Il punto di svolta (3): l'indice S&P 500
 
wk4_dec_2018_020.png

Vi avevamo prennunciato un punto di svolta per i mercati.

E il punto di svolta è arrivato: puntuale, nell’ultima settimana del 2018, come abbiamo spiegato anche nell’ultima settimana in The Morning Brief.

Per questo, abbiamo immediatamente messo mano, e rivisto in profondità, i portafogli dei nostri Clienti.

Da due anni, al centro di tutto sta la Borsa di New York. Prima su, e poi giù.

Nel clima di generale pessimismo, spicca il fatto che (proprio a causa della velocità con la quale la Borsa di New York è scesa) gli strategisti delle banche globali di investimento non hanno ancora rettificato il loro target per fine 2019.

Che quindi, proprio per effetto dei recenti ribassi, diventano sempre più ottimistici. Come già lo erano per il 2018, e lo vedete sopra nell’immagine.

In chiave pratica, di gestione del portafoglio, questi target sono del tutto inutili. Sono solo trucchetti commerciali per attirare l’attenzione e poi vendere all’investitore finale i Fondi Comuni di investimento.

Vale comunque la pena di seguire, ed analizzare anche questi fatti, perché hanno influenza: non sui mercati, bensì sulla psicologia del pubblico degli investitori. Ed è per questo che noi vi offriamo alcuni dati nelle immagini che seguono.

wk4_dec_2018_009.png

Nell’immagine qui sopra, potete misurare quali sono stati, in passato, gli scostamenti, le differenze, tra gli obbiettivi, i target di Wall Street e l’effettivo andamento della Borsa di New York.

Nell’immagine che segue qui sotto, vedete una rielaborazione che fa anche una sintesi dei medesimi dati. Nella parte bassa del grafico vedete infatti il rapporto anno dopo anno tra il target e la chiusura d’anno dell’indice. Notate le oscillazioni, che sono decisamente ampie

wk4_dec_2018_013.png

Vi forniamo infine un esempio della distanza, in questo momento enorme, tra i target degli strategisti delle banche di investimento e le indicazioni che ci vengono fornite dagli analisti tecnici, che vedono invece l’indice ancora in calo verso 2250 punti, che è poi il livello che corrisponde alla Elezione di Donald J. Trump alla Presidenza.

wk4_dec_2018_021.png

Sempre dagli analisti tecnici, arriva poi la notizia che, almeno fino ad oggi, non c’è stata ancora la “capitolazione”: ovvero, che il punto di minimo non è stato ancora toccato. Sarà vero?

wk4_dec_2018_007.png

Tra l’ottimismo degli strategisti, e la negatività degli analisti tecnici, sta il mercato: con le sue statistiche. Le statistiche, come sempre, ci aiutano ad analizzare il passato. Ma non sono di aiuto per comprendere dove stiamo andando.

wk4_dec_2018_006.png

Non ci sono di aiuto come non ci sono di aiuto gli strategisti, e neppure gli analisti tecnici.

Per questo, in Recce’d ci affidiamo ai nostri, innovativi e proprietari, metodi di valutazione dei mercati. E continueremo a farlo nel 2019.

Mercati oggiValter Buffo
Il punto di svolta (2): le Banche Centrali
 

Vi avevamo preannunciato un punto di svolta per i mercati.

E il punto di svolta è arrivato: puntuale, nell’ultima settimana del 2018, come abbiamo spiegato anche nell’ultima settimana in The Morning Brief.

Per questo, abbiamo immediatamente messo mano, e rivisto in profondità, i portafogli dei nostri Clienti.

Pochi hanno compreso, per ora, la portata di ciò che è successo mercoledì 19 dicembre 2018.

La Federal Reserve, nella riunione di quel 19 dicembre, ha certificato e reso ufficiale che “il sogno è finito”.

Quale sogno?

wk4_dec_2018_015.png

Il sogno di una crescita economica al 4% negli Stati Uniti, di sicuro. Ma non solo quello.

Anche il sogno di una Banca Centrale che interviene a sostenere i mercati ogni volta che i mercati scendono.

Ma soprattutto: il sogno di una Banca Centrale che guida, comanda, fornisce la direzione a tutti.

Lo abbiamo scritto in settimana, in modo molto chiaro, nel The Morning Brief.

Come scrive qui sopra El Erian, dopo essere state “the only game in town”, ovvero la sola cosa che conta per i mercati finanziari, oggi le banche centrali sono in una situazione passiva, e subiscono.

