Turbolenza: consigli concreti (parte 5)

Può succedere che la Federal Reserve decida di muoversi e venire in soccorso ai mercati finanziari.

Può succede che entro la fine del 2018 la Borsa di New York risalga ed arrivi a quota 3000 dell’indice S&P 500.

Tutto è possibile. Ciò detto, è certo che non si tornerà (mai) più indietro. Non si tornerà più all’euforia, perché da oggi tutti ricorderanno che il rischio sui mercati esiste. E va gestito.

Sarà difficile, per le Reti di vendita di Fondi Comuni di Investimento, ricostruire il clima di euforia che ha dominato per 20 mesi.

Sarà impossibile, almeno per un certo tempo, per le banche globali di investimento ricostruire una favola come la “crescita globale sincronizzata” oppure la “Goldilocks economy” che sicuramente anche il vostro Private Banker, promotore finanziario, o cosiddetto “consulente finanziario”, vi ha messo davanti agli occhi per spingervi a mettere più rischio nel portafoglio. Sarà impossibile, per Trump e per ogni altro Governo, convincere il pubblico che il taglio delle tasse sugli utili societari porta la crescita del PIL al 4% annuo. … per sempre.

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Sarà difficile fare dimenticare, all’investitore finale, che sui mercati finanziari le cose cambiano molto rapidamente: cambiano le aspettative, come ad esempio le stime per la crescita futura del PIL (nel grafico qui sopra), oppure le stime per la crescita futura degli utili (nel grafico che segue sotto). Pensate: possono cambiare anche le stime per gli utili di Amazon. Incredibile!!!

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Mercati oggiValter Buffo
Turbolenza: consigli concreti (parte 4)

Da sempre Recce’d suggerisce ai suoi lettori (e mette in pratica per i suoi Clienti) strategie di investimento che servono ad evitare le trappole dei media.

In questo particolare momento, l’attualità offre un esempio concreto.

Nel weekend del 27 e 28 ottobre 2018, tutta la stampa italiana porta ancora in prima pagina la questione della Legge Finanziaria in Italia. Mentre non c’è una sola riga, in prima pagina, sul momento dei mercati finanziari nel Mondo.

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Un gravissimo errore. Tenere lo sguardo sulla “questione 400” per lo spread Italia-Germania vuol dire non comprendere che tutto quel discorso (lo spread, il deficit, Standard and Poor’s) diventerebbe di nessuna importanza se si aprisse una fase di crisi finanziaria globale che si porta dietro un rallentamento marcato della crescita economica.

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Dovrebbe invece risultare chiaro a tutti che le recenti parole di Draghi vanno inquadrate nel quadro complessivo: ovvero, nella lunga serie di obblighi a cui la BCE deve sottostare, in un contesto di crescita in calo, euro più debole, settore bancario in difficoltà (in tutta Europa) e tensioni politiche crescenti (in tutta Europa).

Alla luce di fatti come questi, il dibattito tra M5S e Lega sull’atteggiamento della BCE non può che essere definito strumentale: e lo sanno gli stessi protagonisti, il cui scopo dichiarato, ovviamente, non è quello di ottenere da BCE ciò che la BCE non potrà dare, bensì quello di aumentare il peso politico in Eurozona, dove la BCE oggi è meno popolare delle forze politiche cosiddette “populiste”.

Mercati oggiValter Buffo
Turbolenza: consigli concreti (parte 3)
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Vi diranno di certo che “le Banche Centrali entreranno in scena per salvare i mercati”. Ed è probabile che questo accada, magari non subito ma presto i toni cambieranno ed arriveranno nuove dichiarazioni “accomodanti.

Ma … quando? E in quali condizioni?

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Le immagini che vedete in questo Post ci servono per ricordare ai lettori che l’atteggiamento di tutte le Banche Centrali è sempre stato, e sarà sempre, quello di “rassicurare”. Le Banche Centrali hanno sempre detto, e diranno sempre, che “non c’è la crisi” fino al giorno in cui la crisi già c’è.

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Nel 2018 questo è tanto più vero: sia Draghi, sia Powell (e in misura ancora maggiore Trump) ormai sono costretti a “tenere la linea”, ovvero a ripetere sempre che “l’economia è forte”, oppure che “l’economia è molto forte”, ovvero che “l’economia è eccezionale”.

Ed affermare, come fa Draghi qui sopra, che le politiche di ultra-espansione monetaria sono state un successo perché hanno reso i mercati incapaci di reagire alle notizie (questa deve essergli … sfuggita, perché basterebbe dare uno sguardo al grafico che segue per capire che è una sciocchezza).

