Si dice Igor oppure AI-gor?

 



Chi tra i nostri lettori non ha visto il film dal titolo “Frankenstein Jr”. è invitato a vederlo: un’ora e mezza ben spesa (che spiega il titolo del nuovo Post, ed anche l’immagine che apre il Post di oggi).

Il titolo anticipa che tutti voi lettori avete un problema urgente da risolvere. Ve lo hanno detto i fatti del 2026. I fatti del mese di febbraio. I fatti dell’ultima settimana. Ed anche i fatti di ieri. Quale è, oggi, il problema più urgente che voi lettori ed investitori dovete risolvere?

Fare i conti con la realtà.

Noi, in Recce’d, da sempre ed in particolare nel corso degli ultimi 12 mesi lo abbiamo fatto. E lo abbiamo documentato anche in pubblico, attraverso i nostri approfondimenti, le analisi mirate, e i suggerimenti tempestivi e concreti che vi sono stati regalati attraverso questo sito Web.

Noi di Recce’d, come documentato dal nostro sito pubblico:

  • Abbiamo già informato tutti i lettori di stagflazione e default degli Stati cosiddetti Sviluppati (non lo sono più, sono Paesi in Via di Sviluppo, con qualche … Repubblica delle Banane);

  • Abbiamo scritto, con un grande anticipo, a tutti i lettori della Nuova Era, delle economie e dei mercati finanziari;

  • Abbiamo fornito concrete indicazioni di come va gestito il risparmio nella Nuova Era delle economie e dei mercati finanziari;

  • Abbiamo messo in evidenza ai nostri lettori la presenza di profonde fragilità del sistema finanziari ed economico internazionale.

Tutte cose del tutto ignorate da Mediolanum, Fideuram, Allianz, Fineco, generali e tutta la bella compagnia delle Reti di promotori finanziari oggi etichettati come “consulenti”. Ignorate del tutto anche dal vostro quotidiano, dal Tg, dal GR, da CNBC. E dalle banche internazionali, come Goldman Sachs, come Morgan Stanley., come BNP Paribas, come JP Morgan, soltanto per citarne alcune tra le tante che tutte giocano lo stesso ruolo.

I Clown.

Come vedete nell’immagine qui sopra, voi lettori ed investitori siete stati riempiti … di balle. Ingozzati di sciocchezze, per anni.

Nei primi 75 giorni del 2026, tutto questo si è manifestato (finalmente!) anche nei commenti dei social, e dei TG, e dei GR, e dei quotidiani e settimanali. E tutti quelli che abbiamo nominato adesso? Adesso sono costretti a ritirare indietro tutto ciò che andavano raccontando sessanta giorni fa. Come sempre, patetici. Adesso, “tutto ciò che conta è il risk-management”.

Adesso: adesso che le uova sono tutte rotte, adesso si viene a scoprire e proclamare che … “la cosa più importante è non farle cadere”.

I Clown.

Recce’d ha fatto il suo lavoro nel modo più professionale che è possibile dopo il COVID: e quindi “missione compiuta”, come è scritto nell’ultimo Post che ha chiuso ad inizio febbraio la nostra fortunatissima serie Detox.

Oggi sapete che tutto ciò a cui state assistendo ha le sue (profondissime) radici in quanto la serie Detox vi ha raccontato tra il marzo 2025 ed il gennaio 2026, per ben 10 mesi.

La serie Detox rimane disponibile, per tutti i nostri lettori, sul sito in questa pagina (BLOG): ancora oggi, può essere davvero utilissima, per chi tra i nostri lettori fosse in ritardo oppure distratto.

Noi non ripeteremo cose già scritte e già dette: non vogliamo che il lettore che ci segue regolarmente perda il suo tempo.

Come sempre, oggi saremo sintetici, e concreti, e focalizzati sulla realtà.

E come sempre, utilizzeremo questo Blog per fornire sintetiche analisi e concrete indicazioni sulla gestione del risparmio: lo scopo è quello di aiutare il lettore a raggiungere i due obbiettivi di ogni sana gestione del portafoglio titoli. Ovvero, simultaneamente, un buon rendimento ed una integrale protezione del patrimonio risparmiato.

