La grande ritirata. Il settore del risparmio verrà stravolto. (parte 2)

Nel primo Post della serie, dello scorso 18 settembre, abbiamo illustrato ai lettori come la chiusura della fase dei QE (annunciata mercoledì scorso), eliminando in parte gli eccessi di liquidità, costringerà un'intera industria a ripensarsi, ridisegnarsi, e ridursi in modo drammatico nelle dimensioni.

Ci sono stati venti, oppure venticinque anni di "denaro facile", per i signori delle banche di investimento e delle Case di Fondi. Il "denaro facile" arrivava, naturalmente, dalle Reti di Vendita: i private bankers ovvero i promotori finanziari ovvero i consulenti finanziari, in ogni caso tutti quei soggetti che si sono presentati a casa vostra per vendere. Per vendere i Fondi Comuni. Per vendere le Polizze. Per vendervi i Certificati. Per vendervi le obbligazioni struttrate.

Tuta roba che a voi, risparmiatori, costa dal 3% l'anno in su, e che neppure vi viene detto quanto vi costa. E tutta roba che NON funziona, nè ha mai funzionato (noi di Recce'd lo abbiamo già documentato in precedenza). La tabella qui sotto è tratta dal Financial Times.

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I venditori sfruttano la tattica di ripetere ciò che viene detto loro alle Conferenze ("sono stato da Morgan Stanley", oppure "ho letto da Goldman Sachs", oppure "ho sentito che dice UBS") o in altre occasioni organizzate dalle Case dei Fondi Comuni ("mi ha detto JP Morgan", "sono stato a un incontro con Anima", "sono stato ad una riunione di Fideuram", e così via). Nptate che le banche elencate, nel 2008-2009, sarebbero andata quasi tutte fallite senza i salvataggi con il denaro del pubblico: una notevole dimostrazione di capacità di comprendere ed anticipare i mercati, non vi pare?

Ovvio che i costi, delle Conferenze e degli incontri negli hotel di lusso, li pagate tutti voi: voi investitori finali (non certo i venditori). Ed è quindi ovvio che "le cose che ho sentito" partecipando a questi raduni hanno un solo scopo, aumentare le vendite dei prodotti, e quindi le commissioni, e quindi pagare le conferenze. Credete forse che un eventuale "analista" di queste banche, se vi dicesse che "i rendimenti negativi delle obbligazioni non funzionano" oppure che "ci sono in giro cose troppo rischiose", non verrebbe licenziato in tronco?

Questo stato di cose ha però messo sulle spalle dei venditori, e delle Morgan Stanley, e delle Blackrock, e delle JP Morgan, un peso ENORME: che è quello di promettere sempre "mercati in rialzo", a prescindere da cosa fanno le economie sottostanti.

Devono sempre promettere INDICI in rialzo, perché i loro prodotti a benchmark non salgono per effetto delle scelte di gestione: salgono solo se sale l'indice di riferimento. E quindi TUTTO tutto deve salire, per aumentare i fatturati.

Tutti questi grandissimi nomi della finanza internazionale sono dei veri e propri miracolati: oggi sopravvivono e fanno utili solo per una ragione, ovvero perchè una mano pietosa, quella dei Banchieri Centrali, ha fatto loro un ENORME e totalmente immotivato regalo alle spalle del pubblico. Ha regalato i rialzi delle Borse e delle obbligazioni, aumentando così a dismisura le commissioni delle Morgan Stanley, delle Goldman Sachs, delle JP Morgan. Senza che queste ultime avessero il minimo merito, e senza che questi benefici siano poi stati redistribuiti in termini di valore aggiunto per i Clienti.

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Per fortuna, ora è finita: le Banche Centrali sono costrette a smetterla con quei famosi regali, ritirando la liquidità eccessiva che loro hanno creato per creare una illusione di benessere, e quindi gli indici adesso NON saliranno più (tabella in alto) e il giocattolo si rompe.

I gestori saranno quelli che gestiscono rischi e rendimenti, e non quelli che replicano l'indice. Ma soprattutto, il pubblico dei risparmiatori si è già svegliato, ha capito l'inganno, e si è già pronunciato in modo attivo (come si vede nel grafico qui sotto). Questa è la ragione per la quale, stavolta, Davide vince e Golia ha già perso.

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Mercati oggiValter Buffo
Recce'd sta facendo un buon lavoro nel 2017? (parte 3)

I Muppets sono allegri, colorati e divertenti pupazzi, che piacciono ad adulti e piccini.

