La Fed non decide: commenti a caldo (parte 4)

In un intervento dello scorso 27 agosto, Ray Dalio affermò che eravamo "molto più vicini a QE4 che ad un rialzo dei tassi ufficiali": Dalio, fondatore di Bridgewater, che è la Società di fondi hedge più grande del pianeta, fu trattato a fine agosto con scarso interesse, come uno che si faceva prendere la mano dalla volatilità. Ascoltata ieri Yellen, ora le parole di Dalio sembrano un po' più vicinia al realismo. Diceva Dalio:

“That’s where we find ourselves now. Interest rates around the world are at or near 0%, spreads are relatively narrow (because asset prices have been pushed up) and debt levels are high. As a result, the ability of central banks to ease is limited, at a time when the risks are more on the downside than the upside and most people have a dangerous long bias. Said differently, the risks of the world being at or near the end of its long-term debt cycle are significant.”

Dalle parole di Yellen di ieri traspare un'analisi della situazione che non è molto lontana da questa, con la Fed obbligata a stare ferma proprio per la paura di mettere in moto una reazione a catena in questa enorme massa di titoli. Quindi, se la Fed si trovasse in condizioni di particolare stress, non possiamo più escludere che sia forzata a tornare ad usare in qualche forma uno strumento come il QE che (seppure solo nell'imediato) ha riportato in passato la calma sui mercati finanziari. Attenzione però: si tratterebbe non di una scelta di politica monetaria, ma di un esplicito "intervento di salvataggio del mondo", e quindi le implicazioni sarebbero del tutto diverse. Ad esempio, sulle Borse: perché a quel punto "something has got to give".

Mercati oggiValter Buffo
La Fed non decide: commenti a caldo (parte 3)

Di tutti i commenti il solo che conta, alla fine, è sempre quello dei prezzi sui mercati: vedere alle 12 del venerdì 18, a poche ore dall'annuncio di Yellen, che il DAX torna sotto i 10000 punti e quindi ai livelli di fine 2014 è un commento ma è anche un grido disperato: chi vende stamattina aveva scommesso sul fatto che, se la Fed avesse rinunciato al rialzo dei tassi, sarebbe ripartito il RISK ON. Invece non riparte, ed allora si corre a vendere. Non ci può essere una conferma più sostanziale di ciò che molte volte avete letto sul nostro Blog: ovvero che abbiamo già girato pagina, da almeno un anno e mezzo, e il monetary easing ovvero il QE non sarà pù un eleento di supporto ai mercati finanziari ma diventerà invece un elemento di instabilità. Per questo noi di Recce'd affermiamo che la decisione di non alzare è giustificata, se guardiamo ai dati macro, ma è molto pericolosa, se guardiamo ai mercati finanziari. La reazione sarebbe stata più positiva dopo un eventiale rialzo.

Mercati oggiValter Buffo
La Fed non decide: commenti a caldo (parte 2)

Abbiamo detto nella prima parte delle strategie di gestione che vengono penalizzate, e di quelle che sono vincenti: ora vediamo come cambia lo scenario per chi investe. Nelle prossime settimane leggerete migliaia di articoli sulla credibilità delle Banche Centrali. Dope sei anni in cui ci siamo sentiti ripetere che "le Banche Centrali possono fare tutto ciò che vogliono" e che "le Banche Centrali ottengono sempre i loro obiettivi", ma ora leggiamo nelle parole di Yellen una grande incertezza proprio su questa capacità di "guidare" l'economia reale (inflazione e crescita del GDP). Abbiamo scritto più e più volte in questo Blog che sarà questa la variabile-chiave intorno alla quale ruoterà, fin dalle prossime settimana, il cambiamento di scenario. E riportiamo qui una frase che chiarisce il senso della nostra affermazione.

Bottom line, the problem now is not when the Fed will raise rates or not, it is the paralyzing discussion about when they will eventually raise rates. We get to do this all over again as the Committee continues to day trade every data point not only in the U.S. but now globally. They are the center of uncertainty and the multitude of excuses over the past few years has reached a tipping point that I don’t believe the stock market will continue to embrace. 