Nel nuovo Post, il primo dopo la chiusura della serie Detox, troverete qualcosa che nessun altro oggi è capace di fornirvi: un concreto aiuto alle gestione del caos.

La gestione del caos, con particolare riferimento al portafoglio titoli.

Perché dal caos si può anche guadagnare: è sufficiente non farsi trascinare a valle dal gregge, è sufficiente mantenere capacità di giudizio anche nel caos, è sufficiente ragionare con la propria testa (invece che con la testa di chi agisce da venditore piazzista per GPM, per Fondi Comuni, per polizze Vita, e prodotti finanziari), è sufficiente essere in grado di analizzare, comprendere e poi decidere.

E’ sufficiente guardare alla realtà, guardare fuori dalla finestra (invece che lo schermo dello smartphone).

Che cosa resta, a voi, oggi di tutte quelle cose, di tutte quelle sciocchezze, di tutte quelle baggianate che avevate letto a inizio 2026? Di tutti quegli “Outlook 2026” fatti circolare da Goldman Sachs, da JP Morgan, da Bank of America, da Morgan Stanley? Che cosa resta oggi di ciò che vi avevano raccontato solo 60 giorni fa Mediolanum e Fineco, Fideuram e Generali, Allianz e Banca Sella, e tutte le altre Reti di promotori finanziari (che tutte raccontano la stessa storia a tutti)?

A voi, che cosa rimane, oggi, di tutto quello?

Recce’d, anche oggi, anche adesso, anche nel pieno del caos, ha qualche cosa di utile da dirvi: e lo facciamo proprio in questo Post. Un Post dove noi (e soltanto noi di Recce’d) siamo in grado di spiegare a chi ci legge

le ragioni del caos.

Tutti i mercati finanziari sono malati. Da molti anni. Fin dal 2009. Si sono poi ammalati ancora di più nel 2012. Ma l’infezione letale è arrivata con il COVID. Ma (attenzione!) non si tratta del COVID.

Ve lo dimostriamo immediatamente e in modo semplice.

Leggete i dati del grafico che segue, e domandatevi: perché le Borse hanno acquistato valore, in una misura così ampia e visibile, grazie ad una pandemia globale? Che cosa ha aggiunto valore ai titoli azionari, che sia da collegare con una pandemia globale? Ma soprattutto: è giusto parlare di VALORE? C’è davvero valore, in questi prezzi? La nostra ricchezza è davvero aumentata? Oppure, si tratta di una illusione? E’ una truffa organizzata ai danni della massa degli investitori finali?

Nel grafico, forse si vede SOLO un aumento dei PREZZI che non corrisponde ad alcun aumento del VALORE e della RICCHEZZA?

Come tutti i nostri lettori sanno, l’aumento dei prezzi che avete appena visto è stato trascinato in particolare da alcuni titoli azionari: anche alla Borsa di Milano, gli aumenti dei prezzi sono stati indotti unicamente dall’aumento di alcuni titoli della Borsa di New York.

E osservando i dati di questo grafico, ritorna la medesima domanda del grafico precedente: che cosa ha a che vedere il valore di Apple con una pandemia globale? C’è un senso, c’è una sostanza, nei dati di questo grafico? Oppure, si tratta solo di una illusione?

Noi da tempo abbiamo fornito a tutti i lettori dati, analisi e commenti della più alta qualità, che consentono oggi di rispondere alle domande precedenti.

E vi abbiamo scritto, ripetutamente di fare grande attenzione.

Attenti: perché questo non regge.

Ve lo dice il prezzo dell’oro: che NON è salito a causa si una pandemia globale, ma soltanto cinque anni dopo.

E (persino) il Bitcoin oggi vi sta parlando. A proposito: cosa c’entra il Bitcoin con una pandemia globale? Voi lettori investitori, che ogni giorno discutete di Bitcoin, sapete rispondere a questa semplicissima domanda? No: voi non lo sapete, che cosa c’entra il Bitcoin con una pandemia globale. Eppure, ne parlate, date giudizi, fate previsioni.

Si tratta di abitudini che farete bene a perdere subito.

Voi oggi, nel marzo del 2026, siete molto disorientati, molto confusi, molto ansiosi ed impauriti.

