I fatti che determinano i rendimenti (parte 9)

Tra i fatti che determineranno i vostri rendimenti, nelle prossime settimane e mesi, ce ne sono alcuni che nessuno mette in evidenza.

Partiamo con un sguardo alla crescita Globale: il grafico qui sotto si commenta da solo.

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Passiamo agli USA: l'indice calcolato da Citigroup per le sorprese che sono arrivate dai dati macroeconomici (la linea rossa nel grafico) è sceso SOTTO ZERO in agosto, e adesso addirittura è più basso di quello dell'Eurozona.

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Come leggete nell'immagine che segue, ci sono segnali dello stesso tipo che arrivano dai prezzi delle materie prime.

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E dagli indici di Citigrup per le sorprese macroeconomiche oggi il segnale è negativo (con una sola eccezione che è il Regno Unito)

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E persino i sondaggi PMI, che per noi sono famigerati, ma sui quali solo 10 mesi fa tutta l'industria delle banche di investimento e dei Fondi Comuni aveva montato la storiella della "crescita globale sicnronizzata", oggi danno segnali ben diversi, come vedete qui sotto nel grafico.

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Per concludere, segnaliamo che anche una banca "tifosissima" della crescita economica, come Goldman Sachs, ha appena rivisto, al ribasso, le previsioni per i rendimenti obbligazionari. Vi proponiamo la tabella che segue. E vi chiediamo: il vostro portafoglio è già organizzato in modo da tenere conto di questi dati di fatto?

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Valter Buffo
I fatti che determinano i rendimenti (parte 8)
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Molti si chiedono: andrà avanti così ancora per molto?

Le (incredibili) divergenze che vediamo ogni giorno sui mercati (tra Borsa di New York e rendimenti delle obbligazioni, tra Borsa di New York e Borse Emergenti, tra Borsa di New York e valute) possono prolungarsi ancora per mesi?

In Recce'd crediamo di no. I portafogli dei Clienti ne sono la concreta testimonianza.

Va detto però che siamo su un terreno del tutto nuovo: noi, nella nostra storia di gestori di portafoglio, certe cose, certe spudorate interferenze, certe affermazioni ingenue e/o grossolane, ed anche una certa assenza di reazioni, non li avevamo mai visti.

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Ai Clienti soprattutto, ma anche ai nostri lettori, diciamo che I RISCHI DEL PORTAFOGLIO VANNO VALUTATI SOPRATTUTTO SE NON CI SONO. Dopo, è inutile.

Lo diciamo da un po? Si è vero, ma questo NON dimostra che ci sbagliamo.

La storia non è finita, la fine è ancora da scrivere. E (come dice il titolo) siamo più che certi che sono, e saranno, i FATTI a determinare i rendimenti, e NON LE PAROLE, neppure quelle del Presidente degli Stati Uniti.

Mercati oggiValter Buffo
I fatti che determinano i rendimenti (parte 7)

Dopo una lunghissima attesa, di oltre 150 giorni. E dopo essere rimasto, per quasi due mesi, a una distanza minima (il 2% o meno) dai massimi toccati in gennaio, l'indice S&P 500 ha chiuso venerdì 24 agosto 2018 ad un nuovo record assoluto.

Perché ne scriviamo?

A noi di Recce'd sembra un fatto cui dedicare attenzione, ma NON di grande importanza. Ripetiamo, ci pare POCO importante: il fatto è stato "preparato" per due mesi, dai grossisti del mercato, che adesso possono tornare a spingere sul tema dei "nuovi record". 

Ma diciamo, ai Clienti, agli amici, ai lettori, di fare bene attenzione ai fatti. Un fatto concreto è questo: venerdì sera, dopo tutta una settimana nella quale la Amministrazione Trump ha suonato a ripetizione la fanfara, di quanto ha chiuso in rialzo l'indice S&P 500?

Fate bene attenzione: ha chiuso sopra il massimo precedente di due punti. Ovvero: meno di un millesimo. Ovvero, lo 0,0006%.

Credete che possa trattarsi di un caso? Chi a vostro parere, era irresistibilmente trascinato a quell'ultimo, estremo acquisto, venerdì sera?

Oppure:a chi interessava fare scrivere certi commenti sui quotidiani? A chi interessava fare segnare sul grafico quella minuscola, invisibile tacca di rialzo?

E credete forse che questi signori stiamo lavorando per il VOSTRO interesse? Davvero?

