Ma che cosa volete tagliare?
 

I nostri promotori finanziari, ed anche le banche di investimento internazionali, vivono mesi di grande affanno.

Devono correre, e correre veloce: devono spiegare al pubblico ed ai Clienti che

… si oh beh … si, d’accordo, la crescita economica non c’è più, era tutta una balla colossale, ma non dovete preoccuparvi: perché se le Banche Centrali tagliano i tassi ufficiali di interesse, poi la festa riparte e le Borse risalgono …. state tranquilli, e per carità, soprattutto … non vendete le quote dei Fondi Comuni (se no, noi che fine facciamo?) …

Storiaccia miserabile, storiaccia già venduta decine di volte, ma cosa volete .. non hanno davvero più nulla a cui aggrapparsi, per tenere in piedi questa baracca che vacilla.

Avranno successo? dipende. Dipende da quanto il pubblico risulterà ancora credulone, superficiale e facile da ingannare.

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Se parliamo di un inganno, la ragione è che un taglio, anche profondo, dei tassi ufficiali di interesse oggi cambierebbe nulla, per ciò che riguarda la crescita e le altre variabili dell’economia reale. Dell’economia vera, l’economia di tutti i giorni.

Guardate il grafico sopra: ma dove vogliamo andare?

E guardate anche il grafico sotto: ma dove, realisticamente, possiamo andare?

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E guardate poi anche il grafico che segue: secondo voi lettori, quelli che puntano sui tagli dei tassi ufficiali di interesse lo sanno, di che cosa stanno parlando?

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Dedicato a tutti i promotori finanziari che raccontano ai loro Clienti che se la Federal Reserve tagliasse i tassi, la Borsa USA riprenderebbe la marcia al rialzo: il grafico qui sotto suggerisce di dubitarne.

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E Trump lo sapeva molto bene
 

Ve ne ricordate?

C’era quelli che dicevano con il tono di chi sa come vanno le cose nel Mondo “Ma figuratevi se Trump andrà alle Elezioni 2020 con l’economia in crisi …”

In parte, si trattava di individui semplicioni, ingenui, insomma quelli che abboccano. Un’altra parte, erano soggetti male intenzionati, e parlavano per danneggiare i loro Clienti e gli investitori. I professionisti della cortina fumogena, quelli che per mestiere vanno in giro a raccontare cose che loro stessi non capiscono.

Trump, invece, era già più avanti. Lui è più furbo, non è di sicuro uno di quelli che abboccano. E poi, lui lo sapeva bene.

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Una cosa è ciò che Trump dice in pubblico, ed un’altra cosa è quello che Trump pensa davvero. Questo ormai lo sappiamo tutti.

Ad esempio, questa settimana se la è presa con il cambio del dollaro. A qualche cosa, la colpa la deve pur dare.

Perché lui lo sa bene, come stanno le cose, e lo sa già mesi.

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Trump conosce bene i numeri per le vendite al dettaglio, che vedete qui sotto nel grafico aggiornati anche con il dato che è stato pubblicato venerdì 14 giugno.

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Trump ed il suo staff conoscono bene anche i dati per la produzione industriale USA, che voi vedete qui sotto nel grafico aggiornati anche loro al venerdì 14 giugno.

Trump lo sapeva così bene che ha deciso di

  1. rompere i negoziati con la Cina

  2. alzare i toni con il Messico

  3. dare la colpa di tutto alla Federal Reserve

e tutto questo prima ancora che, sui media nazionali ed internazionali, il tema della recessione arrivasse con evidenza sulle prime pagine. E bravo Donald.

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E noi investitori?

Per la verità, questi dati e questi grafici li conoscono tutti. Nessuno però ve ne parla, e nessuno ve ne ha parlato, negli ultimi mesi. E su questi fareste bene a riflettere.

Così come fareste bene a chiedervi se nei prossimi mesi si andrà vero un miglioramento oppure no. Può essere utile leggere i dati del grafico qui sotto.

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Italexit, MiniBOT, C-3P8 e R2D2
 

Non ce la facciamo: è più grande di noi.

Commentare seriamente quello che si legge in queste settimane sul tema della finanza pubblica in Italia ci risulta impossibile.

Ci abbiamo provato, nell’ultima settimana, su SoldiOnline.it, ma proprio nell’ultima settimana abbiamo letto ed ascoltato cose che si collocano fuori dalla realtà: siamo in piena fantascienza.

Ieri sera, venerdì 14 giugno, si discuteva su un canale tv a diffusione nazionale del pagamento della benzina dal benzinaio coi Mini BOT, oppure dal panettiere. Che commento vi potremmo offrire, di fronte a argomenti di questo tipo? L’economia reale trasformata in reality show?

Nel titolo, abbiamo citato i due (famosissimi) automi di Star Wars perché siamo ormai alla fantascienza: discorsi e ipotesi che non hanno alcun nesso con la realtà.

Nei nostri portafogli oggi non abbiamo posizioni importanti sull’Italia, ma siamo pronti ad intervenire sul piano operativo se si profilasse, come è probabile, una accelerazione durante l’estate 2019.

Con le parole, per il momento basta. Non ci interessano i reality show.

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Perché nessuno ne parla più?
 

Del tutto scomparsi.

12 mesi fa, chiunque vi parlava di utili: dall’analista all’esperto, dalla banca di investimento al promotore finanziario, e persino il tizio che incontrate per caso ad un angolo della strada oppure il classico tassista.

“Crescono del 20% l’anno”, ci annunciavano, con il tono esuberante di chi annuncia un nuovo record sui 100 metri piani alle Olimpiadi.

Il silenzio, oggi, è generale. Totale, Assordante.

Neppure una sola riga.

In Recce’d, ovviamente, non ci facciamo ingannare, e seguiamo aggiornandoli i dati per gli utili ogni giorno.

I nostri Clienti fondano su dati come questi le nostre attuali posizioni sui mercati azionari. Ne scriveremo in The Morning Brief in esclusiva per i Clienti.

Ai lettori del sito, offriamo un aggiornamento in estrema sintesi con il grafico qui in basso. E ricordaimo che gli utili … esistono.

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Petrolio e serie tv: da False Flag a Deep State
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Come in una serie Netflix di spionaggio internazionale, abbiamo letto negli ultimi giorni ogni possibile interpretazione dei fatti nel Gold di Hormutz.

Che a noi interessano, oltre che per le ragioni di interesse generale, anche per le nostre posizioni sul petrolio che abbiamo nei portafogli modello., e che potremmo aumentare a breve.

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Ai lettori del sito, ripetiamo ciò che abbiamo già scritto in passato e specialmente in questo 2019. I fattori che influiscono sul prezzo di mercato del petrolio, e che danno una direzione a questo prezzo, sono numerosi, e non soltanto quelli legati alla domanda ed all’offerta finale.

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Anche di questi altri fattori tiene conto ad esempio, l’OPEC quando elabora le stime che sono state aggiornate la settimana scorsa e che vedete sopra nel grafico.

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Fattori che influiscono sul prezzo del petrolio, ed allo stesso tempo influiscono sul prezzo di altre materie prime, come l’oro. Il grafico qui sotto vi racconta la performance recente dell’oro.

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I portafogli modello di Recce’d hanno fatto tempo fa una posizione anche sull’oro, che sta entrando in queste settimane in una fase nuova che potrebbe risultare molto interessante, come si vede sotto nel grafico.

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