Noi in Recce’d lo sappiamo bene: perché parliamo ogni giorno con migliaia di investitori finali, ne conosciamo benissimo gli umori, le ansie e le paure.

Si tratta della paura dell’ignoto: si sente che sta arrivando l’ombia del cambiamento, ma non si somprende la reagione e neppure la direzione del cambiamento.

Questo vale, ovviamente, per la massa degli investitori, ma non per tutti.

Chi ha seguito il nostro lavoro, e chi ha letto con regolarità la nostra serie Detox, oggi non soffre di angocia ed incertezza. la situazione è molto chiara.

Chiara e semplice: così tanto semplice che persino “AI” è in grado di spiegarla. Ed allora, noi di Recce’d oggi lasciamo la parola proprio ad “AI”.

La pandemia di COVID-19 ha agito come un catalizzatore importante e senza precedenti che ha rimodellato i mercati finanziari globali, determinando rapidi cambiamenti nella politica monetaria, nel comportamento del mercato e nelle strategie di investimento a lungo termine. La crisi ha causato la correzione di mercato più rapida della storia, passando dai massimi storici a una fase ribassista in circa 30 giorni all'inizio del 2020, ma è stata seguita da una rapida ripresa guidata da un massiccio intervento governativo.

Ecco come il COVID-19 ha cambiato i mercati finanziari:

1. Risposta politica senza precedenti e denaro "a buon mercato"

Intervento massiccio: per evitare un collasso totale del sistema finanziario, le banche centrali (in particolare la Federal Reserve) e i governi hanno imposto livelli storicamente elevati di stimoli monetari e fiscali.

Contesto di bassi tassi di interesse: i tassi di interesse sono stati tagliati quasi a zero, spingendo i rendimenti obbligazionari ai minimi storici e alimentando un'impennata delle valutazioni azionarie nonostante la recessione economica di fondo.

Esplosione del debito: la risposta all'emergenza ha portato a un aumento globale del debito pubblico e privato, alterando gli scenari fiscali a lungo termine.

2. Disconnessione tra mercati ed economia reale

Dal panico alla ripresa: dopo il crollo iniziale di marzo 2020, i mercati si sono disaccoppiati dalla realtà economica dei lockdown, della perdita di posti di lavoro e del calo del PIL.

Compiacenza nel mercato azionario: nonostante la recessione più profonda degli ultimi decenni (contrazione globale del 4,4% nel 2020), i principali indici azionari (ad esempio, l'S&P 500) hanno registrato un rapido rimbalzo grazie a questa iniezione di liquidità.

3. Cambiamenti strutturali nelle dinamiche di mercato

Impegno degli investitori al dettaglio: la pandemia ha intensificato il passaggio al trading digitale, portando a un massiccio aumento della partecipazione degli investitori al dettaglio.

Value vs. Growth: la crisi ha inizialmente favorito i settori "in crescita" (tecnologia), penalizzando al contempo i settori "value" (energia, finanza), sebbene la distribuzione del vaccino nel 2021 abbia successivamente innescato una ripresa dei titoli value.

Integrazione ESG: la pandemia ha accelerato l'importanza dei criteri ambientali, sociali e di governance (ESG), poiché gli investitori si sono concentrati maggiormente sulla resilienza e sulla sostenibilità a lungo termine.

4. Accelerazione delle tendenze a lungo termine

Digitalizzazione e FinTech: i pagamenti contactless, il digital banking e l'e-commerce hanno visto anni di adozione condensati in mesi, con un conseguente aumento dei titoli legati alla tecnologia.

Impatto del lavoro da remoto: la rapida adozione del lavoro da remoto ha portato a un cambiamento strutturale nei mercati immobiliari, con un aumento degli spazi vacanti per uffici/negozi e un'impennata della domanda di immobili residenziali.

5. Aumento della volatilità e del rischio

Rischio sistemico: la crisi ha registrato livelli di rischio sistemico senza precedenti all'inizio del 2020, con un'elevata connettività tra diverse classi di attività (oro, petrolio, azioni, tutte in movimento parallelo).

