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La nostra tombola di Natale (parte 5)
 

Le Feste di Fine Anno si avvicinano, e questa importante scadenza spesso ci regala momenti di riflessione, spunti per rivedere le proprie scelte e le proprie decisioni, ed anche il tempo per qualche esercizio mentale e persino qualche gioco.

Anticipando questa importante scadenza, noi oggi proponiamo ai nostri lettori una serie di giochi che mettono in esercizio la mente, augurandoci che li troviate divertenti.

Il quinto gioco è un ancora quiz, ed ancora del tipo “Trova l’errore” sulla Settimana Enigmistica, come il primo di questa nostra piccola serie.

Il Presidente del Consiglio italiano, parlando con i media della più recente (e sicuramente NON ultima) versione della Manovra Finanziaria 2020, afferma secondo la stampa quotidiana che “Abbiamo scongiurato la recessione”.

Non sappiamo bene a quale recessione faccia riferimento: di certo, a noi sembra che questa affermazione sia alquanto azzardata. Almeno, se guardiamo ai fatti ed alla realtà.

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Proprio la settimana scorsa, dalla Germania, sono arrivati dati economici di grande peso (grafico qui sopra), che ci dicono che ogni ipotesi di “rimbalzo dei dati per la crescita economica” in Europa sia del tutto priva di fondamento. In sostanza, “un miraggio”. Di nuovo, ci risiamo!

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Leggete qui sopra che “le speranze svaniscono”. Leggete qui sotto che i dati sono i più negativi in dieci anni: e quindi, dal 2009.

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Allarghiamo adesso lo sguardo, ai dati che sono stati pubblicati per l’intera economia dell’area Euro la settimana scorsa. I dati più aggiornati, quindi. Come ad esempio la spesa per i consumi delle famiglie, ovvero le vendite al dettaglio. Anche qui, da un lato ci sono le “aspettative di un rimbalzo della crescita economica”, e dal lato opposto la realtà dei fatti. Non discutibile.

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Persino gli indici “di opinione” come gli indici PMI vanno decisamente in una direzione opposta a quella che vorrebbero quelli che sui quotidiani ci raccontano che “il fondo è stato toccato, e l’economia è in ripresa”. I dati del grafico qui sotto sono della settimana scorsa.

Ora il quiz: a voi lettori di rispondere alla domanda se si ravvisa un errore nelle parole del nostro Presidente del Consiglio, e di quale errore si tratta.

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Mercati oggiValter Buffo
2019: le ultime curve del percorso (parte 1)
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Aggredito ogni giorno dai mezzi di comunicazione, quotidiani e TV, che spiegano quanto un “rinnovato ottimismo” sulle trattative tra Cina e Russia abbia rilanciato le Borse, molti lettori potrebbero essere andati in confusione. Leggono i titoli, e vendo che i mercati reagiscono COME SE ci fossero anche i risultati. Poi però vanno a cercare i risultati: e non se ne vedono.

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Anche la stampa che è più vicina alla Amministrazione Trump, come leggete qui sopra, scrive che non ci potranno essere né vincitori né vinti, nella trattativa tra Cina ed USA: nella migliore delle ipotesi, non se ne farà nulla.

Mettere questo stato delle cose a confronto con il comportamento delle Borse dopo il venerdì 11 ottobre suscita perplessità, e come già scritto confusione.

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Abbiamo messo in evidenza in giallo, nell’immagine qui sopra, la serie di micro-rialzi dell’indice della Borsa di New York dopo quel 11 ottobre, giornata nella quale fu annunciato un accordo che a tutto oggi, 1 dicembre, non è scritto (neppure in bozza) e quindi NON ESISTE.

E’ corretto parlare di micro-rialzi: il rialzo MENSILE dell’indice S&P 500 in novembre è stato del 3,5%. Non abbiamo detto settimanale, e neppure giornaliero: il dato mensile è +3,5%. Mettete a confronto questo dato con i titoli, sguaiati e strillati, dei mezzi di informazione.

La Borsa di New York in ogni caso scommette, poco ma scommette: su che cosa?

I mezzi di informazione dicono che scommette sull’accordo USA-Cina, che ad oggi NON esiste, e su un rimbalzo della crescita economica, che a tutto oggi NON esiste (grafico qui sotto).

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Oppure, ed è la nostra ipotesi di lavoro, la Borsa viene mossa soltanto da chi scommette di trovare, dopo di lui, un “fesso più fesso” a cui vendere dopo avere comperato, in ragione del fatto che “il mercato sale e continuerà a salire”.

Come abbiamo già scritto, sono situazioni PER NULLA NUOVE. Si tratta di situazioni già viste, che poi arrivano all’improvviso ad un punto morto (come quello delle ultime settimane) a cui segue una violenta e brusca inversione di tendenza.

Mercati oggiValter Buffo
2019: le ultime curve del percorso (parte 2)
 

Abbiamo analizzato insieme ai Clienti, la scorsa settimana in The Morning Brief, i primi Rapporti sul 2020 delle grandi banche di investimento internazionali.

