Case di Fondi: perché Blackrock taglia? Arriva lo "UBER-moment" (parte 2)

In un documento pubblicato ieri, la banca internazionale Citigroup allarga questo discorso, e prende in esame nel suo insieme il mondo delle Grandi Istituzioni Finanziarie. Non sono infatti solo le Case di Fondi ad annunciare pesanti tagli del personale: nelle ultime settimane, lo hanno fatto Credit Suisse, UBS, Goldman Sachs, Morgan Stanley, e Nomura.

Citi documenta che il responsabile di questo terremoto è uno solo: la tecnologia. La tecnologia, che taglia la "catena" di passaggi che porta dalla generazione del servizio fino al Cliente mette in crisi, e probabilmente manderà in archivio, questi giganti internazionali che hanno dominato la scena tra il 1995 ed il 2005, per poi andare in crisi definitiva con la Grande Crisi del 2007-2009 ed essere salvati (per i capelli) da Bernanke e Paulson. Business Insider ha sintetizzato lo studio in questo modo:

Banks are quickly approaching their "automation tipping point," and they could soon reduce headcount by as much as 30%. That's according to a new Citi Global Perspectives & Solutions (GPS) report on how financial technology is disrupting banks. "Banks' Uber moment will mean a disintermediation of bank branches rather than the banks themselves," the report said. "Specifically, it will mean the shift to mobile distribution being the main channel of interaction between customers and the bank," the report reads. The Citi analysts predict a 40% to 50% staff reduction from pre-crisis highs. The job cuts Citi is describing would add up to more than 1.8 million job losses from current levels in the banking sector in the US and Europe over the next 10 years.

Come piccole formichine sul grande Pianeta Terra, anche noi in Recce'd staiamo facendo la nostra parte in questo processo.

Mercati oggiValter Buffo
Case di Fondi: perché Blackrock taglia? (parte 1)

Colpisce leggere che la Casa americana Blackrock, che oggi è la più grande per dimensioni al Mondo (e che nel 2008-2009 svolse un ruolo decisivo, a fianco del Governo, nelle operazioni che salvarono dal fallimento tutte le grandi banche di investimento, da Merrill Lynch a Morgan Stanley, da Goldman Sachs a Citigroup) abbia annunciato il più ampio taglio al personale della sua storia (3000 dipendenti) proprio ieri, 30 marzo 2016. Qui sotto trovate l'elenco delle 20 più grandi Case di Fondi, per masse gestite, compilato da Tower Watson per il 2015.

Riflettiamo: la raccolta delle case dei Fondi, grazie alle Reti, ha toccato i suoi livelli massimi proprio nel 2015. La Borsa, almeno negli USA, si trova ancora ai livelli massimi della sua intera storia, dopo un rialzo del 200% dai minimi del 2009. E anche nel comparto obbligazionario, il prezzo del decennale Treasury e del Bund sono entrambi vicini ai loro massimi di ogni tempo. Non parliamo poi degli aiuti dalla banche centrali: liquidità a pioggia.

Cosa è allora che non va? Che cosa c'è che non funziona? Cosa spinge Blackrock (e le altre che seguiranno) a ridimensionarsi?

Semplice, almeno per chi come noi segue da anni la crisi di questo settore: è colpa dei margini. Queste Società soffrono di un gigantismo che è spiegato da margini fuori mercato  (perché non giustificati dal valore aggiunto), margini che in passato furono realizzati soltanto grazie alla esistenza di un vero e proprio "cartello" internazionale. Questo cartello di recente si è molto indebolito, e sopravvive ancora oggi solo grazie alla provvidenziale politica di supporto delle Banche Centrali dopo il 2009.

Ma quella stagione è finita, i più attenti lo sanno ed anche Larry Fink lo sa: e mette la marcia indietro.

Valter Buffo
Investite per il lungo termine? Modificate il portafoglio ogni giorno (parte 2)

Una caratteristica che rende specialissimo, se non unico, il mondo della Finanza, o meglio il mondo della "vendita di prodotti finanziari", è questo: fa parte di un certo "buon senso comune" sostenere che prevedere i mercati a tre mesi è impossibile, mentre invece a 10 anni è facilissimo. Chi sostiene questa strampalate teoria, naturalmente, si presenta come uno che "sa come fare previsioni a 10 anni".

Provate ad immaginare affermazioni simili in un qualsiasi altro campo della vita sociale oppure della scienza: farebbe ridere. Chi mai in medicina, oppure in agricoltura, nelle previsioni del tempo oppure nelle analisi sui comportamenti dei consumatori, avrebbe il coraggio di sparare una balla simile?

Nel curioso mondo dell'industria del risparmio, va purtroppo ancora per la maggiore: molti lo fanno per loro proprio interesse ("tenere fermo il Cliente") mentre alcuni lo fanno in buona fede, oppure perché hanno letto (male, in modo distorto) certi documenti e certe statistiche. In passato, c'è stato chi ha usato la statistica per dimostrare che "ex-post il 90% della performance di portafoglio lo ha fatto la asset allocation strategica", ma sostenere sulla base di questo che la strategia di portafoglio vincente consiste nel costruire un portafoglio statico di Fondi oppure ETF vuole dire non avere capito niente di quei risultati.

