno dentro i mercati ma pure al di fuori dei mercati, come si ricava ad esempio da un dichiarazione di Larry Summers, letta in settimana, e che vi riproduciamo qui di seguito.

The U.S. and world economies are at their riskiest moment since the global financial crisis a decade ago as trade tensions continue to grow, former Treasury Secretary Lawrence Summers said on Sunday.

Summers spoke on CNN’s “Fareed Zakaria GPS” about what he called a “sadomasochistic and foolish trade conflict” the U.S. has engaged with China under President Donald Trump.

“We are losing very substantial amounts in terms of uncertainty, reduced investment, reduced job creation, for the sake of benefits that are very unlikely to be of substantial magnitude,” Summers said.

“I don’t think there’s any question that American workers are going to be poorer, American companies are going to be less profitable, and the American economy is going to be worse off because of the course we’re on,” Summers said.

Larry Summers, director of the National Economic Council during the Obama administration and a former chief economist of the World Bank.

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Dopo Ferragosto 2019: difendersi attaccando
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La migliore difesa è l’attacco. Chi lo disse? non lo ricordiamo.

Ma a noi sembra più che mai valida questa osservazione, se guardiamo all’attuale contesto dei mercati finanziari.

Perché se c’è una cosa che è chiara, luminosa persino, è che una politica di portafoglio statica, legata ad un presunto “lungo periodo” e a presunte “medie storiche di rendimento” (o peggio ancora, al lavoro di algoritmi testati sugli eventi del passato) è quanto di più sbagliato ed inefficace, in una fase di mercato nella quale tutti i riferimenti stanno per essere stravolti.

Ma come attaccare, nel contesto che tutti abbiamo sotto gli occhi? La nostra risposta è semplice: rileggete il titolo che apre il Post, che è del gennaio dello scorso anno, e richiamate alla memoria le decine, centinaia e migliaia di argomenti simili, che avete letto ed ascoltato lo scorso anno; a questo punto chiedetevi chi allora vi richiamato alla necessità di distinguere le “fake news” sui mercati dalla realtà delle economie; e chiedetevi anche come sia possibile passare in soli 12 mesi da un “boom economico” alla “recessione” sulle pagine dei quotidiani, e anche nelle opinioni dei vostri promotori finanziari.

Su questa base, fate subito le scelte conseguenti, nel vostro interesse: come avete già toccato con mano, sui mercati i cambiamenti quando arrivano si sviluppano in tempi molto brevi. Difendetevi, ma andando all’attacco.

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Dopo Ferragosto 2019: come difendersi dai Fondi Comuni
 
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La risposta alla domanda del titolo può essere alternativamente molto semplice, oppure molto complicata.

La risposta semplice dice così: “è semplice, basterà ritornare indietro di otto mesi”.

La risposta complicata invece è più articolata. Partiamo da ciò che dicono in molti, all’interno del settore del risparmio: molti dei “bene informati” sostengono un cosa che a noi però appare incredibile. Questi bene informati affermano che un grande numero di investitori, a tutto oggi, preferisce pagare commissioni del 3% oppure del 4%, per prodotti di modestissima qualità, pur di non essere costretti a leggere la voce di addebito. Ovvero: un buon numero di investitori sceglierebbe di farsi nascondere ciò che paga e pagare di più, piuttosto che pagare commissioni notevolmente inferiori, che però gli vengono esplicitate e che pagherebbe alla luce del sole.

Noi in Recce’d non crediamo a questa storia: ed infatti, noi con i Clienti abbiamo scelto una politica dei prezzi e delle commissioni che è proprio quella del “tutto alla luce del sole”, e tutto chiaro fin dal primo giorno.

Il fatto che siamo i soli ad avere scelto questa strada, a volte, ci fa venire qualche dubbio. E se avessero ragione quelli che sostengono che i Clienti preferiscono pagare il doppio oppure il triplo, ma non vedere? In quel caso (a cui noi, ripetiamo, NON riusciamo a credere) allora c’è un problema che è di natura psicologica, e più precisamente di psicologia di massa; un problema che non potrà essere risolto con il ragionamento.

Ma si risolverà, anche se le cose stanno in questo modo: reagiranno poi tutti insieme, e tutti al medesimo momento, come accade sempre per fenomeni di questo tipo. Uno shock farà improvvisamente aprire gli occhi a tutti quanti, e questo shock sarà fornito (a titolo gratuito) dai mercati. E forse, proprio nei prossimi mesi.

Per chi proprio non volesse ancora aprire gli occhi, c’è naturalmente un’alternativa: tenere ancora gli occhi chiusi, pagare il 3%, il 4% oppure anche il 5% di costi e commissioni varie, e per le sue scelte di investimento affidarsi di ciò che scriveva il Corriere della Sera, sezione Economia, solo lunedì scorso.

Un articolo notevole, e da notare, e che vi suggeriamo di leggere (utilizzate il link più sopra), un articolo che esprime al meglio quanto siano buoni, ed anzi ottimi, i rapporti tra il suddetto Corriere ed Assogestioni, che poi è come Confindustria per l’industria dei Fondi Comuni di Investimento. Un articolo che può aiutarvi a comprendere … come gira il fumo in Italia nel settore del risparmio gestito.