Valuta e mercati emergenti: la distribuzione dei vaccini e la gestione della pandemia sono diventati fattori chiave della volatilità dei cambi, con i paesi in via di sviluppo che hanno spesso subito interruzioni più significative e durature.

In sintesi, il COVID-19 non ha solo creato uno shock temporaneo; ha consolidato una nuova era di dinamiche di mercato ad alta liquidità, elevata incertezza e guidate dalla tecnologia.

Come sempre, “AI” in questa occasione fa una collezione di fonti diverse, fonti che “AI” seleziona sulla base di criteri più o meno validi, che nessuno peraltro consoce, valuta, critica.

In questo caso, possiamo accontentarci: perché come già scritto sopra, la sostanza c’è, ed è una materia piuttosto semplice. Facciamo quindi selezionare ad “AI” qualche altra osservazione, aggiornata al 2025.


All'inizio del 2025, cinque anni dopo lo shock iniziale del COVID-19, i mercati finanziari hanno subito un cambiamento radicale, caratterizzato da un persistente contesto di "nuova normalità" guidato dalle conseguenze a lungo termine della pandemia, dall'intelligenza artificiale e dalla frammentazione geopolitica. Tra i cambiamenti principali figurano un aumento del 112% dell'indice S&P 500 in cinque anni, il predominio dei titoli tecnologici statunitensi, un'inflazione strutturale più elevata e un cambiamento fondamentale nella correlazione tra azioni e obbligazioni.

Cambiamenti strutturali chiave (contesto 2025)

Impatto persistente sul mercato: sebbene lo shock immediato della pandemia sia terminato, la sua eredità persiste attraverso alti tassi di interesse, debito e aggiustamenti della catena di approvvigionamento.

Il "Rally di tutto" e l'intelligenza artificiale: nonostante l'elevata inflazione, nel 2025 i mercati hanno registrato un ampio rally ("rally di tutto"), trainato dalla produttività alimentata dalla tecnologia e da un "atterraggio morbido" per l'economia globale. La rivoluzione dell'intelligenza artificiale, nata dalla digitalizzazione dell'era pandemica, rimane un importante catalizzatore per la crescita del settore tecnologico.

Diversificazione interrotta: il rapporto tradizionale tra azioni e obbligazioni è cambiato, poiché ora spesso si muovono di pari passo, offrendo una minore protezione agli investitori durante le fasi di vendita.

Frammentazione geopolitica e commerciale: l'inizio del 2025 ha visto picchi significativi nell'incertezza delle politiche commerciali, con la crescita del commercio globale in rallentamento al 2,5%-3%, al di sotto dei livelli pre-pandemici.

Performance e tendenze dei mercati finanziari (2025)

Dominanza degli Stati Uniti: il mercato statunitense continua a dominare, con un aumento del 96% dell'S&P 500 negli ultimi cinque anni, fortemente trainato dai "Magnifici Sette".

Ripresa dei mercati emergenti: nel 2025, diversi mercati emergenti (Corea del Sud, Grecia, Sudafrica, Polonia, Cile) hanno "ripreso il controllo" con ottime performance, spesso beneficiando di un rapporto debito/PIL più basso e di un'esposizione all'intelligenza artificiale.

Ripresa del reddito fisso: dopo un 2024 deludente, gli asset a reddito fisso hanno ritrovato terreno fertile nel 2025, con l'inizio dei tagli dei tassi da parte delle banche centrali, che hanno abbassato le aspettative di inflazione.

Oro e argento: questi asset rimangono interessanti come copertura contro la svalutazione della valuta, gli elevati livelli di debito e l'instabilità geopolitica.

Cambio nel settore energetico: i prezzi del petrolio sono scesi nel 2025 a causa dell'aumento della produzione dell'OPEC+ e di una svolta strutturale verso le energie rinnovabili, lasciando la quota di mercato del settore energetico ben al di sotto delle medie di lungo termine.

Rischi e previsioni a lungo termine

Elevati livelli di debito: il debito pubblico rimane molto più elevato rispetto al 2008, aumentando il rischio di futura instabilità finanziaria.

"Atterraggio morbido" vs. recessione: sebbene il 2025 sembri evitare una grave recessione, si prevede che l'economia globale crescerà a un ritmo più lento (2,6%) nel 2025 e nel 2026 rispetto ai trend pre-pandemici.

