Banche: "oggi non potrebbe più succedere"

Chi ci segue da qualche anno ricorderà la lunga serie di interventi che Recce'd ha dedicato ai problemi delle grandi banche globali, da UBS a Goldman Sachs, da BNP Paribas a BofA Merrill Lynch, da Morgan Stanley a Barclays, da Credit Suisse a Deutsche Bank. Tutte hanno il medesimo problema, un modello di business che ha fallito: e che le costringe ad operazioni spericolate (e qualche volta, come documentato dai tribunali, fraudolente). Il problema era, e resta anche oggi molto evidente, e comprovato da fatti che vengono pubblicati in evidenza sui quotidiani. Ci colpisce quindi, in negativo, il fatto che si legga sui quotidiani e sui media di settore che ci sono voci di un fallimento di Deutsche Bank. Come è possibile che nascano voci di questo tipo, dopo che, per molti anni, ci siamo sentiti ripetere, da tutte le parti, che "oggi non potrebbe ripetersi un episodio come il 2008, perché ci sono controlli più efficienti"? Ce lo dicevano i banchieri centrali, e lo ripetevano le stesse "ricerche" delle banche globali (e quindi poi le nostre Reti). Il fatto stesso che queste voci possano diffondersi chiama in causa, in modo diretto, le responsabilità delle Banche Centrali, che avrebbero dovuto (anziché giocare a fare gli eroi dei videogiochi con i loro QE) occuparsi di amministrare con maggiore attenzione la Vigilanza ed il rischio sistemico. All'investitore noi ripetiamo che se avete in mano prodotti con queste etichette, magari prodotti di realtà italiane che però hanno usato questi marchi internazionali come forma di promozione ("il meglio del meglio"), farete bene a verificare, controllare, approfondire, e fare molte domande.

Mercati oggiValter Buffo
La crisi alla BCE

La crisi. Quante volte dalla BCE sono arrivati segnali rassicuranti: "abbiamo tutte le armi necessarie per combattere la crisi". I mercati, evidentemente, ci hanno creduto solo per pochi mesi: e adesso, come un boomerang, certe affermazioni piene di fiducia (e forse un po' di arroganza) si ritorcono contro la stessa BCE, che la crisi ora se la è portata in casa. Non è possibile negare che la posizione di Draghi oggi è fragile, e non è possibile escludere un cambio di incarico per l'attuale Presidente nel corso del 2016. Siamo passati dalla crisi dell'economia alla crisi dei mercati, per arrivare alla crisi della BCE, come scrive oggi anche il Wall Street Journal:

The third conflict — over the ECB’s plans for further cuts in negative interest rates and higher quantitative easing monthly bond purchases from €60 billion to €80 billion to combat low inflation — is furthest from the headlines but could be the most explosive. Pressure is building within the ECB’s governing council to head off expected easing at the next policy meeting on March 10 in view of widespread feeling that low inflation is predominantly due to weak world oil prices that the ECB cannot control. Opposition to Draghi’s stated policy of sticking closely to the ECB’s mandate of achieving near-2% inflation over the medium term is led by the German and Dutch central banks, but appears to be growing among the 19 euro members. Although the hawks are still well short of a council majority, they are sharpening their talons. The opposition focuses on the outlook that, in March 2017, the ECB and its constituent central banks will own more than 25% of all eurozone government debt, subverting the Maastricht treaty ban on monetary financing and reducing pressure on governments to curb borrowing.

Mercati oggiValter Buffo
Indicazioni operative: che cosa fare (parte 1)

Recce'd non ha ricette magiche da offrirvi, se siete intrappolati nella strategia che dominava tra i private bankers e i promotori 12 mesi fa. Il danno è fatto, e a volte agitarsi è peggio e allarga il buco.

