Oltre Detox: il vostro benessere finanziario è sotto attacco

 

Per i vostri social media, fino ad un mese fa, la cosa era inesistente. Sul vostro quotidiano non se ne parlava proprio: al contrario, ogni settimana si spiegava perché comperare Titoli di Stato.

Come faceva ancora un mese fa il Corriere della Sera.

Per il vostro private banker, per il vostro financial advisor, per il vostro wealth manager, insomma per il promotore che a voi vende i Fondi Comuni, non era proprio il caso di parlarne.

Poi c’erano quelli più esagitati, che scrivevano che “il debito americano è una leggenda”. Una sentenza, non un articolo di giornale..

Imbarazzante: tutti questi soggetti hanno aspettato il 2 settembre 2026: hanno aspettato, come bravi animali da gregge, che arrivasse lui, ad informare il Mondo. E adesso, già che lui ha rotto l’omertà, allora adesso se ne può parlare e scrivere. Lui è il Ministro del Tesoro americano, e lui può dire quello che a voi tutti hanno tenuto nascosto.


Il riferimento obbligato per interpretare tutto ciò che oggi leggete sulla prima pagina del vostro quotidiano, e che ascoltate ai TG di Mediaset, di la 7 e della RAI, rimane la serie Detox di Recce’d: dove potete leggere tutti i dati e tutte le analisi che vi sono necessarie per una comprensione profonda e dettagliata. Potrà esservi molto utile rileggere la nostra serie di Post, quella che si chiama Detox e che parla esattamente di questi temi (insieme ad altri) con 18 mesi di anticipo sui media tradizionali ed i social media. Una serie decisamente qualificante, importante, significativa. Sui quotidiani, al GR, ed al TG, oggi 5 settembre 2026 si parla e si scrive di un tema che fu affrontato, da Recce’d, proprio qui nel Blog, con una serie di Post (chiamata Detox), tra il marzo 2025 ed il gennaio 2026.

Ma attenzione! Ormai, quella fase (Detox) è finita, si è completata.

Siamo già oggi oltre Detox: sono stati i mercati a mettere alle strette i decisori, a forzarli ad uscire allo scoperto, ed a forzarli a smettere di negare l’evidenza..

I quali, ormai consapevoli della situazione “post - Detox” sono stati forzati a decidere. Ormai è impossibile negarlo ancora, dopo che lo hanno fatto, per anno.

Nel settembre 2026, i rendimenti dei Titoli di Stato li mettono anche in apposite tabelle dei TG, e presto arriveranno i talk show di Rete 4, di Rai 3 e di La7 Forse, anche la maratona di Mentana (forse)

Cliccando sull’immagine che segue, potete rivedete (se ve lo siete persi) il servizio mandato in onda il 2 settembre 2026 da TGcom 24 di Mediaset. Che però non dice chi è, che ci perde i soldi. Non spiega nulla.

Per il momento, e sotto la potente spinta dei mercati, le cosiddette “Autorità” hanno fatto solo alcune “mosse di assaggio”: il 3 agosto prima, il 19 agosto poi, e infine il 3 settembre (un mese esatto di distanza) il secondo intervento sullo yen giapponese. Con esisti … pari a zero, fino ad oggi.

Ma certamente arriverà dell’altro, e saranno iniziative clamorose. Non è più evitabile. Il momento è di una gravità tale, che è necessario ritornare al 15 agosto 1973 per ritrovare un livello simile di tensione. In quella data il Ferragosto del 1973, il Presidente americano Nixon annunciò quello che migliaia di commentatori, solo poche ore prima avevano dichiarato “impossibile”. E può accadere qualche cosa di simile anche domani, nel 2026.

Il numero di similitudini, tra gli Anni Settanta e la situazione della seconda metà degli anni 2020 è altissimo. E l’immagine qui sotto serve proprio a ricordarvi che tutto, ma proprio tutto, è in movimento, e quindi che voi investitori dovete (siete costretti, non c’è scelta) a fare le vostre scelte prendendo in esame un ventaglio di scenari più ampio che mai nel corso delle vostre vite.

Ovviamente, guardando alle esperienze che il Mondo fece nel 1973, spiccano una serie di eventi che già allora non era eccessivo definire “storici”. Perché cambiarono la Storia con la “S” maiuscola. E cambiarono per sempre tutti i mercati finanziari.

