Guerra in Ucraina, dal 2022.
Attacco all’IRAN, dal febbraio 2026.
Guerra dei chips, dal 2023.
Perché queste guerre non finiscono?
A chi conviene?
Quali sono le motivazioni profonde?
Guerra in Ucraina, dal 2022.
Attacco all’IRAN, dal febbraio 2026.
Guerra dei chips, dal 2023.
Perché queste guerre non finiscono?
A chi conviene?
Quali sono le motivazioni profonde?
Perché queste guerre continuano?
Per quale ragione si allargano?
A chi interessa? A chi conviene?
Vi serve un quadro più ampio. Vi serve un quadro coerente. Vi serve un quadro ragionato e solido.
Se no, come le fate le vostre scelte? Chiudendo gli occhi?
C’è chi ci prova.
I più furbi, i più smaliziati.
Questo è il Corriere della Sera, il più diffuso ed autorevole quotidiano italiani. Il titolo è del 15 agosto
I rendimenti in rialzo questo titolo li presenta come un fatto molto favorevole. Il 15 agosto 2026.
Non importa nulla, al Corriere della Sera che voi state PERDENDO SOLDI su tutti i BTp che avete in portafoglio. Il Corriere della Sera scrive che “conviene” avere BTp in portafoglio. Nel vostro portafoglio titoli.
I prezzi in calo? Sono un fatto positivo, e chissenefrega dei BTp che avete già in portafoglio, L’importante è “pompare”: continuare “pompare” sempre e comunque. Comperate, comperate, e comperate sempre BTp, in qualsiasi condizione.
C’è chi ci prova.
I più furbi, i più smaliziati.
Questo è il Corriere della Sera, il più diffuso ed autorevole quotidiano italiani. Il titolo è di ieri.
Vi spiegano “come guadagnare”.
Ma nel “lungo periodo”. Che significa “lungo periodo”?
E poi, non dovrebbe forse impegnarsi a spiegare “come si guadagna” sui BTp che vi hanno spinto ad acquistare, proprio loro del Corriere della Sera, tre mesi fa, sei mesi fa, un anno fa?
E che ora sono tutti, ma proprio tutti, in perdita?
C’è chi ci prova.
I più furbi, i più smaliziati.
Guardate che splendido esempio di giornalismo.
Leggete questo titolo del Sole 24 Ore.
Si legge nel titolo: “ai massimi”. Addirittura “al top”. Euforia, entusiasmo, positività.
Si inganna il lettore.
Qui “ai massimi” significa che per voi i prezzi di ciò che avete comperato, di tutto quello che vi hanno spinto ad acquistare, dai BTp ai Fondi Comuni di Investimento obbligazionari, stanno “ai minimi”, e non invece “ai massimi”
C’è chi ci prova.
I più furbi, i più smaliziati.
L’idea è questa: usare la parola “rally”.
Perché “rally” fa pensare a qualche cosa che sale.
Il tema dominante della comunicazione finanziaria, da un paio di settimane, è quello dell’immagine qui sotto.
Per quale ragione, solo due mesi fa, questo tema proprio non esisteva per Mediolanum? E per Fideuram? E per Fineco? E per Banca Generali? E per Allianz? E per tutte le altre Reti di promotori finanziari che tengono in gabbia i risparmiatori in Italia con le loro soluzioni (vecchie come Matusalemme) di investimento basate sulla allocazione statica ed i Fondi di investimento?
Per quale ragione, solo due mesi fa, questo tema proprio non esisteva?
E per quale ragione oggi, 14 settembre 2026, nessuno vi aiuta a capire?
Nessuno vi dice che il nocciolo della questione è quello che leggete nell’immagine?
Non lo spiegano Goldman Sachs, UBS, Morgan Stanley, JP Morgan, BNP Paribas: per quale ragione, visto che impiegano centinaia, anzi migliaia, di analisti esperti? Esperti a fare che cosa, esattamente?
Per quale ragione, solo due mesi fa, questo tema proprio non esisteva?
Neppure una riga, sulle prime pagine del Sole 24 Ore, di Milano Finanza, del Corriere della Sera.
Invece parole, e poi altre parole, e poi ancora parole sul collocamento in Borsa di Space X.
Perché vi trattano in questo modo?
E voi, perché vi fate trattare in questo modo?
Non c’è neppure più lo IPO.
Ricordare il 12 giugno scorso.
Appena 90 giorni fa.
Vi spiegavano che il collocamento in Borsa di Space X avrebbe cambiato il corso della Storia.
Non è andata così.