Che cosa succederà in gennaio? Parte 5: le Borse

Detto della Fed Put nel Post che precede questo, ci sono poi molti altri fattori che incidono ed incideranno sull’andamento delle Borse.

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Sarà utile riflettere, ad esempio, sull’andamento dei settori (banche e Tech in testa): come ci ricorda il grafico qui sopra, siamo passati in pochissimo tempo dai “nuovi record della Borsa di New York” ad altri tipi di record. E presto ne vedremo ancora altri.

Sarà utile poi ricordare che la Borsa di New York per 24 mesi ha fatto storia a sé, un fatto che certamente nel 2019 non potrà ripetersi. Nel grafico che segue, vedete l’andamento della Borsa europea.

Per chi ha la passione dei grafici, poi, potrebbe essere utile dare uno sguardo ad alcune “configurazioni” recenti, tra cui c’è la “death cross” di cui ci parla il grafico che segue.

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L’opinione di Recce’d è che guardando nel futuro delle Borse potrebbe essere utile tenere a mente ciò che abbiamo appena visto per il petrolio (grafico qui sotto) e riflettere sulle ragioni alla base di questo ribasso.

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Mercati oggiValter Buffo
Che cosa succederà in gennaio? Parte 4: la Fed Put e un equivoco sempre più grande

(la parte più interessante del Post sta in fondo, ma non vogliamo rovinarvi la sorpresa)

Abbiamo scritto nel Blog la settimana scorsa del grande equivoco che interessa la Federal Reserve.

Visto che poi nell’ultima settimana si è parlato, ininterrottamente, per giorni e giorni, della Fed Put, e visto che anche Recce’d lo ha fatto in The Morning Brief, ci sembra utile ricapitolare alcune cose in questo Post.

Iniziamo dalla Fed Put: un meccanismo tale per cui se la Borsa scende la Banca Centrale USA è pronta a modificare la propria politica per i tassi ufficiali di interesse.

Ma esiste, oppure NON esiste la Fed Put? Offriamo a chi ci legge una serie di elementi di giudizio proprio su questo tema. A cominciare dal (ben noto) atteggiamento aggressivo del Presidente Trump, che viene ricordato dall’immagine qui sotto. Trump vorrebbe …. imporre per legge la Fed Put.

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Poi c’è l’atteggiamento dei media, della stampa: qui c’è maggiore varietà di opinioni (chi dice che la Fed Put esiste, e chi lo nega) ed anche qui poi è lo stesso mercato finanziario a dare i suoi giudizi definitivi. L’autorevole e serio analista John Authers, visti i fatti di Borsa della settimana scorsa, è stato costretto a fare pubblica ammenda (capita proprio a tutti ..) ma poi scrive anche che NON ha cambiato opinione nonostante il rimbalzo di mercoledì scorso.

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La Borsa USA mercoledì scorso ha reagito alle parole di Powell: ma non esiste solo la Borsa.

La settimana scorsa, i Titoli di Stato USA sono scesi (di rendimento: quindi saliti di prezzo) come abbiamo evidenziato nella nostra pagina settimanale che ricapitola i fatti principali. Ma se appena alzate lo sguardo, come si fa nel grafico qui sotto, vedete che il movimento dei Treasuries è stato minimo.

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Il movimento dei Titoli di Stato USA a 10 anni è stato accompagnato dal movimento (al ribasso) delle aspettative per i futuri aumenti del costo del denaro, che vedete nel grafico che segue.

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Analizzate bene, e comparate, il grafico sopra ed il grafico in basso: oggi tra il mercato e le previsioni ufficiali fatte proprio dalla Federal Reserve c’è una distanza molto ampia. Un fatto che in passato si è verificato in rarissime occasioni. Un fatto sul quale dovete riflettere a fondo, per poi ripensare alle vostre scelte di portafoglio.

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Il tema dei rialzi dei tassi ufficiali si intreccia con il tema dell’inflazione: in novembre, il crollo del prezzo del petrolio ha ridotto le stime che il mercato fa (attraverso le obbligazioni inflation-linked) sul tasso di inflazione futuro, come vedete qui sotto nel grafico.

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Alla fine, e letto tutto ciò che abbiamo scritto qui sopra, ogni investitore dovrà poi per forza riassumere tutto in una domanda, che riguarda la Borsa e che con molta efficacia viene proposta dal Tweet qui sotto. Voi, come rispondete? E dopo che avete risposto, come modificherete i vostri portafogli titoli?

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Mercati oggiValter Buffo
Che cosa succederà in gennaio? Parte 3: la crescita (quella vera, non quella apparsa in sogno)
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Nei giorni precedenti la riunione del G20 che è in corso durante questo weekend, dal Fondo Monetario Internazionale sono arrivate le preoccupate anticipazioni che leggete qui sopra. Va detto che, sui mercati, da mesi si è preso atto che le cose stanno così, rivedendo al ribasso le aspettative per la crescita economica. Lo vedete sotto nel grafico.

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Per gli investitori sarà utile ritornare a pochi mesi fa, ed alla “crescita globale sincronizzata” e l’utilizzo, spregiudicato e strumentale, di questo tema allo scopo di confondere le idee dei Clienti che investono.