Oppure, come noi vi diciamo da molti mesi, dovere 1) stare attentissimi 2) essere già oggi posizionati per difendere il vostro patrimonio da ciò che, inevitabilmente, succederà?

Un poco di pazienza, e vedrete ... le stelle.

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Mercati oggiValter Buffo
I fatti che determinano i rendimenti (parte 6)

C'è una sostanziale differenza tra i tweet di Donald J. Trump e le dichiarazioni di Jay Powell, Chairman della Federal Reserve, e si chiama credibilità.

Il Presidente degli Stati Uniti con i suoi tweet compie eccezionali acrobazie, dicendo tutto ed il suo opposto in un breve arco di tempo.

La Federal Reserve non scrive tweet, parla spesso ma non ogni giorno, e si pone obbiettivi di coerenza e consistenza che ne supportino la credibilità nel tempo, agli occhi degli investitori. In breve, FATTI e non parole.

Per questo, sarà importante ascoltare con la massima attenzione quello che uscirà dal Summit di Jackson Hole che si aprirà il prossimo 24 agosto proprio con l'intervento di Jay Powell.  I temi principali del Summit li abbiamo esaminato, per i nostri Clienti, la settimana scorsa nella sezione Analisi del nostro quotidiano, The Morning Brief.

Una breve sintesi è offerta dal brano che segue, del Financial Times.

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Tasso di cambio del dollaro, rendimenti del Titoli di Stato e Borsa saranno influenzati in modo diretto dalle parole di Powell. Per ciò che riguarda la Borsa, sarà importante ascoltare Powell anche sui dati pubblicati la settimana scorsa, e che vedete sotto nel grafico, per la quota dei profitti aziendali e per la quota di reddito da lavoro nel reddito nazionale negli Stati Uniti.

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Ma a Jackson Hole saranno presenti, e parleranno, anche le altre Banche Centrali, e ci sarà massima attenzione alle parole della BCE in merito alla crisi turca ed al sistema bancario, ed anche alle parole della Banca del Giappone sui rendimenti delle obbligazioni e sul cambio dello yen.

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Mercati oggiValter Buffo
I fatti che determinano i rendimenti (parte 5)

In un Post dello scorso 5 agosto, abbiamo portato all'attenzione degli investitori il fatto che i titoli dei quotidiani sulla capitalizzazione di Apple erano soltanto fumo negli occhi, buttato lì a mascherare una situazione finanziaria globale molto più complessa.

A distanza di 15 giorni, possiamo affermare di avere avuto ragione: ce lo dicono i fatti. Proviamo ad esaminarne alcuni, tra quelli che Recce'd giudica oggi i più significativi.

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E partiremo, naturalmente, dalla situazione dei Mercati Emergenti. Come i nostri Clienti sanno bene, noi di Recce'd abbiamo valutato decisivo e determinante il coinvolgimento della Cina e dei suoi mercati, nello scorso giugno, dopo che per mesi avevamo segnalato (anche in questo Blog) altri segnali, già evidenti, di difficoltà in quel comparto di mercato. In questo senso, il grafico sopra è una conferma.

Oggi, a metà agosto, ci sembra giustificato affermare che la situazione dei mercati finanziari, in Cina, è molto seria: una conferma arriva dal grafico che segue. Ripeteremo quindi anche qui che la Turchia NON è al centro di questo problema, problema che è, senza ombra di dubbio, globale, e va dall'Argentina al Sud Africa alla Cina.

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Ma gli Emergenti non sono l'unico comparto del mercato finanziari internazionale in tensione. Si parla molto, e spesso, dell'Italia

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Noi, più e più volte, abbiamo scritto che il problema oggi NON è l'Italia ma l'Europa. Su questo non abbiamo modificato le nostre valutazioni, ed oggi scriviamo che gli (attesissimi) giudizi delle Società di rating a fine agosto avranno poca importanza per i mercati finanziari.

Ciò che è davvero importante, oggi e nei prossimi mesi, è l'atteggiamento dell'Europa: le "garanzie europee" reggeranno al rallentamento della crescita ed all'aumento della tensione politica? Gli investitori faranno bene a riflettere, con la massima attenzione, sul grafico che segue: perché oggi la Borsa in Europa vale quanto valeva tre ani fa? Dove è finito, in Europa, l'effetto Trump, se a dicembre 2016 l'indice valeva più o meno quanto vale oggi? Se partite dalla risposta a questa domanda, poi vi sarà chiaro anche che cosa fare dei vostri investimenti.

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Mercati oggiValter Buffo