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Perché nessuno ne parla più?
 

Del tutto scomparsi.

12 mesi fa, chiunque vi parlava di utili: dall’analista all’esperto, dalla banca di investimento al promotore finanziario, e persino il tizio che incontrate per caso ad un angolo della strada oppure il classico tassista.

“Crescono del 20% l’anno”, ci annunciavano, con il tono esuberante di chi annuncia un nuovo record sui 100 metri piani alle Olimpiadi.

Il silenzio, oggi, è generale. Totale, Assordante.

Neppure una sola riga.

In Recce’d, ovviamente, non ci facciamo ingannare, e seguiamo aggiornandoli i dati per gli utili ogni giorno.

I nostri Clienti fondano su dati come questi le nostre attuali posizioni sui mercati azionari. Ne scriveremo in The Morning Brief in esclusiva per i Clienti.

Ai lettori del sito, offriamo un aggiornamento in estrema sintesi con il grafico qui in basso. E ricordaimo che gli utili … esistono.

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Petrolio e serie tv: da False Flag a Deep State
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Come in una serie Netflix di spionaggio internazionale, abbiamo letto negli ultimi giorni ogni possibile interpretazione dei fatti nel Gold di Hormutz.

Che a noi interessano, oltre che per le ragioni di interesse generale, anche per le nostre posizioni sul petrolio che abbiamo nei portafogli modello., e che potremmo aumentare a breve.

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Ai lettori del sito, ripetiamo ciò che abbiamo già scritto in passato e specialmente in questo 2019. I fattori che influiscono sul prezzo di mercato del petrolio, e che danno una direzione a questo prezzo, sono numerosi, e non soltanto quelli legati alla domanda ed all’offerta finale.

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Anche di questi altri fattori tiene conto ad esempio, l’OPEC quando elabora le stime che sono state aggiornate la settimana scorsa e che vedete sopra nel grafico.

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Fattori che influiscono sul prezzo del petrolio, ed allo stesso tempo influiscono sul prezzo di altre materie prime, come l’oro. Il grafico qui sotto vi racconta la performance recente dell’oro.

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I portafogli modello di Recce’d hanno fatto tempo fa una posizione anche sull’oro, che sta entrando in queste settimane in una fase nuova che potrebbe risultare molto interessante, come si vede sotto nel grafico.

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Chi ha torto e chi ha ragione? E' il momento della scelta
 

Ci capita spesso, di ricevere dai lettori del sito la richiesta di abbonarsi alle nostre pubblicazioni.

Con rammarico, dobbiamo rispondere in modo negativo, perché Recce’d non si occupa di pubblicazioni. Recce’d non produce analisi: o meglio, produce moltissimo lavoro di analisi, ma solo APPLICATA a concrete scelte per i portafogli dei propri Clienti.

Quindi con dispiacere dobbiamo rispondere a chi ci chiede di abbonarsi che le nostre pubblicazioni, i nostri documenti, sono riservati ai Clienti dei servizi di gestione del portafoglio.

La ragione è semplice e chiara. Sarebbe stato più semplice, pubblicare documenti e ricerche slegate dalla gestione dei portafogli: perché è più semplice parlare o scrivere se non ci si confronta coi risultati.

E’ più semplice, scrivere cose ragionevoli e che stanno in piedi. Il difficile è il dopo: perché dopo, a giochi fatti, a cose avvenute, uno solo avrà ragione. Uno solo, tra gli scenari propositi si sarà realizzato. Una sola, tra tante strategie di portafoglio, avrà fatto meglio delle altre.

Come è una sola la squadra che vince un torneo sportivo. Non due, non tre. Una.

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In data 10 giugno, il sito del gruppo Wall Street Journal che vedete qui sopra ha pubblicato questo titolo.

Noi, di Recce’d, la risposta a questa domanda la abbiamo data settimane e mesi fa.

In pubblico, e senza paura, senza nascondersi dietro a fumosi giri di parole.

Come un autentico professionista deve fare. Con disciplina analitica e disciplina professionale.

Noi lo abbiamo detto mesi fa. Oggi, quindi, il grafico che vedete qui in basso, aggiornato con i dati dell’ultima settimana, per noi non è una sorpresa, e ci racconta del passato, e non del futuro.

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Anche i dati cinesi di venerdì 14 giugno, che vedete nel grafico sotto, a noi raccontano del passato. Per noi di Recce’d, e per ragioni note (in particolare ai nostri Clienti) non è una sorpresa riscontrare che la tanto celebrata (dai media) iniezione di liquidità di dimensioni record da parte della Banca Centrale cinese a inizio 2019 non è servita a nulla.

Non lo diciamo noi. Lo dicono i dati.

Dati che per chi ci legge potrebbero essere utili, non per guardare indietro al passato, ma per valutare il futuro. Ad esempio, per chiedersi che cosa succederà negli Stati Uniti ed in Europa, dopo che le Banche Centrali avranno tagliato i tassi di interesse.

