Usate il vostro giudizio (parte 4)
 

Vi ricordate del bazooka? Quello di cui per mesi i quotidiani in Italia vi scrivevano ogni mattina?

Oggi, zero: a distanza di quindici giorni, nessuno ne scrive più.

E sui mercati finanziari? Il grafico qui sotto dice che “sui mercati finanziari si scommette NELLE DIREZIONE OPPOSTA a quella indicata dalla BCE”

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Le nostre opinioni, non le abbiamo già espresse con chiarezza PRIMA: quando sui mezzi di informazione dominava l’euforico tam tam del “miracolo in arrivo”. Qualcuno, che evidentemente era in uno stato da ritiro della patente, aveva persino annunciato “il secondo Whatever it takes”.

Sembra di no. Non è andata così.

Il resto, lo lasciamo al vostro giudizio.

Mercati oggiValter Buffo
Usate il vostro giudizio (parte 5)
 

Nella nostra più recente Lettera al Cliente, spedita pochi giorni fa, mercoledì 2 ottobre, abbiamo esposto ai nostri Clienti la nostra visione delle prospettive di breve termine dei mercati finanziari, e le nostre aspettative per la performance dei loro portafogli investiti.

Il punto intorno al quale ruota tutto, ce lo dice Bloomberg nel testo che leggete qui sotto, che è il suo riassunto della settimana appena chiusa: il dato USA per gli occupati di venerdì 4 ottobre non era poi così malvagio, e che questo ha restituito ai mercati (negli USA ma ovviamente anche a tutti i mercati del Mondo, che seguono facendo il trenino come sempre) una parte della serenità perduta.

Poi Bloomberg qui sotto chiude dicendo: “Ora si tratta di vedere se le cose da qui in poi resteranno come sono oggi, oppure miglioreranno”.

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Per gli investitori, quindi, dice Bloomberg che è indispensabile capire come sono le cose oggi.

Se il dato per gli occupati USA di venerdì 4 ottobre “non era poi così male”, altri dati per l’economia degli Stati Uniti invece “sono piuttosto male” e qualcuno proprio “molto male”. Guardate qui sotto l’indice ISM del settore manifatturiero appena pubblicato (la settimana scorsa).

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Dell’Europa, non c’è neppure bisogno di scrivere: sapete tutti come stanno le cose, se guardiamo alla realtà dei fatti. Vi serve un ennesimo grafico? Eccolo qui sotto.

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Perché questo argomento ci interessa, e vi interessa? Perché, come leggete qui sotto nell’immagine di mercoledì 2 ottobre, i dati reali, i dati dell’economia vera, per i mercati finanziari non contano … fino al giorno in cui contano. Dopo, contano soltanto più quelli.

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E se parliamo di mercati e di investimento, allora dobbiamo affidarci ad un grande esperto riconosciuto in tutto il Mondo, come Mohamed El Erian, che ci dice qui sotto che “forse è il momento di togliere un po’ di soldi dai mercati”. Quanti seguiranno questo consiglio? Ed in quanto tempo?

Usate il vostro giudizio.

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Mercati oggiValter Buffo
Usate il vostro giudizio (parte 6)
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Come leggete qui sopra, si parla sempre più spesso di dollaro, e sono in molti a parlare di dollaro. Vale quindi la pena di fare oggi una messa a punto. Partendo da nove mesi fa.

L’immagine qui sopra è un esempio, di ciò che TUTTE le grandi banche d’affari internazionali scrivevano solo 9 mesi fa, nel gennaio 2019. Per tutte le grandi banche di investimento, l’indebolimento del dollaro USA contro euro era una certezza. Un gioco fatto, un guadagno sicuro.

Sotto, il posizionamento delle medesime banche d’affari (ma quali affari?) oggi.

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Quando scegliete da chi farvi consigliare, fate come quando scegliete che pasta acquistare al supermercato: non fidatevi dell’etichetta, e siate un po’ più critici.

Tornando al dollaro, siamo certi che se ne parlerà sempre di più, e con toni sempre più accesi. Ce lo conferma l’ultima immagine in basso.

E anche in questo caso: usate il vostro giudizio.

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Usate il vostro giudizio (parte 7)
 
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Torniamo ancora una volta sul tema delle manipolazioni di mercato e delle manipolazioni delle opinioni degli operatori.

Torniamo ad occuparci del Corriere della Sera, che è il più diffuso ed autorevole, quotidiano in Italia.

E torniamo ad occuparci della BCE: all’interno di questa Istituzione, oggi le acque sono agitate quanto mai nella sua storia, come leggete nell’immagine di apertura.

Il Corriere della Sera, che del tutto impropriamente si è assunto il ruolo di “primo sostenitore della BCE di Draghi” (come Recce’d ha documentato in varie occasioni anche in questo Blog) coglie subito lo spunto e corre in difesa di Draghi, con il (breve) commento che leggete qui sotto per intero.

