Ma a che cosa stavamo pensando, tutti?
 

Ai nostri Clienti, lo abbiamo spiegato (con solide ragioni) in molte occasioni: e da ultimo, solo pochi giorni fa, nel corso della settimana che si è appena conclusa, con la nostra più recente Lettera al Cliente.

Non capita mai, dice qualcuno: ma quando capiterà, non sarà una cosa lunga. Sarà veloce e profonda.

Che cosa, capiterà?

Semplice rispondere: capiterà quello che si dice qui sotto: che non abbiamo trovato in un sito di folli, estremisti, catastrofisti che gridano “al lupo, al lupo”.

Questo stava sul Wall Street Journal, il quotidiano di Wall Street.

E dice esattamente quanto segue: “Può uno qualsiasi di voi alzare la mano e spiegarmi perché Draghi sfodera nuovamente il QE per fare salire l’aspettativa di inflazione quando il grafico mostra chiaramente quale è stata la conseguenza del suo precedente e fallito tentativo”?

E poi chiude dicendo: “Un giorno ci guarderemo indietro e ci chiederemo: Ma a che cosa diavolo stavamo pensando?”

Eccovi spiegato quello che capiterà. Magari, anche lunedì.

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Mercati oggiValter Buffo
Usate il vostro giudizio (parte 1)
 
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La nostra più recente Lettera al Cliente, spedita nel corso della settimana scorsa, ci è servita per rimettere i numeri a posto: numeri di perrformance e numeri dei mercati.

In quella Lettera, abbiamo anche messo l’accento sulla nostra affidabilità: che poi in pratica significa coerenza e consistenza.

Recce’d non è mai stata costretta a fare violente marce indietro oppure inversioni ad U: neppure nelle fasi euforiche dei mercati, e neppure sotto la pressione dei Potenti della Terra come ad esempio Donald J. Trump.

Le parole che leggete qui sopra le ha pronunciate il capo Supremo della Federal Reserve, Jay Powell (il banchiere centrale più potente al Mondo), la sera del venerdì 4 ottobre 2019, nel corso di un intervento che sui mercati e sui mezzi di comunicazione è stato interpretato in questo modo: “l’economia degli Stati Uniti non ha nulla che non va, ma la Banca Centrale potrebbe la settimana prossima tagliare per la terza volta il costo ufficiale del denaro”.

La medesima persona, Jay Powell, e nella medesima posizione, il Capo della Federal Reserve, esattamente un anno fa, il 3 ottobre 2018, pronunciava le parole che leggete sotto: parole che ci dicono che “la Federal Reserve è molto lontana dal raggiungere il livello neutrale del costo del denaro, e per questo, alzerà ancora il costo ufficiale del denaro, e più di una volta”. Esattamente l’opposto di ciò che poi ha fatto.

L’economia degli Stati Uniti (vale la pena di sottolinearlo) secondo Jay Powell stava benissimo un anno fa e sta bene anche oggi.

Se noi, nella gestione del portafoglio titoli, ci fossimo fidati delle sue parole del 3 ottobre 2018, e avessimo quindi sbilanciato il portafoglio verso una posizione SHORT sulle obbligazioni, ci saremmo rovinati.

Il resto, lo lasciamo al vostro giudizio. Con un suggerimento: attribuite il giusto valore alla affidabilità, alla coerenza e alla consistenza, specie nelle scelte di portafoglio.

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Usate il vostro giudizio (parte 2)
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Torniamo ad occuparci del principale quotidiano nazionale, il Corriere della Sera, perché secondo noi è rappresentativo di una tendenza ben più generale, che vede in prima linea anche la Repubblica, La Stampa e tutti i maggiori quotidiani nazionali.

Tra una ricetta di cucina e un nuovo modello di automobile ed una o più fotografie di attori ed attrici, ormai dilagano i “consigli per gli acquisti” che riguardano gli investimenti finanziari.

Il più recente è quello che vedete qui in alto.

La domanda che immediatamente viene alla mente dopo avere letto quel titolo è “ma come fanno i veri trader”?

E vai! Che impariamo qualcosa di nuovo.

E allora, subito, noi andiamo alla fonte: andiamo a vedere cosa fanno i veri trader, rivolgendoci ad uno dei più diffusi siti Web di trading on line.

Domanda per il nostro lettore: come si fa, a conciliare la lettura del titolo in alto e la lettura di ciò che è scritto qui sotto?

Che cosa vuole dire quel titolo del Corriere, dove si dice “guadagna”?

Usate il vostro giudizio, per rispondere.

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Usate il vostro giudizio (parte 3)
 

Per una ennesima volta, vogliamo chiarire che in Recce’d non ci occupiamo, né ci occuperemo in futuro, di politica, di scelte partitiche, di schieramenti elettorali. In questa sede, è nostro dovere professionale limitarci ad esaminare la politica sulla base di fatti, ed in particolare di quei fatti che poi influenzano le nostre scelte di portafoglio ed i nostri risultati.

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Ad esempio, il testo che accompagna il grafico qui sopra si domanda: che fino hanno fatto gli impegni di Trump a garantire una crescita del PIL negli Stati Uniti al 4%, al 5% e persino al 6%.

Se noi avessimo orientato la gestione del portafoglio sulla base di quelle promesse, oggi staremmo sopportando un forte disagio, una forte inquietudine, una profonda incertezza.

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Disagio, incertezza ed inquietudine che aumenterebbero leggendo i dati del grafico qui sopra, dati che ci raccontano si quanto sono cambiate i tassi di crescita del PI, dei consumi e degli investimenti negli Stati Uniti dopo che Trump ha introdotto il taglio alle tasse grazie al quale la Borsa di New York è salita a 3000 punti.

Ci fermiamo qui: non aggiungeremo un nostro commento, per la semplice ragione che noi commentammo questi fatti uno, due, tre anni fa.

Facciamo però una domanda ai nostri lettori: lo ricordate, quello che vi suggerivano di fare, quando i dati per l’economia degli Stati Uniti stavano nel circoletto giallo che vedete qui sotto nel grafico?

Quello che scrivevamo noi di Recce’d, lo potete ritrovare senza alcuna difficoltà grazie a questo Blog.

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Usate il vostro giudizio (parte 4)
 

Vi ricordate del bazooka? Quello di cui per mesi i quotidiani in Italia vi scrivevano ogni mattina?

Oggi, zero: a distanza di quindici giorni, nessuno ne scrive più.

E sui mercati finanziari? Il grafico qui sotto dice che “sui mercati finanziari si scommette NELLE DIREZIONE OPPOSTA a quella indicata dalla BCE”

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Le nostre opinioni, non le abbiamo già espresse con chiarezza PRIMA: quando sui mezzi di informazione dominava l’euforico tam tam del “miracolo in arrivo”. Qualcuno, che evidentemente era in uno stato da ritiro della patente, aveva persino annunciato “il secondo Whatever it takes”.

Sembra di no. Non è andata così.

Il resto, lo lasciamo al vostro giudizio.

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