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Nessuno ve lo dice, ma siamo in piena crisi
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Da inizio 2017, e quindi da due anni e mezzo, uno dei temi di investimento di Recce’d è stato: la “crescita economica al 4%” non esiste, e non esisterà nel prossimo futuro.

Abbiamo fatto bene ad insistere: e nell’ultima settimana, lo hanno riconosciuto anche Powell, e la sua Federal Reserve, e Draghi, e la sua BCE.

Si è chiuso un periodo, se ne apre un altro: del tutto diverso.

I mercati finanziari globali, adesso, sono costretti a mettere da parte il tema della “speranza” e concentrarsi sulla realtà dei fatti.

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Il rimbalzo della Borsa di New York, nell’ultima settimana, arrivato in scia alle dichiarazioni di Powell (che ha lasciato trapelare la possibilità di un nuovo QE) è un fatto che ha nessuna importanza, per noi investitori e per i nostri risultati 2019.

Lo diciamo noi, e lo sostengono anche i più autorevoli tra gli analisti dei mercati globali, come leggete qui di seguito.

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Concentriamoci sulla Borsa di New York che per cento ragioni oggi è al centro dell’attenzione dei media (non della nostra, ricordatelo: noi investitori non dobbiamo lasciarci distrarre dai fuochi di artifico): l’indice S&P 500 oggi sta al medesimo livello di 12 mesi fa, come vedete sotto, e nel frattempo c’è stato un calo, un drawdown, del 20% (di cui alcuni, e prima di tutto i nostri Clienti, hanno beneficiato).

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L’aria che si respira nel Mondo è quella della crisi economica, come ci hanno detto martedì scorso Powell e poi due giorni dopo Draghi. E come ci dicono tutti i dati della settimana scorsa, a cominciare dagli occupati USA di venerdì 7 giugno che vedete sotto nel grafico.

La grandissima parte dei portafogli titoli nel Mondo, ed in particolare quella dei Fondi Comuni di Investimento, è posizionata ancora sulle “vecchie storie”, e prima fra tutte la storia della “crescita globale sincronizzata”.

Da qui, derivano le più grandi opportunità per gli investitori degli ultimi 10 anni.

Servirà però una revisione della strategia, e soprattutto delle modalità di gestione delle posizioni. Cosa di cui scriveremo nella prossima Lettera al Cliente.

Ai lettori, il nostro suggerimento è di verificare se il loro portafoglio è oggi adeguato alla realtà dei fatti che hanno sotto gli occhi.

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Comperare Messi e poi perdere
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Proseguendo con il paragone sportivo.

Messi è forse il più forte giocatore di calcio della nostra epoca, da solo o in condivisione con altri.

Se una squadra di calcio acquista un calciatore di quel livello, tifosi e stampa poi si attendono, a fronte di un impegno economico enorme, risultati in termini di successi sportivi. Risultati top per investimenti top e giocatori top.

Oggi, noi siamo qui ad ascoltare certi signori che, dopo avere effettuato nel corso degli ultimi anni investimenti in titoli di proporzioni mai viste prima (il cosiddetto quantitative easing) ci informano che 1) i risultati NON ci sono, non è cambiato nulla; e 2) bisognerà fare altro quantitative easing. A supporto di queste affermazioni, stanno dati come quello del grafico sopra: l’indice calcolato dalla Federal Reserve, sede di New York, attribuisce all’eventualità di recessione una probabilità del 30%.

Che, proseguendo nel paragone calcistico, significa che 1) stiamo lottando per non retrocedere, e 2) la soluzione è comperare altri Messi.

Provate ad immaginare: se qualche cosa di simile fosse accaduto nel mondo dello sport, leggereste centinaia di migliaia di pagine di commento, migliaia di trasmissioni televisive, proteste popolari.

In questo caso, invece nulla. Silenzio. Neppure un commento, e non parliamo poi di critiche. Zero.

Una cappa di cemento. Proibito criticare. Proibito dubitare.

La cosa non ha funzionato? Si fa finta di nulla. 12 mesi fa ci raccontavano della “crescita globale sincronizzata”, ma nessuno oggi sui quotidiani, dal Corriere della Sera al Wall Street Journal, nessuno nelle ricerche di Goldman Sachs oppure Morgan Stanley, nessuno delle Reti di Promotori italiane come Mediolanum oppure Fideuram oppure Generali (per citare le più rappresentative), nessuno tra i politici o i banchieri centrali, fa lo sforzo di spiegare.

Nessuno ci dice perché NON è andata così.

Perché nessuno lo fa? Per due ragioni.

La prima ragione: non lo sanno, non ne hanno idea, non capiscono, non sanno trattare questo argomento, non sanno di che cosa parliamo.

E la seconda ragione: perché quello che ci sarebbe, da cambiare, se si volesse davvero uscire dal pantano … sono loro stessi. I banchieri centrali, le banche di investimento, i promotori finanziari, e tutti quelli che, alle spalle di noi investitori finali, hanno creato e prolungato questa situazione di stallo.