Primo fra tutti (dal punto di vista di tutti gli investitori del Mondo), quello che accade il 15 agosto del 1973: gli Stati Uniti annunciarono la sospensione della convertibilità in oro del dollaro americano: non un semplice cambiamento di regole, ma un cambiamento epocale. Finanziario, economico, politico e sociale.

In quei medesimi giorni, anche la geopolitica mondiale era in rapidissimo movimento: e tra i tanti eventi del 1973, spicca certamente la guerra nel Medio Oriente e la prima delle due crisi energetiche (le targhe alterne, eccetera), Trovate di seguito una ricapitolazione, estremamente sintetica, proprio di quella vicenda del 1973.

La crisi petrolifera del 1973 (nota anche come primo shock petrolifero) ebbe inizio il 6 ottobre 1973 in concomitanza con lo scoppio della guerra del Kippur in Medio Oriente tra Israele e una coalizione di Stati arabi (Egitto e Siria).

Le Cause Geopolitiche ed Economiche

  • L'embargo dell'OPEC: I Paesi arabi membri dell'OPEC (Organizzazione dei Paesi Esportatori di Petrolio) decisero di usare il petrolio come arma strategica per punire i Paesi occidentali ritenuti filo-israeliani (in particolare gli Stati Uniti e l'Europa occidentale).

  • Il taglio della produzione: La produzione fu ridotta del 25% e le esportazioni verso i mercati alleati di Israele vennero totalmente bloccate.

  • L'aumento dei prezzi: Il prezzo del barile di greggio quadruplicò nel giro di pochi mesi, passando da circa 3 dollari a quasi 12 dollari.

Le Conseguenze e l'Austerity

  • Crisi economica globale: L'aumento improvviso dei costi energetici interruppe bruscamente il prolungato dopoguerra di forte crescita economica (il boom economico), generando un fenomeno di stagflazione (inflazione elevata unita a stagnazione produttiva).

  • L'impatto in Italia: L'Italia, fortemente dipendente dalle importazioni di idrocarburi, rispose con drastiche misure di austerity a partire dal dicembre 1973. Tra queste si ricordano il divieto di circolazione dei veicoli privati a motore durante le domeniche a piedi, la riduzione dell'illuminazione stradale e la chiusura anticipata dei negozi e dei programmi televisivi.


Sempre attenti alle esigenze dei nostri lettori - investitori, noi di Recce’d iniziammo già nel 2020 ad anticipare ai nostri lettori il significato della stagflazione e le implicazioni per tutti i mercati finanziari, e quindi per i vostri risparmi, le vostre pensioni e tutti i portafogli titoli del Pianeta.

Restiamo ancora sul 1973: va aggiunto, alle vostre considerazioni per il 2026 ed il 2027, il colpo di Stato in Cile del 1973, un secondo evento storico, un cambiamento epocale: ed anche in quella vicenda, gli Stati Uniti erano (pesantemente) coinvolti. Tra i tanti eventi geopolitici del 1973, oggi scegliamo di citare proprio questo, perché proprio pochi giorni fa al Festival del Cinema di Venezia, ne ha parlato il noto attore americano John Malkovich, con parole (non da specialista di geopolitica) che a noi di Recce’d hanno fatto riflettere.

Riportiamo qui sotto alcune frasi.

A chi gli fa notare il parallelo tra quello che successe in Cile nel ‘73 e il rapimento del presidente venezuelano a gennaio, il regista ha riflettuto: “Una delle cose inquietanti è che ormai non sembrano più agire nell'ombra; è molto strano. Negli anni 70, quantomeno, quella gente orribile aveva l'intelligenza di mantenere segrete le proprie azioni, mentre ora tutto sembra diventare sempre più stupido. Certo, molte cose restano segrete, ma quando ho scritto il film, e poi l'abbiamo realizzato, l'intento era parlare del 1973 e della situazione in Cile a quell'epoca. Riguardandolo oggi, però, sembra offrire una sorta di commento sull'attualità, sulla geopolitica e cose del genere. Non era necessariamente voluto, ma credo che molti di questi elementi emergano naturalmente quando ci si confronta con certi temi. Sarà affascinante vedere come il pubblico recepirà l'opera: un film apparentemente storico che però ha ramificazioni e legami con ciò che accade oggi. Mi interessano le storie che mettono in discussione l'autorità e ciò che ci viene detto”.

Dice Malkovich: certe cose, una volta si facevano nell’ombra, oggi tutti viene sbattuto in faccia a tutti.

Il debito, è un buon esempio.