Il mandato di Mario Draghi alla Banca Centrale Europea (Bce) è al termine e cresce l’attacco alla linea espressa nel famoso «Whatever it takes». Sul Financial Times (4 Ottobre) Oliver Baete, Ceo della compagnia Allianz, attacca Draghi; nega la sua indipendenza, così affermandone la dipendenza, certo dai politici. Per lui Draghi vuol evitare a certi Paesi (Italia in primis, si presume), le dure decisioni altrimenti obbligate. Le critiche peserebbero più se non venissero da chi ha perso la gara per succedere a Draghi e non volessero intimidire chi gli succederà, Christine Lagarde. Il presidente della Deutsche Bundesbank Jens Weidmann, davanti alla propria Corte Costituzionale attaccò una decisione del Consiglio dei Governatori, di cui fa parte. Ora, in un’intervista alla Bild data subito dopo che essa ha ritratto Draghi a mò di Dracula che succhia il sangue dei risparmiatori tedeschi, egli lamenta i danni da loro subiti perché Draghi ha abusato del mandato. Farlo ove si parla di sangue tedesco stona a orecchi anziani, ma c’è ben altro.

Se si pensa che i risparmiatori sian danneggiati da tale politica, perché solo tedeschi? Urta che tali obiezioni, con Draghi sulla porta, vengano da Paesi cui si fa credere d’esser stati raggirati da un italiano, magari incline al piccolo imbroglio. Draghi, conscio delle proprie ragioni, rifiuta appoggi di parte, ma i veri vincenti della politica della Bce son Paesi come la Germania che oggi s’indebitano a tassi negativi; l’establishment lo tace ai tedeschi. Il vero punto è però istituzionale e più grave. In Bce non decide il presidente, ma il Consiglio dei Governatori. Chi non prevale nella sede propria vuol giocare un’ulteriore partita non più sul campo, ma nelle tribune e per le tribune.

L’indipendenza del banchiere centrale non l’ha persa Draghi, ma chi, anziché spiegare ai cittadini anche decisioni non condivise, ne rinfocola i nazionalismi. Alla nascita la Bce decise di non riportare nei verbali le posizioni dei rappresentanti delle banche partecipanti; renderli pubblici poteva infatti indurre i membri a decisioni errate, prese per propiziarsi le proprie opinioni pubbliche. La pubblicità delle posizioni parve, specie a Francoforte, una minaccia all’indipendenza della Bce. Weidmann e i suoi epifenomeni, come l’olandese Klaas Knott, disfano ora quel presidio, picconando l’indipendenza che dichiarano di difendere. Auguri a Lagarde!

4 ottobre 2019, 20:27 - modifica il 4 ottobre 2019 | 20:27

Come vedete, viene proposta al lettore del Corriere la solita chiave di lettura, con i cattivi tedeschi che in tutti i modi cercano di fermare la “Mano Santa” di Draghi che vorrebbe elargire a tutti benessere a costo zero.

A volte, questi eccessi di retorica invece di convincere il lettore mettono in imbarazzo chi li scrive.

Ad esempio in questo caso.

Dopo avere letto un attacco così diretto, e veemente, contro i tedeschi (“i veri vincenti della politica della Bce son Paesi come la Germania che oggi s’indebitano a tassi negativi”; e persino anche “Farlo ove si parla di sangue tedesco stona a orecchi anziani, ma c’è ben altro.”, con un richiamo esplicito ad un passato di guerra) si scorre la prima pagina del Corriere e si legge quello che vedete qui sotto. Sul medesimo giornale, e nella medesima giornata, si citano Francia, Germania, Austria ed Olanda. Ed immediatamente la questione assume una prospettiva che è radicalmente diversa.

Anche in questo caso, usate il vostro giudizio.

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Mercati oggiValter Buffo
Fine del Q3: vediamo i numeri
 

A Recce’d piace parlare di cose concrete: è questa la ragione per la quale di mestiere facciamo i gestori di portafoglio, e non semplicemente gli analisti. Per questo Recce’d NON vende la sua ricerca, nonostante il fatto che riceviamo manifestazioni di interesse ogni giorno.

Ci siamo dati una disciplina rigida. Ed anche se ci dispiace di non riuscire a soddisfare le richieste di chi vorrebbe “abbonarsi alla ricerca”, fin dal primo giorno di attività la disciplina di Recce’d è stata sempre la medesima: i fatti pesano più delle parole, e le parole da sole non bastano.

Ci piace lavorare sui fatti e confrontarci con i fatti. Misurare la nostra capacità di interpretare i mercati finanziari sui risultati: e non sullo scrivere con l’inchiostro sulla pagina bianca parole, parole, parole e altre parole, che non hanno però alcuna ricaduta pratica. Che non si confrontano con la realtà.

A noi piace fare parlare i numeri: proprio per questa ragione, spediremo a breve ai nostri Clienti la nostra Lettera dedicata per la fine del terzo trimestre 2019, all’interno della quale discutiamo dei nostri numeri, di quelli della concorrenza, e delle prospettive di performance da qui a fine 2019. Esamineremo anche i numeri della tabella qui sotto, che ci ricordano che cosa stanno facendo i Fondi Hedge negli ultimi tempi, dati che si prestano ad un certo numero di osservazioni del massimo interesse pratico che svilupperemo nella Lettera.

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