Come detto in The Morning Brief: se alzano i tassi sbagliano, ma le li abbassano sbagliano lo stesso. Si tratta di una “no-win situation”. Che in italiano si dice “come fai, sbagli”.

E per un po’ di tempo la situazione resterà questa.

wk4_dec_2018_019.png
Mercati oggiValter Buffo
Il punto di svolta (1): il pessimismo
 

Vi avevamo prennunciato un punto di svolta per i mercati.

E il punto di svolta è arrivato: puntuale, nell’ultima settimana del 2018, come abbiamo spiegato anche nell’ultima settimana in The Morning Brief.

Per questo, abbiamo immediatamente messo mano, e rivisto in profondità, i portafogli dei nostri Clienti.

Tra le cose che un gestore di portafoglio non può fare a meno di notare e analizzare, una è esemplificata dalla immagine che segue.

Apri lo schermo del tuo telefono cellulare, in un giorno qualsiasi, e noti subito una cosa: tutti i titoli, tranne uno, hanno un tono negativo.

Sembra di essere in un telefilm, come “The Twilight Zone” degli anni Cinquanta. Tre mesi fa, tutti questi titoli erano ancora ultra-ottimistici. Si scriveva solo di S&P 500 oltre i 3000 punti, di crescita economica al 4% e di utili che crescono del 20% annuo.

Oggi, neppure una riga su questi argomenti.

wk4_dec_2018_002.png

Non si tratta soltanto dei commenti al mercato: anche se si guarda ai prezzi di mercato, non ci sono aree o zone in controtendenza. Semplicemente, scende tutto. In modo indiscriminato. I titoli degli articoli a commento, come ad esempio quelli dell’immagine qui sotto, non possono che riflettere la nuova realtà.

wk4_dec_2018_004.png

Durante la giornata, il flusso di notizie che appare sugli schermi di chi opera sui mercati è tutto negativo, come vedete qui in basso. Alle notizie su Nasdaq e Deustche Bank (DB) si alternano le dichiarazioni, allarmate e quindi in affanno, del Ministro del Tesoro USA, e quelle imbarazzate di chi, come JP Morgan, non capisce che cosa sta succedendo.

wk4_dec_2018_024.png

E naturalmente, come potete vedere nell’ultima immagine che trovate più in basso, tornano di gran moda termini che erano del tutto scomparsi.

Ora, ma solo DOPO che i mercati sono già scesi, è facile parlare e scrivere del rischio recessione.

Tra quelli che parlano e scrivono, neppure uno però è capace di spiegare perché oggi, in dicembre, esiste un rischio-recessione che a settembre nessuno prendeva in considerazione.

Recce’d che cosa ne pensa? Molto semplice. Guarderemo, nelle prossime settimane e mesi, ai dati. Come sempre. fremo le nostre simulazioni, analisi e stime, come sempre.

Non ci lasceremo trascinare da questa ondata di pessimismo, proprio come un anno fa abbiamo resistito (nell’interesse del nostro Cliente) alla imperante ondata di ottimismo.

Le trappole, per chi investe, sono proprio queste: l’industria dei Fondi Comuni, con l’aiuto di quella delle banche globali di investimento, deve sempre inventarsi delle storie da raccontare allo scopo di vendere i prodotti. Che non è detto che poi trovino riscontro nei fatti (anzi, accade di rado).

Il lavoro di un gestore di portafoglio professionista è proprio quello di sapere distinguere le storie inventate per vendere Fondi Comuni, GPM e altri “prodotti finanziari” dai fatti della realtà che sa là, fuori dalla finestra dell’ufficio.

wk4_dec_2018_029.png
Mercati oggiValter Buffo
Dalla nostra più recente Lettera al Cliente (estratto di una parte)

Offriamo a tutti i lettori del sito uno stralcio dalla nostra più recente Lettera al Cliente, spedita il giorno 15 dicembre 2018 (la numero 37 della nuova serie)

(……..)

In queste ultime settimane, la realtà dei fatti ci offre una lunga serie di spunti, e proprio nelle ultime 48-72 ore le parole di Draghi prima, e i dati per l’Eurozona di venerdì 14 dicembre poi (indici PMI) ci aiutano molto.