Prospettive di mercato: sebbene il 2025 si sia dimostrato resiliente, si prevede generalmente che il 2026 sarà un anno economico più "meh", con una crescita moderata, piuttosto che esplosiva.

Ovviamente “AI” non è in grado di ragionare, copia ed incolla. Gli algoritmi di “AI” vanno semplicemente in giro per il Web e copiano dal JP Morgan, BNP, Paribas e Morgan Stanley, e dagli altri. Non aggiungono nulla.

In questo specifico caso però, leggere queste sintesi può essere utile al nostro lettore per avere un punto di partenza, anche se molto sintetico.

Poi, per vostra fortuna, per i ragionamenti e le analisi arriviamo noi di Recce’d, che siamo in grado di aiutarvi a tradurre queste osservazioni oridinate ma banali in una efficiente strategia di gestione dei vostri risparmi, che associa protezione del capitale a risultati positivi, stabili e duraturi.

Completiamo oggi la nostra escursione in “AI” chiedendo un aggiornamento del tema trattato sino a qui ale 2026.

All'inizio del 2026, i cambiamenti strutturali a lungo termine avviati dalla pandemia di COVID-19 sono maturati, creando un nuovo contesto finanziario caratterizzato da investimenti ad alto rischio nell'intelligenza artificiale, un'economia "a forma di K" e un mercato del lavoro "a basse assunzioni e bassi licenziamenti".

Le conseguenze della pandemia continuano a influenzare i mercati finanziari attraverso un'inflazione persistente, seppur in calo, e una transizione da una politica monetaria ultra-espansiva a un "mantenimento simultaneo" dei tassi a livelli elevati.

Ecco un'analisi di come il panorama post-COVID, a partire dal 2026, ha cambiato i mercati finanziari:

1. Fattori di mercato: il panorama "il vincitore prende tutto" guidato dall'intelligenza artificiale

Concentrazione record: i mercati nel 2026 sono caratterizzati da un'estrema concentrazione, con una dinamica "il vincitore prende tutto", simile a quella del 2025.

Superciclo dell'intelligenza artificiale: il boom guidato dall'intelligenza artificiale sta accelerando la spesa in conto capitale (capex) e trainando la crescita degli utili, in particolare nel settore tecnologico e, in misura crescente, nei settori dei servizi di pubblica utilità e dell'assistenza sanitaria, con utili dell'indice S&P 500 previsti in crescita del 13-15%.

Ripresa delle small cap: dopo anni di predominio delle large cap tecnologiche, nel 2026 la crescita degli utili delle small cap potrebbe superare quella delle large cap per la prima volta da anni.

2. Politica monetaria e inflazione: la "nuova normalità"

Tassi elevati come default: le banche centrali stanno passando da un ciclo di allentamento monetario del 2025 al mantenimento dei tassi di interesse a livelli elevati rispetto all'era pre-COVID.

Dinamiche dell'inflazione: l'inflazione, pur raffreddandosi, rimane vischiosa ed è considerata una minaccia maggiore per i rally rispetto alla crescita lenta.

QE "invisibile": la Fed sta mantenendo la liquidità del mercato attraverso un "quantitative easing invisibile", reinvestendo i proventi delle obbligazioni in scadenza in buoni del Tesoro a breve termine anziché ridurre il proprio bilancio.

3. Panorama economico: "a forma di K" e resiliente

Da "vibecession" a resilienza: nonostante i sentimenti di "vibecession", l'economia statunitense ha mostrato resilienza, con una crescita prevista per il 2026 trainata da una forte spesa al consumo, supportata da modifiche fiscali retroattive (ad esempio, il disegno di legge OBBBA).

Polarizzazione a forma di K: l'economia è sempre più divisa, con "ricchi" (tecnologia a leva, vincitori dell'intelligenza artificiale) e "poveri" (consumatori schiacciati), causando volatilità del mercato.

Stabilità del mercato del lavoro: il mercato del lavoro si è stabilizzato in un equilibrio di "basse assunzioni, basse emissioni", con una disoccupazione che dovrebbe mantenersi relativamente stabile intorno al 4,4%.