Altri personaggi della tv sono meno divertenti, meno colorati e meno allegri: dopo avere causato disastri negli ultimi 15 anni, prima "pompando" la bolla poi chiamata "dot.com", e dopo pochi anni pompando la bolla "subprime", oggi fanno ogni possibile sforzo per sostenere le banche di investimento (le Morgan Stanley, le Goldman Sachs, le UBS di questo mondo) e le Case di Fondi (le Blackrock, le JP Morgan, e tutte le altre). Fanno ogni possibile sforzo per spiegare che "il rally di Borsa 2017 viene odiato perchè in molti sono rimasti fuori".

Un argomento non nuovo, anzi vecchio e per nulla convincente: sarà sufficiente ricordare i volti tesi e gli argomenti da panico di questi stessi personaggi in televisione nel 2003, oppure nel 2009, per avere una conferma di quanto si tratti di una affermazione vuota di significato.

Ripetiamo, per l'ennesima volta, che la battaglia non è tra gli "ottimisti" ed i "pessimisti": la guerra (che questa volta secondo noi di Recce'd, è la guerra finale) è tra quelli che vendono ai Clienti che "il mercato deve comunque salire" e gli altri, quelli che aiutano i Clienti a guardare ai fatti. E a NON guardare la televisione.

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Mercati oggiValter Buffo
Recce'd sta facendo un buon lavoro nel 2017? (parte 2)
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I dati, quelli di sostanza che riassumono tutto, sono solo sei:

  • l'indice delle Borse globali si trova ai massimi di ogni tempo
  • l'indice dei rendimenti delle obbligazioni globali si trova ai minimi storici
  • la volatilità delle azioni globali si trova ai minimi di ogni tempo
  • la volatilità delle obbligazioni globali è ai minimi storici
  • la crescita media delle economie Occidentali è prevista al 2% imedia per i prossimi cinque anni, sempre se non accade qualche cosa di negativo
  • l'inflazione media è prevsita a livelli superiori a quelli dei rendimenti attuali delle obbligazioni a medio e lungo termine
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Un professionista, ovvero un gruppo di professionisti, dotati sia di senso della responsabilità sia di conoscenze adeguate a mettere in pratica una gestione del portafoglio che tenga conto non solo dei rendimenti potenziali, ma pure dei rischi che in un portafoglio ci sono sempre (anche quando non si vedono, ci sono) cosa dovrebbe fare?

Rivolgersi ai Clienti e dire: "va tutto bene, è tutto normale, e tireremo avanti così per un po? E magari buttiamoci tutti insieme nel pozzo allegramente?"

Noi crediamo di no. Queste sono cose che tolgono il sonno a chi investe. Sono fatti che costringono a reagire, rivedere, modificare.

Anche se, ammettiamolo, la situazione è logorante. Ma fu così anche in episodi predenti, e dopo la gratificazione compensò sempre quella fatica, ampiamente.

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Recce'd sta facendo un buon lavoro nel 2017? (parte 1)

In attesa di vedere che cosa ci riserverà la parte finale di questo 2017, parte finale che come sapete Recce'd prevede sarà ricchissima di sorprese, è giusto dare comunque uno sguardo alle performances.

In particolare, alle performances degli altri: le nostre, come i Clienti sanno, hanno sofferto fino ad oggi il clima euforico ed esuberante delle Borse, ed è quindi utile dare uno sguardo a ciò che hanno fatto gli altri, chiedendosi se i nostri Clienti hanno perso per strada imperdibili opportunità per investire.

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I dati qui sopra li trovate oggi al sito di Morningstar. Riguardano i risultati dei Fondi Comuni Bilanciati in Italia. Si tratta di medie, e come in tutte le medie troverete chi ha fatto meglio e chi ha fatto peggio: ma nessuno, tra i Fondi Comuni, avrà fatto SEMPRE meglio della media.

I risultati della prima colonna sono i risultati 2017: tutti positivi (per una volta ...) e tutti discreti, a partire dal +4,06% che ad oggi rendono i Fondi Aggressivi, quelli che hanno la maggiore quota di azioni in portafoglio. Spicca il +7% dei Fondi Bilanciati Emergenti, ma almeno quella è una opportunità che noi nei portafogli abbiamo colto.

In tutta e totale trasparenza, non per fare a voi confusione, ma al contrario per chiarirvi come stanno le cose, noi vi suggeriamo però di dare un'occhiata alla performance a TRE ANNI, che leggete nella quarta colonna. I tre anni vanno dal settembre 2014 al agosto 2017: un periodo che a posteriori potremmo definire DECISIVO per le qualità di ogni gestore del Pianeta.

