Marzo 2026: dal guardrail agli scarafaggi
Nell’urgenza del momento, e nella fretta degli eventi che si susseguono, per ogni investitore è decisivo mettere alcuni punti fermi, alcuni appigli ai quali aggrapparsi nel momento della decisione sui propri risparmi.
Recce’d, oggi, ve ne regala una serie, utilizzando alcune immagini.
La prima immagine che abbiamo selezionato per i nostri lettori ci aiuta a riflettere sul come investire in tempi di guerra. e vi parla equilibri “multipli” e di relazioni “non lineari”:
Su come pensare all'impatto economico e finanziario della guerra:
La questione cruciale della durata e della diffusione va oltre la tempistica ristretta e il numero di paesi coinvolti.
Coinvolge anche i "guardrail" ovvero le barriere protettive che attualmente sono sotto stress. Se non dovessero reggere, ed è un grande SE, le dinamiche economiche e finanziarie potrebbero passare dalla più prevedibile regressione alla media ai più incerti "equilibri multipli" (ovvero, ogni nuova perturbazione rende sempre più probabile che la situazione successiva si allontani ulteriormente dalla condizione iniziale).
Mentre le conseguenze economiche e finanziarie globali negative della guerra sono funzione della sua durata e diffusione, è importante ricordare che questa relazione non è lineare.
Ci sono punti di svolta che innescano dinamiche avverse. Tra questi rientrano petrolio e gas.
Mesi fa, Recce’d vi aveva anticipato che il 2026 sarà “un anno a scalini”.
Leggiamo ora una seconda immagine.
L’immagine commenta il “fatto del giorno” del venerdì 6 marzo 2026, e lo fa in questo modo.
In rialzo del 14% solo oggi, il petrolio WTI ha appena superato i 92 dollari.
Ciò è coerente con un crescente riconoscimento e ansia per il rischio di dinamiche di "equilibri multipli", mentre i trader si preparano a un fine settimana intrinsecamente incerto.
(Si prega di consultare i post precedenti per ulteriori informazioni sulle dinamiche in gioco.)
Le ricadute economiche e finanziarie della guerra amplificheranno le pressioni sull'accessibilità economica in due modi immediati, con ulteriori effetti possibili a seconda della durata e dell'estensione del conflitto, nonché delle dinamiche sottostanti (come la reversione alla media rispetto a equilibri multipli).
Veniamo poi ad una terza immagine che Recce’d ha selezionato per i suoi lettori: che tratta dell’altro “fatto del giorno”, ed il giorno in questione è proprio venerdì 6 marzo 2026. Leggiamo.
Forse il fatto vi è sfuggito. Forse su Sole 24 Ore e MF non c’era. Oppure non lo avete letto sul Corriere, sulla Repubblica, su Il Giornale, su Il Fatto Quotidiano. Non lo avete ascoltato al Tg oppure al GR. Non lo hanno detto su CBNC. Non si trova sui social e nelle chat.
Ecco come Recce’d vi aiuta. Noi, siamo SEMPRE presenti, SEMPRE informati, SEMPRE analitici, e SEMPRE concreti.
Leggiamo che cosa dice l’immagine qui sopra:
Una brusca inversione di tendenza dopo il robusto guadagno del mese scorso. L'economia statunitense ha perso 92.000 posti di lavoro a febbraio, con il tasso di disoccupazione salito al 4,4%. Entrambe le cifre hanno sottoperformato le aspettative del consenso (vedere i dettagli di seguito).
Nel frattempo, i salari settimanali medi sono cresciuti a un tasso annuo del 3,8%, superando le previsioni.
Oltre a questi parametri principali, il rapporto presenta diverse complessità di fondo, inclusi vari fattori una tantum.
Il nostro suggerimento: inserite questo dato, importantissimo, nelle vostre valutazioni, prima di decidere.
Un quale modo? Vi è di aiuto la prossima immagine.
Il testo vi dice che non si può escludere una “seconda volta”: ma di che cosa, una “seconda volta”?
Leggiamo.
Tre fatti della settimana storica sui mercati petroliferi globali:
Il balzo del greggio Brent ha segnato il secondo più grande aumento settimanale dei prezzi nella storia registrata.
Il WTI ha visto il suo più grande aumento settimanale mai registrato.
Il ritmo degli aumenti giornalieri dei prezzi ha teso a intensificarsi con il progredire della settimana, in linea con le preoccupazioni sugli "equilibri multipli" e le conseguenti reazioni a catena, danni collaterali e conseguenze indesiderate.
Più a lungo dura questa guerra e più si diffonde, maggiore è il rischio che l'economia globale possa affrontare ancora una volta una realtà semplice ma di impatto:
Alcuni sistemi di produzione e alcune catene di approvvigionamento transfrontaliere non gestiscono bene gli "arresti improvvisi". SE continuano a fermarsi, ed è un se, la loro eventuale ripartenza probabilmente non sarà né rapida né fluida
L’analisi dell’impatto dei fatti delle ultime settimane sulle economie è cruciale per i nostri e vostri portafogli titoli.
Tra i temi da tenere in massima evidenza c’è il tema della AFFORDABILITY che da inizio anno e per molte settimane noi di Recce’d abbiamo approfondito in esclusiva per i nostri Clienti nel Bollettino quotidiano che si chiama The Morning Brief. Ne leggete sotto nell’immagine.
Contattateci se siete interessati a ricevere alcune copie del nostro The Morning Brief.
Oltre ad AFFORDABILITY, c’è un secondo tema che voi lettori avete probabilmente trascurato e messo da parte: un tema che, invece, peserà sui vostri risultati 2026 molto più del petrolio. Se ne scrive nella prossima immagine.
Voi lettori, dovreste fare massima attenzione a quello che si dice qui. Ed in modo particolare, quelli tra di voi che si sono fatti trascinare nella trappola del credito privato, del private equity, del private credit, degli investimenti diretti all’economia, e prodotti del genere.
E da chi? Ovviamente dal private banker, dal wealth manager, dal “consulente pagato dalle retrocessioni sui prodotti piazzati”, dal financial advisor, dal vostro promotore finanziario insomma.
Scarafaggi o termiti? Il credito privato
Domanda:
Le notizie di questa settimana dai mercati del credito privato nelle economie avanzate riecheggiano il recente avvertimento di Jamie Dimon sugli "scarafaggi": l'idea che i primi segnali di eccessi siano probabilmente seguiti da altri. Dai gap di valutazione e dalle tensioni di liquidità alla scarsa sottoscrizione e alle frodi, altri "insetti" stanno spuntando dal nulla.
La grande domanda per i mercati e l'economia reale è se abbiamo a che fare solo con gli scarafaggi... o se queste termiti rappresentano rischi sistemici?
Sospetto che, di per sé, non sia un problema di termiti. Ma tenete d'occhio le interazioni del credito privato con altri eccessi di mercato (elementi di una bolla di intelligenza artificiale, vulnerabilità in alcuni segmenti del mercato obbligazionario globale, ecc.).