4. Rischi specifici e prospettive per il 2026

Fattori geopolitici e commerciali avversi: le crescenti tensioni (ad esempio, Stati Uniti-Europa, potenziali conflitti in Medio Oriente) e le politiche protezionistiche (dazi) stanno creando una forte volatilità, con alcuni osservatori che mettono in dubbio l'affidabilità del dollaro statunitense come valuta rifugio.

Servizio del debito: con costi degli interessi statunitensi superiori a 1.000 miliardi di dollari all'anno, il contesto di elevato debito e tassi di interesse elevati sta causando notevoli difficoltà, in particolare per le aziende che dipendono dal credito privato, con tassi di insolvenza previsti in aumento entro la fine del 2026.

Preoccupazioni per le valutazioni: mentre alcuni prevedono guadagni a due cifre per le azioni globali nel 2026, altri avvertono che l'elevato ottimismo e le valutazioni elevate lasciano un "margine di errore estremamente ridotto".

In sintesi, il 2026 rappresenta un mercato che si è adattato a un contesto di tassi "alti per un periodo prolungato", alimentato dall'intelligenza artificiale, ma che è sempre più vulnerabile agli squilibri strutturali e agli shock geopolitici.


Queste poche e semplici parole sono più che sufficienti, per comprendere ciò che accade oggi datanti ai vostri oggi: anche l’attacco militare allo IRAN, anche il petrolio a 90$, anche il rialzo dei rendimenti (calo del prezzi) dei Titoli di Stato, anche l’oro che ha smesso di salire, anche il dollaro USA scambiato a 1,1600 contro euro. Tutto quanto.

Il punto sta qui: che per voi lettori ed investitori capire l’oggi NON serve: ciò che accade oggi, lo dovevate analizzare e comprendere 6 e 12 mesi fa, seguendo la nostra serie di Post che si chiamava Detox.

Oggi, invece, nel mese di marzo del 2026, che cosa vi serve? Che cosa vi occorre per decidere? Che cosa può aiutarvi nella gestione del risparmio, per la strategia di investimento e per una asset allocation ottimale? Non è certamente “AI”. Ma che cosa allora?

Il suggerimento di Recce’d (che non è nuovo) è quello di approfondire il tema seguente: “come si comportano i mercati finanziari nei periodi di stagflazione?”.

Recce’d vi aiuta: lo ha già fatto decine di volte, tra la pandemia ed oggi. Oggi, lo facciamo con il brano che segue e che chiude questo Post.

3 marzo 2026, 16:31 CET

La stagflazione è entrata nel dibattito sui mercati, mentre gli investitori valutano l'impatto dirompente dell'aumento dei prezzi del petrolio.

Il timore è che un aumento sostenuto dei prezzi del petrolio possa alimentare l'inflazione e rallentare la crescita.

I dati sull'inflazione e sul PIL della scorsa settimana avevano già alimentato le preoccupazioni sulla stagflazione.

La stagflazione è tornata in auge.

Dopo aver spaventato gli investitori lo scorso anno a causa delle turbolenze tariffarie, la terribile combinazione di alta inflazione e debole crescita economica si sta nuovamente ripresentando, con la guerra in Iran come ultimo fattore scatenante.

La stagflazione è spesso considerata lo scenario peggiore per l'economia, poiché rappresenta un problema più difficile da risolvere per i responsabili politici rispetto a un tipico rallentamento economico. Questo perché la Fed sarebbe limitata nella sua capacità di tagliare i tassi come farebbe in un normale scenario di recessione, perché rischierebbe di alimentare ulteriormente l'inflazione.

I prezzi del petrolio sono stati l'ultimo elemento a sostegno delle argomentazioni sull'inflazione questa settimana, mentre i preoccupanti dati economici della scorsa settimana hanno offuscato le prospettive di crescita economica per quest'anno.

Il greggio Brent, il benchmark internazionale, è salito fino a 84 dollari al barile martedì mattina, mentre la guerra con l'Iran continuava per il quarto giorno.