Lo abbiamo fatto, e continueremo a farlo anche la settimana prossima, perché vogliamo esporre in modo chiaro al Cliente i temi sui quali si concentra, in questa parte finale del 2019, l’attenzione degli operatori di mercato.

Per chiarire: NON facciamo questo lavoro per farci guidare dalle previsioni delle banche globali di investimento. Sono quasi sempre sbagliate. Ad esempio, nessuna tra le grandi banche di investimento aveva previsto a gennaio un rialzo così ampio come poi è stato dell’indice S&P 500. Tutte le banche di investimento erano MENO ottimiste, a gennaio.

Detto questo, resta a nostro giudizio utile essere informati dei temi di sui si discute, degli scenari che si stanno formano (e proponendo ai Clienti) ed anche delle previsioni che circolano sui mercati.

Ci ha colpito, in particolare, la previsione di Goldman Sachs proprio per l’indice S&P 500, che vi riportiamo qui sotto con un grafico. Inutile ripetere che l’indice S&P 500, negli ultimi anni, è stato il solo indice da seguire, il solo capace di dare una direzione a tutte le Borse di Occidente.

Ci colpisce l’asimmetria di questa previsione di Goldman Sachs: si mettono a confronto un potenziale guadagno di 250 punti (il 7,5% circa alla chiusura di venerdì) ed una perdita di 550 punti (il 25% circa).

Ci colpisce perché una previsione di questo tipo (se fosse affidabile: a nostro parere NON lo è) è un cattivo argomento commerciale. Chi mai investirebbe su un bene che ha uno spazio di ribasso TRIPLO rispetto a quella di rialzo? Soltanto un … kamikaze.

Eppure … ci investono ancora anche in questi giorni, osserverà qualche lettore.

Ed è vero. Ma è possibile che questi “investitori dell’ultima ora” siano stati male informati, abbiano fatto male i loro calcoli, oppure ancora è possibile che si ritengano capaci di “scendere un attimo prima” dal treno in corsa.

In tutti e tre i casi, si tratterebbe di una scelta suicida.

Per chiarezza, in conclusione ripetiamo che Recce’d per le sue scelte di portafoglio NON fa e NON farà uso di queste indicazioni: sbagliate nelle premesse, e quasi sempre sbagliate nell’esito. La realtà, come voi stessi avete visto sui vostri portafogli titoli solo 12 mesi fa, è molto più imprevedibile nei suoi cambiamenti, e i mercati sono molto più rapidi e violenti nei loro movimenti.

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Mercati oggiValter Buffo
2019: le ultime curve del percorso (parte 3)
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Come abbiamo già scritto la settimana scorsa, il 2019 (fino ad oggi) è stato l’anno d’oro dei fenomeni.

Si tratta di una reazione legittima e giustificata: in un anno in cui “sale tutto”, è giustificato che ognuno si senta bravissimo e in grado di fare da solo.

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Nell’ultimo decennio, dopo la Grande Crisi Finanziaria del 2007-2009, questa situazione si è verificata in più anni. Recce’d, in ognuno di quegli anni, ha mantenuto una propria linea, che alla fine si è dimostrata vincente.

La nostra linea, o per meglio dire la nostra “strategia di gestione”, rimane la medesima anche oggi: non ci facciamo né ci faremo emozionare dalla marea che fa salire tutte le barche.

E ci teniamo e ci terremo ben lontani dalla tentazione di fare i fenomeni, ed anche di comportarci come fanno certi “fenomeni”.

Un rialzo artificiale resta artificiale, specie se stiamo parlando di investimenti e mercati finanziari: ed anche se ottiene in pubblico il supporto delle dichiarazioni di Trump, della Federal Reserve e della BCE.

Noi andiamo alla ricerca della sostanza: e la sostanza si trova solo nella realtà, e non nelle dichiarazioni alla stampa.

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Non ci faremo “guidare verso il recinto”, docili come chi sta nel gregge delle pecore. Terremo la barra ben ferma, verso un approdo sicuro, per i nostri Clienti e per i nostri portafogli modello.

Sappiamo individuale opportunità che nascono e si manifestano nella realtà, e non nelle dichiarazioni di Trump, della Federal Reserve e della BCE. Per questo, ripetiamo anche oggi, con forza, che quelle che (fino ad oggi, 1 dicembre) si sono viste sui mercati finanziari NON erano opportunità: perché NON è un’opportunità andare a correre dietro ad un miraggio.

L’opportunità, quella vera, reale, concreta, che toccheremo, e voi toccherete, e tutti toccheranno con mano, la vedete sotto nel grafico.

E ci darà piena soddisfazione, come ogni volta è stato. Un investimento in pazienza che viene sempre ricompensato.

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Mercati oggiValter Buffo
2020: un test per il fenomeno
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Quando si leggono titoli come quello che apre il nostro Post, è comprensibile ed anche giustificato che ognuno si senta … un fenomeno.

Vincono tutti, guadagnano tutti, ed è stato anche abbastanza semplice.

