Ben arrivato 2018 (parte 8): quell'euforia sospetta delle primissime ore

Nella prima settimana del 2018, ha dominato in Borsa l'euforia. Proprio come nel 2017. Allora, dirà qualcuno, non è cambiato nulla.

Non la vediamo in questo modo: la partenza del 2018 a noi NON è sembrata un punto di forza. A noi è sembrato invece una manifestazione di debolezza. 

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A fronte di dati economici che hanno detto nulla di nuovo, e in attesa di vedere da venerdì 12 i dati delle trimestrali (quarto trimestre) non c'era per un investitore che fa scelte consapevoli (che sia un privato, oppure un gestore di Fondi Comuni) alcuna necessità di "buttarsi a pesce" proprio nelle prime ore. Per anticipare chi? Per anticipare che cosa?

Allo stesso modo, ci domandiamo: che bisogno c'era, per Gary Cohn, capo dell'Economia alla Casa Bianca, di "scendere in campo" proprio nelle prime ore del Nuovo Anno?

Tanto più, per affermare cose che TUTTI sanno essere false?

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La sensazione, leggendo il resoconto qui sotto delle affermazioni di Cohn, è che sia stata una mossa "difensiva", per ... mantenere in vita le braci del camino, dove non c'è più legna.

In an usual move for the executive branch, the White House's top economic advisor, Gary Cohn, said he believes stocks are cheap.

"I think the stock market — and some other pretty famous investors over the last 24, 48 hours have agreed with us — that the stock market is not expensive right now," Cohn said Friday on Bloomberg TV.

The director of the White House Economic Council was likely referring to renowned investor David Tepper's comments to CNBC on Thursday where the hedge fund manager said the market is "almost as cheap as coming into last year."

Tepper added that both earnings projections as well as economic outlook are improved given recent Republican success in passing tax legislation. The GOP plan cuts the corporate tax rate to 21 percent.

As President Donald Trump's chief economic advisor, Cohn echoed Tepper's argument, saying that the tax stimulus will rev market growth in the coming year, spelling upside for investors.

"The stock market is the reflection of what is going on in the global economies, what companies are doing from an earnings perspective," said Cohn. "I'm not sure people really understand the effect of tax reform in the stock market and we have yet to see the capital expenditure that's going to come through for five years of expensing."

Cohn's boss has not been shy about touting the gains in the market over his tenure, but this is the first time Cohn, the former No. 2 at Goldman Sachs, has been so blunt about the stock market's actual valuation.

Mercati oggiValter Buffo
Ben arrivato 2018 (parte 7): l'euforia e il ruolo del cash

L'euforia è il tratto forte, la caratteristica più evidente, del mercato americano di Borsa nel 2017: e lo confermano anche i sondaggi dell'umore degli investitori.

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The latest AAII investor sentiment survey indicates that 52.6% of polled investors are bullish on the market, meaning they expect prices will be higher in six months. That’s the highest level in more than three years, and significantly above the 38.5% historical average. The number of bullish investors has gone up by 2.1 percentage points in the last week alone, while the percentage of bearish investors has dropped to a two-year low of 20.6%, down 5 percentage points over the last week.

La risposta vincente all'euforia è una sola: il cash in portafoglio. In fasi molto particolari, il cash NON è una rinuncia: è al contrario il modo migliore per attaccare.

Da qui le scelte che abbiamo fatto, e mantenuto, nel corso del 2017. Specie in un momento di mercato come questo, nel quale al contrario gli investitori hanno ridotto ai MINIMI la quota di cash in portafoglio. Un approfondimento domattina nel The Morning Brief dedicato ai nostri Clienti.

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Mercati oggiValter Buffo
Ben arrivato 2018 (parte 6): arriva MIFID II, che cosa scrive il Corriere?

Abbiamo già messo in evidenza, pochi giorni fa, l'importanza del passaggio di MIFID II, una regolamentazione del mercato del risparmio che arriva in Italia con un ritardo enorme proprio perché avrà la forza di modificare completamente il paesaggio.

Vi riportiamo qui alcuni brani dell'articolo del Corriere della Sera su questo tema.

Quanto vi costa davvero un fondo o un altro investimento finanziario? Quanto vi rende? Quante commissioni di gestione pagate effettivamente? Quanto si paga per entrare e uscire da un investimento? Quanto pesano le commissioni di performance? E siete davvero certi che l’investimento sia adeguato alla vostra competenza finanziaria, sia davvero nel vostro interesse, che siete davvero pronti a far fronte alle eventuali perdite? Finora tutte queste domande potevano restare senza una risposta puntuale; da mercoledì 3 gennaio, con l’entrata in vigore della nuova direttiva europea sui servizi finanziari «Mifid 2», le risposte che il cliente-investitore otterrà dovrebbero essere più chiare, più esaustive, più trasparenti. Per esempio, sarà ben specificato che solo per entrare e uscire da un investimento si pagano commissioni perfino del 5% del valore.

Lo scopo della nuova normativa europea, entrata in vigore con un anno di ritardo rispetto alle previsioni iniziali, è proprio l’introduzione di maggiore tutela dei risparmiatori: il principio è che le imprese di investimento devono agire in maniera onesta e professionale nel servire i clienti, fornendo loro maggiori informazioni e consulenza adeguata. In particolare, quando vengono consigliati più prodotti o servizi, la valutazione di adeguatezza dovrà avvenire in relazione all’intero pacchetto.