Per rendere il nostro (abituale, e gratuito) servizio al nostro lettore, noi insistiamo oggi proprio su questo aspetto della situazione corrente: il vostro portafoglio titoli già oggi deve essere pronto ad altri eventi di questa natura: a cambiamenti epocali, che invece che essere dissimulati vengono strombazzati al Mondo intero, persino via Twitter! Un altro cambiamento epocale.

Noi dal 2023 con regolarità abbiamo scritto ai lettori della Nuova Era dei mercati finanziari. Recce’d vi dice quello che tutti gli altri non vi dicono: e ve lo spiega.

Per i nostri Clienti, in parallelo, abbiamo modificato la asset allocation e ridisegnato la strategia di investimento: questo allo scopo di prevenire la tempesta in atto e quelle che verranno, ed allo stesso tempo di guadagnare dai cambiamenti (epocali) nei livelli di prezzo.

Vi ripetiamo (e dovreste tenerne conto da subito) che determinati livelli di prezzo, che voi avete in mente e che vi aspettate di rivedere, magari un giorno, non ritorneranno mai più. Siamo in una Nuova Era: dei mercati della geopolitica, e della vita sociale.

I fattori cruciali del quadro presente, gli elementi determinanti, sono quelli che trovate elencati qui nel nostro Post, e poi nel Post dello scorso 29 agosto, ed anche il 22 agosto, e infine il 16 agosto. Li potete rileggere, tutti, scorrendo il nostro Blog: ed è tutto gratis.

Tra i fattori che media e social media evidenziano ed esaltano più spesso, come sapete, c’è AI, ovvero la “Intelligenza Artificiale”: il tema che è “alla moda perché garantisce i click del pubblico”.

Anche AI è il segno di una Nuova Era: ve lo dimostrano i sempre più frequenti paragoni che circolano sui social media e sui media tradizionali con l’epoca delle ferrovie, di ormai più di 100 anni fa, ed con l’epoca del “dot.com” di 25 anni fa.

Noi di Recce’d ritorneremo, con i necessari approfondimenti, a parlare con il lettore anche di AI: tema che peraltro trovate trattati ampiamente, e con grande qualità, proprio qui nel Blog, in una serie di Post di fine luglio e della prima parte di agosto 2026. Ci ritorneremo con nuove analisi ed approfondimenti sulla base dei nuovi dati che nel frattempo si sono resi disponibili. Ma non oggi.

In questo Post ci dedichiamo a questioni più ampie, quelle che noi di Recce’d giudichiamo decisive.

Noi di Recce’d giudichiamo AI un tema di investimento non decisivo: non modifica nulla (ma proprio zero) in merito alle materie che trattiamo in questo Post. LO stesso, noi riteniamo che sarà opportuno parlarne ancora, anche con voi lettori, per chiarire alcune oscurità e svelare alcuni trucchi: primo fra tutti, il trucco che riguarda gli utili delle Aziende che sono quotate a Wall Street.

Ma lasciamo adesso da parte AI e tutti gli altri argomenti “glamour” e anche “trash”, e ritorniamo alle cose fondamentali per il vostro risparmio ed i vostri futuri rendimenti.

L’attenzione dedicata dai social e dai media, per tutto il mese di agosto, a questo argomento è l’indice di un allarme diffuso. Come abbiamo scritto sette giorni fa (e come è abitudine dei social media e dei media tradizionali) l’allarme suona soltanto quando è troppo tardi: ed è allora che questi soggetti con voi trattano di problemi che invece era utile (per voi investitori) affrontare almeno due oppure tre anni fa.

Vi forniamo un esempio, di questa attenzione mediatica, con il video che trovate qui a fianco. Il video non deve interessarvi per le conclusioni (tutto è messo insieme alla rinfusa, e non si arriva da nessuna parte, in questo video), quanto piuttosto per imparare a riconosce un metodo, e proteggere così il vostro risparmio, come vi avevamo scritto già il 16 agosto ed il 22 agosto scorso. dalle forti distorsioni social e media.

Nel nostro Post, torniamo adesso agli argomenti che abbiamo già toccato in apertura (lo scenario d’insieme, e la geopolitica, e la Nuova Era), e lo facciamo ritorniamo indietro di qualche giorno: così da comprendere in che modo gli argomenti trattati più in alto in questo Post si sono riflessi sulla riunione del G20 del 31 agosto ed 1 settembre 2026.