Giusto allora sentirsi fenomeni, invincibili. Si pensa e si dice che “Tutto era molto chiaro fin dall’inizio”, che “Era facile andare dietro al mercato”, che “Si vedeva che la situazione è sotto controllo”.

E poi si aggiunge che: “Non c’è ragione di preoccuparsi”, “Nessun rischio all’orizzonte”, per concludere che “I catastrofisti perdono sempre”.

Tutti fenomeni. Tutto chiaro. Tutto tranquillo. E lo confermano i “nuovi record assoluti”

L’investitore che legge di “nuovi record di tutti i tempi” è comprensibilmente emozionato, eccitato, ed anche confuso. Non capisce ciò che accade e perché accade, ma vuole comunque “partecipare alla festa”, come tutti gli altri. “Voglio trovarmi sempre dalla parte giusta”. Questa sensazione, di essere fenomeno, porta gli investitori a fare scelte sbagliate, come l’esperienza dimostra. L’esperienza suggerisce, all’opposto, di utilizzare sempre cautela, umiltà e grande pazienza.

In questo Post, vogliamo aiutare i lettori ad evitare questa trappola, la trappola si sentirsi un fenomeno.

Prenderemo come riferimento CNBC, che oggi è il canale ufficiale … del Partito.

Il Partito è quello delle “cose che vanno alla grande”, del “lo sappiamo noi, come andranno le cose”, e del “non ci sono rischi, potete stare tranquilli”. Il canale dei fenomeni. Lasceremo quindi parlare CNBC.

Partiremo dalla fine dello scorso anno: 31 dicembre 2018: “La borsa si comporta come se la crescita degli utili nel 2019 fosse negativa”.

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Per fortuna, invece, poi nel 2019 la crescita degli utili della Borsa di New York invece è stata …

ah, no, no, no, non è stata … ma allora … aspetta un secondo: chiediamo a CNBC di fare chiarezza.

6 novembre 2019, un anno dopo.

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Dunque, la crescita degli utili nel 2019 è stata negativa. Allora, il primo dei due titoli diceva una cosa non vera. Ma allora a chi dobbiamo dare fiducia? Meglio rivolgersi a chi viene definito “esperto”. E noi lo lasciamo fare a CNBC.

4 settembre 2019, due mesi fa.

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CNBC scrive a settembre, due mesi fa: neppure Wall Street lo sa, dove finirà nel 2019 la Borsa,

Una situazione già vista, e soltanto 10 mesi prima: ritorniamo al 20 di novembre 2018, un anno fa. Nel novembre 2018 Goldman Sachs vedeva “massima calma all’orizzonte”, e prevedeva che l’indice S&P 500 avrebbe chiuso il 2018 a 2850 punti. Tre settimane dopo, però, l’indice stava a 2350 punti. 500 punti sotto. 500 punti ovvero poco meno del 20%. Un bear market.

Leggiamo appunto da CNBC, 20 novembre 2018, un anno fa.

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L’immagine sopra ci dice anche una seconda cosa. Dice che 12 mesi fa la previsione di consenso per la crescita degli utili alla Borsa di New York, nel 2019 (ovvero quest’anno) stava all’8,2%. L’immagine sotto ci dice invece come sono andate le cose nella realtà: crescita? NO, un calo.

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Il totale stravolgimento delle previsioni NON riguarda soltanto gli utili delle Società quotate a New York, che vi abbiamo documentato qui sopra.

Goldman Sachs soltanto un anno fa, il 18 novembre, prevedeva 4 RIALZI del costo del denaro negli Stati Uniti, nel 2019. Fino al 3,50%.

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Come leggete qui sopra, un anno fa Goldman Sachs intitolava il suo documento sul 2019 (che doveva ancora iniziare) con queste parole “Siamo sul rettilineo d’arrivo”.

Oggi Goldman Sachs nel suo documento per il 2020 dice ai suoi Clienti: “Siamo su un terreno più solido”. Più niente rettilineo di arrivo.

E conclude poi, come leggete qui sotto nell’immagine che chiude il Post: “L’intero rialzo della Borsa per il 2019 va attribuito alle Banche Centrali, visto che gli utili non sono cresciuti”. Così dice Goldman Sachs oggi: la medesima Goldman Sachs che 12 mesi fa aveva previsto 4 RIALZI del costo del denaro negli Stati Uniti, come avete letto poco sopra.

Cosa vi dimostra tutto questo: che è facile fare il fenomeno DOPO. Prima, a volte sembra che tutto sia chiaro e definito, ma poi in tre mesi (o forse due, oppure forse uno) la situazione si ribalta del tutto.

Chi crede di essere capace di “stare sempre dalla parte giusta”, deve risolvere questo problema. Deve essere capace di fare il fenomeno PRIMA, e non a cose fatte. E deve essere capace di affrontare un completo stravolgimento dei mercati in soli tre mesi, oppure due, oppure un mese solo.

La gara per un posto sul podio dei fenomeni è aperta: noi, di Recce’d, non partecipiamo.

Noi siamo competitori in una gara differente, che premia coerenza, prudenza, pazienza e concretezza. Non è aria per fenomeni.

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Mercati oggiValter Buffo