C'è trend e trend

Come avete letto pochi giorni fa nel nostro Blog, Recce'd è scettica sulla possibilità di fare performance con gli investimenti basandosi unicamente sull'analisi del trend, sull'utilizzo delle medie mobili e sull'analisi grafica. Discipline che contano, però, numerosi adepti e discepoli, ed è per questo che in Recce'd monitoriamo con attenzione sempre anche la situazione tecnica e il trend.

Peccato che di trend, in ogni preciso momento di mercato, ce ne siano sempre almeno tre o quattro, se non di più: tutto dipende da quali righe tracciate sul grafico (è a piacere).

Come esempio, vi proponiamo il grafico qui sotto. Non che questo grafico, peraltro divertente, contenga una più robusta "verità" rispetto agli altri grafici: ci piace però il concetto, che è quello di "stare sempre all'erta". E d è in questo senso che ve lo proponiamo.

Noi, nel frattempo che voi lo esaminate, torniamo ad occuparci di cose di maggiore sostanza.

Mercati oggiValter Buffo
Sempre in ritardo? Il treno è già passato? Cambiate la sveglia

Se siete iscritti alla filosofia del positivismo, e siete certi che il futuro va sempre verso il meglio, beh ... buona fortuna. Se al contrario siete pragmatisti e forse un po' cinici, allora continuate a leggere.

In molti, quando si tratta di gestione del portafoglio, si affidano a quel "lungo termine" in cui tutto si rimetterà a posto: per questo motivo, suggeriscono al Cliente soluzioni statiche, a bassa movimentazione ("per risparmiare sui costi"), liberandosi così dal fastidioso problema di seguire e capire i mercati finanziari tutti i giorni. Che comodità: diamo un'occhiata ogni tanto, e via.

Purtroppo non funziona: e funzionerà sempre meno. Guardate ad esempio il grafico qui sotto, che è lo S&P 500 di New York: chi a fine anno andava raccontando che "la crescita economica c'è, e non esiste motivo di preoccuparsi" era quanto meno distratto, e forse spregiudicato nel consigliarvi dove investire. Molti di quelli poi si sono buttati a pesce a suggerire "cautela" un mese dopo: e si sbagliavano del tutto e di nuovo.

Ed oggi? Riuscite veramente a credere a quelli che vi dicono che "non era successo nulla, ed infatti siamo tornati d'accapo"? Riuscite davvero a dire a voi stessi che gennaio non potrebbe ripetersi ... ad aprile oppure a maggio? E siete disposti a correre quei rischi di nuovo? E siete certi che ... finirà bene?

Insomma, siamo seri: lavorare in quel vecchio modo, paternalistico e alla buona, semplicemente, non funziona. E fa il danno del Cliente che investe. L'investitore può facilmente liberarsi del problema liberandosi del suo advisor, tanto "nel lungo periodo" che differenza fa? Basta chiudere gli occhi ed aspettare ...

Valter Buffo
Consulenza finanziaria 2016 (parte 7): risparmiare o guadagnare?

In Italia, fino ad oggi, la consulenza finanziaria si è presentata al mercato come un canale che genera valore a favore del Cliente che investe prima di tutto razionalizzando i processi, il che significa poi in sostanza un bel taglio ai costi. Molto consulenti dicono ai loro Clienti: "Perché pagare così tante commissioni se poi ti ritrovi con il medesimo portafoglio di Fondi che hanno tutti? Te lo posso replicare io in cinque minuti, magari usando ETF che costano meno, ci risentiamo una volta al trimestre e il gioco è fatto".

Tutto vero, tutto bene e tutto a posto: se è ciò che voi cercate. Sicuramente, razionalizzare il processo di investimento, saltare passaggi intermedi quando sono puramente commerciali, eliminare dalla catena chi non crea valore aggiunto è consigliabile.

Ma non è tutto: si può pretendere molto di più, dai propri investimenti. L'iniziativa di Recce'd è nata con lo scopo di dimostrare (e lo stiamo facendo) che il Cliente che investe ha diritto di pretendere standard di qualità più alti anche (e soprattutto) quando si parla del contenuto, ovvero della gestione di portafoglio: non è costretto ad accontentarsi di analisi superficiali, non è costretto a rincorrere le ultime notizie che si trovano al telegiornale, così come non è costretto ad affidarsi a banali modellini matematici oppure a modellini di analisi tecnica.

Il Cliente investitore può e deve pretendere che chi gli parla ad esempio di Draghi e della BCE abbia almeno quelle basi formative che gli consentono di capire che cosa è la politica monetaria, e come funzionano quei meccanismi: perché se manca quello, allora vi racconterà che le cose funzionano benissimo "perché lo ha detto Draghi", e lui poi si accorgerà che non funzionano benissimo solo quando la Borsa di Milano avrà perso il 30%, e voi con lei. E quanti ne abbiamo visti di recente!

Quando si parla di gestione di portafoglio, il nostro metodo di lavoro, e la nostra strategia, si concentrano sul dare al Cliente standard di qualità vicini a quelli massimi disponibili sul mercato: ed è per questo, che ci trovate spesso a ripetere di diffidare delle vecchie strategie di investimento, dei vecchissimi arnesi di analisi, che ormai non usa più nessuno tranne quelli che si trovano alla "periferia" del sistema.

