Viaggi di Pasqua: allerta coccodrilli
 

Risulta molto utile, per gli investitori dalla memoria corta, rileggere questo titolo del gennaio 2018, ovvero di un anno e tre mesi fa.

wk4_apr_2019_006.png

L’investitore farà bene a ricordare quei momenti, recenti, e farà bene anche a notare che a distanza di quindi mesi i prezzi alla Borsa di New York sono gli stessi.

Aggiungiamo un secondo elemento che può essere utile ricordare: nel gennaio 2018, sulla stampa ed in tv, si parlava di crescita del PIL al 4% (almeno per gli Stati Uniti) e di crescita degli utili a due cifre.

Come vedete nel grafico del Financial Times qui sotto, oggi la situazione è molto diversa.

wk4_apr_2019_007.png

Abbiamo già segnalato, anche in questo Blog, l’importanza dei grafici “a fauci di coccodrillo”: ne proponiamo ancora uno, che riguarda proprio gli utili di Borsa (la linea in blu vi racconta come sono cambiate le stime degli analisti) e i target, ovvero gli obbiettivi, per i prezzi dei titoli quotati forniti dai MEDESIMI analisti (la linea rossa del grafico vi racconta che i target sono AUMENTATI mentre scendevano le previsioni per gli utili).

Vi sarà molto redditizio, per le vostre scelte di portafoglio, analizzare questo grafico, e darvi poi una spiegazione della divergenza che il grafico vi documenta. Se capire questo capite facilmente anche che cosa fare.

wk4_apr_2019_011.png
Mercati oggiValter Buffo
Viaggio di Pasqua: allarme turbolenze
 

In questo Post, mettiamo alla vostra attenzione una serie di titoli, che noi abbiamo selezionato da Bloomberg ma che in realtà si ritrovano su tutte le maggiori testate di informazione finanziaria.

wk4_apr_2019_001.png

Nel Post noi abbiamo già segnalato, nelle settimane scorsa, l’evidente anomalia dei dati per la volatilità: da settimane, sui mercati finanziari, non succede più nulla, e questo è … molto grave.

La naturale volatilità dei mercati, che riflette poi il succedersi degli eventi nella vita reale, è stata al momento repressa e quasi cancellata.

E’ facile prevedere che si registrerà poi una esplosione improvvisa.

wk4_apr_2019_002.png

Come leggete qui sopra, il crollo della volatilità coinvolge le azioni, le obbligazioni e persino i cambi tra le maggiori valute.

E la stampa specializzata ritorna sul tema della “compiacenza”.

Nel titolo che segue, vedete che le stesse banche di investimento ritengono che sia inevitabile, e vicina, una nuova esplosione di volatilità sui mercati finanziari.

Ripetiamo che il portafoglio titoli deve essere già pronto oggi ad eventi che oggi possono anche apparire impossibili: vi sarà sufficiente ritornare a pochi mesi fa, ovvero ad inizio ottobre 2018, per rendervene conto.

wk4_apr_2019_003.png
Mercati oggiValter Buffo
Ma davvero ci credete ancora?

Osservando i mercati nelle ultime settimane, spesso ci siamo domandati: “Ma è possibile che ci credono ancora?

Possibile che nel 2019, a dieci anni dalla Grande Crisi Finanziaria, ci sia ancora una massa, o meglio un gregge, di investitori disposto a credere? A credere che davvero, se le Banche Centrali immettono liquidità, poi l’economia reale andrà meglio, si riprenderà, e camminerà con le sue sole gambe, e finirà il “decennio di emergenza”?

Naturalmente no: nessuno ci crede più. Chi può credere che “un’economia forte” (parole della Federal Reserve” non regge un costo del denaro al 2,4% con l’inflazione al 2,1%? Che senso hanno queste affermazioni? Neppure uno studente delle scuole medie può sentire certe assurdità.

wk3_apr_2019_019.png

Domanda inevitabile: ma allora perché le Borse salgono e pure le obbligazioni salgono (di prezzo)?

Risposta: le prospettive, il futuro, e l’economia reale c’entrano poco. O nulla.

In quelle fasi, immediatamente successive ad un “annuncio” di politica monetaria più espansiva ed accomodante, chi compera sui mercati lo fa solo per una ragione, ovvero perché crede di avere sotto di sé una rete protettiva.

Del tipo “se le cose andassero male, LORO compreranno”.

A questi operatori, importa NULLA di capire dove sta andando l’economia: “tanto, io avrò già venduto”.

Conclusione: quelli furbi, fanno come hanno fatto loro. E comprano sull’onda dell’euforia.