Abbiamo scelto e tradotto per voi un resoconto molto qualificato di quella tempestosa riunione dei Ministri del Tesoro delle maggiori economie: riunione che, decisamente, è stata più movimentata del solito. E la prossima … sarà anche peggio (se mai si terrà).


ASHEVILLE, Carolina del Nord – Il Segretario del Tesoro Scott Bessent è arrivato qui per ospitare i funzionari economici di tutto il mondo sui Monti Blue Ridge, reduce dal fallimento dei negoziati commerciali con il Canada, dagli interventi sui mercati valutari e obbligazionari e dalle rinnovate minacce economiche del Presidente Trump contro l'Iran.

Due giorni dopo, il vertice dei ministri delle finanze del G20 si è concluso tra un crollo dei mercati obbligazionari globali, dispute sui dazi, insulti pubblici e litigi per una foto di gruppo.

In una conferenza stampa al termine del vertice, martedì sera, Bessent ha affermato che gli incontri sono stati produttivi, affrontando temi come gli squilibri commerciali, l'intelligenza artificiale e il debito sovrano.

Tuttavia, la discrepanza tra le dispute a margine – il cambio di nome di un Grande Lago, una foto con un ministro russo – e la crescente tensione sui mercati globali ha suscitato timori tra molti investitori, che temono che i leader non stiano affrontando sfide che potrebbero rapidamente sfuggire di mano. Al termine del vertice di martedì, il rendimento del titolo di Stato decennale di riferimento è salito al 4,795%, il livello più alto dall'inizio del secondo mandato di Trump. I leader economici globali si trovano ora a presiedere un periodo di crescente ansia sui mercati finanziari, in un momento particolarmente critico. Gli Stati Uniti, con un debito pubblico sbalorditivo di 40 trilioni di dollari, hanno sfruttato l'incontro di questa settimana per dimostrare che la crescita economica può superare tale debito.

"Il mondo è sommerso dai debiti", ha dichiarato Bessent ai giornalisti lunedì, durante il vertice. "L'unico modo per uscirne è crescere".

Dopo il vertice, Bessent ha affermato: "Con l'America ancora una volta alla guida di questo forum, i giorni in cui ci si accontentava di una crescita mediocre sono finiti. Le discussioni che abbiamo avuto qui questa settimana mi danno la certezza che molti dei nostri partner siano ora pronti a unirsi a noi".

Il mercato obbligazionario, tuttavia, si sta ribellando a questa premessa: una svendita sta spingendo al rialzo i rendimenti e aumentando i costi di indebitamento dei governi.

Bessent ha rilasciato una dichiarazione che, a suo dire, rifletteva la posizione generale di tutti i paesi presenti, ad eccezione della Cina, che, secondo lui, difficilmente avrebbe accettato una dichiarazione esplicita sugli squilibri commerciali. Il Wall Street Journal non ha verificato in modo indipendente se tutti i paesi presenti al vertice fossero d'accordo con la dichiarazione.

"In particolare, i paesi con surplus esterni eccessivi e persistenti dovrebbero eliminare le distorsioni che limitano i consumi interni e che si traducono in un'eccessiva dipendenza dalle esportazioni per la crescita", si legge nella dichiarazione del Tesoro. Senza la Cina, il gruppo non è stato in grado di rilasciare una dichiarazione ufficiale di consenso.

Il vertice è stato caratterizzato da continue dispute fin dall'inizio. I lavori erano appena iniziati quando Bessent ha deriso le forze armate canadesi, paragonandole a un'attrazione dismessa di un parco divertimenti. I canadesi si sono infuriati per la decisione di Trump di rinominare il Lago Ontario e hanno intensificato gli sforzi per rafforzare i legami commerciali con altri Paesi. Altri delegati hanno affermato che la disputa tra alleati stretti rappresentava una distrazione inutile.

"Credo che in un mondo in cui le tensioni sono numerose, non sia il momento di aggiungerne altre, soprattutto tra due partner storici", ha dichiarato il ministro delle Finanze francese Roland Lescure.

Nel frattempo, gli europei erano furiosi per l'invito al ministro delle Finanze russo Anton Siluanov. (La Russia non veniva invitata da quando aveva invaso l'Ucraina nel 2022). Le minacce di Bessent di imporre sanzioni ai partner commerciali dell'Iran hanno aleggiato sul suo incontro di domenica con il governatore della banca centrale cinese. Bessent ha poi dichiarato all'ex consigliere di Trump, Larry Kudlow, durante un evento del G20, che l'avversario storico degli Stati Uniti è dalla loro parte su alcuni aspetti del conflitto con l'Iran. La Cina è uno dei principali partner commerciali del regime iraniano.