Il rischio più grande che oggi correte, come investitori, è quello che noi ed altri chiamiamo "effetto gregge", e che avete visto così bene nel 2015: prima tutti insieme da una parte ("lo dice il consenso") e poi tutti inseme dalla parte opposta. E sempre al momento sbagliato. Il fenomeno è così tanto ampio, che penalizza anche i gestori più esperti come quelli dei Fondi HEDGE: ne ha scritto, la settimana scorsa, il Financial Times in un articolo da cui abbiamo tratto il grafico qui sotto.

Per questo vi serve un gestore, un professionista della gestione non un improvvisato, e per questo vi servono strumenti tecnologici che vi mettono a diretto contatto ed in condizione di comprendere ogni singola scelta fatta sui portafogli. Subito: non dopo tre mesi, quando ormai non serve a nessuno.

Per questo è nata Recce'd. Per questo è nata la nostra innovativa App. E siamo gli unici oggi in grado di offrire all'investitore italiano questa combinazione di avanguardia

Mercati oggiValter Buffo
Buonanotte, bazooka

Nella notizia che lo yen ha toccato il massimo livello di cambio contro USD da quando il Primo Ministro Abe, in accordo con il Capo della Bank of Japan Kuroda,  azionò il suo bazooka nel 2014 (come pure nell'euro che scambia a 1,1300) c'è un dato molto utile per tutti gli investitori. E non riguarda i cambi.

Chi un anno fa vi ha spinti a muovere i portafogli utilizzando l'immagine del bazooka di Draghi non ha agito nel vostro interesse: ha tentato di cavalcare un'onda di entusiasmo (solo mediatico, l'economia reale non ha reagito) per mettersi in tasca le commissioni. 

Non capiva allora, né capisce oggi, come funziona la politica monetaria, e soprattutto non capisce come funzionano i mercati finanziari.

Per questo, nel grafico qui sotto, che certifica l'inutilità e la pericolosità della politica chiamata  Abenomics, c'è una notizia importante per tutti gli investitori: qui sotto c'è scritto che qualcuno, allora, vi ha raccontato cose che non esistono. Sta poi a voi, ad ogni investitore, di fare il migliore uso di questa informazione, nel suo interesse. Ma farà bene a sbrigarsi, perché il quadro è in rapido movimento: e in situazioni analoghe, le medesime persone continuerebbero a darvi i medesimi consigli. Sbagliati.

Mercati oggiValter Buffo
Verso il nocciolo della questione (parte 4): trovata la soluzione

Nei tre precedenti Post, l'ultimo dei quali risale al 12 marzo, abbiamo fornito alcuni elementi che a nostro parere illuminano quello che è il cuore del problema, la ragione profonda della volatilità e della instabilità dei mercati, ed anche il maggiore tra i fattori che determineranno il comportamento dei mercati sia a breve sia a medio termine.

Ci stiamo avvicinando a grandi passi a quella che è la sola via di uscita dallo attuale empasse: il recupero del naturale dinamismo delle economie reali,  il ritorno alla crescita della della produttività, non potrà che passare da una massiccia distruzione della "falsa" ricchezza finanziaria, una distruzione nell'ordine del 30-35%.

Molti, ancora oggi, sono illusi di avere, nelle Banche Centrali, un "grande protettore", che fino all'ultimo respiro combatterà per difendere gli attuali livelli degli indici di mercato, per prevenire le cadute generalizzate dei prezzi, per  tutelare chi ha investito nei Fondi Comuni ed aumentare la "sensazione di ricchezza".

Attenzione: a nostro parere, è del tutto falso. Non fatevi confondere dai toni arrembanti, ottimistici, arroganti persino di alcuni banchieri centrali, che sono prima di tutto funzionari pubblici, e poi anche esseri umani, e quindi possono anche cambiare idea e soprattutto non dire tutta la verità.

Sono loro i primi a sapere che le politiche "non convenzionali" sono arrivate al capolinea e che adesso è necessario "riavvolgere il nastro". E sono proprio loro a sapere che una parte della ricchezza finanziaria che oggi gli investitori credono di avere "messo al sicuro" è ricchezza che non esiste. Perché non corrisponde ad alcun incremento futuro del valore del'economia reale.

Ed infatti, come potete vedere ogni giorno, proprio le Banche Centrali si sono già attivate per contribuire a questa distruzione di "falsa ricchezza":

  • prima (e lo hanno notato tutti) con i rendimenti reali negativi delle obbligazioni, che dicono all'investitore che il suo investimento vale così poco che neppure viene remunerato; 
  • e poi (ma per ora lo hanno notato in pochi) con i rendimenti reali negativi: oggi, mentre vi scriviamo, tutti i Titoli di Stato USA fino a 10 anni rendono meno del 2,00% mentre negli ultimi 12 mesi i prezzi negli USA sono saliti del 2,30%.

Questa distruzione di ricchezza reale è destinata a proseguire, ed anche ad allargarsi, nel prossimo futuro: è un modo perfetto (perché non c'è bisogno di fare nulla) di riportare i valori della ricchezza finanziaria in linea con i valori dell'economia reale sottostante. "Lasciamo fare al petrolio", e con due anni di inflazione al 4% risolviamo una bella fetta dei nostri problemi.

Chissà se gli investitori saranno contenti?

Mercati oggiValter Buffo