In questa Lettera, partiremo da uno spunto che ci viene offerto da uno dei più ascoltati ed autorevoli commentatori al Mondo. Si tratta di John Authers, per trent’anni la firma di punta del Financial Times, oggi a Bloomberg. Uno di quelli che “bisogna leggere”, che tutti leggono e commentano.

wk3_dec_2018_014.png

Ciò che leggete, nell’immagine qui sopra datata 11 dicembre, è per la verità molto semplice: John Authers scrive che (la traduzione è LETTERALE) “Il 2018 è stato un anno normale (e non molto buono) per i mercati finanziari. Il 2017, quando tutto saliva nel medesimo momento ed in modo calmo come seguendo una linea retta, era la grande stranezza”.

I fatti ce lo dicono, oggi. Si vede, lo vedono tutti e lo scrivono tutti.

Per una gestione efficiente del vostro portafoglio e dei vostri investimenti, scriverlo e dirlo oggi NON serve.

Quello che serve, è dirlo nel gennaio del 2018. Ricordate? S&P 500 a 2900 punti, DAX a 13500 punti. Lo ricordate? E il Bitcoin a 20.000 dollari? Sembrava di stare … sotto un bombardamento. Sono trascorsi appena 11 mesi.

 Al comprensibile  e giustificato allarme di alcuni tra i nostri Clienti, allora, Recce’d rispose sempre con le medesime parole che Authers scrive oggi 11 dicembre 2018. Che erano anche le sole parole che allora avessero un senso ed una utilità.

Si tratta di un episodio fortunato? Noi siamo stati solo fortunati, semplicemente, a renderci conto di ciò che stava accadendo sui mercati 12 mesi fa? Possibile, ma NON è la nostra convinzione, e per due fondate ragioni:

1.      Le analisi sottostanti, dettagliate e quotidiane, che motivavano la nostra valutazione di 12 mesi le avete lette tutti voi Clienti, ed in tempo reale

2.      Abbiamo una storia, che è fatta anche di precedenti episodi (ricordate tutti il “bazooka di Draghi”) episodi nei quali Recce’d combatté in modo pubblico la sua battaglia. E vinse, come sta vincendo in queste settimane

A questo punto facciamo a voi Clienti due domande importantissime:

·        Credete anche voi, come noi, che se non si hanno le idee chiare su punti come questo, tutta intera l’attività di gestione di portafoglio diventa, semplicemente, un gioco d’azzardo, una scommessa alla cieca? A che servono tante parole, frasi, studi e ricerche, se poi non si ha la capacità di distinguere momenti di follia collettiva da momenti nei quali il funzionamento dei mercati è “normale” come scrive Authers?

·        Credete anche voi, come noi, che se il 2017 è stato, effettivamente come scrive oggi Authers, un “weird outlier”, allora aveva senso sia avere paura (come abbiamo ricordato nella Lettera al Cliente precedente) sia adottare politiche di gestione dei vostri portafogli inusuali, sbilanciate sul cash, e caratterizzate da poca movimentazione?

Sono domande, come abbiamo appena detto, importantissime. Se la vostra risposta è negativa, allora attenzione, forse noi di Recce’d NON siamo per voi l’interlocutore giusto.

Perché anche in futuro, Recce’d lavorerà nel medesimo modo, seguendo le medesime regole e la medesima disciplina.

(………)

Mercati oggiValter Buffo
Gennaio 2019: l’incubo “leveraged loans”

Recce’d e i suoi Clienti guardano al 2019 senza particolari preoccupazioni, diciamo un livello normale di preoccupazione, sicuramente di molto inferiore a quello che oggi colpisce sia gli investitori finali sia le Reti di vendita e le banche globali di investimento.

Per questa ragione, oggi abbiamo scelto di dedicare una serie di Post agli incubi. Degli altri.

In questo Post, noi vi raccontiamo di un incubo che potrebbe diventare un rischio concreto nel 2019 per tutti i mercati.

Vi hanno mai parlato dei “leveraged loans”? Vi hanno spiegato cosa sono, a che cosa servono, a chi servono?

wk3_dec_2018_028.png

Il nostro suggerimento è di informarvi, rapidamente. Recce’d dedicherà a questo argomento la sua Sezione Operatività la settimana prossima in The Morning Brief.

In breve ricordiamo qui alcuni punti:

  • si tratta di finanziamenti a leva finanziaria

  • questi strumenti hanno avuto una rapida diffusione proprio negli ultimi anni

  • per alcuni aspetti ricordano i “mortgage bonds” degli anni 2005-2006

  • il loro prezzo è crollato negli ultimi mesi

  • nonostante il fatto che si tratta di strumenti a tasso variabile

wk2_dec_2018_012.png
Mercati oggiValter Buffo