La parte forte, in questo caso, è nella coda: ognuno di voi, lettori ed investitori, deve domandarsi se prima era lecito NON essere onesti. Andiamo avanti con la lettura.

Per le banche e le imprese finanziarie il cambiamento di paradigma sarà notevole, anche se in gran parte si sono già adeguate alla nuova realtà. In particolare il focus, dal punto di vista degli intermediari finanziari (banche, sgr, sim eccetera), sarà proprio sulle commissioni di performance, cioè quella percentuale dei guadagni che rimane al gestore, relativamente ai criteri e all’arco temporale del calcolo e sul suo valore assoluto (per investimenti da decine o centinaia di migliaia di euro, è parecchio significativa). Tutto questo dovrebbe essere dichiarato esplicitamente. Non è una novità da poco, considerato che nell’industria del risparmio gestito può succedere — come svelava una recente indagine del Sole 24Ore — che il gestore guadagni più del risparmiatore che rischia il denaro.

Anche qui, la frase più significativa è proprio alla fine: ed anche in questo caso, il lettore risparmiatore farà bene a farsi qualche domanda. In particolare: quali interessi tutela il lavoro del vostro promotore finanziario, della vostra Casa di Fondi, e delle banche di investimento internazionali che servono gli interessi delle Case di Fondi Comuni? Ed è forse questo, questa spinta di interessi coincidenti, che ha spinto al rialzo gli indici delle Borse nell'ultimo anno? Così tutti LORO guadagnano di più? Leggiamo anche un terzo brano.

Novità anche per il ruolo del consulente che propone l’investimento: dovrà essere adeguatamente formato e dovrà sempre qualificarsi come «indipendente» o «non indipendente» specificando la gamma dei prodotti sui quali presta consulenza. Se è «indipendente», cioè non legato a un produttore, può essere remunerato solo con una commissione legata alla consulenza, mentre quelli «non indipendenti» saranno pagati con le retrocessioni.

Come ha scritto più sopra il Corriere, siamo senza dubbi in un momento storico: un "cambiamento di paradigma". Voi lettori investitori dovete fare, con grande urgenza, le scelte conseguenti nel vostro interesse.

Mercati oggiValter Buffo
Ben arrivato 2018 (parte 5): il rischio esiste ancora?
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Nel 2017 abbiamo assistito a quanto di più impensabile: mercati finanziari che NON reagiscono, anche a fronte di notizie di grande importanza sul fronte geopolitico.

La situazione potrebbe ripetersi, nel 2018? Quello che abbiamo letto nelle ultime settimane, ed anche sondaggi come quello che segue, ci raccontano di operatori che seguono con grande timore a vicende come quella della Corea del Nord, che proprio oggi è tornata sulle prime pagine dei quotidiani.

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A rischio di apparire cinici ai nostri lettori, noi suggeriamo di fronti a fatti come questi di agire sempre sulla base dei dati, ovvero delle stime del potenziale impatto economico. Anche nei casi in cui l'impatto economico viene, nell'immediato, ignorato dai mercati: perché si tratta solo di una molla che si carica, di una ... "bomba" ad effetto ritardato.

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Mercati oggiValter Buffo
Ben arrivato 2018 (parte 4): la crescita, finalmente?

La più grande e potente banca di investimento internazionale, Goldman Sachs, ha rivisto proprio a fine anno 2017, dopo che il Congresso USA ha approvato i tagli alle tasse, le proprie stime di crescita per gli Stati Uniti nel 2018. Eccole riassunte qui sotto.

In its latest note, analysts at Goldman Sachs (GS) assess the impact of the US tax reform law on the US GDP going forward.

Key Quotes:

GS estimate an addition from the tax bill of 0.3% in 2018 and +0.3% in 2019.

GS increase their "GDP forecasts for 2018 and 2019 by 0.3pp and 0.2pp" on "a Q4/Q4 basis (to 2.6% and 1.7%)".

They cite an "incremental easing in financial conditions and continued the strong economic momentum to end the year".

Year-end 2018 unemployment rate forecast lowered by two tenths to 3.5%, "mainly reflecting a modestly higher expected pace of job growth".

Expect the unemployment rate to bottom in this cycle at 3.3%, at the end of 2019.

With more fiscal stimulus comes larger deficits.

“We are increasing our deficit projection”.

“We expect the deficit to rise to 3.7% of GDP in FY2018 and to 5% of GDP in 2019”.

Quindi: 2,6% nel 2018, e 1,9% nel 2019. Due dati sui quali riflettere con attenzione: da molti mesi, infatti, vi fanno leggere articoli che anticipano un miglioramento della crescita economica, negli Stati Uniti e nel Mondo intero. Attenzione.

Vi suggeriamo, poi, di mettere a confronto queste stime, ed il modo nel quale vengono motivate, con quello che scriveva la stessa Goldman Sachs solo 12 mesi prima.

Ecco documentata una ragione per la quale a voi, investitori finali, serve di avere a fianco un consulente indipendente.

Mercati oggiValter Buffo