La nostra conclusione: investire NON è un mestiere per i furbi. Perché chi è furbo oggi, poi domani pagherà il prezzo della sua … furbizia. Oggi forse vende prima di tutti, ma domani non gli riuscirà, e pagherà con tutti gli interessi. Ci sono 200 anni di storia, che lo dimostrano.

Investire, gestire un portafoglio, è una cosa del tutto diversa. Investire è ricordarsi sempre che i prezzi sui mercati finanziari NON sono soltanto numeri. O meglio: sono numeri, ma vogliono rappresentare una realtà. Una realtà vera e tangibile. Quando la realtà viene a mancare, i numeri svaniscono, e i furbi restano soli con la loro furbizia.

Mercati oggiValter Buffo
Moda primavera-estate 2019: va forte il coccodrillo
wk3_apr_2019_013.png

Il grafico qui sopra racconta una stranezza: in Borsa, vengono premiati i titoli ad ALTA qualità (nel senso della solidità patrimoniale. Nei medesimi giorni, sul mercato delle obbligazioni vengono premiate le emissioni di Società a BASSA qualità.

Come è possibile?

La spiegazione esiste, ed è stata illustrata in precedenza anche in questo Blog. Se ve ne riparliamo oggi, la ragione è diversa: vogliamo spiegare una parte del nostro lavoro.

Alcuni lettori ritengono che fare il gestore di un portafoglio titoli si traduca in una serie di “geniali intuizioni”, del tipo “il dollaro USA salirà” oppure “la Borsa deve scendere”. Ci sono quelli che pensano che un gestore possa concedersi il lusso di essere “ribassista” oppure “rialzista”.

La gestione di portafoglio è cosa del tutto diversa dal fare trading on line: noi non possiamo concederci il lusso di essere ribassisti, rialzisti o di “andare con il trend”. Noi di Recce’d, come tutti i gestori responsabili, non ci affidiamo alle geniali intuizioni.

Non abbiamo una preconcetta opinione sul dollaro USA, sulla Borsa, oppure sul petrolio: al contrario, ogni mattina si riparte, si va alla ricerca di dati e si fanno analisi ed esercizi di simulazione statistica. Ogni mattina, si ricomincia daccapo, come se si dovesse ricomperare tutto il portafoglio.

Ecco perché oggi parliamo di coccodrilli.

Il grafico in alto, e quello qui in basso, sono appunto due esempi di coccodrilli, ovvero di grafici che mettono in evidenza una divergenza che non trova una spiegazione, che … non è possibile, se non fosse che è vera.

wk3_apr_2019_020.png

In mercati come quelli dell’ultimo decennio, così tanto distorti e manipolati da elementi che sono esterni al mercato stesso, è necessario fondare le proprie scelte proprio sull’analisi di anomalie come queste.

Perché è proprio qui che si costruiscono le performances. Ed è qui, che si faranno i soldi per i nostri Clienti.

wk3_apr_2019_023.png

Notate bene: i dati di questi grafici non sono segreti, ed anzi al contrario sono conosciuti da tutti in tutto il Mondo. Il passato che cosa ci insegna? Che il mercato li ignora per un certo periodo, e poi all’improvviso diventano la sola cosa che conta.

Il nostro suggerimento operativo ai lettori? Non siate pigri. Non fate finta di non sapere. e non ignorate quelle che potrebbero essere le più grandi opportunità di mercato della vostra intera storia di investitori.

ma soprattutto: quando il coccodrillo chiuderà le fauci, fate in modo di non rimanere stritolati.

Mercati oggiValter Buffo
Con un sorriso (parte 5)
 

Chissà se è vero? Oppure, se invece è una bufala scritta soltanto per attirare più click da chi naviga sul web?

Chissà se è vero? In ogni caso, a noi ha fatto sorridere, e la riproponiamo.

Parliamo ancora di Donal J. Trump: preferiremmo non farlo, ma lui scrive e parla del nostro mestiere con una tale frequenza, una tale furia, ed una tale spregiudicatezza, che per tutti noi che ci occupiamo di mercato lui stesso è diventato una ossessione (come è per lui il mercato).

Aggiungiamo una cosa: notizie ed immagini arrivano dal Wall Street Journal, che NON è un gruppo avverso alla Presidenza Trump, quanto piuttosto un gruppo che la supporta.

Per il resto, vi lasciamo leggere qui sotto. Il punto forse, come sempre nelle barzellette, è la chiusura finale. Che è molto azzeccata: sia che la cosa sia vera, sia nel caso opposto, il pezzo è costruito bene.

wk3_apr_2019_001.png
Mercati oggiValter Buffo