E' cemento oppure è sabbia?
 
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In un finale di anno nel quale l’Italia ha sofferto un maltempo eccezionale in molte sue parti, è ritornata sulle prime pagine di tutti i quotidiani la questione della solidità dei viadotti autostradali, anche a causa di un nuovo crollo sull’Autostrada A26 Torino - Savona.

Sono in motli ad interrogarsi sulla solidità dei viadotti autostradali, e non soltanto di quelli della Liguria, ovviamente.

Il punto è comprendere se sono stati costruiti correttamente, se sono stati effetuati tutti i test di sicurezza, e se i materiali utilizzati sono adeguati. E’ tutto cemento, oppure cemento misto a sabbia, utilizzata per risparmiare, per scopo di lucro?

Queste domande sono opportune ed appropriate, anche se sarebbe stato molto più utile interrogarsi prima delle diverse tragedie che hanno colpito il nostro Paese.

Queste domande dovrebbero essere in cima alla lista delle domande che si fanno anche gli investitori a proposito dei loro investimenti.

Sto investendo in qualche cosa che poggia su pilastri solidi, oppure sto investendo su un castello di sabbia?

Piangere dopo, sul latte versato, sarebbe ovviamente inutile.

Recce’d ha già offerto, a questo proposito, spunti di informazione molto utili e pertinenti, ai propri lettori.

Quello di oggi, che vale a consuntivo di un anno come minimo bizzarro, è però qualche cosa che non ricordiamo di avere mai incontrato, nella nostra esperienza pluri-decennale di gestione dei portafogli dei Clienti.

In alto, l’immagine vi invita a riflettere sul fatto che l’intero rialzo della Borsa di New York, nel 2019, deriva da un ampliamento dei multipli: che vuole dire che il rialzo dei prezzi dei titoli non riflette alcun miglioramento dei dati, ma dipende unicamente dal fatto che gli investitori (QUEGLI investitori, non noi) hanno accettato di pagare ancora più cari i titoli azionari (che erano già carissimi, ad inizio anno), e non soltanto negli Stati Uniti, ma nell’intero Mondo cosiddetto Sviluppato.

Vi stiamo descrivendo la realtà: altri, invece, con regolarità da bravo venditore vi raccontano fantasie e sogni (i loro sogni: non sono i vostri sogni, fate semplicemente sognare loro).

In basso potete vedere facilmente le tendenze in atto, per le diverse categorie di azioni, sulla Borsa di New York: il dato che vedete rappresentato nei quattro riquadri è la previsione (fatta dagli stessi analisti delle banche globali di investimento) per gli utili futuri.

Notate in particolare la previsione di lungo termine, che vedete a destra ed in basso.

Ma lasciamo parlare le due immagini, che NON sono difficili da comprendere ed analizzare. Per gli opportuni approfondimenti, siete rimandati al nostro quotidiano bollettino di informzione ed analisi, che si chiama The Morning Brief, che dedichiamo ai nostri Clienti e che viene trasmesso ogni mattina.

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Mercati oggiValter Buffo
Il più grande consiglio di ogni tempo
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Secondo Warren Buffet, la frase più importante di ogni tempo, quando si parla di investimenti ed economia, la dobbiamo all’ex Presidente degli Stati Uniti George W. Bush (che però, fino ad ora, non è stato preso in considerazione come candidato al Nobel per l’economia).

La frase, che leggete nell’immagine qui sopra, si riferisce alla liquidità, al cash. E spiega anche l’importanza che il cash assume, nella gestione di un portafoglio.

Nell’ambito di un portafoglio, potrebbe sembrare che la parte che viene mantenuta in cash sia una parte inutile. Che sia equivalente ad una rinuncia ad investire.

Al contrario, come spiega anche qui sopra Warrenn Buffet, la scelta del cash è una scelta attiva, ed in alcune fasi di mercato è una scelta vincente.

Fasi di mercato come quella attuale, ad esempio. Lo spieghiamo oggi nella nostra periodica Lettera al Cliente, e ci torneremo poi la settimana prossima, scrivendo di gestione del portafoglio nel nostro quotidiano The Morning Brief.

Mercati oggiValter Buffo
La dittatura sudamericana
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In un certo numero di Paesi sudamericani, c’è la tradizione di affidarsi ad un dittatore, o quanto meno ad una figura forte, che utilizza toni populisti. Dove con “populisti” noi vogliamo definire quegli atteggiamenti che promettono “benessere per tutti”, ed al tempo stesso di “farla finita con i sacrifici”, e magari anche di “non ripagare più i debiti con l’estero”.

In sostanza, promesse che non possono essere mantenute.

Dopo pochi anni, la cosa viene a galla (che le promesse non possono essere mantenute) e il leader populista viene rimosso, a volte anche messo in galera, e qualche volta fa una brutta fine in piazza.

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Il paragone coi in mercati finanziari di questi ultimi anni ci sta tutto. Sui mercati finanziari, oggi, il pubblico degli investitori dimostra un atteggiamento da popolo sudamericano (nel senso che abbiamo appena illustrato).

Il popolo degli investitori vuole assolutamente crederci. Vuole credere all’impossibile.

Lo sanno già tutti, fino dall’inizio, che è impossibile: ma vogliono, tutti, ascoltare promesse impossibili e riempirsi gli occhi con sogni irrealizzabili. Eccoci allora alle prese (oggi come pochi anni fa) con i “mercati che salgono mentre le cose si mettono al peggio”.

