Ma dove li metto, i soldi?

Noi a Recce'd non lo facciamo. E non lo fanno i nostri Clienti. Ma se nel 2016 un investitore volesse investire sulla base del "consenso", dove potrebbe mettere i suoi soldi? Facciamo una rapida rassegna dei temi di investimento di cui si è letto in dicembre.

  1. Borsa USA piatta per tutto il 2016
  2. Rendimenti obbligazioni del Tesoro piatti (se andrà bene) per tutto il 2016
  3. Obbligazioni corporate e obbligazioni high yield a rischio nel 2016
  4. Euro-dollaro piatto almeno fino a marzo
  5. Giappone stagnante
  6. Emergenti in difficoltà
  7. Asia in difficoltà
  8. Cina in difficoltà
  9. Materie prime in difficoltà

Solo rischi e nessuna opportunità, quindi: tranne, forse, l'equity europeo, su cui molti continuano ad insistere ("abbiamo una visione costruttiva ..."). Ma neppure questa residua categoria di ottimisti si spinge a suggerire di "aumentare l'esposizione" (lo ha già fatto nel 2015, e non è andata bene come si prevedeva, tre mesi fa stavano tutti a zero).

Resta quindi il problema: che ne faccio dei mie risparmi? La risposta di Recce'd la conoscete, ed è ancora quella: non si tratta di cambiare mercati, ma di cambiare strategia (buttare nel cestino il "consenso"), e poi gli strumenti, ed anche gli advisor, ed infine l'orizzonte di investimento. E' questo il solo modo per ottenere anche nel 2015 un risultato positivo.

Mercati oggiValter Buffo
Perché è difficile fare l'8%

Il nostro portafoglio modello RNI si avvia a chiudere il 2015 con una performance vicina allo 8%: un risultato che non si può definire stellare e clamoroso, e tuttavia un risultato non semplice da realizzare, in un anno come questo e con una politica di investimento molto conservativa (e dopo un +8,42% nel 2014). Attenzione a questo punto: ci saranno sicuramente alcuni investitori che hanno fatto di meglio, è naturale, ed in particolare qualcuno che dirà che "sulla Borsa di Milano ha fatto di più". Ma sta proprio qui il punto: abbiamo visto Fondi e GPM toccare vertici di performance 2015 superiori al 10% (alcuni anche il 15%), poi scendere a zero in agosto, poi recuperare il 10% tra ottobre e novembre, ed infine scendere di nuovo. La differenza tra investire e scommettere secondo Recce'd sta tutta qui: quelli che scommettono (coi soldi dei Clienti, a volte) chiudono gli occhi e si mettono al vento, se il mercato poi sale bene, se no vedremo. Una gestione di portafoglio, secondo noi di Recce'd, è una cosa totalmente diversa dall'andare su e giù seguendo un indice di mercato: quando sale la marea porta su tutte le barche, ma il gestore deve poter navigare anche in condizioni di bassa marea. Per questo vi ripetiamo che se il vostro Fondo, oppure la vostra GPM, dimostra questo tipo di volatilità, e lo avete visto salire al +15% e poi scendere a zero nel 2015, dovete scappare a gambe levate. Prima che arrivi un -15%.

Mercati oggiValter Buffo
Dopo Draghi, anche Kuroda: che succede ai mercati?

Nel nostro Blog, abbiamo illustrato con dettaglio quali sono le implicazioni (molto ampie e di medio periodo) della reazione negativa dei mercati finanziari alle decisioni della BCE nella riunione di inizio dicembre. Ma questa mattina lo shock è, se possibile, ancora più profondo: in tempo reale, i mercati hanno voltato le spalle alla Bank of Japan, che ha annunciato ulteriori misure di espansione monetaria. Le misure annunciate sono di dimensioni modeste, questo è vero: al tempo stesso, arrivavano del tutto (ma proprio del tutto) a sorpresa, e vedere la Borsa chiudere a -2% e lo yen apprezzarsi a 121,70 era davvero impensabile solo poche ore fa. Eccovi dunque la prova materiale di quanto andiamo ripetendo dallo scorso gennaio: questo 2015 sarà un punto di svolta; l'influenza delle Banche Centrali sui mercati finanziari è cambiata; la stessa politica delle Banche Centrali è già cambiata (vedi Yellen mercoledì, ma pure il segnale arrivato oggi dal Giappone). E proprio per questa ragione deve cambiare, ora e qui, la vostra politica di gestione dei portafogli, che non può più essere affidata ai vecchi schemi che non funzionano più. I fatti del 2015, e quelli di dicembre in particolare, dimostrano che chi sostiene che "le politiche monetarie rimangono accomodanti, e quindi bisogna comperare azioni ed obbligazioni" parlano di qualche cosa che non esiste più. Da tempo. 

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Perché conviene e converrà investire contro questo consenso (parte 4)

Abbiamo già pubblicato tre Posts con il medesimo titolo (18 e 20 agosto, e poi 22 ottobre): oggi vogliamo fornire un esempio concreto, pratico e veloce: sapete quale è la media delle previsioni per l'indice S&P 500 nel 2016 secondo gli strategisti delle banche globali di investimento? E' un rialzo, del 10%, come ci ha raccontato nel weekend la rivista USA Barron's. Volete sapere quale era la previsione per l'anno che sta per finire, il 2015? Sempre al rialzo, e sempre del 10%. Dove siamo, invece: ad oggi sotto zero, in negativo dal primo giorno di gennaio. Non abbiamo alcun timore ad affermare che queste previsioni sono fatte per suscitare, o quanto meno mantenere elevato, l'interesse della BUY SIDE, ovvero dei gestori di Fondi Comuni, verso i titoli azionari che queste banche di investimento negoziano guadagnando sulle transazioni. Lo possiamo dimostrare con il grafico qui sotto: negli ultimi 15 anni, non trovate una sola previsione negativa, e tutte le previsioni oscillano tra il +5% ed il +20% di rialzo, con pochissime eccezioni (colonne blu), mentre gli anni negativi sono stati 6 su 12 tra il 2000 ed il 2011 (poi è arrivato il QE ad alterare i mercati). Il "consenso" tradotto in pratica vuole dire essere sempre ottimisti, sempre aggressivi, per "mettere in mostra la merce": non è partendo da questo consenso che si può operare in modo vincente sui mercati finanziari.

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Borsa di Milano: attenzione a quello che vi raccontano sulle performances

Quando è che la Borsa di Milano valeva quanto vale oggi? Lo vedete nel grafico: il primo di ottobre 2014. Un anno e 40 giorni fa. Poi, sul finire dell'anno, l'indice scese ancora e questa è la spiegazione per la quale qualcuno può ancora andare in giro a raccontare che "l'indice di Milano nel 2015 è salito". Non fatevi prendere per il naso: nel 2015 è salito perché nel 2014 era sceso, e così hanno fatto i Fondi e le GPM che seguono questo indice. Quindi: se vi dicono che un Fondo ha fatto il 7% nel 2016, fate molta attenzione: se aveva perso il 5% l'anno precedente, voi non avete guadagnato nulla (e loro però le commissioni le hanno guadagnate).

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