I Titoli di Stato?
Bisogna venderli!
C’è bisogno di venderli: lo Stato ha assuluta necessità di soldi.
Anche ieri, ed anche coi tassi in rialzo (ovvero prezzi in discesa. Bisogna vendere.
I Titoli di Stato?
Bisogna venderli!
C’è bisogno di venderli: lo Stato ha assuluta necessità di soldi.
Anche ieri, ed anche coi tassi in rialzo (ovvero prezzi in discesa. Bisogna vendere.
“Milano regge” scrivono nel titolo.
Ma regge che cosa? Quando? Per quanto?
E poi “regge” che cosa diavolo vuole dire?
In queste ultime settimane, si vede in TV una pubblicità che dice
“Ma se al vostro detersivo dovete aggiungere smacchiatore e ammorbidente, il vostro detersivo poi che cosa fa?”
Noi di Recce’d vi chiediamo invece:
No, non è che sono imbecilli.
E’ che ai giornali arrivano ordini dall’altro.
“Aiutateci a piazzare i Titoli di Stato. Se non lo fate, diciamo alle banche di chiudervi le linee di credito, che vi mantengono in vita”.
E allora, avanti con parole come “allettanti”, opportunità” ed “occasioni”.
Peccato che, per comperare i “bond a breve” di questo titolo, voi dovrete vendere i vostri Titoli di Stato già nei portafogli: con perdite del 10%, 20% e 30%.
Bell’affare, davvero!
E poi: ma ve lo ha detto il dottore della mutua, di comperare sempre bond?
I giornali, ed i social, non sono buoni consulenti: tenetelo a mente, la prossima volta.
Ieri, il 29 settembre del 2026.
Il principale consigliere economico di Trump ha chiamato in causa le politiche del periodo COVIS.
Ma ci, in tuto il Mondo, si oppose a quelle politiche nel 202, nerl 2021, nel 2022, nel 2023?
C’è ancora chi oggi, il 30 settembre 2026, ha il coraggio di andare in giro a predicare baggianate del tipo “… non bisogna criticarle, in fondo grazie a quelle politiche tutti hanno continuato a ricevere lo stipendio” (sentita dal vivo qualche giorno fa).
Incredibile irresponsabilità, ed incredibile ignoranza dei meccanismo dell’economia.
Che poi è proprio ciò che ci ha portati a questo punto, il 30 settembre 2026.
E non c’entrano nulla “destra” e “sinistra”: non c’entrano Biden e Trump, non c’entrano Conte oppure Meloni. La politica, è sempre la medesima.
Di nuovo COVID.
Si parla di COVID ogni giorno.
Delle conseguenze di ciò che fu fatto … sfruttando l’emergenza COVID.
Bisognerebbe intervistare Draghi. Chiedere a Yellen. Sentire Lagarde.
Chiedere, ma in modo diretto: “e adesso, ce lo dite voi, come se ne esce?”.
Ma non si fanno nè vedere né sentire, loro. Persino Lagarde, già sta passando ad altro incarico.
Tanto, per loro, che cosa cambia?
E la principale conseguenza, per tutti gli investitori del Pianeta, qual’è?
Ma è ovvio!
Lo leggete su ogni sito del Mondo.
Ben arrivati! Con qualche anno di ritardo su Recce’d.
Negli ultimi tre giorni, il giudizio dei media è stato unanime, ed impietoso.
“Ha messo in piedi un baraccone”.
Quattordici mesi fa, il Circo Barnum era in Alaska.
La settimana scorsa, a Washington, Stati Uniti.
Spettacolo?
Ma questo, è uno spettacolo?
Divertente? No.
Bello da vedere? Proprio no.
Utile? E per che cosa?
A tutti gli investitori, sarà utile ricordare che la credibilità NON si ricompera alla Lidl: una volta spesa, è spesa.
Se la hai spesa tutta, nessuno, neppure al tuo Paese, ti crede più.