Ci sarebbe poi da chiedersi: se i prossimi dati (a cominciare da quello di venerdì per gli occupati), se le prossime decisione di Yellen, se le notizie che arriveranno dalla Cina nelle prossime settimane non sono in grado di cambiare i rendimenti attesi di medio termine ... ma cosa lo pagate a fare, allora, quel consulente? Vi ha già detto tutto.

Ma noi rivolgiamo la nostra attenzione al futuro: se il vostro advisor, consulente, promotore, gestore di GPM non è in grado di spiegarvi i mercati di oggi, sulla base di che cosa potrebbe spiegarvi i mercati di domani? Sulle sue fantasie? Oppure possiede la sfera di cristallo? Se il vostro advisor, consulente, promotore, gestore di GPM non è in grado di spiegarvi i mercati di oggi, come farà a sapere a che punti siamo oggi nel grafico in basso? Nel 1997? Nel 2000? Nel 2007? Oppure in uno degli anni intermedi? Oppure siete davvero convinti che per voi non faccia alcuna differenza?

Mercati oggiValter Buffo
Come fare performance (positiva) nel secondo trimestre 2016 (parte 2)

Come ci è capitato più e più volte di scrivere, fare performance positive in modo consapevole, senza fare scommesse al buio e senza perdere il controllo del rischio (come molti hanno fatto 12 mesi fa) richiede flessibilità, capacità analitiche, tempestività e conoscenza dei mercati. Tutto l'opposto di quelli che suggeriscono di  costruire un portafoglio di Fondi e poi ... non pensarci più.

Nel primo trimestre 2016, questo è stato molto evidente: lo sarà ancora di più nei prossimi tre trimestri del 2016. Ieri abbiamo aperto questa serie di Post, dedicati al secondo trimestre, segnalando che una interessante opportunità di investimento potrebbe derivare dal posizionamento (sbagliato) della maggior parte degli operatori nel comparto obbligazionario internazionale.

Oggi segnaliamo una seconda opportunità: e riguarda l'Italia. Siamo colpiti, ogni giorno di più dalla leggerezza con la quale sia i media, sia il mondo politico, accolgono i sempre più frequenti richiami sui conti pubblici: da ultimo, quel documento della BCE che ci ricorda che "i Paesi con un elevato indebitamento pagheranno un prezzo più elevato nel caso di una eventuale crisi finanziaria".

Ovvio che l'Italia non è diventata un "Paese ad elevato indebitamento" nel marzo 2016: si tratta di un dato di fatto, che tutti conoscono, un dato sul quale questo Governo (come i precedenti) non ha saputo incidere. Il debito pubblico, infatti, ha continuato a crescere anche negli ultimi anni.

Recce'd vi segnala che è un errore accogliere questi richiami dell'Unione Europea e della BCE dicendo che "è sempre la solita storia, sono cose che sanno tutti": al contrario, per 18-24 mesi la frequenza e la pubblicità data a questi richiami si erano ridotte. Noi leggiamo in questi segnali non tanto un disegno preciso, quanto una spia di una tensione che è crescente, e che lo stesso Governo italiano denunciò, qualche mese fa, assumendo il ruolo di un (poco probabile) "capofila" per una iniziativa Comunitaria in materia di politica economica, che fosse alternativa alla linea oggi prevalente (che per comodità definiamo "di austerità").

Insomma: qui vi diciamo che c'è qualche cosa che bolle in pentola, qualche cosa che si prepara, e che andrà a sovrapporsi sia alle Elezioni Amministrative italiane (stabilità della coalizione di Governo), sia alle vicende politiche di Spagna e Portogallo, sia al Referendum nel Regno Unito.

Tradotto in termini di opportunità: noi vediamo più che probabile un aumento della volatilità sia delle obbligazioni sia delle azioni italiane, e siamo già pronti, con i nostri portafogli modello, a lavorare su queste tematiche di mercato.

Mercati oggiValter Buffo
Tutti presi in contropiede? (parte 2)

Pochi giorni fa, nel fine settimana di Pasqua, abbiamo pubblicato un Post che apriva questa serie. E e proprio ieri, 28 marzo 2016, abbiamo letto un documento di Goldman Sachs dal titolo It Looks as if the U.S. Manufacturing Recession Might Be Over. Un tema che noi, attraverso il nostro The Morning Brief, ed anche attraverso la nostra app 20QUOT, vi avevamo segnalato circa dieci giorni fa, e su cui da allora abbiamo insistito quasi ogni giorno ed anche questa mattina 29 marzo nel The Morning Brief, presentando la nuova settimana (che è la settimana dell'indice ISM, del dato ADP, del dato NFP per l'occupazione).

Questo oggi è, per tutti noi investitori, sia in azioni sia in obbligazioni sia in valute il punto di pivot, quello intorno al quale ruoterà tutto nei prossimi mesi.

In portafogli modello di Recce'd, ovviamente, sono già stati rettificati per tenere conto di questo cambiamento, che significa nuove opportunità ma pure nuovi rischi, come abbiamo scritto nel Post che precede. Questo è ciò che in Recce'd si intende, per gestione del portafoglio titoli. 

Sul piano operativo, ora si tratta di capire tre cose: 1) se gli altri reagiranno; 2) come reagiranno; e 3) in che misura, quanto sposteranno.

Mercati oggiValter Buffo