Alla voce “prospettive per i prossimi mesi si leggeva”:

Chi ha tenuto alto il rischio in portafoglio, dunque, privilegiando sopratutto le azioni, è stato premiato. Ma ora, considerando l’acuirsi delle tensioni tra Usa e Cina (Donald Trump ha annunciato l’intenzione di imporre da settembre tasse del 10% su 300 miliardi di nuovi beni), nonché lo spettro sempre più vivo di una recessione, oltre alla crisi di governo che si è appena aperta in Italia, ci si chiede se le attività più rischiose continueranno a dare quel rendimento extra che tutti vogliono. Secondo Paul O’Connor, a capo del team multi-asset di Janus Henderson Investors, «le deliberazioni convenzionali circa lo stato di salute della ripresa e i tempi di una eventuale prossima recessione di solito rappresentano questioni abbastanza difficili da risolvere. E la sfida oggi è resa ancora più complicata dall’ipotesi di sviluppi geopolitici imprevedibili e senza precedenti. Dal momento che la maggior parte delle attività finanziarie hanno già prodotto forti rendimenti quest’anno e che la visibilità sulle prospettive macroeconomiche globali è insolitamente bassa, vediamo un forte incentivo a bloccare alcuni profitti in asset rischiosi e a ritirarsi fino a quando le prospettive di rischio-rendimento non miglioreranno o le prospettive globali diventeranno più prevedibili». Proprio per le maggiori minacce alla crescita globale, invece, i più tradizionali beni rifugio, come l’oro, potrebbero continuare con buone performance anche nella seconda parte del 2019. Come conferma Peter Kinsella, global head of forex strategy di Union Bancaire Privée, che vede nell’attività delle banche centrali uno dei principali driver di crescita del metallo giallo. «Il ritorno di un allentamento monetario aggressivo da parte delle banche centrali mondiali è una buona notizia per il prezzo dell’oro e aumenta la possibilità di movimenti esplosivi al rialzo verso la fine dell’anno - argomenta Kinsella -. Inoltre, molte banche centrali dei Paesi in via di sviluppo continuano a diversificare il loro mix di riserve, con l’oro che avrà una quota sempre maggiore. Quindi, continuerà a esserci una discreta domanda a sostegno delle quotazioni, che secondo noi potranno raggiungere facilmente i 1.600 dollari l’oncia».

Il testo era poi accompagnato dalla tabella qui sotto. Ora, amici lettori, consentiteci di dire una cosa, e per cortesia non reagite con atteggiamenti permalosi: se non capite dove sta il trucco qui, allora siete ancora allo ABC dell’investitore, e vi suggeriamo di adottare da subito un atteggiamento più critico. Il coniglio non stava veramente nel cappello. Potrebbe esservi utile a questo proposito rileggere alcuni degli interventi in questo Blog dedicati proprio al tema dei Fondi Comuni di Investimento.

Ma dite la verità: vi sembra possibile che i dati della tabella parlino del medesimo Pianeta del grafico che apre il Post?

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Dopo Ferragosto 2019: come difendersi dai media
 

La chiamano industria dell’informazione.

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Ma che informazione sarebbe questa? Nel pomeriggio del martedì 13 agosto leggiamo questo titolo. E ci fidiamo subito: c’è una festa in corso, hurrà hurrà hurrà. Ritroviamo i medesimi toni anche sui siti dei grandi quotidiani nazionali, e persino al TG delle 20.

Poi andiamo a fare un bagnetto, una bella cena, un vinello fresco e il chiaro di luna. Che bella la vita!

Al risveglio, mercoledì mattina 14 agosto, siamo ritemprati e di umore ottimo: purtroppo però leggiamo subito (e dalla medesima fonte) il titolo che segue. Quotidiano e TG? Molto simili.

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Amici lettori, ma vi sembra informazione, questa? Ma chi le scrive, ste robe? Si tratta solo di ingenuità? Oppure, vorrebbero spingere i lettori a fare azioni sbagliate?

Il nostro suggerimento? Leggete meno: ma molto meno. E soltanto da fonti che prima abbiate selezionato, con senso critico.

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Dopo Ferragosto 2019: come difendersi dalle banche di investimento
 

Volete evitare di essere trascinati a valle da un’industria in declino? Bene: allontanatevi dalle banche globali di investimento.

La notizia di questo declino noi la abbiamo data, ai nostri Clienti, più volte negli ultimi dieci anni. In questi dieci anni, i dati che hanno confermato le nostre affermazioni sono stati moltissimi: a partire proprio dai loro dati di bilancio. Dopo avere ricevuto aiuti e regali come mai nessun altro settore nella storia economica moderna, queste “grandi banche globali” nel 2019 devono riconoscere pubblicamente il fallimento dei loro modelli di business.

E la notizia (udite udite!) è arrivata adesso anche sulla prima pagina dei quotidiani italiani.

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Che (ahi ahi) non potranno più scrivere quegli articoli glorificanti, nei quali si racconta al Cliente che le cose andranno in un certo modo perché “lo ha detto Goldman Sachs” (potete metterci voi un’altro dei nomi che tutti conoscono: non cambierebbe nulla).

Perché succede questo? Perché quel modello di business semplicemente non funzionava. Dominare i mercati finanziari, imbrigliandoli ed indirizzandoli dove fa comodo, non riesce neppure quando la Federal Reserve, o la BCE, ti regala milioni di miliardi.

Perché tanto poi arriva sempre l’economia, quella reale, a spezzare i sogni dei “Masters of the Universe”: e con quella, i nostri Masters da sempre ci pigliano poco. Molto poco. Pochissimo.


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