Mercati oggiValter Buffo
La Fed non decide: commenti a caldo (parte 1)

Partiamo dalle conseguenze pratiche: la strategia di gestione. Come gestire il proprio portafoglio, ora che Yellen ha fatto un mezzo passo indietro e la Fed sembra incapace di uscire da un atteggaimento wait-and-see? Prendiamo a prestito alcune righe scritte da Credit Suisse che a noi risultano molto centrate sul punto.

I think it was the most prudent decision given the rout in commodities and emerging markets, as well as the fairly mixed domestic economic picture. Going forward, it seems to be a net positive for hedge funds, many of which stand to benefit when markets are driven more by fundamentals, rather than by central bank policy decisions.

Questa situazione premierà le strategie di gestione che invece di guardare a ciò che dicono le Banche Centrali sanno trarre profitto da un corretto monitoraggio e utilizzo dei dati fondamentali di valutazione. Chi soffrirà di più sono proprio i tradizionali Fondi Comuni e GPM, legati al benchmark e long-only.

Mercati oggiValter Buffo
Performances di portafoglio: leggere con attenzione (parte 3)

Nei due Post precedenti con questo stesso titolo, dello scorso 27 agosto, ci eravamo soffermati su due delle più diffuse "tecniche di presentazione", le tecniche commerciali con cui si commentano i risultati dei primi nove mesi del 2015. In queste prime settimane di settembre, c'è una rincorsa affannosa degli advisors che si ritrovano nella posizione, molto scomoda, di dover spiegare perché un anno che era stato presentato sono nove mesi fa come redditizio e più che mai tranquillo per gli investitori adesso invece rischia di chiudere in negativo, e (udite udite) sia nel comparto azionario sia in quello obbligazionario. Noi ritorniamo sui temi di quei due Post di agosto, per rafforzare ancora il messaggio: fate bene attenzione a come vi vengono presentati i risultati, perché sono possibili alcune distorsioni. Ve ne evidenziamo qui sotto due delle principali:

  1. fate grande attenzione a come viene usato il dato delle "performance da inizio anno": perché ad inizio anno 2015 le Borse di Eurozona hanno solo recuperato quello che avevano perso nel 2014; e quindi: se il Fondo Comune oppure la GPM ha fatto un +6% nel 2015, ma aveva perso il 5% nel 2014, voi ancora non siete rientrati del vostro investimento iniziale (e sono passati un anno e poi anche nove mesi!)
  2. fate massima attenzione alle posizioni illiquide nei vostri portafogli di Fondi oppure in GPM, che molti gestori hanno accumulato in modo spericolato, per rincorre i mercati, nel primo trimestre 2015: perché adesso dovete occuparvi non soltanto delle perdite, ma pure della eventualità che qualche obbligazione high yield, oppure qualche obbligazione subordinata, o infine qualche ETF un po' azzardato (ad esempio esposto su certi Emergenti, o con una scarsa liquidità di base, oppure con scarsa attenzione da parte della Società che lo gestisce), o qualche titolo di banche ad esempio greche, non faccia più alcun prezzo in momento di stress dei mercati internazionali.

Alternative? Ce ne sono molte, facilmente accessibili. Ad esempio, noi di Recce'd seguendo una strategia come quella del nostro portafoglio RNI abbiamo accumulato un risultato dello 8,65% del 2014 con un circa 10% del 2015 (a metà settembre): la somma fa quasi il 20% lordo negli ultimi 21 mesi. Ed a fronte di questo la volatilità del portafoglio RNI rimane sempre intorno a 6 (misurata come deviazione standard annualizzata) e la liquidità del portafoglio è quella massima possibile. Fate con calma ed attenzione tutti i confronti che vi sembrano necessari, e ci troverete qui a proporvi soluzioni di investimento vincenti anche nel 2016: come vedete ci sono ottime ragioni per investire contro il "consenso".

Mercati oggiValter Buffo