"I cinesi concordano sul fatto che l'Iran non possa possedere armi nucleari. I cinesi concordano sulla necessità di garantire la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz. Abbiamo avuto colloqui privati ​​con loro per raggiungere questi obiettivi", ha detto Bessent a Kudlow appena due giorni dopo l'incontro con l'alto funzionario cinese.

Il vertice ha riunito i ministri delle finanze e i governatori delle banche centrali del "Gruppo dei 20", composto da paesi ricchi e in via di sviluppo. Il G20 intende che questi eventi fungano da preludio al vertice dei leader del G20, che Trump ospiterà nella sua residenza di Doral, in Florida, a dicembre.

Tradizionalmente, il vertice si tiene per riunire i principali ministri delle finanze e trovare un modo per convergere su sfide comuni. Con 20 paesi, spesso emergono opinioni e fazioni divergenti. Ma questo vertice sembrava non aver mai avuto molto slancio. Persino gli obiettivi più semplici alimentavano le divisioni.

Il fatto che gli Stati Uniti tentassero di garantire la presenza dei principali partecipanti alla "foto di gruppo", una tradizione di questi vertici, ha suscitato reazioni di disappunto tra gli europei. I ministri hanno dichiarato che non avrebbero partecipato se il ministro delle finanze russo fosse stato presente nella foto, secondo quanto riferito da fonti vicine alla vicenda. Hanno aggiunto che avrebbero mandato i loro vice se il funzionario russo fosse stato incluso, ha precisato una delle fonti.

"L'approccio congiunto degli europei, per il quale sono molto grato, ha portato infine a questa foto di gruppo senza il ministro delle finanze russo e senza la delegazione russa", ha dichiarato ai giornalisti il ​​ministro delle finanze tedesco Lars Klingbeil.

Nella conferenza stampa successiva al vertice, Bessent ha commentato la presenza del ministro russo affermando: "So che alcuni europei hanno avuto un'impressione negativa, ma credo che sia molto importante il dialogo".

Proprio mentre gli incontri stavano per iniziare, Bessent ha rivolto parole dure al Canada, affermando che era impossibile per il vicino degli Stati Uniti essere coinvolto in una guerra commerciale a colpi di ritorsioni con "qualcuno che è 13 volte più grande di te". Bessent ha anche scherzato dicendo che il Canada avrebbe potuto inviare dei mini-sottomarini, precedentemente utilizzati in un'attrazione di un parco divertimenti, per attaccare gli Stati Uniti. Il segretario alla Difesa statunitense, Pete Hegseth, ha pubblicato sui social media una foto di due giovani donne in un centro di addestramento per cadetti canadese, che è stata interpretata come una presa in giro del loro peso e del loro genere.

"Quando gli americani smetteranno di fare meme, di lanciare frecciatine, di cercare di fare i duri e inizieranno a prendere sul serio queste discussioni, allora potremo averle. Ma guardate, non è costruttivo", ha detto il Primo Ministro canadese Mark Carney ai giornalisti a Ottawa martedì.

Il Dipartimento del Tesoro non ha risposto alle ripetute richieste di commento sul vertice.

Il ministro delle Finanze canadese François-Philippe Champagne ha dichiarato di aver incontrato Bessent martedì. "Il messaggio che porterò, ovviamente, è che difenderemo i nostri lavoratori", ha detto ai giornalisti prima dell'incontro.

Martedì, Bessent ha attaccato duramente l'Iran, paragonandolo a un serpente morente che si contorce ancora dopo essere stato decapitato. Il prolungato stallo tra Stati Uniti e Iran ha contribuito all'inflazione e ha messo a dura prova i mercati obbligazionari, e i commenti di Bessent suggeriscono che gli Stati Uniti siano disposti a sopportare ulteriori difficoltà economiche pur di mettere alle strette Teheran.

Questo vertice annuale mostra segni di cedimento da anni. Nel 2025, Bessent ha disertato la riunione dei ministri delle finanze ospitata dal Sudafrica in seguito alle accuse di Trump secondo cui il Sudafrica stava confiscando terre ai sudafricani bianchi.

Il Segretario del Tesoro è arrivato sostenendo che l'amministrazione Trump era sulla buona strada per risanare l'economia americana, che a suo dire aveva arrancato sotto l'amministrazione Biden, e che altri Paesi avrebbero potuto prosperare seguendo un programma di deregolamentazione simile.