Si tratta dei prezzi del petrolio più alti dal 2024, il che richiama in parte gli shock petroliferi che hanno spinto l'economia in una spirale stagflazionistica negli anni '70. Il timore, per quanto riguarda la stagflazione, è che prezzi del petrolio più elevati possano contribuire all'inflazione, limitando al contempo l'attività economica.

José Torres, economista senior di Interactive Brokers, ha affermato di ritenere che i rischi di stagflazione siano "sicuramente" più elevati. Ha sottolineato l'impennata dei rendimenti dei titoli del Tesoro da quando è scoppiato il conflitto in Medio Oriente nel fine settimana, un segnale che gli investitori stanno vendendo titoli di Stato in previsione di un contesto inflazionistico più intenso e di tassi di interesse più elevati, che possono pesare sulla crescita economica.

Un aumento dei rendimenti dei titoli del Tesoro in periodi di turbolenza geopolitica è insolito, e l'ultimo picco suggerisce che i timori di inflazione stanno aumentando tra gli investitori. Invece di accumulare obbligazioni come rifugio sicuro, gli operatori stanno vendendo titoli del Tesoro, in quanto scontano l'aspettativa che i tassi di interesse rimarranno stabili mentre l'inflazione torna a salire.

Il rendimento dei titoli del Tesoro statunitensi a 10 anni è salito al 4,1% martedì mattina, in rialzo di 13 punti base rispetto a venerdì scorso.

"L'effetto cumulativo di queste perturbazioni è una nuova potenziale ondata di stagflazione che investe l'economia globale", ha scritto lunedì il noto economista Mohamed El-Erian.

Mark Malek, responsabile degli investimenti di Siebert, ha dichiarato a Business Insider di percepire "soffi di stagflazione" nell'attuale contesto di mercato. Ha affermato che sarebbe particolarmente preoccupato se i prezzi del petrolio rimanessero elevati per sei mesi, o se il mercato azionario dovesse trovarsi in difficoltà per più di un mese.

"Si potrebbe sicuramente assistere a una contrazione dei consumi, e questo potrebbe rappresentare un problema molto più grave", ha affermato a proposito di uno scenario di stagflazione.

Anche prima dell'inizio della guerra in Iran, i mercati si confrontavano con i timori di un'inflazione più elevata e di una crescita più bassa.

I dati della scorsa settimana hanno mostrato un PIL reale cresciuto dell'1,4% su base annua nel quarto trimestre, ben al di sotto delle stime del 2,8%.

E mentre l'inflazione al consumo è per lo più scesa, l'indice dei prezzi alla produzione, una misura dei prezzi all'ingrosso, è aumentato dello 0,8% a gennaio, ben al di sopra delle aspettative dello 0,3%.

Tali rapporti erano già "preoccupanti" e "indicavano una possibile stagflazione", ha scritto in una nota David Russell, responsabile globale della strategia di mercato di TradeStation.

"Un conflitto prolungato potrebbe consolidare le aspettative di inflazione ed erodere la fiducia delle imprese. Potrebbe trasformarsi in uno shock stagflazionistico nel tempo, con prezzi in forte crescita e perdite di posti di lavoro allo stesso tempo", ha affermato Russell lunedì.

Gli economisti di SocGen hanno affermato di ritenere che l'inflazione globale potrebbe aumentare fino a 1 punto percentuale, mentre la crescita globale potrebbe scendere fino a 0,2 punti percentuali se i prezzi del petrolio rimanessero sopra i 90 dollari al barile per almeno tre mesi.

Gli strateghi del team di market intelligence di JPMorgan hanno anche affermato di stare tenendo d'occhio uno dei panieri di investimento della banca a tema stagflazione in una nota di lunedì.

"Detto questo, questo è un mercato slegato dai fondamentali", ha scritto la banca, citando il conflitto tra Stati Uniti e Iran come uno dei fattori.


Comprendere questa dinamica è il primo passo verso una migliore disciplina di investimento.

Per coloro che desiderano trasformarla in un'opportunità, gli strumenti di analisi di Recce’d aiutano a identificare e agire su questi cambiamenti prima che lo faccia la massa.

Inoltre, i nostri articoli del blog, i commenti quotidiani, ed i podcast in arrivo aiutano a distinguere il segnale dal rumore delle attuali narrazioni di mercato.

Valter Buffo