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Come potrebbero fare, in poche settimane, tutti questi signori a passare dal tono ottimistico e quasi trionfale di una “economia eccezionale” ad un “allarme rallentamento”? Lo faranno, ma per gradi, a piccoli passi, Sono oggi i prigionieri della loro stessa retorica, retorica utilizzata per spingere su la bolla finanziaria.

I tempi dei mercati finanziari, invece, sono molto molto diversi. E per l’investitore, contano i tempi dei mercati, e non le parole di Draghi, Powell e Trump. Noi ve lo abbiamo scritto in centinaia di occasioni.

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Mercati oggiValter Buffo
Turbolenza: consigli concreti (parte 2)

Come detto, non abbiamo contributi di analisi da aggiungere a quelli già offerti ai nostri lettori nei mesi precedenti.

Ma abbiamo alcuni suggerimenti, molto pratici ed a nostro avviso molto utili.

Fatevi spiegare per quale ragione l’indice di New York che si chiama S&P 500 scende al di sotto del livello che corrisponde ad una correzione (calo superiore del 10% dal massimo precedente) nel giorno stesso nel quale negli Stati Uniti annunciano una crescita (annualizzata) del 3,5% nel terzo trimestre del 2018.

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Fatevi spiegare perché l’indice del FANG arriva a toccare il livello che corrisponde ad un bear market (calo superiore al 20% dai massimi) nella settimana in cui tutti i Big del settore Tech hanno battuto le stime degli utili fatte dalle banche di investimento.

Fatevi spiegare perché, con la crescita USA al 3,5% e gli utili USA in crescita (in media) del 20% anno su anno, oggi le Borse di Europa ed Asia sono a livelli inferiori di quelli del dicembre 2016: andate alla ricerca dell’effetto Trump.

Queste tre, utilissime, lezioni che vi regala la realtà dei fatti potranno esservi molto utili, in futuro, per fare migliori scelte. Potrete scegliere meglio sia i vostri investimenti futuri, sia il vostro consulente.

Mercati oggiValter Buffo
Turbolenza: consigli concreti (parte 1)

Oggi, non abbiamo alcun nuovo elemento di analisi da offrire ai lettori, in merito ai mercati finanziari ed ai loro movimenti più recenti.

Tutto quello che avete visto nelle ultime settimane, Recce’d nelle ultime settimane lo aveva inquadrato ed analizzato per i propri Clienti attraverso i canali diretti di comunicazione e poi anche nel Blog. Potrebbe essere utile, per alcuni lettori, rileggere alcuni dei nostri Post del 2017 e del 2018.

Guardando invece al futuro, ed alla gestione del vostro portafoglio, vogliamo offrire un suggerimento pratico e concreto.

Potrebbe essere utile riflettere sull’importanza di dati ed informazioni che arrivano “dall’interno” dei mercati finanziari.

In altre parole: oltre agli utili, alla crescita, all’occupazione ed all’inflazione, è importante (in alcune fasi decisivo) per la gestione del portafoglio titoli avere la capacità e la possibilità di effettuare nel dettaglio un monitoraggio dei dati che ci raccontano come il mercati si sta comportando. Giorno dopo giorno.

Un esempio è quello del grafico che segue, nel quale si racconta che la frequenza dei ribassi (rispetto alle giornate di rialzo o rimbalzo) è molto più grande in questa ultima fase, che nelle tre precedenti fasi di “correzione” della Borsa di New York. Un dato che noi utilizziamo, in modo attivo, anche per la gestione delle nostre posizioni (non soltanto sulla Borsa di New York).

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Un secondo esempio è il grafico che segue, che ci racconta il ruolo degli investitori al dettaglio ovvero piccoli e medi, nella recente fase di rialzo della Borsa USA: mentre gli Istituzionali vendevano, i privati hanno continuato a comperare.

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Un terzo esempio è fornito dal grafico che segue: che misura in flussi in entrata ed in uscita dai prodotti di investimento collettivo come ETF e Fondi Comuni.

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Il ruolo dei piccoli investitori, nella serie di rialzi e “nuovi record” della Borsa USA, è un argomento che Recce’d ha segnalato ai Clienti in numerose occasioni durante il 2017 ed il 2018, e che oggi è decisivo per comprendere quello che state vedendo.

La professione del consulente, se svolta in modo responsabile e disciplinato, impone al gestore oppure al consulente non solo di informare il Cliente di fatti concreti come questi, bensì anche di utilizzare questi dati per movimentare nel modo più efficace gli investimenti del Cliente stesso.

Per chi si presenta come “consulente”, limitarsi a ripetere che “va tutto bene” fino a che tutto sale è troppo facile, non è molto professionale, ed è anche pericoloso.

Mercati oggiValter Buffo