"A volte mi sento come un medico del pronto soccorso, e l'economia è il paziente, mentre il popolo americano è stato schiacciato dal camion Mack di Biden", ha dichiarato Bessent ai giornalisti lunedì. "Abbiamo stabilizzato il paziente e ora siamo nella fase di guarigione".

L'economia statunitense, tuttavia, ha mostrato segni di difficoltà. Il governo degli Stati Uniti sta registrando enormi deficit di bilancio, i prezzi della benzina sono elevati, il mercato del lavoro ha perso 23.000 posti di lavoro a luglio e l'inflazione è ancora al di sopra dell'obiettivo della Fed.

Al vertice, Bessent era accompagnato dal presidente della Federal Reserve Kevin Warsh, che si trova di fronte a una difficile decisione sull'opportunità di aumentare i tassi di interesse già questo mese per combattere l'inflazione, nonostante le richieste di Trump di tassi più bassi. Warsh ha suggerito che la Fed potrebbe dover intervenire, un altro fattore che spinge al rialzo i rendimenti obbligazionari.

I vertici di due delle maggiori banche americane, David Solomon di Goldman Sachs e Jamie Dimon di JPMorgan, hanno partecipato lunedì a una tavola rotonda con i ministri delle finanze. Secondo una fonte a conoscenza dei fatti, l'amministrazione Trump ha chiesto privatamente ai dirigenti di discutere dello stato dell'economia statunitense durante l'incontro.

Dimon, in una dichiarazione inviata ai giornalisti dagli organizzatori del G20, ha accolto con favore l'invito. "Per la prima volta al G20, il Tesoro ha dato al settore privato un posto al tavolo. Una buona politica è migliore quando coloro che prestano, assumono, investono e costruiscono hanno voce in capitolo nella sua definizione", ha affermato Dimon.

Solomon, in un'intervista a CNBC a margine della conferenza, ha dichiarato che le sue prospettive sono "piuttosto positive" e che "l'economia sta andando bene", pur riconoscendo le difficoltà legate ai conflitti in Medio Oriente e alle guerre commerciali.

Alcuni dirigenti che hanno partecipato al vertice e incontrato Bessent hanno riferito ai loro consiglieri che, in privato, Bessent ha sostenuto che l'economia statunitense rimane solida. Durante gli incontri, ha offerto pochi nuovi dettagli o conclusioni su come l'amministrazione intende gestire la situazione con l'Iran e il mercato stagnante, hanno affermato queste persone.

Il mercato obbligazionario, tuttavia, stava proprio in quelle ore proiettando le proprie opinioni sulla sfida che i governi si trovano ad affrontare. Il mercato dei titoli del Tesoro statunitensi, a lungo considerato un bene rifugio dagli investitori, ha lanciato un segnale d'allarme. Martedì 1 settembre, i rendimenti di riferimento a breve e lungo termine hanno entrambi toccato nuovi massimi con scadenza nel 2026.

Gli spunti che trovate in questo resoconto sono troppo numerosi per essere ripresi tutti in questo Post. Noi di Recce’d però vi garantiamo un approfondimento, in questo Blog, di almeno una delle frasi che avete appena letto: e precisamente della frase che riportiamo qui sotto.

"Il mondo è sommerso dai debiti", ha dichiarato Bessent ai giornalisti lunedì, durante il vertice. "L'unico modo per uscirne è crescere".

Per il momento, però, rimaniamo sul quadro generale, che a voi lettori è indispensabile per comprendere ciò che oggi state facendo con i vostri risparmi.

Quello che avete appena letto, in estrema sintesi, è il quadro che tutti voi lettori - investitori avete di fronte agli occhi oggi 5 settembre 2026. Le vostre decisioni sui BTp, sui Fondi Comuni di Investimento, sulle GPM, e sulle Polizze Vita le dovete prendere dopo avere letto ed analizzato questo Post, e tutti i dati che il testo del nostro Post ha citato. Dovete fare la vostra analisi, con dettaglio data la gravità del momento descritta sino a qui. Il nostro suggerimento? Non restate lì fermi ed imbambolati: reagite, attivatevi, informatevi, fate ogni sforzo per comprendere.

Ripetiamo, ancora una volta: la guerra ai vostri risparmi è già iniziata da tempo, e salirà di intensità da qui a fine anno. Difendete i vostri risparmi, e rispondete all’attacco dei nemici del vostro benessere finanziario. Noi di Recce’d ve lo consigliamo dal 2020, adesso … stanno proprio cadendo le bombe.