Guardando invece al futuro, sarà utile tenere a mente che anche per gli Stati Uniti ci sono state revisioni significative, ed al ribasso, per le stime della crescita economica, nella parte finale del 2018 e per il 2019.

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I dati per gli scambi commerciali internazionali, come vedete sotto nel grafico, riflettono questo generale rallentamento. E non si può prescindere da un dato come questo, se si vuole capire quali sono le ragioni profonde dello scontro tra Cina ed USA nel 2018.

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In questo quadro, un’altra cosa che, a nostro giudizio, gli investitori prima di fare oppure rivedere le loro scelte di portafoglio devono valutare con attenzione è la crisi, vistosa, del settore immobiliare: sia negli Stati Uniti (lo vedete nel grafico qui sotto) sia nel resto del Mondo. Fatto che ha ricevuto fino ad oggi una insufficiente attenzione da parte dei media specializzati.

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Mercati oggiValter Buffo
Che cosa succederà in gennaio? Parte 2: ancora sull’orologio rotto

Chi è nostro Cliente da anni, e quelli che ci seguono attraverso il sito, sanno che Recce’d non fa né mai farà previsioni.

Il giochetto di dire oggi come finirà tra un anno la Borsa di New York, oppure il dollaro, serve soltanto a chi fa attività commerciale, per piazzarvi i prodotti finanziari, i Fondi di Investimento e le Polizze Assicurative.

L’utilità pratica è zero, ed anzi sotto zero. I fatti che vedremo, da gennaio in avanti, richiederanno nel corso del 2019 aggiustamenti, ripensamenti, revisioni. Sia delle aspettative sia dei portafogli.

Di una cosa però siamo certi: che le caratteristiche dei mercati finanziari che vedete descritte in questo titolo di oggi di Bloomberg saranno le medesime a dominare i mercati nella prima parte del 2019. Forse, con una violenza ancora maggiore.

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E’ utile fare un passo indietro, e tornare al 2017, quando molti si sono fatti convincere dalla bassa volatilità, dalla crescita globale sincronizzata, dal Bitcoin e da altre sciocchezze assortite: in quei difficilissimi momenti di mercato, è importante avere al proprio fianco chi è in grado di leggere i dati e filtrare l’emotività dei “nuovi record di mercato”. Capace di spiegare al Cliente la profonda differenza tra un momento di mercato molto particolare (anomalo) e l’andamento dei medesimi mercati nella grandissima maggioranza dei periodi.

Oggi, tutti riconoscono che il comportamento dei mercati, nel 2017, è stato semplicemente una aberrazione, una casualità, una anomalia. Chi un anno fa si fece confondere le idee, arrivando, sull’onda dell’emozione, a giudizi sbagliati e scelte sbagliate, nel 2018 se ne è reso conto, semplicemente guardando alla realtà dei fatti di mercato.

Abbiamo scritto anche la settimana scorsa che, proprio come succede con l’orologio rotto, che due volte ogni giorno segna l’ora giusta, anche sui mercati di tanto in tanto si creano situazioni anomale ed aberranti, ed è qui che serve all’investitore un supporto che aiuti ad anticipare quello che arriverà dopo. E’ questa la sola ragione per riconoscere commissioni a chi vi supporta nelle scelte di investimento.

Recce’d nel 2017 e nel 2018 ha anticipato ai propri Clienti, ed anche ai lettori (con un grande anticipo sui titoli che avete letto in questo Blog nelle ultime settimane) che la storia sarebbe finita esattamente in questo modo.

Noi abbiamo detto, e ripetuto, ai clienti, che stavamo aspettando proprio questo: un ritorno a livelli fisiologici (non artificiali) sia di volatilità sia di prezzo, per piazzare poi le mosse vincenti.

E questo sarà il tema della Sezione Operatività, su The Morning Brief, per tutta la prossima settimana: come si fa a vincere, in un contesto di mercato come questo, nel 2019? Noi abbiamo fatto nel 2018, e contiamo di ripeterci con risultati ancora migliori.

Mercati oggiValter Buffo
Che cosa succederà in gennaio? Parte 1: il Bitcoin
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Sicuramente ricordate di quando erano tutti … fenomeni.

Anche al’angolo della strada, si trovava chi sapeva spiegarti … come vanno le cose e come si fanno i soldi.

Oggi siamo all’opposto. Il silenzio è totale, e nessuno si fa più avanti.

Questo Post a noi serve per portare all’attenzione di chi ci legge, che oggi è facile scrivere (come fa Nouriel Roubini qui sotto), che il Bitcoin fin dall’inizio era una grossa fregatura, e che quindi tornerà a valere zero.

Invece noi vogliamo ripetere che il Bitcoin non è solo “una fregatura”. Che il Bitcoin ci racconta del comportamento degli operatori e degli investitori individuali in TUTTI i comparti del mercato finanziario in alcuni momenti.

Una cosa è quale è il VALORE del Bitcoin, ed una cosa del tutto diversa è come sui mercati si creano situazioni di bolla, di emotività, anche di follia collettiva.

Quindi: se credete che una cosa simile possa capitare solo al Bitcoin, vi suggeriamo di ripensarci, ed in fretta.

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Mercati oggiValter Buffo