Non è detto che ci sia qualche cosa da fare subito, oggi, immediatamente: come molti investitori ci chiedono. Ma ci sono poche e semplici cose che potete fare guardando alla PROSSIMA FASE dei mercati, e ve le elenchiamo qui sotto:

  1. cambiate strategia di investimento: basta asset allocation, basta orizzonti a cinque anni ( o a dieci o a venti o peggio), basta media e varianza
  2. cambiate prodotti finanziari: basta Fondi Comuni con commissioni al 3%, al 4% al 5%; a che serve pagare, se poi perdono tutti insieme e tutti allo stesso modo
  3. cambiate advisor: quelli che 12 mesi fa vi hanno spinto su scelte azzardate, almeno nella PROSSIMA FASE non ascoltateli

Tanto per essere concreti, ecco qui alcuni dei consigli pratici di Recce'd

  1. adottate strategia nuove: attenzione alle valutazioni, al timing, al rischio gestito in modo attivo
  2. utilizzate prodotti senza commissioni di gestione: a che vi serve, a che cosa vi è servito pagarle? utilizzate prodotti che con chiarezza vi dicono in che cosa avete investito, che hanno un rapporto diretto con i mercati
  3. cambiate advisor: deve fare il vostro interesse, non quelli delle Case che vendono Fondi; deve avere competenze specifiche, tecniche e non da venditore; deve essere con voi ogni giorno, non una volta ogni tre mesi

Noi una soluzione ce la abbiamo, e siamo lieti di metterla a vostra disposizione.

Mercati oggiValter Buffo
Tutto il mondo oggi dipende dallo yen giapponese

Se volete capire davvero perché il FTSE MIB oggi ha perso (di nuovo ...) il 5%, dovere guardare allo yen. Lo so, a molti sembrerà difficile, complicato, eccessivo. Non è così.

La Borsa italiana paga la fragilità dei titoli che sono quotati a Milano, e la più generale fragilità di un'economia che ben conosciamo nei suoi tratti fondamentali (sempre gli stessi da 25 anni a questa parte). Ma la Borsa italiana scende così tanto perché anche le altre Borse scendono: e allora anche voi investitori siete costretti a chiedervi "perché scendono tutte?".

Oggi la ragione è questa: il dollaro contro yen è crollato (grafico qui sotto), ed è stato questo il fattore che ha trascinato lo S&P 500 a 1850 punti e il DAX sotto 9000 punti.

La valuta  giapponese, semplicemente,  non può sostenere un apprezzamento di questa ampiezza. Perché? Lo potete leggere in numerosi Post di questo Blog, da agosto 2015 in avanti.

Tutto il mondo guarda allo yen: e non escludiamo, a breve, qualche dichiarazione né qualche intervento.

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Il tema dei Periferici e il futuro di Eurozona

Ricordate un anno fa? Bisognava "investire sui Periferici": azioni, obbligazioni, carta straccia, tutto, e a occhi chiusi. Ormai da almeno tre settimane, le Borse dei Periferici sono le più deboli e le più penalizzate (è stato così anche oggi, 8 febbraio): alle obbligazioni, per il momento, non ci siamo ancora arrivati, se non nei comparti high yield ma ... insomma, fate un po' voi i conti.

Recce'd vuole segnalare, in questo Post, che questo cambiamento dei mercati avrà anche implicazioni politiche. 12 mesi fa, il quadro era chiaro (sembrava): Draghi agiva "per il bene comune" e per "salvare l'euro e tenere tutti insieme". Ma Draghi ora non ha più il bazooka, e come un boomerang quelle frasi ora torneranno a cercare lui e la sua BCE.

Non deve quindi sorprendere se, nelle prossime settimane, leggeremo sui quotidiani che è tornato a galla il tema della "Europa a due velocità": in questo momento, sembra essere la sola strada percorribile per salvare qualche cosa della Unione Europea, perché un piano alternativo, di revisione più profonda delle Istituzioni, nessuno oggi ha la forza politica per proporlo (figuriamoci poi per realizzarlo).

E' importante, questo, per i nostri investimenti e per il portafoglio? E' importantissimo: per il valore dell'euro (contro dollaro, ad esempio), per le obbligazioni (anche, e forse soprattutto i Titoli di Stato), per la Borsa. Ma è soprattutto importante per la scelta del vostro advisor, della vostra Rete, e dei prodotti finanziari che mettete in portafoglio. E sarà soprattutto qui, che potrete fare davvero la differenza: di risultati, ma anche di costi, ed anche di trasparenza.

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