Ma i dati, l’analisi dei dati, e le informazioni, seppure tutte cose essenziali, non sono sufficienti.

Tra i fattori che sia noi, gestori professionali, sia voi, amici lettori ed investitori, vanno aggiunti al quadro, molto complesso, che abbiamo appena delineato, come sapete poi ce n’è anche uno di carattere personale, psicologico, umorale e poco razionale.

Si chiama Donald J. Trump.

Noi siamo certi che Donald Trump non resisterà alla tentazione di fare uno (o frose più di uno) gesto clamoroso, prima delle Elezioni di Medio termine. Ed essendo ormai rimasti soltanto 60 giorni, prima di quell’appuntamento, a nostro giudizio questo gesto arriverà in settembre.

Non ci dilunghiamo qui nell’analisi delle varie eventualità: ma qualche idea, in recce’d, ce la siamo fatta, su che cosa è più probabile e che cosa invece è meno probabile.

Ne scriveremo da lunedì 7, nella Sezione Analisi del nostro bollettino quotidiano per i nostri Clienti, che si chiama The Morning Brief.

Oggi nel Post ci limitiamo ad offrire al lettore l’articolo che segue: un articolo che abbiamo selezionato come il più qualitativo ed il più informativo, dei cento e cento che sono stati pubblicati nelle ultime settimane proprio su questo tema. Che cosa potrebbe inventarsi, Donald J. Trump, tra settembre ed ottobre?

Nel caso in cui il nostro lettore sia interessato alle nostre intuizioni, ed alle nostre mosse sui portafogli modello, potrà molto facilemente ricevere da noi una telefonata utilizzando il nostro Form alla pagina CONTATTI di questo sito.

Donald Trump sta diventando un presidente zoppo? Mentre i suoi problemi si moltiplicano in patria e all'estero, la prospettiva di dover gestire un presidente americano indebolito è sufficiente a far tirare un sospiro di sollievo a nemici e amici.

Per gli uomini duri che governano la Cina, l'Iran e altri avversari degli Stati Uniti, sopravvivere alle varie campagne di massima pressione di Trump rappresenterebbe una vittoria propagandistica epocale, anche se quegli stessi autocrati non hanno mai condiviso del tutto l'orrore per Trump che attanaglia le democrazie liberali. In fondo, Xi Jinping e i suoi amici credono che tutti gli occupanti della Casa Bianca siano egoisti e prepotenti che antepongono l'America a tutto, ma alcuni lo nascondono meglio di Trump.

Dal canto loro, molti alleati e partner vorrebbero vedere Trump arrivare zoppicando alla fine della sua presidenza. Questo non significa che i leader di Berlino, Riyadh o Tokyo tifino perché Trump perda la guerra in Iran, o perché ammetta la sconfitta nel suo scontro commerciale con la Cina. L'indebolimento dell'America spaventerebbe gli alleati in Europa, Asia o Medio Oriente, che, nella migliore delle ipotesi, sono ancora lontani anni dall'essere in grado di difendersi senza il loro protettore di lunga data, una grande potenza. Ma un Trump furioso e senza amici, così indebolito dai suoi stessi errori e dal crollo dei consensi da ritirarsi nella sfarzosa sicurezza della Casa Bianca, per dedicarsi alla progettazione della sala da ballo e dell'arco commemorativo? Questa è una visione che molti governi accoglierebbero con favore. Sarebbero particolarmente sollevati se una disfatta repubblicana alle elezioni di midterm di novembre allentasse la ferrea presa di Trump sul suo stesso partito al Congresso e imponesse qualche limite al suo governo monarchico.

Ahimè, chiunque speri di vedere Trump umiliato dal fallimento si sbaglia di grosso. La saggezza politica potrebbe presto dichiarare Trump il più debole dei capi, quando i suoi desideri saranno contestati dal Congresso o quando i mercati finanziari emetteranno giudizi duri e costosi sulla "MAGA-nomics". A Trump potrebbe non importare. Lasciamo che la gente comune si preoccupi del Partito Repubblicano, delle politiche pubbliche o del deficit di bilancio americano. Finché il signor Trump sarà ancora comandante in capo, potrà assicurarsi un posto nella storia rimodellando, o distruggendo, il mondo.