Leggete questi dati, e metteteli a confronto con i dati dei benchmarks (questi sono prodotti a benchmark!): ricordate quindi che TUTTI i benchmark oggi sono al livello massimo assoluto della loro storia. Azionari, obbligazionari, USA e resto del Mondo, tutto ai massimi dei massimi.

Le performances medie di tre anni sono: 4,71% per i Bilanciati Aggressivi, 3,80% per gli Emergenti, 3,35% per i Moderati. I Moderati hanno un profilo di rischio che è vicino al nostra portafoglio modello RNI.

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I nostri Clienti conoscono, e bene, i nostri risultati degli ultimi tre anni, e sono invitati a fare un confronto. E trarne le conclusioni dovute.

Ai lettori ed agli amici, invece, suggeriamo di puntare alla QUALITA' della gestione: le performances di breve periodo possono produrre confusione, invece di chiarire le idee. Ad esempio, ed è un esempio molto significativo, qui sotto vedete gli ultimi due anni e mezzo della performance dei Fondi Bilanciati Aggressivi italiani (la linea di colore azzurro chiaro), che ancora a novembre del 2016 valevano quanto valevano 18 mesi prima, nel marzo 2015 (seguite la riga di colore rosso).

Performance pari a zero e nettamente inferiore al benchmark (la riga di colore marrone nel grafico). Poi cosa è successo? Sono diventati più bravi i gestori di questi strumenti? NO: è arrivata, dall'alto, una mano pietosa che li ha tirati su, ovvero la manona ... di Donald J. Trump, che ha deciso coi suoi che la Borsa di New York doveva andare ad "all-time high", una sua espressione favorita, che ha ripetuto anche ieri alle Nazioni Unite. Questi gestori NON hanno deciso nulla, solo un fattore esterno (e del tutto NON previsto) li ha salvati a fine 2016.

Si sono piazzati sul rischio, hanno chiuso gli occhi ed hanno accettato di subire ciò che il destino avrebbe portato a loro (tanto, i soldi sono dei Clienti, ed i rischi pure).

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Recce'd ha fatto altre scelte, nel momento che nel grafico qui sopra è segnato con una croce gialla: abbiamo lasciato giù una fetta di rialzo, dopo avere colto, in pieno, quello del 2016. E' un problema? Dal  punto di vista dei rischio preso in portafoglio, assolutamente no; quanto al risultato, oggi si, a fine anno vederemo tutti insieme, come abbiamo sempre fatto. Noi siamo sempre qui.

Mercati oggiValter Buffo
La crisi (irreversibile) di ogni asset allocation

In Italia, come nel resto dei Paesi Sviluppati, dominano le Reti di vendita, o di brokeraggio, che costringono il Cliente ad una costruzione del portafoglio che viene chiamata "asset allocation" e che viene giustificata con (fumose e mai convincenti) spiegazioni sul "rischio/rendimento". Come Recce'd ha spiegato in molte occasioni, si tratta semplicemente di una tecnica di vendita, per piazzare i Fondi Comuni di Investimento nei vostri portafogli.

La asset allocation non ha mai funzionato: e se non credete a noi, fatevi portare una prova, un documento, da chi ve la ha proposta, dei buoni risultati della asset allocation. Non la troverà.

Il problema è che la asset allocation funzionerà ancora meno in futuro: almeno se si guardano le stime per i rendimenti che vengono prodotte e diffuse dalle stesse Case di Fondi Comuni. Fate voi stessi due conti su un pezzo di carta utilizzando la tabella che segue, freschissima di stampa.

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Se le cose andassero come dice qui sopra ROBECO; il vostro tradizionale portafoglietto di Fondi, che è fatto di un 25% di azionari, un 50% di obbligazonari, ed un 25% di ... un po' di tutto, vi renderebbe IN MEDIA più o meno lo 0,50% l'anno per i cinque anni tra il 2018 ed il 2022. Ah, già ... poi ci sono le commissioni, al 3% in media per i Fondi Comuni.

Quindi, andate decisamente sott'acqua, e per cinque anni, e senza contare gli "episodi di volatilità".

Ma è vero ciò che dice ROBECO? Noi di Recce'd attribuiamo credibilità pari a ZERO a queste previsioni di medio termine che utilizzano per costruirvi la asset allocation. Per che ragione? Guardate il grafico che segue e chiedetevi: a in questo momento, noi a che punto ci troviamo? Come vedete, cinque anni sono un periodo così tanto lungo che potrebbe succedere ... di tutto.

Nel grafico l'indice MSCI World delle Borse mondiali

Nel grafico l'indice MSCI World delle Borse mondiali

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