(21/09 19:10) I tassi sono ancora troppo bassi: e quindi, che si fa? (2)

Il fatto, ormai, è chiaro a tutti: ce lo dicono i mercati, ora per ora.

Un investitore, tutti gli investitori, devono mettere da parte questo fatto: e devono guardare ad altri dati. Ad altri rendimenti. Ad altri rischi.

Questa, dei tassi e dei Titoli di Stato e dell’inflazione e della curva dei rendimenti, è una cosa di due, tre anni fa.

Oggi, altre cose sono in movimento. Altre cose oggi hanno maggiore rilevanza per i rendimenti dei vostri investimenti finanziari, dei vostri Titoli, dei vostri Fondi, dei vostri certificati, delle vostre GPM, dei vostri BTp.

Lo spieghiamo in dettaglio, anche questa settimana, nel quotidiano The Morning Brief.

Per chi non è Cliente di Recce’d, la cosa migliore è leggere il nostro nuovo Post, nel Blog di Recce’d, pubblicato ieri. E poi, contattare Recce’d alla pagina CONTATTI del nostro sito.

Vi conviene, sicuramente.

Valter Buffo
(21/09 19:00) I tassi sono ancora troppo bassi: e quindi, che si fa? (3)

Provaste anche a voi a chiedere ad AI.

Come vedete, qui sotto si tocca il tema del debito di AI, dei cambi tra le maggiori valute con il dollaro USA, e della bolla dei profitti.

Come introduzione, potete leggere il nuovo Post, pubblicato ieri. Recce’d per voi pubblicherà, nelle prossime settimana, la propria analisi su ognuno degli argomenti che trovate citati dall’immagine sotto.

Se interessati ad approfondire subito, contattate Recce’d alla pagina CONTATTI del sito: e noi vi raccontiamo che cosa stiamo facendo: con che timing, con quali strumenti, seguendo quale strategia, sulla base di quali valutazioni.

Vi conviene, sicuramente.

Valter Buffo
(17/09 06:20) Debasement: un tema di investimento? No, solo uno slogan di vendita (1)

Come tutti sapete, i mercati finanziari sono regolarmente infestati dalle “mode”: che vengono, poi vanno, spariscono, e poi ritornano.

Oggi, è ritornato di moda il termine “debasement”, utilizzato da quotidiani e social con particolare riferimento al dollaro USA.

Nella grande maggior parte dei casi utilizzato da chi neppure sa che cosa significa, precisamente, “debasement”.

Il termine era di moda già due anni fa, come vi dimostriamo con l’immagine qui sotto.

Con quali risultati, da allora ad oggi?

Il “debasement” è qualcosa che esiste? Oppure è solo un “tema per venditori” poi ripreso da social e giornalisti/giornalai?

Valter Buffo
(17/09 05:40) Debasement: un tema di investimento? No, solo uno slogan di vendita (5)

Il “tema debasement” viene utilizzato in modo strumentale, come specchietto per le allodole.

Chi ne scrive e ne parla dovrebbe anche farcelo vedere nei fatti, questo “debasement”.

L’euro oggi vale quanto valeva cinque anni fa contro dollaro USA.

E (notate!) nel frattempo il dollaro USA si è soltanto rafforzato e mai indebolito, come vedete nel grafico sotto.

Proprio un bell’affare davvero.

Valter Buffo
(17/09 05:20) Debasement: un tema di investimento? No, solo uno slogan di vendita (7)

In questo panorama c’è una sola eccezione ed è l’oro.

Ma questo, con il “debasement”, ha nulla a che vedere.

Chiedetelo, a chi vi spinge questo “tema”: perché da 12 mesi il GOLD (come amano chiamarlo i trader, perché l’inglese come sapete significa … “competenza e professionalità”) non si è mosso da un anno?

Dove lo vedete, nel grafico, il “debasement”?

Spiegatecelo, amici trader!

Valter Buffo
(14/09 13:55) Le tre guerre. Che continuano (1)

Il più grave errore oggi per un investitore?

Ne abbiamo scritto, nelle tre serie di tweet pubblicate in data odierna, e basta scorrere la pagina.

C’è un secondo gravissimo errore, per un investitore oggi.

Ed è quello di ignorare la geopolitica come fattore che decide i rendimenti degli asset finanziari.

I mercati, per il momento, non hanno dati grande importanza a queste guerre: i prezzi non sono cambiati di molto, a causa delle tre guerre che sono in corso.

Ma se non ne avete compreso la rilevanza, allora siete davvero in forte ritardo sulla realtà.

Vi sarà utile leggere i due post pubblicati da Recce’d il 13 settembre ed il 5 settembre 2026.

Valter Buffo