I governi stranieri dovrebbero smetterla di sognare anatre. Dovrebbero invece studiare i gorilla di montagna e la violenza di cui è capace un maschio dominante anziano quando sente che il suo tempo sta per scadere. Questo dovrebbe preoccupare soprattutto gli alleati. I maschi dominanti anziani sono palesemente feroci nei confronti dei membri del branco che guidano. Non esitano a scatenare canini e arti possenti contro gli animali subordinati che si comportano male. Al contrario, quando i maschi dominanti incontrano maschi potenti di branchi rivali – mi viene in mente Vladimir Putin a torso nudo, per qualche ragione – spesso preferiscono evitare il combattimento vero e proprio in favore di rumorose dimostrazioni di dominio. Non potendo utilizzare i post di Truth Social come sfogo, i maschi dominanti devono accontentarsi di battersi il petto, simulare cariche e spezzare rami dagli alberi.

Nel primo mandato di Trump, un profondo senso di risentimento era al centro della sua visione del mondo "America First". Trump si lamentava del fatto che per decenni l'America fosse stata derubata sia dagli alleati che dai partner commerciali. Tipicamente, incolpava le élite al potere dopo il 1945, ritenute troppo incompetenti o codarde per utilizzare l'impareggiabile ricchezza e il potere del paese per promuovere i propri interessi nazionali. Peggio ancora, avevano trascinato l'America in guerre senza fine, nella ingenua convinzione di poter rendere il mondo un posto migliore. Mantenne questo tono di risentimento per tutto il suo primo mandato.

La seconda presidenza Trump ha visto il risentimento combinarsi con discorsi di conquista quasi imperialista. Al suo ritorno alla Casa Bianca nel 2025, Trump dichiarò "stupidi" i presidenti precedenti per aver rinunciato al controllo americano della Groenlandia dopo la seconda guerra mondiale, o per aver ceduto il Canale di Panama a Panama, e promise di riprenderseli entrambi. Non si trattava di mera retorica. Il tono è stato definito a gennaio, quando le truppe americane hanno prelevato il leader venezuelano dalla sua residenza, permettendo a Trump di scegliere personalmente un governante più malleabile per quel paese ricco di petrolio. "Il dominio americano nell'emisfero occidentale non sarà mai più messo in discussione", ha esultato.

Ora, al suo sesto anno di presidenza, un terzo obiettivo si è aggiunto al risentimento e al dominio come principio guida della politica di Trump. Questo obiettivo è la vendetta. Il desiderio di vendetta contribuisce a spiegare la fatidica decisione di Trump di unirsi a Israele nell'attacco all'Iran sei mesi fa. "Regime Change", un libro sorprendentemente ben documentato sulla seconda presidenza Trump, scritto da due corrispondenti della Casa Bianca, Maggie Haberman e Jonathan Swan, descrive incontri in cui Trump assaporava l'opportunità di uccidere i massimi leader iraniani e distruggere le loro forze armate, a prescindere dal fatto che ciò portasse o meno a un Iran migliore. Il regime iraniano aveva umiliato i presidenti americani che si erano succeduti e aveva tentato di assassinare Trump. Ora gli veniva offerta l'opportunità di fargliela pagare. Uno degli obiettivi pubblici della guerra potrebbe essere stato il rovesciamento del governo dispotico dell'Iran. Ma il libro descrive il signor Trump, in un incontro a porte chiuse Con i suoi più stretti collaboratori, Trump ha liquidato il cambio di regime in Iran come "un loro problema". Nessuno sapeva con certezza se si riferisse al popolo iraniano o a Israele. La punizione, tuttavia, era indiscutibilmente il suo intento.

Nel dubbio, la vendetta è la migliore.

Ora, con lo Stretto di Hormuz ancora chiuso, gran parte dell'ira di Trump è diretta contro alleati e partner in Europa, Asia e nel mondo arabo, che accusa di non averlo aiutato ad aprire quella via d'acqua. Se la vittoria dovesse rimanere irraggiungibile, è lecito aspettarsi che Trump continui a perseguire la vendetta. La lista dei potenziali bersagli è lunga. Membri dell'alleanza NATO, in particolare Canada e Danimarca, Ucraina, Corea del Sud e Cuba, hanno tutti irritato Trump nel corso degli anni. Potenze come Xi Jinping hanno meno da temere.

Trump, che si considera un maschio alfa fino al midollo, non avrebbe mai potuto lasciare la Casa Bianca in silenzio. Ora che il suo dominio è minacciato, il mondo lo troverà più dirompente che mai. ■

Valter Buffo