Il Bitcoin oggi in termini di dollari USA vale quanto cinque anni fa.
Proprio un bell’affare.
Proprio un bel “debasement”.
Il Bitcoin oggi in termini di dollari USA vale quanto cinque anni fa.
Proprio un bell’affare.
Proprio un bel “debasement”.
In questo panorama c’è una sola eccezione ed è l’oro.
Ma questo, con il “debasement”, ha nulla a che vedere.
Chiedetelo, a chi vi spinge questo “tema”: perché da 12 mesi il GOLD (come amano chiamarlo i trader, perché l’inglese come sapete significa … “competenza e professionalità”) non si è mosso da un anno?
Dove lo vedete, nel grafico, il “debasement”?
Spiegatecelo, amici trader!
Il più grave errore oggi per un investitore?
Ne abbiamo scritto, nelle tre serie di tweet pubblicate in data odierna, e basta scorrere la pagina.
C’è un secondo gravissimo errore, per un investitore oggi.
Ed è quello di ignorare la geopolitica come fattore che decide i rendimenti degli asset finanziari.
I mercati, per il momento, non hanno dati grande importanza a queste guerre: i prezzi non sono cambiati di molto, a causa delle tre guerre che sono in corso.
Ma se non ne avete compreso la rilevanza, allora siete davvero in forte ritardo sulla realtà.
Guerra in Ucraina, dal 2022.
Attacco all’IRAN, dal febbraio 2026.
Guerra dei chips, dal 2023.
Perché queste guerre non finiscono?
A chi conviene?
Quali sono le motivazioni profonde?
Perché queste guerre continuano?
Per quale ragione si allargano?
A chi interessa? A chi conviene?
Vi serve un quadro più ampio. Vi serve un quadro coerente. Vi serve un quadro ragionato e solido.
Se no, come le fate le vostre scelte? Chiudendo gli occhi?
C’è chi ci prova.
I più furbi, i più smaliziati.
Questo è il Corriere della Sera, il più diffuso ed autorevole quotidiano italiani. Il titolo è del 15 agosto
I rendimenti in rialzo questo titolo li presenta come un fatto molto favorevole. Il 15 agosto 2026.
Non importa nulla, al Corriere della Sera che voi state PERDENDO SOLDI su tutti i BTp che avete in portafoglio. Il Corriere della Sera scrive che “conviene” avere BTp in portafoglio. Nel vostro portafoglio titoli.
I prezzi in calo? Sono un fatto positivo, e chissenefrega dei BTp che avete già in portafoglio, L’importante è “pompare”: continuare “pompare” sempre e comunque. Comperate, comperate, e comperate sempre BTp, in qualsiasi condizione.
C’è chi ci prova.
I più furbi, i più smaliziati.
Questo è il Corriere della Sera, il più diffuso ed autorevole quotidiano italiani. Il titolo è di ieri.
Vi spiegano “come guadagnare”.
Ma nel “lungo periodo”. Che significa “lungo periodo”?
E poi, non dovrebbe forse impegnarsi a spiegare “come si guadagna” sui BTp che vi hanno spinto ad acquistare, proprio loro del Corriere della Sera, tre mesi fa, sei mesi fa, un anno fa?
E che ora sono tutti, ma proprio tutti, in perdita?
C’è chi ci prova.
I più furbi, i più smaliziati.
Guardate che splendido esempio di giornalismo.
Leggete questo titolo del Sole 24 Ore.
Si legge nel titolo: “ai massimi”. Addirittura “al top”. Euforia, entusiasmo, positività.
Si inganna il lettore.
Qui “ai massimi” significa che per voi i prezzi di ciò che avete comperato, di tutto quello che vi hanno spinto ad acquistare, dai BTp ai Fondi Comuni di Investimento obbligazionari, stanno “ai minimi”, e non invece “ai massimi”
C’è chi ci prova.
I più furbi, i più smaliziati.
L’idea è questa: usare la parola “rally”.
Perché “rally” fa pensare a qualche cosa che sale.
Il tema dominante della comunicazione finanziaria, da un paio di settimane, è quello dell’immagine qui sotto.
Per quale ragione, solo due mesi fa, questo tema proprio non esisteva per Mediolanum? E per Fideuram? E per Fineco? E per Banca Generali? E per Allianz? E per tutte le altre Reti di promotori finanziari che tengono in gabbia i risparmiatori in Italia con le loro soluzioni (vecchie come Matusalemme) di investimento basate sulla allocazione statica ed i Fondi di investimento?