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Il pubblico degli investitori oggi vuole sentirsi dire che i mercati finanziari saliranno sempre, anche se quello stesso pubblico sa benissimo che è una cosa impossibile. Vuole sognare, come con le canzoni di Al Bano e Romina, che appunto si definiscono “spensierate”, per non vedere quello che vedono intonro a loro, aprendo la finestra di casa oppure il finestrino dell’auto.

E in questo modo si convincono che alla fine ci guadagneranno, poveri ingenui. O peggio ancora, che “sapranno loro come uscire un attimo prima del crollo”. Poveri ingenui davvero.

Anche questa volta, come dieci anni fa, e proprio come accade per i leader populisti in alcuni Paesi del Sud America, sui mercati finanziari quando verrà a galla la realà dei fatti, ovvero che ci sono in giro promesse che NON saranno mantenute, vedrete i tumulti, le rivolte, la disperazione, le lacrime, i gas lacrimogeni e altre atrocità.

Mercati oggiValter Buffo
Chi non vorrebbe vivere 120 anni?
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A molti piacerebbe vivere 120 anni. Non a tutti, ma a molti.

Da qui, dall’essere capace di intercettare il desiderio di molti, deriva il successo del signore qui sopra.

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Con la salute non si scherza, dice l’immagine qui sopra. E neppure con il denaro: ed è esattamente per questa ragione che Recce’d ha avviato la propria attiità di consulenza, molti anni fa.

Sono moltissimi, nel settore del risparmio, quelli che promettono 120 anni di vita, e senza essere neppure medici professionisti, esattamente come fa il signore delle due immagini che avete appena visto.

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Nel mondo del risparmio, fino ad oggi, non si sono ancora registrate incursioni di programmi TV di inchiesta, come le Iene o Report.

Non è un caso: il settore è chiuso a riccio, arroccato nella propria fortezza, non trasparente e non aperto. Chiuso come una società segreta oppure una camorra.

Peccato: peccato perché il pubblico in questo modo viene, a forza, tenuto nell’ignoranza.

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Proprio per questo, fino ad oggi la grande maggior parte degli investitori privati non ha compreso quanto sia drammatico il momento che stiamo vivendo, tutti insieme, sui mercati finanziari, e non ha compreso quanto siano grandi i rischi che tutti stamo sopportando proprio in questo momento.

Il pubblico va alla ricerca della ricetta miracolosa, semplice, e poco impegnativa: come guarire dalle malattie seguendo una dieta (oppure con l’imposizione delle mani).

Come abbiamo scritto nel Blog nelle settimane precedenti a questa, nel 2019 “è salito tutto”, e quindi è “un anno in cui tutti guadagnano”. Tutti si rendono conto che però le cose nella realtà dell’economia e della politica sono peggiorate, ma perché preoccuparsi? Evidentemente, sui mercati finanziari è arrivata una dieta miracolosa, che fa guadagnare tutti, e magari ci farà anche vivere 120 anni. Che problema c’è?

Queste cose raramente vanno a finire bene, per quelli che ci cascano.

Sono proprio questi i rischi che corre chi ricorre a ricette miracolose e prodotti non testati: chi dimentica che la salute è una cosa seria, ed l’attività di investimento lo è altrettanto.

Proprio a questo fanno riferimento le condierazioni che oggi abbiamo sviluppato nella nostra Lettera al Cliente.

Mercati oggiValter Buffo
Quella barzelletta che non ha fatto ridere nessuno
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Come ogni bravo attore di teatro, anche Donald Trump sa come si crea un effetto. Come ogni grande comico, sa che la barzelletta va allungata il più possibile, per creare una aspettativa.

Ma al tempo stesso dovrebbe sapere che alla fine ci vuole il colpo ad effetto, il “pugno allo stomaco”, la sorpresa che crea la risata nel pubblico.

Venerdì 13 dicembre però il pubblico è rimasto in silenzio: nessuna risata si è alzata dalla platea.

La lunghissima barzelletta sull’accordo tra Cina e USA è finit, poi solo il silenzio.

Alla ricerca affannosa di una via di uscita, che gli permettesse di NON applicare le nuove tariffe che lui stesso aveva annunciato per il 15 dicembre, il Presidente degli Stati Uniti venerdì 13 dicembre è stato costretto ad annunciare di nuovo le medesime cose che erano state annunciate da lui stesso lo scorso 11 ottobre.

Naturalmente, l’accordo commerciale con la Cina non esiste. Semplicemente, non c’è. Non sta da nessuna parte.

Pur avendo una capacità di venditore superiore persino a quella dei promotori finanziari italiani, anche Trump si è dovuto alla fine arrendere: ha cancellato gli aumenti delle tariffe che aveva minacciato, ottendo in grado “maggiori acquisti di prodotti agricoli”, esattamente come (lo ricorderete) a fine 2018, e poi a maggio 2019. In pratica, il nulla più assoluto.

I mercati sono delusi: si attendevano, da questa “fase 1” dell’accorso USA - Cina qualche cosa a cui potersi aggrappare, per poi vendere un’altra barzelletta, ovvero quella di un’economia che crescerà più rapidamente nel 2020.

Ma non c’è assultamente nulla di tutto questo.

Noi ne abbiamo scritto, in modo più esteso (ed inserendo questa notizia nella nostra strategia per la gestione del portafoglio) nella Lettera al Cliente che abbiamo spedito oggi.

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Mercati oggiValter Buffo